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L'esodo dei cristiani dal Sinai

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 Coptic Christians carry a crucifix and chant prayers during a candlelight protest at Abassaiya Orthodox Cathedral in Cairo Oct. 16, one week after people were killed during clashes with soldiers and riot police. At least 26 people, mostly Christians, were killed Oct. 9 when troops broke up a peaceful protest against an earlier attack on a church in southern Egypt. (CNS photo/stringer via Reuters) (Oct. 18, 2011) See EGYPT-CHRISTIANS Oct. 10, 2011.

Di Marco Gombacci

“Hanno sete di sangue cristiano” è l’urlo disperato di Wafaa Fawzy, cognata dell’uomo egiziano di fede cristiano-copta bruciato vivo assieme a suo figlio per mano dei miliziani dell’Isis la scorsa settimana. “Sono stati molto chiari quando hanno detto che non avrebbero lasciato nessun cristiano in pace. Vogliono uno Stato islamico!” continua la donna, come riportato da Abc News.
Ora i cristiani egiziani hanno paura e scappano. Un vero e proprio esodo sta avendo luogo in queste ore nel nord della penisola del Sinai, più precisamente dalla città di El Arish, dove un centinaio di famiglie cristiane stanno scappando dal Sinai per rifugiarsi a Ismailia, sulla riva occidentale del Canale di Suez, a 115 chilometri dalla capitale Il Cairo: il più lontano possibile dalle bandiere nere dello Stato islamico.

Nel Sinai, una terra così cara alla fede cristiana e da un alto valore simbolico, sorgono numerose chiese e, soprattutto, a sud si trova il monastero di Santa Caterina, il più antico monastero cristiano ancora esistente, fatto erigere dall’imperatore Giustiniano nel 527 nel luogo dove Mosè ricevette i dieci comandamenti.
L’esodo è la conseguenza di una serie di recenti violenti attacchi dei miliziani neri contro la comunità cristiana copta egiziana, incominciati lo scorso dicembre con l’uccisione di venticinque fedeli per lo scoppio di una bomba alla chiesa di San Pietro a Il Cairo, continuati con violenze e minacce, e culminati con la barbara uccisione di due copti, di cui uno arso vivo.
“Il governo ci ha aiutato a trovare un alloggio per alcune famiglie, per le altre ci siamo dovuti arrangiare noi,” dichiara padre Kyrillos Ibrahim a Dpa News Agency.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha dato ordine alle autorità governative di prendere tutte le misure necessarie per aiutare i cristiani che stanno scappando dal nord del Sinai. Secondo il referente della comunità copta ortodossa, padre Kyrillos Ibrahim, ogni famiglia conta circa cinque membri e si prevede che ulteriori famiglie si uniranno in un secondo momento agli sfollati.
Ulteriori donne, anziani e bambine egiziane dovranno nascondersi o scappare nuovamente per la sola colpa di essere cristiani.

FONTE: http://www.occhidellaguerra.it/lesodo-dei-cristiani-dal-sinai-2/
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