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Giampaolo Scafarto, indagato nell'inchiesta Consip, è accusato di nuova rivelazione di segreto d'ufficio, ma viene promosso

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Si aggrava la posizione di Gianpaolo Scafarto, l'ufficiale dei carabinieri sotto inchiesta per falso e rivelazione del segreto istruttorio nell'ambito dell'inchiesta della procura di Roma su Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione. Gli inquirenti di piazzale Clodio avrebbero accertato un altro episodio di rivelazione del segreto d'ufficio e per questo motivo hanno convocato l'indagato oggi per notificargli la nuova contestazione ed interrogarlo.
L'ufficiale, intanto, che dal Noe è stato trasferito al Comando regionale dei Carabinieri di Napoli, nei mesi scorsi è stato promosso: da capitano è diventato maggiore. Un atto dovuto, spiegano al Comando generale dell'Arma. La promozione, infatti, dicono da viale Romania, "è avvenuta in attuazione di una norma di legge entrata in vigore nel luglio scorso, che ha previsto per tutti gli ufficiali del ruolo speciale dei Carabinieri il recupero di due anni dell'anzianità di servizio maturata in precedenza". L'applicazione di questa norma "è dovuta ed automatica, senza alcuna possibile discrezionalità o deroga dell'Amministrazione, in quanto la posizione di indagato rivestita dall'ufficiale in questione non costituisce motivo ostativo all'avanzamento di grado (costituisce impedimento alla promozione solo il rinvio a giudizio)".
Scafarto era finito nel registro degli indagati in quanto ritenuto l'autore di un'informativa in cui avrebbe, da un lato, accreditato erroneamente la tesi della presenza dei servizi segreti nel corso degli accertamenti e, dall'altro, di aver attribuito ad Alfredo Romeo e non a Italo Bocchino una frase intercettata: "...Renzi l'ultima volta che l'ho incontrato".
La nuova contestazione è scattata dopo il rigetto, da parte del procuratore Giuseppe Pignatone, dell'aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi, dell'istanza con la quale Scafarto aveva sollecitato il trasferimento degli atti riguardanti la sua posizione, per competenza territoriale, alla procura di Napoli oppure a quella di Firenze.
Nello scorso giugno, a Scafarto, erano state fatte nuove contestazioni di falso e di rivelazioni del segreto a proposito di un riferimento al generale Fabrizio Farragina, ex Aisi (il servizio segreto interno) sulla vicenda della presunta presenza di esponenti dei servizi durante le indagini svolte da Scafarto su Consip e di presunte 'soffiate' sull'andamento delle indagini - ad agosto 2016 e marzo 2017 - ad ex colleghi del Noe passati poi ai Servizi.
L'ufficiale dell'Arma, investigatore che ha svolto un ruolo determinante nell'inchiesta sulla centrale acquisti della pubblica amministrazione (fu lui a recuperare i "pizzini" dell'imprenditore Alfredo Romeo con indicazioni di cifre e iniziali dei destinatari), si è sempre difeso sostenendo che dietro le presunte omissioni e falsificazioni a lui attribuite non si celi alcun dolo e, di conseguenza, alcun profilo penale.
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Consip

Giampaolo Scafarto

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