SVEZIA: LA STORIA DI AIDEEN STRANDSSON, profuga iraniana converita al cristianesimo a cui è stata rifiutata la richiesta d'asilo per motivi religiosi e che l'Ungheria vuole aiutare

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Di Salvatore Santoru

Aideen Strandsson è un'attrice iraniana che si è convertita al cristianesimo.
La sua particolare storia è diventata nota nell'agosto del 2017 e di essa ne hanno parlato diversi media internazionali, tra cui 'Repubblica'(1), e di tanto in tanto viene citata sul web anche se è relativamente ancora poco conosciuta.

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Essendo la conversione al cristianesimo punibile con la morte per gli uomini e con l'ergastolo per le donne(2), nel 2014 l'attrice ha deciso di emigrare dall'Iran alla Svezia.

Nel paese nordeuropeo, considerato 'modello d'accoglienza' per profughi, la Strandsson è riuscita ad ottenere un visto di lavoro temporaneo come programmatrice software, si è sposata con un uomo svedese e si è battezzata, e proprio il battessimo ha causato forte proteste e minacce da parte di diversi islamisti.
A seguito del clima d'intimidazione che si era creato contro di lei, l'attrice ha chiesto asilo ma la sua richiesta è stata "clamorosamente" rifiutata da parte del Migrationsverket(3), l'agenzia governativa svedese dedita all'immigrazione e che solitamente è criticata per la sua linea politica considerata troppo lassista e permissiva.

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I rappresentanti dell'ufficio immigrazione hanno motivato il loro rifiuto sostenendo che la conversione al cristianesimo(e le conseguenti minacce) della donna sono affari personali irrilevanti ai fini della richiesta d'asilo e tale decisione è stata condivisa dai giudici.
Ora la ragazza rischia di essere rimpatriata dal governo svedese in Iran, nonostante lì sarebbe destinata ad essere incarcerata per apostasia e rischierebbe violenze e torture nelle carceri, come sostenuto dal suo legale Gabriel Donner.

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La vicenda ha fatto relativo scalpore e ha destato l'interesse del governo ungherese, disposto ad accogliere la profuga iraniana.

Per concludere, c'è da dire che tale vicenda fa riflettere sugli aspetti più oscuri e meno conosciuti della tanto esaltata 'macchina d'accoglienza svedese', tanto permissiva e lassista anche quando si tratta di ospitare come "rifugiati" falsi profughi e terroristi, come il miliziano dell'ISIS responsabile dell'attacco a Stoccolma di aprile 2017(4), e rigidamente chiusa nel caso della Strandsson o della 106enne disabile afghana Bibihal Uzbeki(5).


NOTE:

(1)http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/08/17/la-mano-tesa-di-orban-offre-asilo-a-aideen-liraniana-minacciata09.html

(2)https://www.interris.it/bocciato/cristiana-iraniana-chiede-asilo-la-svezia-la-rimpatria-e-un-problema-tuo

(3)https://sv.wikipedia.org/wiki/Migrationsverket_(Sverige)

(4)http://www.ilgiornale.it/news/mondo/stoccolma-preso-lattentatore-i-media-svedesi-39enne-uzbeko-1383772.html

(5)https://www.informazioneconsapevole.com/2017/09/la-svezia-caccia-una-profuga-disabile.html

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