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Assange, la Svezia archivia le indagini per stupro


Di Gerry Freda
I magistrati svedesi hanno in questi giorni archiviato il fascicolo aperto nel 2010 a carico di Julian Assange, in cui egli risultava indagato per stupro.
In tale anno, il fondatore di WikiLeaks era stato incriminato dalle autorità giudiziarie del Paese scandinavo per avere molestato sessualmente due donne al termine di una conferenza svoltasi a Stoccolma. Il blogger australiano, da allora, si era sempre difeso affermando che i rapporti intimi consumati sarebbero stati assolutamente consensuali e bollando le accuse a suo carico come un pretesto ideato dal governo svedese per estradarlo negli Usa. Il fascicolo penale in cui era implicato l'attivista era stato già accantonato nel 2017, salvo poi essere riaperto d'urgenza all'inizio di quest'anno, in seguito all'espulsione del padre di WikiLeaks dall'ambasciata ecuadoriana a Londra.
La decisione della magistratura del Paese nordico di abbandonare le indagini nei riguardi di Assange, attualmente detenuto nella prigione londinese di Belmarsh in attesa di essere consegnato al governo americano, è stata giustificata da Stoccolma facendo riferimento al troppo tempo trascorso” dal verificarsi del presunto stupro.
La Procura nazionale svedese ha infatti dichiarato, riporta la Bbc, che il passare degli anni avrebbe ormai depotenziato il materiale probatorio a carico del fondatore di WikiLeaks“Il motivo di questa scelta è il fatto che le prove raccolte si sono ormai deteriorate per colpa del tanto tempo passato da quando il reato è stato commesso”.
Eva-Marie Persson, vice-direttore dell’istituzione inquirente, ha quindi affermato, ai microfoni dell’emittente britannica, di essere stata lei in persona a firmare l’archiviazione del caso pendente dal 2010, precisando poi: “Mi preme sottolineare che le presunte vittime hanno fornito un’attendibile e coerente ricostruzione dei fatti. Le loro testimonianze sono assolutamente credibili, lineari e dettagliate. Tuttavia, ho dovuto constatare che il materiale probatorio si è deteriorato a un punto tale che non c’è più alcuna ragione per proseguire le indagini”.
Dallo staff dell’attivista australiano non è ancora filtrato alcun commento sulla fine della vicenda giudiziaria svedese, mentre soddisfazione è stata subito espressa dai vertici di WikiLeaks. Kristinn Hrafnsson, attuale responsabile del sito web investigativo, ha accolto con queste parole, citate dalla Bbc, la notizia dell’archiviazione disposta dalla magistratura di Stoccolma: “Ora finalmente ci si può concentrare sulla minaccia che Assange sta denunciando da anni: il brutale procedimento penale montato dagli Usa contro di lui, palese violazione del primo emendamento”.

Per la Svezia il meme del “fidanzato distratto” è sessista e non dovrebbe essere utilizzato nelle pubblicità

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Il Reklamombudsmannen, l’ufficio di garanzia che in Svezia si occupa di pubblicità, ha stabilito che il meme del “fidanzato distratto”, ancora molto popolare su Internet, è sessista e discriminatorio. Il meme consiste in una scena molto semplice: un ragazzo cammina tenendo per mano quella che immaginiamo sia la sua fidanzata e si gira a guardare un’altra ragazza, facendo un’espressione di apprezzamento per quest’ultima e suscitando il disgusto della presunta fidanzata. La foto fa parte di una serie di immagini di stock disponibili sul sito Shutterstock ed è stata utilizzata per commentare o pubblicizzare qualsiasi cosa.
Lo scorso aprile in Svezia, ad esempio, è stato utilizzato su Facebook da una azienda che si chiama Bahnof per una campagna di ricerca personale: il ragazzo era indicato come “tu”, la presunta fidanzata rappresentava “il tuo attuale datore di lavoro” e l’altra rappresentava “Bahnof”.
Il Reklamombudsmannen – attraverso il quale l’industria pubblicitaria svedese si autoregola e che in questo caso è intervenuto per le molte proteste che la pubblicità con il meme ha ricevuto – ha detto che l’immagine è discriminatoria perché oggettiva le donne e le presenta come intercambiabili tra loro: le due ragazze sono poi viste come dei luoghi di lavoro mentre il ragazzo come un individuo. Il meme replica infine ruoli di genere stereotipati e degradanti sia per gli uomini che per le donne. Il Reklamombudsmannen può comunque solo fornire delle indicazioni e non può emettere sanzioni per le aziende che violano le linee guida.

SVEZIA, IL CASO: vietare ingresso festival a migranti è razzismo, vietarlo a tutti gli uomini 'è progressismo'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente in Svezia si è svolto il primo festival vietato agli uomini cisgender(ovvero sia individui che sono nati e si sentono maschi, a prescindere dall'orientamento), il 'Statement'(1).
Tale festival è nato a seguito delle ondate di molestie e abusi che hanno riguardato diversi festival musicali.
C'è da dire che l'idea di vietare l'ingresso agli uomini ai festival è più che legittima(ognuno può decidere chi fare entrare o meno) ma certamente è controverso decidere ciò in base alla paura e alla generalizzazione(demonizzazione?) nei confronti di un'intera categoria di persone.

Il fatto è che gli uomini che si macchiano di queste gravi azioni sono una minoranza in Svezia e ,d'altronde, nel caso si fosse vietato l'ingresso a tutti i migranti(magari mediorientali e di origine africana) per via di abusi commessi da una minoranza di essi tutti i media avrebbero parlato di discriminazione razzista.

Tra l'altro, c'è da segnalare che i principali accusati delle stesse molestie e/o abusi sono immigrati extracomunitari e ciò potrebbe far pensare a una  sorta di 'doppio standard'(magari ideologico).
Difatti, se è sbagliato diffondere paura verso l'intera categoria dei migranti non si capisce perché dovrebbe essere considerato legittimo farlo verso un'intera categoria di individui appartenenti ad un altro genere, o no ?

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com

(2) https://it.blastingnews.com

SVEZIA, SI E' RECENTEMENTE SVOLTO IL PRIMO FESTIVAL 'VIETATO AGLI UOMINI': 'Così si ha uno spazio sicuro per le donne'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente in Svezia si è svolto il 'Statement Festival', il primo festival musicale dedicato interamente alle donne e alle persone non binarie(1).
Tale festival è stato considerato il primo festival 'libero dagli uomini cisgender', ovvero sia tutti gli individui che sono nati e si sentono appartenenti al genere maschile(non importa quale orientamento).

Come riporta il New York Times(2), l'idea del festival è nata dalla comica e presentatrice radiofonica Emma Knyckare come reazione alle ondate di molestie e/o abusi che hanno interessato dei festival musicali recenti e in tal modo si fonda sull'idea di creare 'uno spazio sicuro per le donne'.
Su ciò, ci sarebbe anche da dire che una grande parte dei colpevoli di tali molestie e/o abusi è stata identificata in individui di origine extracomunitaria(3).

NOTE:

(1) https://en.wikipedia.org

(2) https://www.nytimes.com

(3) https://it.blastingnews.com

SVEZIA, ECCO IL LATO OSCURO DEL 'PARADISO MONDIALISTA': città messe a 'ferro e fuoco' da gang ma se ne parla (assai) poco



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Di Salvatore Santoru

La Svezia viene continuamente segnalata come un 'modello progressista' che dovrebbe fungere da esempio per tutto l'Occidente.
Nel paese nordico molte vi è effettivamente un'imponente efficienza della macchina statale(il famoso 'welfare nordeuropeo') e la società è caratterizzata da molti aspetti interessanti.

Tuttavia, non è tutto 'oro quel che luccica' e nel paese nordeuropeo vi sono degli aspetti per così dire 'oscuri' di cui si parla (assai) poco.
Tra questi, vi sono anche alcuni aspetti della società ma sopratutto la gestione dell'attuale immigrazione di massa e del crimine(che non sono ovviamente correlati, ma in certi contesti ci sono questioni controverse).

Per intendersi, se è certamente positiva la strategia politica di integrare i migranti/profughi e combattere razzismo e xenofobia, lo è assai di meno un certo 'permissivismo' che 'regna sovrano' nella Svezia.
Parlando dell'attualità, uno degli esempi di ciò è la recente 'messa a ferro e fuoco' di diverse città da parte di bande di immigrati.
Più specificatamente, riporta il New York Times(1), qualche settimana fa sono state date alle fiamme diverse auto, ben più di 100 nella sola in alcune città sopratutto Gothenburg(1).
Inoltre, ricorda Scenari Eonomici(2), in diverse città sono state bruciate anche scuole e centri commerciali.

C'è da dire che a quanto pare tali attacchi incendiari (che per certi versi ricordano metodi tipici della mafia o di altre criminalità organizzate) sono sempre più frequenti e questo nella generalmente 'tranquilla e pacifica Svezia' non è certo un buon biglietto da visita.
Di seguito, un elenco degli incendi dolosi nella sola Gothenburg dall'inzio del 2018.





Multiple Vehicles Torched in Arson Attacks in

Significant Arson Attacks in 2018:
- Majority of attacks on cars, apartments & container bins
- Schools & businesses have also been targeted
- ,, , areas mainly affected

D'altronde, è ovvio che la Svezia venga proposto come 'modello perfetto' da parte della 'propaganda mondialista' ma, mentre vengono idealizzati i suoi indubbi meriti, si nascondono gli 'inferni' che si nascondono e che a ben vedere sono comunque visibili anche alla 'luce del sole'.

NOTE:

(1) https://www.nytimes.com

(2) https://scenarieconomici.it

In Svezia una donna musulmana ha vinto una causa contro l’uomo che non le fece un colloquio di lavoro perché lei si rifiutò di stringergli la mano

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Via il Post

Una donna svedese di religione musulmana ha vinto una causa contro il datore di lavoro che si rifiutò di farle un colloquio di lavoro dopo che lei si era rifiutata di stringere la mano dell’uomo che avrebbe dovuto farle il colloquio. La donna –Farah Alhajeh, 24 anni – avrebbe dovuto fare un colloquio come interprete e non strinse la mano dell’uomo per motivi religiosi (anziché stringere la mano dell’uomo, si mise la sua stessa mano sul cuore). Il tribunale del lavoro svedese ha deciso che la società discriminò la donna impedendole di fare il colloquio e ha ordinato che le sia dato un risarcimento di 40mila corone, un po’ più di 4mila euro. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.ilpost.it/2018/08/16/farah-alhajeh-causa-stretta-di-mano/

Svezia Inghilterra 0-2. I britannici in semifinale ai mondiali dopo 28 anni

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L'Inghilterra torna in semifinale a un mondiale dopo 28 anni. L'ultima volta dei britannici infatti era stata a Italia '90. Gli uomini di Gareth Southgate hanno battuto la Svezia per due reti a zero. Ma quello che più rende strabiliante la vittoria è che entrambi i due gol sono stati realizzati di testa contro i giganti svedesi.
A segnare sono stati al 30' del primo tempo Maguire e al 14' della ripresa Alli. Per la Svezia non c'è stato nulla da fare, anche perché si sono trovati davanti il portiere inglese Pickford in stato di grazia.
Ora l'Inghilterra attende la vincente tra Croazia e la Russia padrona di casa per giocarsi la finalissima di Russia 2018. La semifinale verrà disputata mercoledì 11 luglio alle 20.

La Svezia distribuisce in tutte le case il volantino “state pronti alla guerra”



 https://www.theguardian.com

Il governo svedese ha iniziato ad inviare a tutte le 4,8 milioni di famiglie del paese un opuscolo per informare la popolazione, per la prima volta in oltre mezzo secolo, su cosa fare in caso di guerra.
Om krisen eller kriget kommer (Se arriva la crisi o la guerra) spiega come garantirsi bisogni di base come cibo, acqua e calore, il significato dei segnali d’allarme, dove trovare rifugi antiatomici e come contribuire alla “difesa totale” della Svezia.
L’opuscolo di 20 pagine, illustrato con immagini di sirene, aerei da guerra e famiglie in fuga dalle proprie case, prepara anche la popolazione a pericoli quali attacchi informatici e terroristici e cambiamenti climatici, oltre ad una pagina sull’identificazione di notizie false.
“Sebbene la Svezia  sia più sicura di molti altri paesi, ci sono ancora minacce alla nostra sicurezza ed indipendenza”, afferma l’opuscolo. “Se sei preparato, contribuisci a migliorare la capacità del paese di far fronte ad una grave tensione”.
Depliant simili furono per la prima volta distribuiti nella neutrale Svezia del 1943, al culmine della seconda guerra mondiale. Degli aggiornamenti vennero regolarmente forniti al pubblico fino al ’61, e poi ai funzionari governativi locali e nazionali fino al ’91.
“La società è vulnerabile, dobbiamo prepararci come individui”, ha detto Dan Eliassondell’agenzia svedese per le evenienze civili, responsabile del progetto. “C’è anche un deficit di informazioni in termini di consulenza concreta, che miriamo a fornire”.

A Swedish cold-war era defence leaflet.


La pubblicazione arriva quando in Svezia il dibattito sulla sicurezza – e la possibilità di unirsi alla NATO – si è intensificato, a séguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 e delle recenti incursioni nello spazio aereo e nelle acque territoriali svedesi da parte di aerei e sottomarini russi.
Il paese ha iniziato ad invertire i tagli alle spese militari. L’anno scorso ha organizzato le sue più grandi esercitazioni militari in quasi un quarto di secolo, ha reintrodotto il reclutamento militare ed ha  svelato piani congiunti con la Danimarca per contrastare gli attacchi informatici e la disinformazione russi.
Il volantino consiglia alle persone di pensare a come affrontare il problema della mancanza di riscaldamento, cibo, acqua, bancomat, cellulari ed internet.
Si consiglia anche di verificare sempre la fonte delle informazioni, avvertendo che “stati ed organizzazioni stanno già cercando di influenzare i nostri valori ed il nostro modo di agire… e di ridurre la nostra capacità di recupero e volontà di difenderci”.
Una pagina dettagliata di “consigli casalinghi” esorta la popolazione a fare scorta di bottiglie d’acqua, indumenti caldi, sacchi a pelo e “cibo non deperibile, che possa essere preparato rapidamente e richieda poca acqua”.
In caso di conflitto armato, dice che “tutti sono obbligati a contribuire e tutti sono necessari” alla “difesa totale” della Svezia: chiunque tra i 16 ed i 70 anni “può essere chiamato a prestare assistenza in caso di minaccia di guerra o di guerra vera e propria”.
La Svezia non è in guerra da più di 200 anni. Dovesse essere attaccata, il volantino dice “non ci arrenderemo mai. Tutte le informazioni che dicono che la resistenza deve cessare sono false”.
Traduzione per www.comedonchisciotte.org  a cura di HMG

Svezia, arriva la rivelazione sul 'segreto delle famose polpette': ecco di che cosa si tratta

Risultati immagini per piatti tipici della svezia

Di Salvatore Santoru

Sarebbe stato svelato il 'segreto sulle famose polpette svedesi'.
Come riporta l'Huffington Post(1), tali polpette non sarebbero state in realtà una specialità nativa del paese nordeuropeo.




Difatti, esse sarebbero basate su una ricetta che il re Carlo XII importò dalla Turchia all'inizio del XVIII secolo. 
 La 'rivelazione' è stata fatta sull'account Twitter ufficiale del paese.


Il tweet è stato accolto con una certa incredulità ma ha trovato conferma grazie a un certo Peter Isolato, il quale ha scoperto le prove in un antico ricettario. 

NOTA:

(1) https://www.huffingtonpost.it/2018/05/02/la-svezia-ha-appena-fatto-una-confessione-sorprendente-sulle-sue-famose-polpette_a_23425113

La violenta realtà della Svezia sta sostituendo la sua immagine pacifica


Di Paulina Neuding

 Stoccolma — La Svezia potrà anche essere nota per la sua musica pop, per l’IKEA e per il suo sistema di protezione sociale generoso. Ma è sempre più associata anche a un numero crescente di reclute dello Stato Islamico, alle esplosioni e agli assalti con bombe a mano.

All’inizio dell’anno, nel giro di due settimane, nel paese ci sono state cinque esplosioni. Ormai la cosa non è inusuale – gli Svedesi si sono abituati ai titoloni sui crimini violenti, alle intimidazioni dei testimoni e alle esecuzioni delle gang. In un paese a lungo noto per la sua sicurezza, gli elettori hanno scelto “legge e ordine” come la questione più importante alla vigilia delle elezioni di settembre.

Tuttavia l’argomento del crimine è delicato, e il dibattito sulla questione, nella società scandinava in cui il consenso viene orientato dai media, viene delimitato dai tabù.

Per comprendere la questione del crimine in Svezia, è importante notare che la Svezia ha tratto beneficio dal diffuso declino della violenza omicida nelle società occidentali, in particolare per quello che riguarda la violenza spontanea e le uccisioni legate all’alcolismo. Tuttavia il calo totale degli omicidi in Svezia è stato molto minore che nei paesi confinanti.

Gli omicidi legati alle gang, ormai principalmente un fenomeno legato a uomini con un background da immigrati nelle comunità parallele del paese, sono aumentati da 4 all’anno nei primi anni ’90 a circa 40 nello scorso anno. A causa di ciò, la Svezia è passata da essere un paese con un basso livello di criminalità ad avere tassi di omicidi significativamente più alti rispetto alla media dei paesi dell’Europa Occidentale. Il disordine sociale, con auto date a fuoco, attacchi ai primi soccorritori e persino rivolte, è un fenomeno ricorrente.

Le sparatorie sono diventate così comuni che non ottengono più nemmeno i titoli dei giornali, a meno che siano spettacolari o implichino omicidi. Le notizie degli assalti sono velocemente rimpiazzate dai titoli sugli eventi sportivi e sulle celebrità, e i lettori sono ormai desensibilizzati nei confronti della violenza. Per la generazione precedente, bombe contro la polizia e rivolte erano eventi estremamente rari. Oggi leggere di questi incidenti è considerato parte della normalità quotidiana.

Il crescente livello di violenza non è passato inosservato da parte dei vicini scandinavi della Svezia. I norvegesi usano comunemente la frase “condizioni svedesi” per descrivere il crimine e il disordine sociale. Il punto di vista della Danimarca è stato esplicitato quando il presidente della NATO e Primo ministro danese Anders Fogh Rasmussen ha dichiarato in un’intervista a una TV svedese: “Uso spesso la Svezia come esempio deterrente”.

Come reazione il governo svedese ha lanciato una campagna internazionale per “l’immagine della Svezia” per minimizzare la crescita del crimine, sia con una strategia sui media sia attraverso campagne pagate con i soldi delle tasse. Durante una visita alla Casa Bianca lo scorso marzo, il Primo ministro svedese Stefan Löfven ha ammesso che il suo paese ha problemi con la criminalità e in particolare con le sparatorie, ma ha negato l’esistenza di “zone no-go” (zone in pratica al di fuori del controllo dello Stato, dove è pericoloso avventurarsi, NdVdE). Il ministro dell’istruzione svedese, Gustav Fridolin, è stato in Ungheria ed ha lanciato lo stesso messaggio.

Ma la realtà è diversa per chi vive sul territorio: il capo del sindacato dei paramedici Ambulansförbundet, Gordon Grattidge, e il suo predecessore Henrik Johansson mi hanno riferito recentemente in un’intervista che alcuni isolati sono senza dubbio delle zone no-go per le ambulanze – a meno che non vengano scortate dalla polizia.

Gli svedesi non sono abituati a grandiose manifestazioni di orgoglio nazionale, ma il concetto di un “Modello svedese” – quello su cui il paese ha molto da insegnare al mondo – è una parte essenziale nell’immagine di sé della nazione.

Dal momento che il crimine è intimamente legato al fallimento del paese nell’integrazione degli immigrati, la crescita della violenza è un argomento delicato. Quando il governo svedese e l’opposizione si riferiscono alla Svezia come una “superpotenza umanitaria”, perché ha aperto le porte a più immigrati in relazione al numero di abitanti rispetto a tutti gli altri paesi dell’UE, ci credono davvero. Il che ha provocato contorsioni notevoli.

In marzo, il ministro del Mercato del lavoro, Ylva Johansson, è apparsa alla BBC, dove ha dichiarato che il numero di casi di stupri e violenze sessuali stava “diminuendo, diminuento, diminuendo”. In realtà, era vero proprio il contrario, cosa che la Johansson ha più tardi ammesso, scusandosi.

Analogamente, in un editoriale sul Washington Post, l’ex Primo Ministro Carl Bildt ha descritto la politica di immigrazione del paese come una storia di successo. Non si è soffermato sulla questione dei crimini violenti. A seguito di ripetuti attacchi a dicembre contro istituzioni ebree – incluso il bombardamento di una sinagoga a Göteborg – Bildt ha utilizzato lo stesso giornale per sostenere che l’antisemitismo non è un problema rilevante in Svezia.

“Storicamente, in Svezia sono stati i cattolici ad essere visti come una minaccia pericolosa, che doveva essere combattuta e limitata” ha sostento Bildt, apparentemente inconsapevole che le leggi da lui citate si applicavano anche agli ebrei. I matrimoni misti erano illegali e l’ostilità si basava sull’idea che gli ebrei fossero una razza inferiore. Il tentativo di Bildt di relativizzare l’attuale antisemitismo con argomenti storici strani ed errati dimostra quanto nervosamente le élite svedesi reagiscono alle notizie negative che riguardano il loro paese.

Un altro esempio spettacolare è il sito ufficiale del governo, nella sezione “Fatti riguardo all’immigrazione, all’integrazione e al crimine in Svezia”, che vorrebbe sfatare i miti riguardanti il paese. Una delle “false affermazioni” che il governo vorrebbe sfatare è che “non molto tempo fa, la Svezia ha conosciuto il suo primo attacco terroristico di stampo islamico”.

La cosa è sorprendente, considerate che il Jihadista uzbeko Rakhmat Akilov si è dichiarato colpevole dell’assalto terroristico su un camion che ha ucciso cinque persone a Stoccolma lo scorso aprile e ha giurato fedeltà all’ISIS prima dell’assalto stesso. Akilov, che al momento è sotto processo, ha orgogliosamente ribadito il suo sostegno all’ISIS e dichiarato che il suo intento era di uccidere cittadini svedesi. Aveva inoltre contatti documentati con jihadisti internazionali.

Il pretesto del governo per negare l’attacco terroristico islamico in Svezia è che nessun gruppo islamico l’ha rivendicato ufficialmente. Data l’importanza che oggi viene attribuita alla lotta alle “fake news”, la manomissione da parte del governo svedese di fatti politicamente scomodi risulta particolarmente irresponsabile.

A volte serve un osservatore esterno per mettere le cose nella giusta prospettiva. Un recente articolo di Bojan Pancevski sul Sunday Times di Londra ha puntato l’attenzione sull’immigrazione e i crimini violenti. L’articolo ha destato scalpore in Svezia e viene visto da molti almeno in parte come il motivo per cui i ministri degli Esteri del Regno Unito e del Canada hanno emesso “consigli per chi viaggia” nei riguardi del paese, citando il rischio di esplosioni e crimini legati alle gang. “Danno l’idea che la violenza sia fuori controllo”, ha dichiarato Stefan Sintéus, il capo della polizia di Malmö.

Non sembra che il capo della polizia si renda conto che sia i “consigli per chi viaggia”, sia l’articolo possano riflettere una qualche realtà. Dopo tutto, solo pochi giorni prima la stazione di polizia di Malmö era stata oggetto di un assalto con bombe a mano. Mentre nei primi giorni del mese una macchina della polizia è stata distrutta da un’esplosione, sempre nella stessa città.

I funzionari forse saranno rassegnati alla situazione. Ma per un paese dell’Europa Occidentale in tempo di pace, è ragionevole ritenere questi livelli di violenza come fuori controllo.


Traduzione di Malachia Paperoga per http://vocidallestero.it/

L'AVVERTIMENTO DELL'EX AMBASCIATORE SVEDESE IN RUSSIA SVEN HIRDMAN: 'Una guerra tra Svezia e Russia sarebbe una catastrofe, dobbiamo ridurre le tensioni'

Risultati immagini per Sven Hirdman sweden russia

Di Salvatore Santoru

Da diverso tempo le relazioni diplomatiche tra Svezia e Russia sono ben poco amichevoli.
Nel paese nordeuropeo la linea politica del governo è decisamente critica verso la Russia putiniana ed è molta diffusa la paura di una possibile invasione russa e il rischio di un conflitto armato tra le due nazioni(1).

Dal canto suo, la Russia vede alquanto negativamente la stessa attuale linea politica del governo svedese e si sostiene che sia coinvolta in tentativi di 'condizionamento' a livello mediatico e nell'appoggio ad alcune delle forze politiche, perlopiù di stampo conservatore, che si oppongono all'attuale governo(2).

Indubbiamente la crescente tensione fa paura e il rischio di un possibile conflitto armato tra le due nazioni non è da sottovalutare e tale è l'opinione dell'ex ambasciatore svedese in Russia Sven Hirdman(3).

In un articolo pubblicato sul quotidiano liberale Vestmanlands Läns Tidning(4), lo stesso Hirdman ha sostenuto la necessità di migliori relazioni diplomatiche tra i due paesi e ha scritto che un conflitto armato con la Russia rappresenterebbe la fine della stessa nazione nordica.

Inoltre, come riportato da un articolo di 'Sputnik Italia'(5), Hirdman ha sostenuto che la diffidenza della Svezia nei confronti con la Russia sarebbe errata.

NOTE:

(1)https://www.informazioneconsapevole.com/2017/03/la-svezia-reintroduce-la-leva-militare.html

(2)https://www.huffingtonpost.com/entry/russia-sway-public-opinion-sweden_us_58753219e4b02b5f858b8f0d

(3)https://en.wikipedia.org/wiki/Sven_Hirdman

(4)http://www.vlt.se/opinion/debatt/sven-hirdman-krigshysterin-om-ryssland-ar-farlig-och-obegriplig

(5)https://it.sputniknews.com/mondo/201801185528163-guerra-svezia-russia-ambasciatore/

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