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Ong tedesca anti-immigrazione: "Profughi, andate in Siria. È luogo sicuro"


Di Gerry Freda
Un’ong tedesca è divenuta in patria bersaglio di forti critiche per avere esortato i profughi presenti in Germania a trasferirsi in Siria.
Il Paese medio-orientale è stato infatti descritto dai vertici dell’organizzazione come un “posto sicuro”, adatto a ospitare i circa 700mila rifugiati accolti negli ultimi tre anni dal governo Merkel. Tale proposta è stata subito definita “assurda” dagli attivisti anti-Assad presenti in Europa.
Alternative Help Association (Aha), l’ong di estrema destra finita al centro delle polemiche, è stata fondata nel 2017 con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione di massa, difendere i confini tedeschi e preservare l’identità culturale europea. Sotto lo slogan “Patria, libertà, tradizione”, Aha ha duramente criticato la politica dell’accoglienza perseguita da Angela Merkel, denunciando i rischi per l’omogeneità etnica e per la stabilità economica della Germania derivanti dall’arrivo incontrollato di clandestini.
L’ultima iniziativa dell’associazione ... è stata la diffusione di un video diretto a presentare la Siria come un “Paese pacificato”. Le riprese, effettuate nei territori a Nord Est di Damasco, immortalano scene di vita ordinaria nel villaggio di Maaloula. La videocamera quindi indugia sul panorama circostante, caratterizzato da colline brulle e monasteri scavati nella roccia. Nei secondi finali del filmato si vedono alcuni attivisti di Aha che esortano gli immigrati riparati in Germania a stabilirsi nel Paese arabo, divenuto ormai “sicuro” grazie al ripristino dell’autorità del presidente Assad.
Mario Muller, uno dei militanti che compaiono nel video, ha ribadito, intervistato dall’emittente Al Jazeera, l’impegno dell’ong identitaria a “constatare in prima persona” la portata dell’attuale crisi migratoria e ha poi affermato: “L’obiettivo della prima visita in Siria dei membri di Aha è analizzare da vicino la situazione, stabilire contatti con gli attori in gioco e capire come possiamo concretamente aiutare la gente del posto.” Muller ha quindi attaccato la strategia promossa dalla Merkel in ambito migratorio: “L’unica politica sensata è quella mirante a invogliare i Siriani a non lasciare la loro patria. Ogni euro che la Germania oggi spende per l’assistenza sociale rivolta ai migranti e per favorire l’integrazione di questi ultimi deve invece essere impiegato, al fine di produrre effetti realmente vantaggiosi sul fronte migratorio, per incoraggiare la ripresa dell’economia siriana. Nei territori in cui abbiamo effettuato le riprese non ci siamo mai sentiti in pericolo e questo dimostra che non c’è alcun ostacolo al rientro in patria dei rifugiati presenti in Europa. Costoro possono quindi tornare nel loro Paese di origine e dare una mano per la rinascita di quest’ultimo. La Siria ha estremamente bisogno di loro.”
L’attivista ha poi evidenziato i molteplici sforzi intrapresi da Aha circa la ricostruzione del Paese medio-orientale, consistenti soprattutto in donazioni dirette a finanziare il restauro dei monasteri danneggiati durante la guerra civile e in distribuzioni di viveri e medicinali alla popolazione civile. Infine, Muller ha pronunciato parole di elogio nei confronti di Assad: “Malgrado non sia a capo di una democrazia di stampo occidentale, il presidente in carica è l’unico in grado di tutelare i diritti delle minoranze. Con Assad al potere, cristiani, sciiti e drusi potranno avere un futuro di pace e opportunità nella loro patria.”
I membri dell’ong identitaria si erano già recati in Medio Oriente nei mesi precedenti, sempre per condurre iniziative miranti a scoraggiare le partenze dei migranti verso l’Europa. Lo scorso giugno, infatti, esponenti di Aha erano giunti in Libano, al fine di visitare i campi profughi destinati ai soggetti in fuga dalla guerra civile siriana. In quell’occasione, gli attivisti tedeschi avevano diffuso agli ospiti delle strutture ricettive materiale informativo inteso a dissuadere questi ultimi dall’intraprendere il viaggio verso il “Vecchio continente”.
Il messaggio lanciato in questi giorni da Aha, diretto a incoraggiare i profughi presenti in Germania a stabilirsi nella “sicura” Siria, è stato duramente criticato dalle associazioni anti-Assad presenti in Europa. Ad esempio, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, in una nota, ha tuonato: “È palesemente assurdo e difficilmente comprensibile che qualcuno chieda ai rifugiati siriani di tornare in un Paese in cui il governo accusa di terrorismo e fa arrestare persino i volontari impegnati a soccorrere la popolazione sepolta sotto le macerie degli edifici.” L’Osservatorio ha quindi fornito un bilancio della repressione ordinata nei mesi scorsi dalle autorità siriane contro i “traditori”. In base ai dati forniti dall’organizzazione anti-Assad, sarebbero 250mila gli individui “scomparsi” a causa dell’ondata di arresti decisa dal governo di Damasco al fine di “stroncare il terrorismo”.

IL DALAI LAMA: 'L'Europa è degli europei, doveroso aiutare i rifugiati bisognosi e giusto che tornino nei loro paesi d'origine per contribuire al loro sviluppo'

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Di Salvatore Santoru
Recentemente il leader spirituale Dalai Lama ha dichiarato che "l'Europa appartiene agli europei". Più specificatamente e stando a quanto riporta 'Yahoo' e l'agenzia giornalistica Aska News(1), il Dalai Lama ha sostenuto ciò in una conferenza a Malmo, in Svezia.
Inoltre, il leader spirituale buddhista ha affermato che i paesi europei devono aiutare i rifugiati bisognosi e che, allo stesso tempo, i profughi dovrebbero poter tornare nei loro paesi d'origine e contribuire a migliorarli.
NOTA:

FRANCIA, evacuato il campo profughi di Dunkerque: maggioranza dei suoi ex 'residenti' sono curdi iracheni

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Di Salvatore Santoru
Evacuato l'accampamento di Dunkerque, a Grande-Synthe. Come riporta il Giornale(1), nel campo dove vivevano circa 800 profughi che avevano intenzione di attraversare il Canale della Manica per raggiungere la Gran Bretagna.
L'operazione della gendarmeria francese ha coinvolto circa 200 poliziotti e, stando alle autorità, il 95% dei profughi è composto da curdi iracheni.
NOTA:

SUDAFRICA, 15mila contadini bianchi vogliono chiedere l'asilo politico in Russia

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Di Salvatore Santoru

Circa 15mila persone sudafricane vorrebbero chiedere l'asilo politico alla Russia.
Più specificatamente si tratta di contadini afrikaners, ovvero sia membri della minoranza bianca del Sudafrica(1).

Secondo i richiedenti asilo, la situazione sudafricana sta diventando particolarmente pesante per i contadini appartenenti alla minoranza etnico-razziale di origine europea.
Difatti, nel paese africano i contadini bianchi costituiscono le principali vittime degli attacchi vandalici e criminali noti come 'South African farms', attacchi che spesso finiscono in omicidi e/o massacri(2).

Dal canto suo, la Russia sembra ben disposta nell'accogliere i profughi di origine afrikaner e recentemente una delegazione della minoranza sudafricana bianca si è incontrata con l'assistente del Difensore civico per i diritti umani nel territorio di Stavropol(cittadina del sud della Russia), Vladimir Poluboyarenko(3).
A quanto pare, i membri della delegazione afrikaner hanno deciso di trasferirsi nel territorio di Stavropol dopo aver saputo che nella stessa regione era stata accettata una famiglia proveniente dalla Germania.

Andando maggiormente nello specifico, gli afrikaners sono i discendenti degli esploratori europei che crearono le fondamenta di quella che è oggi l'attuale capitale legislativa del Sudafrica, 'Città del Capo'(4).
In seguito, la situazione geopolitica sudafricana divenne particolarmente critica per via della penetrazione del colonialismo inglese nel Sudafrica.

Difatti, il colonialismo britannico perseguitò gli afrikaners e gli fece espellere dalle loro terre e allo stesso tempo pose le basi per la politica di contrapposizione che si innescò tra gli stessi afrikaners(primi abitanti del moderno Sudafrica) e le popolazioni nere residenti nei territori vicini.
A seguito di ciò, vennero poste le basi per la politica del duro apartheid nei confronti dei neri, politica di segregazione razziale che durò sino al 1991.

Finalmente finito l'apartheid, le intolleranze e le discriminazioni razziali(sia economiche che sociali/culturali) sono diminuite ma negli ultimi anni si stanno facendo particolarmente sentire e stanno riguardando sempre di più la minoranza bianca(5), considerata 'colpevole' di essere discendente dai 'boeri'.
Su ciò, c'è da segnalare anche la crescita di movimenti estremisti che incitano alla cacciata e, in alcuni casi, anche alla violenza verso gli appartenenti alla minoranza bianca.

NOTE:

(1) https://www.thesouthafrican.com/boer-delegation-russia-considering-opening-up-borders-for-white-sa-farmers/

(2) https://en.wikipedia.org/wiki/South_African_farm_attacks

(3) https://it.sputniknews.com/mondo/201807066206182-boeri-Russia-/ 

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Afrikaner#Origini 

(5) https://www.informazioneconsapevole.com/2015/07/la-discriminazione-economica-dei.html

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Nella foto: due bambini residenti nei villaggi abitati dai contadini appartenenti alla minoranza bianca del Sudafrica, https://metro.co.uk .

VICENZA, dopo il caso della flatulenza un altro caso di 'singolare protezione umanitaria' per un 23enne di origine nigeriana: ecco di che cosa si tratta

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Di Salvatore Santoru

Recentemente ha fatto discutere una notizia apparsa sul Giornale di Vicenza.
Più specificatamente, si tratta della notizia secondo cui ad un giovane di origine nigeriana(recentemente arrestato) sarebbe stato concessa la protezione umanitaria per meteorismo e flatulenza(1). 

Oltre a ciò, il sito web VVox ha ricordato che nello stesso articolo della testata locale si parla di un altro singolare caso di protezione umanitaria per motivi di salute.
Difatti, pare che a un 23enne di origine nigeriana(avente diversi precedenti, da spaccio a rapina) sarebbe stato concesso l'asilo per il varicocele.

Come già scritto nell'articolo dedicato alla prima vicenda, sino ad ora tali news del 'Giornale di Vicenza' mancano di aggiornamenti, approfondimenti e smentite.
Comunque sia, ci sarebbe da dire che il varicocele(3) è una patologia abbastanza comune e che generalmente non comporta sintomi e/o presenta elevati rischi di salute ma anche che, allo stesso tempo(4), è da non sottovalutare in determinati casi(anche per via delle complicanze e degli stessi rischi che potrebbe portare).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/07/immigrazione-il-caso-dellarrestato.html

(2) https://www.vvox.it/2018/07/09/vicenza-asilo-a-due-migranti-per-motivi-di-salute-surreali/ 

(3) http://www.medicitalia.it

(4) https://www.farmacoecura.it

VICENZA, il caso del giovane nigeriano arrestato a cui era stata concessa la protezione umanitaria per meteorismo e flatulenza


L'immagine può contenere: testo

Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere una notizia apparsa sul Giornale di Vicenza.
Come riportato dal giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani su 'Libero'(1), ad un uomo di origine nigeriana sarebbe stata concessa la protezione umanitaria in quanto afflitto da meteorismo e flatulenza.

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Più specificatamente, come riporta Cruciani, il motivo della protezione umanitaria è stato scoperto dopo che lo stesso uomo è stato arrestato mentre cercava di sfuggire alle forze dell’ordine.
Difatti, gli agenti si erano preoccupati per un possibile contagio avendo lo stesso uomo di origine nigeriana un permesso di soggiorno per motivi di salute.

Oltre a Libero, la notizia è stata anche discussa nello stesso notissimo programma che Cruciani conduce su Radio 24 insieme a David Parenzo, 'La Zanzara'(2).
La notizia è stata ripresa su un articolo della Voce del Trentino(3) e dalla leader di Fratelli D'Italia Giorgia Meloni(4), così come da altri siti web e pagine Facebook.

Secondo il sito web 'No alle Bufale'(5), la stessa news sarebbe da approfondire e al momento non vi sono ulteriori aggiornamenti né approfondimenti e d'altronde neanche smentite.
Comunque sia, il caso dell'uomo risulta indubbiamente curioso e singolare.

NOTE:

(1) http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13358256/immigrazione-nigeriano-asilo-dopo-arresto-perche-petomane.html

(2) https://www.youtube.com/watch?v=5MXnb3Shg2U

(3) https://www.lavocedeltrentino.it/2018/07/09/concesso-lasilo-a-nigeriano-dopo-larresto-perche-e-un-petomane-affetto-da-meteorismo/

(4) https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/photos/a.343277597644.155355.38919827644/10156421154662645/?type=3&theater

(5) https://www.noallebufale.it/analisi-in-corso-immigrazione-il-nigeriano-a-cui-viene-concesso-asilo-dopo-larresto-perche-e-un-petomane/

“OSPITARE PROFUGHI IN CASA? MAI”: Quasi 100 vip e intellettuali pro-accoglienza rifiutano la proposta di una finta Ong

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Il quotidiano Il Tempo, per tentare di smascherare quella che definisce l’ipocrisia dei radical chic, ha effettuato un esperimento a poca distanza dalla giornata di sabato 7 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza con una maglietta rossa per esprimere solidarietà ai migranti.
Tra queste, anche moltissimi vip, da Gad Lerner a Roberto Saviano. Due giorni prima, moltissime celebrità e personaggi del mondo dello spettacolo avevano sottoscritto un manifesto contro il ministro dell’Interno.
“Noi non stiamo con Salvini”, recitava la copertina del magazine. Nell’editoriale firmato dal direttore della rivista, Massimo Coppola, si faceva riferimento in particolare al tema dei migranti.
Il Tempo, allora, ha deciso di mettere alla prova molte delle celebrità che, negli ultimi tempi, hanno espresso solidarietà nei confronti dei rifugiati, attaccando al tempo stesso Salvini e le sue politiche di chiusura.
Fingendosi una finta Ong, la “International Open Blue Sea”, il quotidiano romano ha contattato uno per uno ben cento personaggi del mondo dello spettacolo e della politica.
La richiesta era la seguente: sarebbe disposto ad ospitare un solo rifugiato a casa sua per un periodo limitato di tempo?
“Badate bene – scrive il giornalista Alessandro Migliaccio – non abbiamo chiesto di aprire la casa a una famiglia intera di migranti bensì, per qualche tempo, ad uno solo di loro in difficoltà. Abbiamo spiegato a tutti che si sarebbe trattato di un gesto utile non solo alla persona ospitata ma anche a tutti gli italiani e che ci avrebbe aiutato ad avviare una campagna di sensibilizzazione sulla delicata tematica dei migranti”.
Il quotidiano romano riporta che solo quattro tra i cento personaggi contattati hanno dato risposta positiva: si tratta, nello specifico, di Stefano Fassina, Erri De Luca, Daria Bignardi e Paolo Cento.
Circa la metà non ha voluto rispondere alla richiesta, mentre molti altri hanno rifiutato esplicitamente per diverse ragioni.
“Linus di Radio Deejay figura tra i firmatari dell’appello di Rolling Stone contro la politica di Salvini sui migranti, eppure dopo aver ascoltato con attenzione la nostra proposta di mandargli a casa un immigrato per qualche mese, ha preferito attaccarci il telefono in faccia per poi non risponderci più”, scrive il Tempo.
“Gad Lerner non ci ha risposto dando la colpa al treno, dicendo di non sentire bene anche se i problemi alla conversazione si sono manifestati soltanto nel momento in cui avrebbe dovuto risponderci con un sì o un no”.
Hanno detto no, o hanno comunque tergiversato rinviando la questione, anche lo stilista Ennio Capasa, l’attore Marco D’Amore (il Ciro Di Marzio di “Gomorra”), il conduttore televisivo Costantino della Gherardesca, e ancora David Parenzo, il senatore Pd Nicola Latorre, il deputato dem Emanuele Fiano, Leo Gullotta, Dario Vergassola, Pupi Avati, Piero Fassino, Giusepe Fioroni, Cesare Damiano, Massimo Ghini, Paolo Ruffini.
Alcuni hanno spiegato di avere al momento una situazione familiare complessa, altri hanno parlato di una casa troppo piccola, altri ancora si sono rifiutati senza fornire particolari motivazioni.
L’elenco continua. Ne fanno parte anche Valeria Fedeli, Massimo Cacciari, Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati, Valeria Fedeli, Giancarlo Magalli e molti altri.
“Lo stesso direttore della rivista Rolling Stone, Massimo Coppola – scrive ancora il tempo – non ci è parso molto disponibile, ha rimandato il tutto a futuri scambi di e-mail ma ha precisato che se andiamo in edicola ed acquistassimo la rivista che dirige, ci accorgeremmo che lui sta già facendo molto per i migranti. Certo, tuttavia ospitarne uno sarebbe ancora meglio”.
Anche il direttore di Radio Deejay, Linus, è stato contattato da Il Tempo, che, secondo quanto riportato dal giornale, ha riattaccato.
Linus ha però voluto chiarire il suo comportamento, spiegando di aver capito che l’identità del suo interlocutore era falsa: “Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco”.
Il direttore di Radio Deejay si è anche scagliato contro la campagna della rivista Rolling Stone, prendendo le distanze dall’iniziativa.

SALVINI: 'I veri profughi, le donne incinte e i bambini devono restare in Italia'

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Di Salvatore Santoru

«Donne incinte, bambini e rifugiati restano in Italia. Si vergognino i disinformati che dicono e scrivono il contrario». Lo ha affermato il vicepremier e ministro dell'interno Matteo Salvini.
Come riporta Ticino Online(1), Salvini ha detto ciò nell'ambito delle anticipazioni della circolare sulle protezioni umanitarie.

Inoltre, secondo il leader della Lega il senso dell'iniziativa è aiutare i veri rifugiati e limitare gli abusi che vanno a scapito degli stessi profughi.

NOTA:

(1) https://www.tio.ch/estero/cronaca/1307342/salvini---donne-incinte--bambini-e-rifugiati-restano-qui-

Un posto al sole, il pubblico si arrabbia per la puntata dedicata ai migranti: “Basta, è propaganda gratuita pro Pd!”

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Di Davide Turrini

Un posto al sole si parla di rifugiati e sui social scoppia la polemica. La sera del 19 giugno 2018 su Rai3, durante la quotidiana puntata della più longeva soap italiana, il personaggio di Michele Saviani (Alberto Rossi), quello più vicino alle battaglie sociali e politiche progressiste del mondo UPAS, parlando in radio, dove assieme al giovane Vittorio celebrava la Giornata mondiale del rifugiato (20 giugno nda) ha affermato: “Oltre 65 milioni di persone sono state costrette a lasciare casa, famiglia, la loro vita. Tra questi 11 milioni di rifugiati sono bambini esposti al rischio di violenze di qualsiasi tipo. Immaginate che ogni minuto, cinque famiglie del vostro palazzo siano costrette a lasciare la propria casa, la propria via, il proprio quartiere per una guerra o una persecuzione. Date un volto a questi numeri”.

Ulteriore eco è giunto da Vittorio, il figlio di Guido, il personaggio “buono” per antonomasia della soap di Rai3: “Aiutare chi è più in difficoltà di voi, può solo fare di voi una persona migliore”. Apriti cielo. Tra il milione e mezzo di aficionados che quella sera hanno seguito la puntata ecco fioccare sulla pagina Facebook del programma un lungo elenco di post critici e imbestialiti. “È propaganda gratuita pro PD, basta!”. “Siete una lagna voi e questi rifugiati”. “Puntata vergognosa e di propaganda”. Fino all’ultimatum di un fan del primo giorno: “Questo programma è diventato indegno. Lo dico col cuore sanguinante. Vi seguo dalla prima puntata. Vi registravo quando andavate in onda alle 18.30, non ho mai perso una puntata, ma ora non vi si può più guardare, orari improponibili argomenti assurdi mi sembra di vedere la campagna elettorale del PD. Datevi una regolata”.
Le ire funeste dei fan su web hanno costretto Paolo Terraciano, capo degli autori della soap, a gettare acqua sul fuoco: “Scriviamo le storie con mesi di anticipo. Questa puntata è stata pensata per andare in onda durante la ‘Giornata internazionale del rifugiato’. Rispetto a quello che sta succedendo nelle ultime settimane in Italia è ovviamente una coincidenza. Sono storie pensate a febbraio. Noi non scendiamo mai in campo per essere divisivi, al contrario. Qualsiasi tematica trattiamo lo facciamo sempre con equilibrio, cercando di offrire a casa degli spunti di riflessione”.

Fonte: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/26/un-posto-al-sole-il-pubblico-si-arrabbia-per-la-puntata-dedicata-ai-migranti-basta-e-propaganda-gratuita-pro-pd/4452660/

Benetton, spot con i migranti sul barcone. Salvini: “Squallida”. E la ong si dissocia: “Tragedia utilizzata a fini commerciali”

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Fatto Quotidiano

Una doppia pagina, senza alcun commento. Solo la foto di un gommonecon a bordo decine di migranti soccorsi dalla ong Sos Med, ritratti da Kenny Karpov. E in basso a destra, il marchio: United Colors of Benetton. La pubblicità provocatoria del gruppo, noto per le scelte radicali durante le campagne, scatena prima la reazione di alcuni leghisti veneti che invocano il boicottaggio del marchio trevigiano e poi del ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Squallida”, viene definita dal vice-premier la doppia pagina comparsa lunedì sul Corriere della Sera. In un tweet, Salvini si interroga: “Solo io trovo che sia squallido?”. E in serata è stata la stessa ong Sos Mediterranee a dissociarsi dalla campagna di Benetton: “La dignità dei sopravvissuti deve essere rispettata in tutte le circostanze. La tragedia umana che si consuma nel Mediterraneo non può mai essere utilizzata a fini commerciali”.

La campagna è stata ideata dal fotografo Oliviero Toscani, che a Radio Padova ha risposto alle polemiche: “Ho fatto vedere ciò che sta succedendo – ha spiegato Toscani – il problema è che una volta eravamo un Paese di brave persone, eravamo un Paese dell’onestà e della generosità. Purtroppo questo piccolo benessere, che non è stato neanche a disposizione di tutti, ci ha fatto diventare egoisti e devo dire anche abbastanza ottusi“.
Toscani ha parlato anche dell’idea del censimento dei Rom, lanciata lunedì da Salvini: “Secondo voi è da prendere sul serio? Ormai ha preso il posto di Crozza. Crozza ormai non ha più lavoro, poveretto, bisognerà fare qualcosa perché c’è Salvini che gli sta portando via lo spazio”. Poi la provocazione: “Per cosa Salvini potrebbe essere un buon testimonial? Per la carta igienica“, ha detto rispondendo ad una domanda dei conduttori del programma.
Ma in serata è arrivata anche la presa di posizione di Sos mediterranee, che si è schierata contro la pubblicità della Benetton: “Sos si dissocia completamente da questa campagna e condanna l’iniziativa personale di un fotografo che ha fornito la fotografia”, scrive l’ong in un comunicato postato su Twitter. “La dignità dei sopravvissuti deve essere rispettata in tutte le circostanze. La tragedia umana che si consuma nel Mediterraneo non può mai essere utilizzata a fini commerciali”.
Toni Da Re, segretario della Lega Nord-Liga Veneta, invita a una sorta di boicottaggio: “Non comprerò mai più una sola maglietta Benetton”. A suo avviso, Toscani è ormai “la nostra cartina al tornasole: più lui è incazzato, più noi siamo certi di essere sulla strada giusta”. Il capogruppo in consiglio regionale veneto Nicola Finco dice di voler “capire se i dipendenti di Benetton all’estero, nei paesi in cui ha delocalizzato, sono pagati come gli italiani e perché ha portato grandi produzioni fuori confine” e invita il patron Luciano Benetton e Toscani a candidarsi perché è “troppo facile, perché hai quattro soldi, comprarsi una pagina di giornale”. Il collega leghista Luciano Sandonà suggerisce invece “a Benetton di portarsi qualche migrante in una delle sue belle ville”.

Migranti, Salvini: "Solo buon senso: la Sicilia non sia campo profughi Ue"

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Di Chiara Sarra

"Sui migranti non terremo una linea dura, ma di buon senso". Nonostante le critiche piovute persino da Roberto Maroni e le contestazioni da parte dei centri socialiMatteo Salvini non torna indietro e ribadisce la sua linea per contrastare l'immigrazione clandestina.

"Oggi altri morti in mare: il Mediterraneo è un cimitero", ha detto il neoministro dell'Interno, a Catania per sostenere il candidato sindaco del centrodestra, Salvo Pogliese, "C'è un unico modo per salvare queste vite: meno gente che parta, più rimpatri. La vita è sacra e per salvarla bisogna evitare che salgano sulle carrette del mare. Da ministro farò di tutto lavorando con quei governi, per evitare le partenze di quei disperati che pensano che c'è l'oro in Italia. Non c'è lavoro per gli italiani".
Poi ha lanciato un messaggio a Bruxelles: "La Sicilia non può essere il campo profughi dell'Europa. Non assisterò senza far nulla a sbarchi su sbarchi su sbarchi. Servono centri per espellere. Il Cara di Mineo? Tornerò a visitarlo, spero che sia l'ultima volta...". E uno a Roberto Saviano: "Querelo raramente ma oggi lo faccio volentieri nei confronti del signor Saviano che non può permettersi di dire di me che qui si tratta di un uomo che vuole far annegare le persone".
Il leader della Lega ha poi ribadito che quella con il Movimento 5 Stelle è un'alleanza solo sui temi del contratto e non porterà a una coalizione: "Tutto ciò che non è scritto nel contratto non sarà preso in discussione. Servirà ad evitare di litigare", ha detto il vicepremier, "Al governo non ci sono né Batman né Robin. L'alleanza con il M5s è di governo, con un patto da realizzare, non politica. Un contratto che contiene molte iniziative previste nel programma del centrodestra. Se riusciremo con il M5s, che ho imparato ad apprezzare molto, sarò felice. La Lega è stata, è e sarà nel centrodestra. Il centrodestra non è demolito, ma continuerà ad esistere e noi applicheremo il programma del centrodestra contenuto nel patto di governo".

SCANDALO RIFUGIATI IN GERMANIA: 'Asili politici concessi illegalmente e in cambio di denaro', ecco le accuse verso la presidentessa dell'Ufficio federale tedesco per l’immigrazione


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Di Salvatore Santoru

Da alcuni giorni c'è un nuovo scandalo legato alla crisi migratoria in Germania.
Più specificatamente, stando a quanto riportato da Msn(1), vi sarebbero stati casi di iter irregolari e di sospetta corruzione.

Stando ad un articolo di Lorenza Formicola pubblicato per 'La Nuova Bussola Quotidiana'(2), ora la stessa presidentessa dell'Ufficio federale tedesco per l’immigrazione e i rifugiati (Bamf), Jutta Cordt risulta essere sempre più nella bufera

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1) https://www.msn.com/pt-br/video/estilodevida/scandalo-rifugiati-in-germania-iter-irregolari-e-sospetta-corruzione/vp-AAxHGUh

(2) http://lanuovabq.it/it/asilo-politico-in-cambio-di-denaro-lo-scandalo-tedesco

IMPRENDITRICE E MODELLA NERA CONTRO I PROFUGHI: 'Molti sono dei parassiti'

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Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere il post pubblicato su Facebook dalla modella e imprenditrice nera Giada Sgarbossa. La modella di colore ha duramente criticato i profughi di origine africana sostenendo che molti di loro sono degli "scimmioni parassiti".

Inoltre, la stessa modella e imprenditrice di origine brasiliana ha sostenuto che non tutti i migranti sono così e che bisogna distinguere tra i tanti migranti onesti e non.


PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/cronaca/2018/02/limprenditrice-e-modella-nera-contro-i-migranti-sono-scimmioni-parassiti-002386717.html .

SVEZIA: LA STORIA DI AIDEEN STRANDSSON, profuga iraniana converita al cristianesimo a cui è stata rifiutata la richiesta d'asilo per motivi religiosi e che l'Ungheria vuole aiutare

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Di Salvatore Santoru

Aideen Strandsson è un'attrice iraniana che si è convertita al cristianesimo.
La sua particolare storia è diventata nota nell'agosto del 2017 e di essa ne hanno parlato diversi media internazionali, tra cui 'Repubblica'(1), e di tanto in tanto viene citata sul web anche se è relativamente ancora poco conosciuta.

Risultati immagini per Aideen Strandsson

Essendo la conversione al cristianesimo punibile con la morte per gli uomini e con l'ergastolo per le donne(2), nel 2014 l'attrice ha deciso di emigrare dall'Iran alla Svezia.

Nel paese nordeuropeo, considerato 'modello d'accoglienza' per profughi, la Strandsson è riuscita ad ottenere un visto di lavoro temporaneo come programmatrice software, si è sposata con un uomo svedese e si è battezzata, e proprio il battessimo ha causato forte proteste e minacce da parte di diversi islamisti.
A seguito del clima d'intimidazione che si era creato contro di lei, l'attrice ha chiesto asilo ma la sua richiesta è stata "clamorosamente" rifiutata da parte del Migrationsverket(3), l'agenzia governativa svedese dedita all'immigrazione e che solitamente è criticata per la sua linea politica considerata troppo lassista e permissiva.

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I rappresentanti dell'ufficio immigrazione hanno motivato il loro rifiuto sostenendo che la conversione al cristianesimo(e le conseguenti minacce) della donna sono affari personali irrilevanti ai fini della richiesta d'asilo e tale decisione è stata condivisa dai giudici.
Ora la ragazza rischia di essere rimpatriata dal governo svedese in Iran, nonostante lì sarebbe destinata ad essere incarcerata per apostasia e rischierebbe violenze e torture nelle carceri, come sostenuto dal suo legale Gabriel Donner.

Risultati immagini per aideen strandsson

La vicenda ha fatto relativo scalpore e ha destato l'interesse del governo ungherese, disposto ad accogliere la profuga iraniana.

Per concludere, c'è da dire che tale vicenda fa riflettere sugli aspetti più oscuri e meno conosciuti della tanto esaltata 'macchina d'accoglienza svedese', tanto permissiva e lassista anche quando si tratta di ospitare come "rifugiati" falsi profughi e terroristi, come il miliziano dell'ISIS responsabile dell'attacco a Stoccolma di aprile 2017(4), e rigidamente chiusa nel caso della Strandsson o della 106enne disabile afghana Bibihal Uzbeki(5).


NOTE:

(1)http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2017/08/17/la-mano-tesa-di-orban-offre-asilo-a-aideen-liraniana-minacciata09.html

(2)https://www.interris.it/bocciato/cristiana-iraniana-chiede-asilo-la-svezia-la-rimpatria-e-un-problema-tuo

(3)https://sv.wikipedia.org/wiki/Migrationsverket_(Sverige)

(4)http://www.ilgiornale.it/news/mondo/stoccolma-preso-lattentatore-i-media-svedesi-39enne-uzbeko-1383772.html

(5)https://www.informazioneconsapevole.com/2017/09/la-svezia-caccia-una-profuga-disabile.html

Manovra al rush finale: addio alle buste paga in contanti, sgravi alle coop che assumono rifugiati

Risultati immagini per  rifugiati


La manovra è arrivata al rush finale ma l’esame alla Camera slitta ancora. La discussione generale sulla legge di Bilancio avrà inizio alle 9 di giovedì. Le votazioni sono previste non prima delle 13: da allora ogni momento sarà buono per porre la questione di fiducia. Queste le principali novità di giornata. 

Stop buste paga in contanti  
«Stop al pagamento in contanti. I datori di lavoro avranno l’obbligo di pagare lo stipendio tramite strumenti tracciabili: sarà così impedito ogni abuso futuro attraverso la prevenzione» spiega Titti Di Salvo, vicepresidente dei deputati del Partito Democratico e prima firmataria dell’emendamento alla manovra approvato in commissione Bilancio.  

Più sgravi a coop che assumono rifugiati  
Un contributo, fino a tre anni, per ridurre gli sgravi dei contributi previdenziali e assistenziali per le coop sociali che assumono nel 2018 a tempo indeterminato «persone a cui è stata riconosciuta protezione internazionale a partire dal primo gennaio 2016». Lo prevede un emendamento approvato in commissione. La proposta prevede l’erogazione di «un contributo entro il limite di spesa di 500mila euro annui a riduzione dello sgravio delle aliquote per l’assicurazione obbligatoria previdenziale e assistenziale».  

Via libera concorso per dirigenti delle agenzie fiscali  
Le Agenzie fiscali potranno indire un nuovo concorso per dirigenti e creare nuove posizioni organizzative intermedie «per lo svolgimento di incarichi di elevata responsabilità, alta professionalità o particolare specializzazione» prevede un emendamento per la riorganizzazione interna di Agenzia delle Entrate e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. 

Ok taglia-firme, osservatori Osce in sezioni  
Via libera nella notte all’emendamento alla manovra presentato dal Pd per tagliare di un quarto l’obbligo della raccolta delle firme per i partiti non presenti in Parlamento. In base alla riformulazione della misura, «è ammessa la presenza di osservatori internazionali dell’Osce presso gli uffici elettorali di sezione `in occasione di consultazioni elettorali o referendarie». 

Pd “salva” ambulanti, Bolkestein rinviata 2020  
Nuovo rinvio per la piena entrata in vigore anche in Italia della direttiva Bolkestein sul commercio ambulante. Un emendamento del Pd approvato nella notte in Commissione Bilancio della Camera prevede che «al fine di garantire che le procedure per l’assegnazione delle concessioni del commercio su aree pubbliche siano realizzate in un contesto temporale e regolatorio omogeneo, il termine delle concessioni in essere alla data di entrata in vigore della presente disposizione e con scadenza anteriore al 31 dicembre è prorogato fino a tale data». 

Raddoppiato fondo vittime danni banche  
«Il Fondo per le vittime dei reati finanziari sale, nel passaggio alla Camera, dai 50 milioni, inizialmente previsti, a 100 milioni. È stato approvato in commissione Bilancio un emendamento alla manovra «sui risparmiatori truffati dalle banche» che recepisce quanto proposto dai deputati, Sara Moretto, Federico Ginato e Giovanni Sanga. È quanto si legge in una nota. «Con questa sostanziale modifica - dice Moretto - le vittime potranno accedere al fondo anche attraverso una procedura di arbitrato presso l’Anac». «Mercoledì scorso - affermano i deputati Pd - insieme ad alcuni deputati veneti e al capogruppo Pd Ettore Rosato abbiamo incontrato una delegazione di risparmiatori. In quella sede ci eravamo impegnati a provare a intervenire sulle modalità di accesso al fondo, poiché la richiesta di una sentenza come requisito avrebbe reso inaccessibile il ristoro alla maggior parte dei risparmiatori traditi dalle banche venete». «Con questo emendamento - dicono ancora i deputati - diamo un segnale concreto ai tanti risparmiatori che mi contattano per chiedere risposte e dei quali comprendo la tragedia . Il Partito Democratico - conclude - con questa misura dimostra che sta dalla parte di chi ha subito la truffa, contro manager bancari che hanno lucrato sui risparmi di tanti cittadini mettendo in crisi il loro futuro». 

La Cina prepara campi profughi al confine con la Corea del Nord

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Di Lorenzo Vita
La Cina sta preparando campi profughi per i rifugiati nordcoreani in caso di esodo della popolazione in fuga dalla guerra. La notizia è stata data per la prima volta dal Financial Times, che ha avuto accesso a quello che appare essere un documento interno della compagnia telefonica cinese China Mobile, apparso la scorsa settimana sulla piattaforma Weibo. Secondo il New York Times, i campi profughi sarebbero cinque: tre di questi nella contea di Changbai, a ridosso del confine sino-coreano, e altri due, sempre nella provincia di Jilin, situati però più verso est, in particolare a Hunchun e Tumen. La notizia non è stata smentita ma neanche confermata dal Partito comunista cinese, nonostante il documento circolato in rete contenesse la frase che faceva riferimento proprio all’ordine dei funzionari locali del Partito nel dare seguito al progetto di costruzione di questi campi per i rifugiati. Il portavoce del ministero degli Esteri, Lu Kang, interrogato su questo punto, non ha smentito né confermato le voci riguardanti i campi, dichiarando semplicemente di non essere a conoscenza dell’esistenza di queste strutture nella regione. Una frase che, nel gergo politico cinese, equivale sostanzialmente all’ammissione del fatto che si stia effettivamente implementando il programma di sviluppo di questi campi profughi che servirebbero qualora dovesse scoppiare una guerra.
La Cina ha da sempre considerato la questione dei rifugiati nordcoreani come uno dei problemi principali in caso di conflitto fra le due Coree o tra Corea del Nord e Stati Uniti. In caso di un conflitto armato, le possibilità che questo si tramuti in un conflitto nucleare sono molto alte. E a Pechino temono che i profughi provenienti dalla Corea del Nord possano essere centinaia di migliaia, se non addirittura superare il milione. Anche per un Paese immenso e dalle potenzialità enormi come la Cina, milioni di profughi sarebbero un peso enorme per la macchina dei soccorsi ma anche per l’economia del Paese, specialmente di quelle regioni. Proprio per questo motivo, il governo di Pechino ha sempre inserito il tema dei possibili rifugiati come uno dei principali ostacoli per evitare un conflitto.  
L’avvio della costruzione di questi campi si unisce alle altre notizie riguardanti le istruzioni inviate ai cittadini delle province di confine con la Corea del Nord su come comportarsi in caso di attacco nucleare nella penisola, che avrebbe evidentemente ripercussioni anche sul territorio cinese esposto alle radiazioni. Addestrare la popolazione civile a questa eventualità, costruire campi profughi, bloccare i traffici verso la Corea del Nord ed esercitarsi con le truppe che stazionano al confine con la Corea, sono tutti segnali di una presa di coscienza, da parte di Pechino, che i rischi di una guerra nella penisola sono elevati. E la Cina non può essere impreparata di fronte a una tale evenienza. Soprattutto qualora l’attacco dovesse provenire dagli Stati Uniti e dei partner asiatici, che, per forza di cose, dovrebbero informare preventivamente Pechino e Mosca di ogni tipo di azione in tal senso.
Segnali di guerra certamente, ma anche messaggi in codice rivolti a Pyongyang. La politica cinese verso il governo nordcoreano viaggia inevitabilmente anche attraverso questi canali. Far circolare un determinato tipo di informazioni, avviare esercitazioni militari specifiche o la costruzione di determinate infrastrutture, sono anche dei metodi con cui Pechino e Pyongyang dialogano. Xi Jinping ha da tempo deciso che il vicino Kim Jong-un debba instradarsi verso una via di dialogo e di denuclearizzazione. Proprio per questo, la Cina si è impegnata a rispettare tutte le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite, pur condannando apertamente sia le esercitazioni Usa sia le ulteriori sanzioni economiche imposte e desiderate da Washington.