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Giornata mondiale dei rifugiati 2020- COMUNICATO CNDDU


Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende ricordare la Giornata mondiale
dei rifugiati (20 giugno) istituita il 4 dicembre 2000 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con
Risoluzione 55/76 per celebrare il 50° anniversario della Convenzione del 1951 relativa allo status dei
rifugiati.

I dati pubblicati nel rapporto annuale dell’UNHCR “Global Trends” denotano una situazione catastrofica:
“gli esodi forzati oggi riguardano più dell’1 per cento della popolazione mondiale – 1 persona su 97 – mentre
continua a diminuire inesorabilmente il numero di coloro che riescono a fare ritorno a casa. Alla fine del
2019, risultava essere in fuga la cifra senza precedenti di 79,5 milioni di persone.”
Insicurezza alimentare, malnutrizione grave, cambiamenti climatici, catastrofi naturali, guerre sono le ragioni
per cui si fugge dal proprio paese. Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar sono oggi i paesi da
cui sono originati i principali flussi migratori dei rifugiati.
Il compito della scuola è quello di stimolare la riflessione circa i fenomeni geopolitici, integrandoli con le
competenze di cittadinanza, onde prevenire bisogni formativi particolari soprattutto da parte di studenti
provenienti da aree a rischio e promuovere le attività didattiche atte a incoraggiare l’integrazione –
inclusione di tutti.

Il CNDDU invita a realizzare progetti afferenti all’educazione ai diritti, alla solidarietà, alla cittadinanza
critica, alla partecipazione, alla promozione di una cultura di pace, contribuendo alla costruzione di una
società globale più equa, giusta e solidale.
Proponiamo di costruire le “HumanStreetMap” nelle varie città italiane: partendo dalla lettura dell’art. 14
della DUDU, gli studenti, guidati dagli insegnanti, percorreranno i punti nevralgici dell’emigrazione /
immigrazione locale, scattando fotografie, dialogando con i principali protagonisti dei fenomeni migratori,
girando filmati, finalizzati alla creazione di una GOOGLE MAP incentrata sui luoghi di “confine” e
d’incontro tra popoli differenti il tutto verrà inoltre inserito in un blog e divulgato nell’etere. 

Le attività
saranno attuate mediante l’alternanza di metodologie e strumenti diversificati, innovativi e multimediali:
lezione partecipate, brain storming, cooperative learning, peer education.
“Il viaggiare per profitto viene incoraggiato; il viaggiare per sopravvivenza viene condannato, con grande
gioia dei trafficanti di “immigrati illegali” e a dispetto di occasionali ed effimere ondate di orrore e
indignazione provocate dalla vista di “emigranti economici” finiti soffocati o annegati nel vano tentativo di
raggiungere la terra in grado di sfamarli.” (Zygmunt Bauman, La società sotto assedio)

Prof. Romano Pesavento
Presidente CNDDU

Giornata Mondiale del Rifugiato ONU, Bologna festeggia con Murubutu, Margherita Vicario e Rares


In occasione della celebrazione della Giornata Mondiale del Rifugiato indetta dalle Nazioni Unite, a Bologna si tiene un evento musicale e performativo per promuovere la cultura dell'accoglienza e riflettere sul valore dell’integrazione.

#NeverMoreFreezing è il titolo della manifestazione di quest'anno che ha come tema centrale il senso di attesa, l’impressione di esilio, ma anche la speranza e il desiderio di rinascita. L’emergenza coronavirus ha portato tutte le persone a sperimentare, forse per la prima volta, uno stato di freezing, di blocco e di attesa. Un presente congelato che è vicino ai giorni che vivono i richiedenti asilo, titolari di protezione internazionale e rifugiati, che arrivano in Italia e vivono nei progetti di accoglienza e integrazione dei territori.

Sabato 20 giugno dalle ore 20.30, in streaming e dal vivo al Mercato Sonato di Bologna, prenderà il via la kermesse che vedrà protagonisti artisti di spicco della scena italiana e internazionale. Murubutu, pseudonimo del rapper Alessio Mariani, sarà in prima linea con le sue rime dal sapore letterario, mentre l’attrice e cantante Margherita Vicario porterà sul palco le sue canzoni tra pop e cantautorato. Completano la line up Rareș, giovane promessa della scena alternativa italiana e gli interventi video dell’attrice e scrittrice Lella Costa, della musicista Mama Marjas, di Seun Kuti dalla Nigeria, del guru del reggae giamaicano Clinton Fearon, dei messicani Son Rompe PeraJunior V e molti altri.  

Il concerto sarà trasmesso in diretta sulla pagina Facebook di BolognaCares, sul canale Youtube LepidaTV On Air e sulle frequenze di Radio Città Fujiko 103.1 FM. Sarà inoltre possibile seguire il concerto in televisione su Lepida TV (canale 118 DT e 5118 SKY).
L'evento è promosso e organizzato da ASP Città di Bologna e Comune di Bologna in collaborazione con BolognaCares e con i gestori del Progetto Metropolitano di Bologna SIPROIMI (Sistema di protezione per titolari di protezione internazionale e per i minori stranieri non accompagnati), la Città Metropolitana di Bologna e i Comuni che hanno aderito al progetto, oltre a Caritas Bologna.

Sabato 20 giugno
dalle ore 20:00 alle 23:00
Mercato Sonato
Via Tartini, 3 - Bologna
ingresso gratuito solo su prenotazione



Luca Bramanti

Grecia, la crisi dei migranti e l’Internazionale dell’estrema destra identitaria


Di Salvatore Santoru

In questi giorni i mass media nazionali ed internazionali stanno, giustamente, occupandosi principalmente dell’emergenza Covid-19 e dei casi che riguardano l’Italia e altri paesi occidentali. Oltre alla stessa emergenza sanitaria l’Europa sta affrontando anche un’altra crisi, la crisi umanitaria che riguarda la difficile situazione che si sta sperimentando nell’isola di Lesbo.
Più precisamente, questa critica situazione riguarda le migliaia di migranti e profughi che sono arrivati in Grecia a seguito del ‘ricatto’ di Erdogan. Tale ‘ricatto’ del presidente turco è nato a seguito del mancato sostegno di qualunque governo europeo alla nazione anatolica, dopo la morte di 33 soldati turchi in un attacco aereo ordinato dal governo siriano (1).

L’opposizione anti-immigrazione e il tentativo “egemonico” dell’estrema destra greca ed europea

L’arrivo di numerosi profughi ha scatenato diverse proteste e, d’altronde, arriva in un periodo particolarmente difficile per la Grecia(2). Si tratta di una situazione veramente drammatica e difficile, dove migliaia di persone sono state utilizzate come “carne di macello” nella lotta tra Erdogan e l’Unione Europea. Volgendo lo sguardo alle perplessità e alle proteste anti-immigrazione, c’è da dire che esse riguardano certamente i cittadini greci che versano in stato di difficoltà e che stanno venendo in qualche modo utilizzate da certa destra ed estrema destra.
Oltre a ciò, il presidente della Turchia ha praticamente ripudiato l’accordo del 2016 con l’UE e vorrebbe utilizzare la questione greca in funzione della sua strategia geopolitica di chiara matrice neo-ottomana. Entrando maggiormente nei particolari, tale crisi sta vedendo la comparsa di un nuovo protagonismo dell’estrema destra tradizionale e, inoltre, una nuova fase della ‘nuova destra radicale’ di matrice identitaria.
Ciò non deve sorprendere più di tanto e, com’è abbastanza noto, l’estrema destra europea ha cercato di svolgere un qualche ruolo nel contesto delle guerre balcaniche degli anni 90 o durante il conflitto in Donbass(3). Nell’ambito della crisi dei migranti greca, l’obiettivo delle stesse formazioni di destra estrema è quello di radicalizzare lo scontro e, se possibile, cercare di attuare una “strategia egemonica” fondata sul tentativo di conquistare la leadership delle rivolte o dei gruppi di manifestanti anti-immigrazione.

La “rinascita paramilitare” di Alba Dorata

Tra i protagonisti della lotta anti-migranti vi è anche il noto partito Chrysi Avgi, conosciuto nei media italiani come “Alba Dorata“. Il partito di estrema destra era assurto alle cronache durante le elezioni del 2012 e, in quel periodo, aveva registrato una decisa avanzata politica e ‘militantistica’.
Tuttavia, in seguito la stessa Alba Dorata aveva perso una consistente popolarità a seguito di alcuni scandali e nel 2014 era stato chiesto il rinvio a giudizio di 18 deputati del partito coinvolti, stando all’accusa, “nella costruzione di un’organizzazione criminale” e dalle finalità paramilitari (4). A proposito di ciò, in questo periodo lo stesso partito ha provato a inserirsi nella crisi di Lesbo costituendo delle sorte di “ronde paramilitari” dedite alla cacciata dei rifugiati ma, oltre a ciò, anche collaborando con le forze dell’ordine allo scopo di respingere i migranti.
Su tale questione, bisogna segnalare l’attività del gruppo dei “Cacciatori” guidato da un importante esponente del partito, noto come il “colonnello” Dinos Theoharidis (5). Per completezza d’informazione, c’è da dire che Alba Dorata è un partito legato, globalmente, al network dell’estremismo di destra neofascista e neonazista e che si rifà anche alla dittatura dei colonnelli e al regime di Ioannis Metaxas(6).

La lotta degli identitari contro le ONG

Com’è stato già scritto, le proteste anti-migranti in Grecia hanno visto il protagonismo dell’estrema destra classica come Alba Dorata e quello, assai marginale, di quella identitaria. A proposito di quest’ultima, c’è da dire che cinque attivisti identitari sono stati attaccati da un gruppo di antifascisti greci nel centro di Mitilene durante i primi giorni della crisi migratoria (7). Entrando nei particolari, bisogna dire che i militanti di ‘Generazione Identitaria‘ arrivati in Grecia provenivano sopratutto da Germania e Austria e urge fare delle precisazioni sulla differenza tra quest’area e quella dell’estremismo di destra di tendenza neofascista/neonazista com’è quello di Alba Dorata.
Per essere più chiari, c’è da sottolineare il fatto che i movimenti e le organizzazioni legate a Generazione Identitaria non si ritengono di estrema destra e la loro ideologia risente chiaramente delle influenze della Nouvelle Droite e della destra radicale di matrice ‘pan-europea’ e/o ‘paneuropeista’ e ‘alter-europeista’. Inoltre, gli stessi vertici di Generazione Identitaria hanno alcuni legami con l’Alt-Right statunitense e la loro principale lotta è quella contro le organizzazioni umanitarie non governative.
D’altronde, nel 2017 gli attivisti identitari avevano ideato la campagna ‘Defend Europe‘ e si sono resi protagonisti di azioni dimostrative anti-ONG (8), e il loro obiettivo è quello di combattere l’immigrazionismo liberal e globalista e le stesse organizzazioni umanitarie non governative. Organizzazioni che, secondo le tesi degli identitari, sarebbero praticamente utilizzate come ‘strumento’ per la ‘Grande Sostituzione’, che porterebbe al graduale ‘genocidio etnico’ degli stessi popoli europei (9).

NOTE :

ARTICOLO PUBBLICATO ANCHE SU OSSERVATORIO GLOBALIZZAZIONE.

Siria, Erdogan contro l'UE: 'Se continuate a criticare la nostra operazione vi inonderemo di profughi''


Di Salvatore Santoru

Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, non ha accettato di buon grado le recenti critiche mosse dall'UE nei confronti dell'attacco allo stato curdo del Rojava.

Entrando nei particolari e stando a quanto riporta l'AGI(1), Erdogan ha sostenuto che la stessa Unione Europea dovrebbe smettere di criticare l'operazione e ha dichiarato di essere pronto a lasciar passare alcuni milioni di rifugiati verso i paesi europei.

Più specificatamente, Erdogan ha parlato di 3,6 milioni di migranti e l'ha fatto durante un intervento tenuto nel Parlamento ad Ankara.  

NOTA:

(1) https://www.agi.it/estero/migranti_turchia_ue-6334518/news/2019-10-10/

Migranti, inchiesta choc di Repubblica: 'Trasportati dalla Germania all'Italia in condizioni assai critiche'


Di Salvatore Santoru

Una recente inchiesta del quotidiano 'La Repubblica'  ha fatto luce sul trasporto di migranti che avviene dalla Germania all'Italia. Tale trasporto di profughi avviene per via aerea ed è segnato da condizioni alquanto critiche. Difatti, secondo alcuni testimoni i migranti verrebbero legati e sedati prima del viaggio.

In sei mesi, a quanto risulta dalla stessa inchiesta, dalla Germania sarebbero stati portati in Italia almeno 1200 migranti. 

PER APPROFONDIRE-  https://it.blastingnews.com/politica/2019/06/migranti-linchiesta-di-repubblica-sedati-e-legati-in-germania-e-trasferiti-in-italia-002931159.html

La Corte Ue: “I rifugiati non possono essere rimandati nei Paesi d’origine se in pericolo”


Un cittadino di uno Stato extra-Ue o apolide non può essere rimandato in un paese dove la sua vita o la sua libertà possano essere minacciate. Lo ha stabilito la Corte di Giustizia dell’Unione Europea, che ha fissato una serie di paletti per la revoca o il rifiuto del riconoscimento dello status di rifugiato per motivi collegati alla protezione della sicurezza o della comunità di uno Stato membro previsti da una direttiva del 2011.
Secondo i giudici di Lussemburgo, le disposizioni previste dalla direttiva sui rifugiati sono valide, ma la decisione di revocare o rifiutare il riconoscimento dello status di rifugiato non produce l’effetto di privare una persona né dello status di rifugiato né dei diritti che la Convenzione di Ginevra ricollega a tale status se questa persona ha il fondato timore di essere perseguitata nel suo paese di origine. Per la Corte, la Carta dei diritti fondamentali dell’Ue vieta il respingimento di un cittadino di uno Stato extra-Ue o apolide verso un paese dove la sua vita o la sua libertà possano essere minacciate. La Carta dei diritti fondamentali dell’Ue, inoltre, vieta in termini categorici la tortura nonché le pene e i trattamenti inumani o degradanti, a prescindere dal comportamento dell’interessato, e l’allontanamento verso uno Stato dove esista un rischio serio che una persona sia sottoposta a trattamenti di tal genere.
La Corte Ue in sostanza ha stabilito che il diritto dell’Unione riconosce ai rifugiati interessati una protezione internazionale più ampia di quella assicurata dalla Convenzione di Ginevra. Di fatto, la revoca dello status di rifugiato, quando c’è un rischio per la persona in questione, fa perdere alcuni benefici previsti dalla direttiva, ma non permette il rimpatrio. Il caso era stato sollevato da un cittadino ivoriano e uno congolese, nonché una persona di origine ceceni, che si sono visti revocare lo status di rifugiato o negare il riconoscimento in Belgio e Repubblica ceca, perché considerate una minaccia alla sicurezza o condannate per un reato particolarmente grave per la comunità dello Stato membro ospitante.

Immigrazione, 262 Ong scrivono alla Merkel: 'Siamo sconvolti dall'attuale politica europea'

Di Salvatore Santoru

Recentemente 262 Ong hanno scritto una lettera indirizzata alla cancelliera tedesca Angela Merkel. In tale lettera aperta, resa nota dallo Spiegel, si critica l'attuale politica europea relativa al controllo dei flussi migratori.

Andando maggiormente nello specifico e stando a quanto riportato su Agenzia Nova, nella lettera delle organizzazioni non umanitarie si sostiene che l'attuale politica europea minaccia la vita degli individui e mette a repentaglio anche 'la nostra dignità e umanità'.
Inoltre, le Ong hanno chiesto alla Merkel di impegnarsi per un'accoglienza più decente per i profughi.

Il Papa: "Anche Gesù era un rifugiato"


Di Raffaello Binelli

"Il viaggio dei migranti non è sempre un'esperienza felice", dice Papa Francesco nella prefazione di "Luci sulla strada della speranza", pubblicato oggi dalla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero dello Sviluppo umano integrale della Santa Sede.


"Basti pensare ai terribili viaggi delle vittime della tratta. Anche in questo caso, però, non mancano le possibilità di riscatto". Il pontefice osserva che "ci sono poi gli esodi drammatici dei rifugiati, un'esperienza che Gesù Cristo stesso provò, assieme a i suoi genitori, all'inizio della propria vita terrena, quando dovettero fuggire in Egitto per salvarsi dalla furia omicida di Erode".

"Anche quando l'itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta- prosegue il Papa -, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto. Migranti, rifugiati, richiedenti asilo, sfollati e vittime della tratta costituiscono segmenti sovrapposti di minoranze in pericolo".

Il Papa cita anche l'esempio del "piccolo Giuseppe, figlio di Giacobbe, venduto come schiavo dai fratelli gelosi, il quale in Egitto divenne un fiduciario del faraone. Ci sono poi gli esodi drammatici dei rifugiati, un’esperienza che Gesù Cristo stesso provò, assieme ai suoi genitori. Come la storia umana, la storia della salvezza è stata segnata da itineranze di diverso genere - migrazioni, esili, fughe, esodi - tutte comunque motivate dalla speranza di un futuro migliore altrove.


E anche quando l’itineranza è stata indotta con intenzioni criminali, come nel caso della tratta, non bisogna lasciarsi rubare la speranza di liberazione e di riscatto".

Padre Fabio Baggio e padre Michael Czerny, sottosegretari della Sezione migranti e rifugiati, nella prefazione del documento scrivono che "Papa Francesco non ha mai nascosto la sua grande preoccupazione verso il fenomeno della tratta di persone, che miete milioni di vittime - uomini, donne e bambini - le quali possono essere annoverate tra le persone più deumanizzate e scartate ovunque nel mondo di oggi". "Gli Orientamenti - proseguono - si propongono di fornire una chiave di lettura della tratta e una comprensione che diano ragione e sostegno a una lotta necessaria e duratura".

FONTE: http://www.ilgiornale.it/news/cronache/papa-anche-ges-era-rifugiato-1630176.html

Ong tedesca anti-immigrazione: "Profughi, andate in Siria. È luogo sicuro"


Di Gerry Freda
Un’ong tedesca è divenuta in patria bersaglio di forti critiche per avere esortato i profughi presenti in Germania a trasferirsi in Siria.
Il Paese medio-orientale è stato infatti descritto dai vertici dell’organizzazione come un “posto sicuro”, adatto a ospitare i circa 700mila rifugiati accolti negli ultimi tre anni dal governo Merkel. Tale proposta è stata subito definita “assurda” dagli attivisti anti-Assad presenti in Europa.
Alternative Help Association (Aha), l’ong di estrema destra finita al centro delle polemiche, è stata fondata nel 2017 con l’obiettivo di contrastare l’immigrazione di massa, difendere i confini tedeschi e preservare l’identità culturale europea. Sotto lo slogan “Patria, libertà, tradizione”, Aha ha duramente criticato la politica dell’accoglienza perseguita da Angela Merkel, denunciando i rischi per l’omogeneità etnica e per la stabilità economica della Germania derivanti dall’arrivo incontrollato di clandestini.
L’ultima iniziativa dell’associazione ... è stata la diffusione di un video diretto a presentare la Siria come un “Paese pacificato”. Le riprese, effettuate nei territori a Nord Est di Damasco, immortalano scene di vita ordinaria nel villaggio di Maaloula. La videocamera quindi indugia sul panorama circostante, caratterizzato da colline brulle e monasteri scavati nella roccia. Nei secondi finali del filmato si vedono alcuni attivisti di Aha che esortano gli immigrati riparati in Germania a stabilirsi nel Paese arabo, divenuto ormai “sicuro” grazie al ripristino dell’autorità del presidente Assad.
Mario Muller, uno dei militanti che compaiono nel video, ha ribadito, intervistato dall’emittente Al Jazeera, l’impegno dell’ong identitaria a “constatare in prima persona” la portata dell’attuale crisi migratoria e ha poi affermato: “L’obiettivo della prima visita in Siria dei membri di Aha è analizzare da vicino la situazione, stabilire contatti con gli attori in gioco e capire come possiamo concretamente aiutare la gente del posto.” Muller ha quindi attaccato la strategia promossa dalla Merkel in ambito migratorio: “L’unica politica sensata è quella mirante a invogliare i Siriani a non lasciare la loro patria. Ogni euro che la Germania oggi spende per l’assistenza sociale rivolta ai migranti e per favorire l’integrazione di questi ultimi deve invece essere impiegato, al fine di produrre effetti realmente vantaggiosi sul fronte migratorio, per incoraggiare la ripresa dell’economia siriana. Nei territori in cui abbiamo effettuato le riprese non ci siamo mai sentiti in pericolo e questo dimostra che non c’è alcun ostacolo al rientro in patria dei rifugiati presenti in Europa. Costoro possono quindi tornare nel loro Paese di origine e dare una mano per la rinascita di quest’ultimo. La Siria ha estremamente bisogno di loro.”
L’attivista ha poi evidenziato i molteplici sforzi intrapresi da Aha circa la ricostruzione del Paese medio-orientale, consistenti soprattutto in donazioni dirette a finanziare il restauro dei monasteri danneggiati durante la guerra civile e in distribuzioni di viveri e medicinali alla popolazione civile. Infine, Muller ha pronunciato parole di elogio nei confronti di Assad: “Malgrado non sia a capo di una democrazia di stampo occidentale, il presidente in carica è l’unico in grado di tutelare i diritti delle minoranze. Con Assad al potere, cristiani, sciiti e drusi potranno avere un futuro di pace e opportunità nella loro patria.”
I membri dell’ong identitaria si erano già recati in Medio Oriente nei mesi precedenti, sempre per condurre iniziative miranti a scoraggiare le partenze dei migranti verso l’Europa. Lo scorso giugno, infatti, esponenti di Aha erano giunti in Libano, al fine di visitare i campi profughi destinati ai soggetti in fuga dalla guerra civile siriana. In quell’occasione, gli attivisti tedeschi avevano diffuso agli ospiti delle strutture ricettive materiale informativo inteso a dissuadere questi ultimi dall’intraprendere il viaggio verso il “Vecchio continente”.
Il messaggio lanciato in questi giorni da Aha, diretto a incoraggiare i profughi presenti in Germania a stabilirsi nella “sicura” Siria, è stato duramente criticato dalle associazioni anti-Assad presenti in Europa. Ad esempio, l’Osservatorio siriano per i diritti umani, in una nota, ha tuonato: “È palesemente assurdo e difficilmente comprensibile che qualcuno chieda ai rifugiati siriani di tornare in un Paese in cui il governo accusa di terrorismo e fa arrestare persino i volontari impegnati a soccorrere la popolazione sepolta sotto le macerie degli edifici.” L’Osservatorio ha quindi fornito un bilancio della repressione ordinata nei mesi scorsi dalle autorità siriane contro i “traditori”. In base ai dati forniti dall’organizzazione anti-Assad, sarebbero 250mila gli individui “scomparsi” a causa dell’ondata di arresti decisa dal governo di Damasco al fine di “stroncare il terrorismo”.

IL DALAI LAMA: 'L'Europa è degli europei, doveroso aiutare i rifugiati bisognosi e giusto che tornino nei loro paesi d'origine per contribuire al loro sviluppo'

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Di Salvatore Santoru
Recentemente il leader spirituale Dalai Lama ha dichiarato che "l'Europa appartiene agli europei". Più specificatamente e stando a quanto riporta 'Yahoo' e l'agenzia giornalistica Aska News(1), il Dalai Lama ha sostenuto ciò in una conferenza a Malmo, in Svezia.
Inoltre, il leader spirituale buddhista ha affermato che i paesi europei devono aiutare i rifugiati bisognosi e che, allo stesso tempo, i profughi dovrebbero poter tornare nei loro paesi d'origine e contribuire a migliorarli.
NOTA:

FRANCIA, evacuato il campo profughi di Dunkerque: maggioranza dei suoi ex 'residenti' sono curdi iracheni

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Di Salvatore Santoru
Evacuato l'accampamento di Dunkerque, a Grande-Synthe. Come riporta il Giornale(1), nel campo dove vivevano circa 800 profughi che avevano intenzione di attraversare il Canale della Manica per raggiungere la Gran Bretagna.
L'operazione della gendarmeria francese ha coinvolto circa 200 poliziotti e, stando alle autorità, il 95% dei profughi è composto da curdi iracheni.
NOTA:

SUDAFRICA, 15mila contadini bianchi vogliono chiedere l'asilo politico in Russia

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Di Salvatore Santoru

Circa 15mila persone sudafricane vorrebbero chiedere l'asilo politico alla Russia.
Più specificatamente si tratta di contadini afrikaners, ovvero sia membri della minoranza bianca del Sudafrica(1).

Secondo i richiedenti asilo, la situazione sudafricana sta diventando particolarmente pesante per i contadini appartenenti alla minoranza etnico-razziale di origine europea.
Difatti, nel paese africano i contadini bianchi costituiscono le principali vittime degli attacchi vandalici e criminali noti come 'South African farms', attacchi che spesso finiscono in omicidi e/o massacri(2).

Dal canto suo, la Russia sembra ben disposta nell'accogliere i profughi di origine afrikaner e recentemente una delegazione della minoranza sudafricana bianca si è incontrata con l'assistente del Difensore civico per i diritti umani nel territorio di Stavropol(cittadina del sud della Russia), Vladimir Poluboyarenko(3).
A quanto pare, i membri della delegazione afrikaner hanno deciso di trasferirsi nel territorio di Stavropol dopo aver saputo che nella stessa regione era stata accettata una famiglia proveniente dalla Germania.

Andando maggiormente nello specifico, gli afrikaners sono i discendenti degli esploratori europei che crearono le fondamenta di quella che è oggi l'attuale capitale legislativa del Sudafrica, 'Città del Capo'(4).
In seguito, la situazione geopolitica sudafricana divenne particolarmente critica per via della penetrazione del colonialismo inglese nel Sudafrica.

Difatti, il colonialismo britannico perseguitò gli afrikaners e gli fece espellere dalle loro terre e allo stesso tempo pose le basi per la politica di contrapposizione che si innescò tra gli stessi afrikaners(primi abitanti del moderno Sudafrica) e le popolazioni nere residenti nei territori vicini.
A seguito di ciò, vennero poste le basi per la politica del duro apartheid nei confronti dei neri, politica di segregazione razziale che durò sino al 1991.

Finalmente finito l'apartheid, le intolleranze e le discriminazioni razziali(sia economiche che sociali/culturali) sono diminuite ma negli ultimi anni si stanno facendo particolarmente sentire e stanno riguardando sempre di più la minoranza bianca(5), considerata 'colpevole' di essere discendente dai 'boeri'.
Su ciò, c'è da segnalare anche la crescita di movimenti estremisti che incitano alla cacciata e, in alcuni casi, anche alla violenza verso gli appartenenti alla minoranza bianca.

NOTE:

(1) https://www.thesouthafrican.com/boer-delegation-russia-considering-opening-up-borders-for-white-sa-farmers/

(2) https://en.wikipedia.org/wiki/South_African_farm_attacks

(3) https://it.sputniknews.com/mondo/201807066206182-boeri-Russia-/ 

(4) https://it.wikipedia.org/wiki/Afrikaner#Origini 

(5) https://www.informazioneconsapevole.com/2015/07/la-discriminazione-economica-dei.html

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Nella foto: due bambini residenti nei villaggi abitati dai contadini appartenenti alla minoranza bianca del Sudafrica, https://metro.co.uk .

VICENZA, dopo il caso della flatulenza un altro caso di 'singolare protezione umanitaria' per un 23enne di origine nigeriana: ecco di che cosa si tratta

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Di Salvatore Santoru

Recentemente ha fatto discutere una notizia apparsa sul Giornale di Vicenza.
Più specificatamente, si tratta della notizia secondo cui ad un giovane di origine nigeriana(recentemente arrestato) sarebbe stato concessa la protezione umanitaria per meteorismo e flatulenza(1). 

Oltre a ciò, il sito web VVox ha ricordato che nello stesso articolo della testata locale si parla di un altro singolare caso di protezione umanitaria per motivi di salute.
Difatti, pare che a un 23enne di origine nigeriana(avente diversi precedenti, da spaccio a rapina) sarebbe stato concesso l'asilo per il varicocele.

Come già scritto nell'articolo dedicato alla prima vicenda, sino ad ora tali news del 'Giornale di Vicenza' mancano di aggiornamenti, approfondimenti e smentite.
Comunque sia, ci sarebbe da dire che il varicocele(3) è una patologia abbastanza comune e che generalmente non comporta sintomi e/o presenta elevati rischi di salute ma anche che, allo stesso tempo(4), è da non sottovalutare in determinati casi(anche per via delle complicanze e degli stessi rischi che potrebbe portare).

NOTE:

(1) https://www.informazioneconsapevole.com/2018/07/immigrazione-il-caso-dellarrestato.html

(2) https://www.vvox.it/2018/07/09/vicenza-asilo-a-due-migranti-per-motivi-di-salute-surreali/ 

(3) http://www.medicitalia.it

(4) https://www.farmacoecura.it

VICENZA, il caso del giovane nigeriano arrestato a cui era stata concessa la protezione umanitaria per meteorismo e flatulenza


L'immagine può contenere: testo

Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere una notizia apparsa sul Giornale di Vicenza.
Come riportato dal giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani su 'Libero'(1), ad un uomo di origine nigeriana sarebbe stata concessa la protezione umanitaria in quanto afflitto da meteorismo e flatulenza.

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Più specificatamente, come riporta Cruciani, il motivo della protezione umanitaria è stato scoperto dopo che lo stesso uomo è stato arrestato mentre cercava di sfuggire alle forze dell’ordine.
Difatti, gli agenti si erano preoccupati per un possibile contagio avendo lo stesso uomo di origine nigeriana un permesso di soggiorno per motivi di salute.

Oltre a Libero, la notizia è stata anche discussa nello stesso notissimo programma che Cruciani conduce su Radio 24 insieme a David Parenzo, 'La Zanzara'(2).
La notizia è stata ripresa su un articolo della Voce del Trentino(3) e dalla leader di Fratelli D'Italia Giorgia Meloni(4), così come da altri siti web e pagine Facebook.

Secondo il sito web 'No alle Bufale'(5), la stessa news sarebbe da approfondire e al momento non vi sono ulteriori aggiornamenti né approfondimenti e d'altronde neanche smentite.
Comunque sia, il caso dell'uomo risulta indubbiamente curioso e singolare.

NOTE:

(1) http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13358256/immigrazione-nigeriano-asilo-dopo-arresto-perche-petomane.html

(2) https://www.youtube.com/watch?v=5MXnb3Shg2U

(3) https://www.lavocedeltrentino.it/2018/07/09/concesso-lasilo-a-nigeriano-dopo-larresto-perche-e-un-petomane-affetto-da-meteorismo/

(4) https://www.facebook.com/giorgiameloni.paginaufficiale/photos/a.343277597644.155355.38919827644/10156421154662645/?type=3&theater

(5) https://www.noallebufale.it/analisi-in-corso-immigrazione-il-nigeriano-a-cui-viene-concesso-asilo-dopo-larresto-perche-e-un-petomane/

“OSPITARE PROFUGHI IN CASA? MAI”: Quasi 100 vip e intellettuali pro-accoglienza rifiutano la proposta di una finta Ong

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Il quotidiano Il Tempo, per tentare di smascherare quella che definisce l’ipocrisia dei radical chic, ha effettuato un esperimento a poca distanza dalla giornata di sabato 7 luglio, quando migliaia di persone sono scese in piazza con una maglietta rossa per esprimere solidarietà ai migranti.
Tra queste, anche moltissimi vip, da Gad Lerner a Roberto Saviano. Due giorni prima, moltissime celebrità e personaggi del mondo dello spettacolo avevano sottoscritto un manifesto contro il ministro dell’Interno.
“Noi non stiamo con Salvini”, recitava la copertina del magazine. Nell’editoriale firmato dal direttore della rivista, Massimo Coppola, si faceva riferimento in particolare al tema dei migranti.
Il Tempo, allora, ha deciso di mettere alla prova molte delle celebrità che, negli ultimi tempi, hanno espresso solidarietà nei confronti dei rifugiati, attaccando al tempo stesso Salvini e le sue politiche di chiusura.
Fingendosi una finta Ong, la “International Open Blue Sea”, il quotidiano romano ha contattato uno per uno ben cento personaggi del mondo dello spettacolo e della politica.
La richiesta era la seguente: sarebbe disposto ad ospitare un solo rifugiato a casa sua per un periodo limitato di tempo?
“Badate bene – scrive il giornalista Alessandro Migliaccio – non abbiamo chiesto di aprire la casa a una famiglia intera di migranti bensì, per qualche tempo, ad uno solo di loro in difficoltà. Abbiamo spiegato a tutti che si sarebbe trattato di un gesto utile non solo alla persona ospitata ma anche a tutti gli italiani e che ci avrebbe aiutato ad avviare una campagna di sensibilizzazione sulla delicata tematica dei migranti”.
Il quotidiano romano riporta che solo quattro tra i cento personaggi contattati hanno dato risposta positiva: si tratta, nello specifico, di Stefano Fassina, Erri De Luca, Daria Bignardi e Paolo Cento.
Circa la metà non ha voluto rispondere alla richiesta, mentre molti altri hanno rifiutato esplicitamente per diverse ragioni.
“Linus di Radio Deejay figura tra i firmatari dell’appello di Rolling Stone contro la politica di Salvini sui migranti, eppure dopo aver ascoltato con attenzione la nostra proposta di mandargli a casa un immigrato per qualche mese, ha preferito attaccarci il telefono in faccia per poi non risponderci più”, scrive il Tempo.
“Gad Lerner non ci ha risposto dando la colpa al treno, dicendo di non sentire bene anche se i problemi alla conversazione si sono manifestati soltanto nel momento in cui avrebbe dovuto risponderci con un sì o un no”.
Hanno detto no, o hanno comunque tergiversato rinviando la questione, anche lo stilista Ennio Capasa, l’attore Marco D’Amore (il Ciro Di Marzio di “Gomorra”), il conduttore televisivo Costantino della Gherardesca, e ancora David Parenzo, il senatore Pd Nicola Latorre, il deputato dem Emanuele Fiano, Leo Gullotta, Dario Vergassola, Pupi Avati, Piero Fassino, Giusepe Fioroni, Cesare Damiano, Massimo Ghini, Paolo Ruffini.
Alcuni hanno spiegato di avere al momento una situazione familiare complessa, altri hanno parlato di una casa troppo piccola, altri ancora si sono rifiutati senza fornire particolari motivazioni.
L’elenco continua. Ne fanno parte anche Valeria Fedeli, Massimo Cacciari, Gianni Cuperlo, Giuseppe Civati, Valeria Fedeli, Giancarlo Magalli e molti altri.
“Lo stesso direttore della rivista Rolling Stone, Massimo Coppola – scrive ancora il tempo – non ci è parso molto disponibile, ha rimandato il tutto a futuri scambi di e-mail ma ha precisato che se andiamo in edicola ed acquistassimo la rivista che dirige, ci accorgeremmo che lui sta già facendo molto per i migranti. Certo, tuttavia ospitarne uno sarebbe ancora meglio”.
Anche il direttore di Radio Deejay, Linus, è stato contattato da Il Tempo, che, secondo quanto riportato dal giornale, ha riattaccato.
Linus ha però voluto chiarire il suo comportamento, spiegando di aver capito che l’identità del suo interlocutore era falsa: “Siccome lo faccio di mestiere capisco che è uno scherzo e riattacco”.
Il direttore di Radio Deejay si è anche scagliato contro la campagna della rivista Rolling Stone, prendendo le distanze dall’iniziativa.

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