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BRUNEI, introdotta la Sharia. Pena di morte per gay e adulteri


 Di Salvatore Santoru

Recentemente in Brunei, un piccolo sultanato sull’isola del Borneo, è stata introdotta la Sharia. Come riporta il Post, con la nuova legge verrà introdotta la pena di morte con lapidazione. 

Andando maggiormente nei particolari, tra i destinatari della pena di morte ci saranno anche i gay e gli adulteri. 
La legge era stata annunciata a fine marzo 2019 dallo stesso sultano, Hassanal Bolkiah, e aveva provocato diverse proteste dell’ONU, di celebrità e artisti ( tra cui Elton John e George Clooney) e di governi.

BELGIO, I DIRIGENTI DEL PARTI ISLAM: 'Non c'è parità tra uomo e donna, vogliamo instaurare la Sharia'

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Di Salvatore Santoru

“Se c’è parità tra uomo e donna? No, non c’è”. 

Lo ha recentemente sostenuto il vice-presidente del partito islamista belga 'Parti Islam Talal Magri.



Più specificatamente, Magri ha dichiarato ciò in un'intervista fatta da Eugenia Fiore per il sito web 'Gli Occhi Della Guerra'(2).
Inoltre, il presidente del partito Abdelhay Bakkali Tahiri ha sostenuto di non aver paura a dire che il suo partito vuole instaurare la Sharia nel paese europeo.

NOTE:


(1) https://fr.wikipedia.org/wiki/ISLAM_(parti_politique_belge)


(2) http://www.occhidellaguerra.it/partito-islamico-donne/

Belgio, il partito 'Lista Islam': 'Vogliamo la 'sharia occidentale', bus devono essere separati per uomini e donne'

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Di Salvatore Santoru

In Belgio è attivo da poco tempo un partito chiamato 'Lista Islam' e/o più semplicemente 'ISLAM', acronimo di 'Integrità, Solidarietà, Libertà, Autenticità, Moralità'(1).
Come riporta 'la Stampa'(2), recentemente il settimanale francese Le Point(3) è stato a Molenbeek per incontrare i suoi fondatori.

Andando maggiormente nello specifico, il partito propone l'applicazione di una 'sharia occidentale', che prevederebbe la reintroduzione della pena di morte, la proibizione degli alcolici, il velo islamico ammesso in tutti i luoghi pubblici e la 'separazione di genere' nei bus.

NOTE:

(1) https://fr.wikipedia.org/wiki/Islam_(parti_politique_belge)

(2) http://www.lastampa.it/2018/04/17/cultura/opinioni/buongiorno/la-sharia-occidentale-qR9uYAjjE1S0uvxYMgKWJL/pagina.html

(3) http://www.lepoint.fr/europe/au-coeur-d-islam-le-parti-qui-veut-instaurer-la-charia-en-belgique-14-04-2018-2210611_2626.php

USA, L'ATTIVISTA ISLAMICA PROGRESSISTA RAHEL RAZA CRITICA LE POSIZIONI "PRO-SHARIA" DELLA COMMENTATRICE LIBERAL SALLY KOHN: 'LA SHARIAH NON CI RAPPRESENTA'


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Di Salvatore Santoru

Recentemente avevano fatto discutere le dichiarazioni che la commentatrice politica statunitense, di orientamento liberal,Sally Kohn aveva fatto(1) a proposito della Shariah.
La John aveva sostenuto che essa è seguita dalla maggioranza degli islamici progressisti, islamici progressisti con cui ci si dovrebbe alleare contro l'estremismo.
Tra le critiche ragionate alla John è interessante segnalare quella dell'attivista islamica liberal e riformista Rahel Raza, nota anche l'attivismo contro il razzismo.
In un articolo sull'Huffington Post(2) la stessa Raza ha sostenuto che le affermazioni della Kohn possono risultare sia offensive che pericolose, sopratutto per le donne islamiche(come la stessa Raza) impegnate nel riformismo dell'Islam.
La Raza ha scritto che non pensa che la Kohn sia stata mossa da cattive intenzioni e l'ha esortata a stare dalla sua parte e delle attiviste islamiche riformiste che combattono contro l'estremismo.
Inoltre, ha ricordato che l'applicazione della Shariah in diversi paesi comporta una legislazione decisamente sessista e basata sull'intolleranza religiosa nonché su quella verso le minoranze, tra cui quella LGBT di cui la Kohn è considerata una delle più importanti rappresentanti negli USA.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/08/analista-liberal-promuove-la-sharia-per.html

(2)http://www.huffingtonpost.com/raheel-raza/muslim-woman-activist-to_b_11761630.html

USA, L'ATTIVISTA ISLAMICA PROGRESSISTA RAHEL RAZA CRITICA LE POSIZIONI 'PRO-SHARIA' DELLA COMMENTATRICE LIBERAL SALLY KOHN: 'LA SHARIAH NON CI RAPPRESENTA'


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Di Salvatore Santoru

Recentemente avevano fatto discutere le dichiarazioni che la commentatrice politica statunitense, di orientamento liberal,Sally Kohn aveva fatto(1) a proposito della Shariah.
La John aveva sostenuto che essa è seguita dalla maggioranza degli islamici progressisti, islamici progressisti con cui ci si dovrebbe alleare contro l'estremismo.
Tra le critiche alla John è interessante segnalare quella dell'attivista islamica liberal e riformista Rahel Raza, nota anche l'attivismo contro il razzismo.
In un articolo sull'Huffington Post(2) la stessa Raza ha sostenuto che le affermazioni della Kohn possono risultare sia "offensive" che "pericolose", sopratutto per le donne islamiche(come la stessa Raza) impegnate nel riformismo dell'Islam.
La Raza ha anche scritto di credere che la Kohn non sia mossa da cattive intenzioni e l'ha esortata a stare dalla sua parte e delle attiviste islamiche riformiste che combattono contro l'estremismo.
Inoltre, ha ricordato che l'applicazione della Shariah in diversi paesi comporta una legislazione decisamente sessista e basata sull'intolleranza religiosa nonché su quella verso le minoranze, tra cui quella LGBT di cui la Kohn è considerata una delle più importanti rappresentanti negli USA.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2016/08/analista-liberal-promuove-la-sharia-per.html

(2)http://www.huffingtonpost.com/raheel-raza/muslim-woman-activist-to_b_11761630.html

USA, POLEMICHE PER TWEET DI COMMENTATRICE POLITICA LIBERAL CONSIDERATO "PRO- SHARIA"




Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere negli USA il tweet della commentatrice politica liberal Sally Kohn.
La Khon, che si considera ed è considerata come una delle "voci più importanti del progressismo nell'America odierna"(1), ha twittato che la Sharia(2) è seguita dalla maggior parte dei progressisti islamici che bisogna sostenere nella lotta contro l'estremismo.
Il tweet della Kohn è stato fortemente criticato sul web e d'altronde non si può dimenticare che non pochi riformatori islamici sono alquanto critici della stessa Sharia e che risulta interessante il fatto che la stessa Kohn, che si considera ed è considerata anche una delle più influenti voci dell'odierno femminismo e dell'attivismo LGBT(3), pare considerare,stando alle "accuse" e alle critiche, "legittima" una "legge religiosa" che spesso e volentieri viene utilizzata(e/o strumentalizzata) per istituzionalizzare discriminazioni verso le donne e le minoranze(si pensi all'Iran o all'Arabia Saudita, dove vi sono applicazioni integraliste della Sharia).
Detto questo, si deve sottolineare che la Shariah(che non è un problema in sé) vada riformata e non si può non sottolineare un certo "doppio standard" morale che sembra animare sempre più spesso una certa sinistra cosiddetta "liberal", decisamente radicale nella critica e nella lotta contro il cristianesimo(politico o meno) ma pare alquanto tollerante con l'islamismo politico, compreso anche quello più "conservatore" se non anche "reazionario".

NOTE:

(1)http://www.sallykohn.com/bio/

(2)http://www.theblaze.com/stories/2016/08/16/cnns-sally-kohn-slammed-on-twitter-after-calling-shariah-law-progressive/

(3)http://www.sallykohn.com/bio/

Belgio, leader dell'organizzazione islamista radicale "Sharia4Belgium"(nota anche per gli attacchi a islamici moderati)dichiara: "Gli occidentali si preparino a un’ondata di sharia"

I musulmani rappresentano un quarto dei residenti e i demografi credono che, nel giro di soli vent’anni, diventeranno la maggioranza assoluta. Il più acceso tra i gruppi musulmani del Belgio è Sharia4Belgium (La Sharia per il Belgio) che recentemente minacciato in tv alcuni islamici moderati che si erano prestati a un dibattito. “Gli occidentali si preparino a un’ondata di sharia e islam”, avverte il leader di Sharia4Belgium, Fouad Belkacem alias Abu Imran, ai microfoni di Cbn News.
“Noi crediamo che la sharia avrà il dominio e verrà adottata in tutto il mondo – dice Fouad Belkacem al giornalista della Cbn News – dobbiamo essere chiari. Non c’è alcuna differenza tra l’islam e la sharia. È solo una questione di nome. La democrazia è l’opposto della sharia e dell’islam. Noi crediamo che il legislatore è Allah. Allah fa leggi ed è lui che ci dice cosa è permesso e cosa è proibito”.
Per il leader di Sharia4Belgium è ridicolo sentire qualcuno che dice: “Ho parlato con un musulmano democratico”. E spiega: “È come dire di aver parlato con un cristiano ebreo o con un ebreo musulmano. Come puoi incontrare un ebreo musulmano o un musulmano ebreo? Un musulmano che dice di essere contro la sharia non è musulmano. Questa non è una cosa possibile”.
In Belgio, come racconta Il Giornale in un articolo a firma di Sergio Rame,
i musulmani radicalizzati hanno iniziato a mostrare i muscoli. Sono state assalite ragazze in bikini. Simboli cristiani ed ebraici sono stati colpiti da atti vandalici. E, in alcuni quartieri a maggioraza musulmana, è già stata instaurata la sharia. L’idea di Fouad Belkacem e dei seguaci di Sharia4Belgium è rimpiazzare le leggi del Belgio con la sharia, icluse le amputazioni per i ladri, la lapidazione delle donne per adulterio e la condanna a morte per gli omosessuali.
“Qui quando qualcuno parla della Sharia, immediatamente inizia questa storia delle amputazioni, della lapidazione e delle esecuzioni – spiega – ma questo è un millesimo della Sharia. Lei lo sa che in oltre mille e trecento anni di stati islamici, con la sharia in vigore, ci sono state, forse, sessanta mani amputate. Quindi: in oltre mille e trecento anni, sessanta mani. È veramente un numero per il quale uno possa dire, oh, c’è veramente da avere paura? Tra l’altro, se non sei un criminale, perché mai devi avere paura della sharia?”.

Molenbeek, il quartiere di Bruxelles dove l'unica legge è la Sharia



Di Giulia Aubry

Sette arresti collegati ai "fatti" di Parigi e un'operazione di polizia ancora in corso. Almeno uno degli attentatori del 13 novembre avrebbe trascorso gli ultimi mesi a Bruxelles. Sia la Seat che la Polo, identificate come due delle auto utilizzate dai terroristi dell'attacco multiplo alla capitale francese, avrebbero targhe del Belgio.

E già a gennaio, subito dopo la strage di Charlie Hebdo e del supermercato kosher nella capitale francese, la polizia belga aveva scoperto basi logistiche che avevano offerto supporto ai fratelli Kouachi e a Koulibaly. Quest'ultimo avrebbe ripetutamente visitato e si sarebbe rifornito di armi e munizioni proprio nel paese al confine con il nord della Francia.

Il Belgio appare sempre di più come la capitale europea della Jihad. Un primato non certo invidiabile, ma che non dovrebbe sorprendere. Nel 2014, infatti, un report del Centro Internazionale per lo Studio della Radicalizzazione e della Violenza Politica ha mostrato come il Belgio abbia fornito almeno 40 foreign fighters per ogni milione di abitanti nel paese alla milizia sunnita impegnata con Isis o Al Qaeda in Siria e in Iraq. Un rapporto di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altra nazione europea. Si pensi che la Francia ne fornisce 18, la Gran Bretagna 9,5, la Germania 7,5, l'Italia "appena" 1,5. E nel 2015 la situazione è addirittura peggiorata.

A Bruxelles, dove il 20% della popolazione è di religione musulmana, esiste un intero quartiere - Molenbeek - "sottoposto alla Sharia". Qui nessuno, anche se non islamico, può bere o mangiare in pubblico durante il Ramadan, le donne sono "invitate" a indossare il velo e a non portare i tacchi, bere alcool e ascoltare musica sono attività non gradite. A tutti gli angoli della strada un cartello giallo con scritta nera avverte che ci si trova in una "Sharia controlled zone", sottointendendo che in quelle strade la polizia ha un potere limitato. E più di una volta i giovani che vivono in questa zona hanno accolto con un lancio serrato di pietre le autovetture in servizio. Qualcuno sostiene che i foreigni fighters del belgio e i logisti (forse anche le menti) di molti attentati in Europa siano proprio cresciuti qui.

Qualcuno già ha ribattezzato l'intero paese - alle prese con una difficile situazione politica interna a causa degli storici contrasti tra la comunità fiamminga e quella vallone - Belgistan. E gli evidenti legami con il Belgio tra gli attentatori che hanno colpito in tutta Europa, non ultimo nel 2014 al museo ebraico di Bruxelles, non fanno che confermarlo.

FONTE:http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/bruxelles_quartiere_sharia/notizie/1681839.shtml

FOTO:http://www.news.com.au

Il caso:vietata la conferenza dell'attivista femminista iraniana Maryam Namizie all'università inglese di Warwick in quanto le sue idee "inciterebbero all'odio" per la sua critica della Sharia



Di Salvatore Santoru

In Inghilterra sta facendo parlare la decisione del consigli degli studenti dell'università di Warwick di vietare la conferenza, organizzata dall'associazione atea universitaria e dalla Società Umanista locale, dell'attivista iraniana Maryam Namizie, in quanto sarebbe un "discorso d'odio" e le sue critiche alle leggi islamiche sarebbero discriminatorie verso gli studenti di fede islamica.







La Namizie è un'attivista dei diritti umani fuggita dall'Iran dopo la rivoluzione khomenista, ed è nota per le sue critiche alla legge islamica(Sharia) che prevede la subordinazione della donna all'uomo.
Inoltre, la stessa si occupa della promozione della laicità e dei diritti degli omosessuali nel mondo islamico ed è sempre stata politicamente schierata a sinistra, e sono anche note le sue prese di posizione contrarie alle religioni organizzate in generale, come il cattolicesimo e il sostegno alla causa palestinese.

Insomma, non proprio il profilo del classico islamofobo, solitamente sionista e conservatore cattolico o ebreo, ma un'intellettuale progressista di simpatie femministe, eppure il suo discorso è stato vietato preventivamente in quanto considerato "hate speech".

Il caso, di cui in Italia si è occupato solo il Corriere della Sera, è alquanto interessante e mostra il controcircuito che sta avendo l'ideologia del politicamente corretto, che partita da giusti ideali è diventata più uno strumento di propaganda e privilegio per determinati gruppi considerati, a torto o a ragione, "minoritari" a scapito di altri, invece di garantire i diritti di tutti.

Il caso ha fatto un discreto scandalo in patria ma ha avuto poca eco all'estero, mentre indubbiamente se si fosse trattato di cristianesimo, bisogna dire che si sarebbe gridato (magari anche giustamente) all'inquisizione e si sarebbero avute delle proteste da parte delle associazioni laiche e dei diritti civili o di sinistra in generale, mentre su questo caso si ha un silenzio pressoché totale, cosa che non fa bene alla lotta per i diritti civili o alla tolleranza e libertà di religione, qualunque essa sia.

Per approfondire:
https://en.wikipedia.org/wiki/Maryam_Namazie
http://www.dailymail.co.uk/news/article-3250216/Maryam-Namazie-banned-university-talk-case-offends-Muslims.html
http://www.corriere.it/opinioni/15_settembre_27/pericolosa-censura-critiche-all-islam-4833c424-6509-11e5-b742-179fcf242c96.shtml

Spagna:in Catalogna nasce la "polizia della sharia"


Di Salvatore Santoru

Dopo aver fatto la sua comparsa in Germania l'anno scorso(1), ora la "sharia police" è arrivata anche in Spagna, nella Catalogna, secondo quanto riferito dal quotidiano "El Mundo"(2).

Oltre alle unità di polizia, alcune comunità islamiste stanno formando anche dei tribunali che operano secondo i dettami della Sharia per giudicare i musulmani che non rispettano i principi religiosi.

Le prime unità di "polizia islamica" sono nate a Lleida, dove una donna marocchina è stata processata per aver avuto una relazione con un ragazzo occidentale, ma è stata salvata in tempo dalla lapidazione.

Fonti per approfondire:

Foto:Sharia Police in Germania, http://www.breitbart.com

Libia: bisogna aver paura di chi salirà al potere

Di Marta Vuch


Una domenica a Djerba: Lobna


Oggi è una caldissima giornata di sole, l'ideale per una domenica al mare. Ci sarei andata volentieri anch'io se ieri non mi avesse chiamata la Mezzaluna Araba da Tataouine. Parlo abbastanza bene l'arabo ma trovo difficoltà a comunicare per telefono, ma dovevo chiamare Lobna. Mi risponde una donna piena di coraggio, con una storia terribile da raccontare. L'ho incontrata questa mattina. Niqab. Dopo il primo reciproco imbarazzo andiamo al mercato insieme per comperare i libri per sua figlia che quest'anno frequenterà in Tunisia la seconda elementare. Entriamo, sicuramente una scena curiosa queste due figure cosi' diverse insieme. Un'accoglienza calorosa, gentile, se avesse avuto la minigonna avrebbe sicuramente suscitato minore interesse. Lobna mi sorprende, lei parla un arabo colto. Guarda i quaderni e sorride. "Perchè non ci sono i quaderni a quadretti?" In Tunisia esiste un solo tipo di quaderno che viene usato per tutto in Libia no, ogni materia ha il suo quaderno.

Usciamo in strada e dopo mille ringraziamenti le chiedo qualche cosa del bambino ferito. Arrivano da un paesino vicino a Tripoli, una giornata tranquilla, un giro in macchina. Passano per strada, un colpo di arma da fuoco. Il primo proiettile uccide il papà, il secondo colpisce il bambino di 4 anni alla testa poi continua la sua corsa attraverso il braccio della sorella per finire nella mano della mamma. Fine della gita. Si ritrovano in Tunisia, prima a Tataouine all'ospedale e ora a Djerba. Chi ha fatto questo? "Non importa, mi risponde" il popolo è armato, chiunque puo' sparare a piacimento in Libia oggi, ogniuno puo' farsi giustizia da solo, la sua giustizia personale. Non esistono piu' leggi, non esistono vincitori. La cosa terribile di questa guerra sono gli aerei, non li senti arrivare, solo un boato quando sganciano le loro micidili armi". E' preoccupata per il futuro del suo paese, dà la colpa alla maledizione del petrolio. Poi parla di Gheddafi e dice che lui è un uomo buono, è stato tradito dai suoi uomini piu' fidati, sono loro i veri criminali non lui. E' quasi dispiaciuta per il Rais e la sua situazione di fuggitivo, braccato come un cane e costretto a nascondersi nel deserto, anche lui ha subito molti lutti. Dopo una breve riflessione conclude dicendo che le persone di cui bisogna aver paura stanno adesso salendo al potere. La rivedro' ancora, mi sono già attivata per poterle garantire un aiuto continuo, le cure mediche sono care ed in piu' bisogna pensare a 5 persone, dar loro un'esistenza decorosa per il tempo che si fermeranno a Djerba. Vorrei avere il suo coraggio.
 Fonte:Jerba News

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