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Tumori: dalle bottiglie di plastica al microonde, crescono le fake news



 AdnKronos

Bere dalle bottiglie di plastica e usare il forno a microonde. Sono alcune delle fake news sulle cause del cancro che continuano a girare sul web, confuse con notizie scientifiche da tantissimi utenti e purtroppo anche dai pazienti. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto in Inghilterra su 1.330 persone, pubblicato sull”European Journal of Cancer’ e curato dallo University College di Londra e dall’università di Leeds. “Il numero di persone che credono in cause non accertate dei tumori è aumentato rispetto agli anni passati – affermano i ricercatori – Un fatto che potrebbe essere collegato ai cambiamenti del modo con cui accediamo alle notizie e al ruolo sempre più determinate di Internet e social media“.
Dal sondaggio – riporta la Bbc online – emerge che oltre il 40% degli intervistati pensa che lo stress e gli additivi alimentari siano collegati al cancro. Il 35% è convinto che una causa dei tumori possa essere l’inquinamento elettromagnetico e il 34% punta il dito contro gli alimenti geneticamente modificati. Poi c’è un 19% che ha paura dei forni a microonde e un 15% secondo cui le bottiglie di plastica possono provocare un cancro. Fortunatamente alcune informazioni su cosa può aumentare il rischio di sviluppare una neoplasia, scientificamente vere e validate da studi, sembrano aver messo radici: l’88% degli intervistati riconosce nel fumo uno di questi fattori; l’80% sa dei pericoli del fumo passivo, il 60% di quelli di un’esposizione al sole senza protezioni.

Fonte e articolo completo: http://www.meteoweb.eu/2018/04/tumori-plastica-microonde-fake-news/1084629/#cO3pkGhEGD653gpP.99

Mandorle: proprietà, benefici e controindicazioni

Le mandorle apportano molti benefici al nostro organismo grazie alle tante proprietà: combattono il colesterolo, prevengono il diabete e tengono a bada il grasso in eccesso.
La mandorla è il seme commestibile del mandorlo (Prunus dulcis) che appartiene alla famiglia Rosacee e, tra la frutta secca, si distingue per l’elevato contenuto di proteine. 

La pianta può raggiungere i 10 metri di altezza e i suoi semi, le mandorle, sono racchiuse all’interno di un guscio legnoso. Le mandorle possono essere consumate tutto l’anno: in primavera le troviamo fresche mentre, per il resto dell’anno, possono essere consumate secche. In Italia, la principale produttrice di mandorle è la città di Agrigento, in Sicilia, anche se, negli ultimi anni, sono diminuite le zone di coltivazione e sono scomparse molte varietà.

Proprietà e benefici delle mandorle

Vediamo quali sono le principali proprietà benefiche delle mandorle.
Ricche di proteine: le mandorle contengono molte proteine e sono adatte anche in caso di denutrizione, perché sono un alimento completo e contengono meno grassi rispetto alle noci.
Proteggono dal diabete: mangiare una manciata di mandorle al giorno, magari come spuntino a metà mattina o a metà pomeriggio, grazie soprattutto alla vitamina E contenuta al loro interno, riduce il rischio di contrarre diverse malattie come ad esempio il diabete di tipo II, tenendo a bada i livelli di glucosio nel sangue.
Combattono anemia e osteoporosi: hanno un alto contenuto di ferro e vitamine che aiutano a contrastare l’anemia; non solo ferro, ma anche tanto calcio ideale quindi per gli anziani e per chi soffre di osteoporosi.
Energizzanti: le mandorle sono ottime anche perché sprigionano tantissima energia: ricche di calcio e magnesio, sono degli ottimi integratori per le diete.
Proteggono il cuore: grazie alla vitamina E che diminuisce il rischio di infarti e ai grassi insaturi che riducono la formazione di placca aterosclerotica nelle arterie.
Abbassano il colesterolo nel sangue: sono perfette per chi soffre di colesterolo alto perché hanno la capacità di abbassare il livello di colesterolo cattivo (LDL) nel sangue grazie all’acido oleico e all’acido palmitoleico che invece, aumentano il colesterolo buono (HDL).
Lassative: l’alto contenuto di fibre, dona a questo seme, proprietà lassative utili in caso di stipsi.
Non contengono glutine: sono inoltre prive di glutine e ciò le rende un alimento ideale anche per chi soffre di celiachia.
Antitumorali: le mandorle contengono anche una piccola quantità di laetrile considerata una sostanza antitumorale. Il loro consumo riduce il rischio di canro al colon.
Riducono il grasso e rendono bella la pelle: per quanto riguarda la forma fisica tengono a bada il grasso in eccesso riducendo addirittura quello addominale, mentre, nel mondo della cosmetica viene utilizzato l’olio di mandorle dolci  per combattere rughe e smagliature nonché i primi segni di invecchiamento. È ricco di vitamina A, vitamine del gruppo B, sali minerali e proteine che lo rendono un ottimo prodotto emolliente. Inoltre, la vitamina E contenuta nelle mandorle, le rende un potente antiossidante in grado di contrastare i radicali liberi e rallentare l’invecchiamento.

Valori nutrizionali

Mandorle fresche – Quantità per 100 gr – 600 kcal
Carboidrati 20 gr
Grassi 50 gr
Proteine 22 gr
Fibre 10,5 gr
Le mandorle sono inoltre ricche di vitamine, soprattutto B ed E, oltre ai sali minerali tra cui:
Calcio 265 mg
Ferro 3,7 mg
Fosforo 480 mg
Potassio 710 mg
Magnesio 270 mg
A causa del loro elevato apporto calorico, le mandorle devono essere consumate con moderazione, non più di 10 o 15 al giorno, preferibilmente come spuntino.

Controindicazioni

Va evitato il consumo di mandorle in caso di herpes, perché contengono una sostanza: l’arginina che stimola l’attività del virus dell’herpes. Essendo dei semi molto oleosi vanno consumati moderatamente da chi soffre di gastrite perché aumentano la secrezione acida durante la digestione. Vanno consumate con moderazione anche da chi soffre di diabete e da chi è in sovrappeso. Inoltre sono ricche di purine, che determinano l’acido urico, sono quindi sconsigliate in caso di gotta. Infine, dato che l’allergia a questo seme è abbastanza diffusa, possono verificarsi, in soggetti predisposti, allergie o intolleranze alimentari. Evitare, poi, di consumare le mandorle amare che, soprattutto se consumate crude, possono essere dannose per la salute.

Come consumare le mandorle: usi in cucina

Le mandorle vengono utilizzate soprattutto in pasticceria come ingrediente per la preparazione di dolci, torte, torroni, confetti, biscotti mandorlati. Le mandorle fresche e non sgusciate possono essere conservate anche per diversi mesi. Per conservarle al meglio , riponetele in un vasetto ben chiuso in un posto fresco e asciutto, lontano dalla luce e da fonti di calore. Con le mandorle fresche si può preparare il latte di mandorle, bevanda molto energetica e rinfrescante ricca di proteine e nutrienti. Inoltre ha proprietà antidepressive, antinfiammatorie e aiuta a riequilibrare l’umore anche se contiene molte calorie, quindi è consigliabile non abusarne. Le mandorle vengono anche consumate secche, tostate, zuccherate, pralinate e salate.

Pollo alle mandorle

Tra le ricette salate più famose in cucina c’è quella del pollo alle mandorle, una ricetta cinese che si prepara con petto di pollo, mandorle sgusciate, salsa di soia, olio di semi e scalogno. Il pollo va tagliato a pezzetti e infarinato, nel frattempo le mandorle vanno tostate in padella e messe da parte. Si mette poi l’olio in padella con un po’ di scalogno e dopo si aggiungono i pezzetti di pollo infarinati. Dopo qualche minuto si aggiunge la salsa di soia e le mandorle aggiungendo un po’ di zucchero e un po’ di sale, lasciando cuocere per altri 3 o 4 minuti prima di servire.

Bellezza, incubo macchie da sole: rischi già a 20 anni

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Caldo e giornate soleggiate insidiano la pelle delle italiane. “Quello delle macchie da sole resta l’inestetismo più diffuso al mondo: affligge anche le popolazioni di colore e quelle orientali. Si stima che colpisca quattro italiane su 10, e può manifestarsi anche a 20 anni, ma con l’età il pericolo aumenta”.
Parola di Leonardo Celleno, cosmetologo dell’Università Cattolica di Roma, che sottolinea come “cancellare queste macchie può rivelarsi impegnativo. Ecco perché resta fondamentale la prevenzione, al mare ma anche in città: è bene usare filtri solari, e scegliere prodotti per il trucco che siano adatti ai raggi. Anche i cosmetici sbagliati possono infatti essere all’origine delle macchie brune”.
Le macchie possono fare la loro comparsa su zigomi, naso, fronte, mento, ma anche tra naso e bocca, formando odiati ‘baffetti’. “Occhio ai profumi, alla pillola, agli antibiotici e ad alcuni farmaci anti-infiammatori: con l’esposizione al sole possono comparire le macchie. Un inestetismo – spiega Celleno – legato in parte agli estrogeni. Anche le donne in gravidanza devono fare particolare attenzione, perché per loro l’insidia si chiama cloasma gravidico”, una eccessiva pigmentazione della pelle del viso con conseguente comparsa di macchie brune su fronte, naso, labbra e zigomi, a formare una sorta di ‘maschera’.

Integratori, l'Italia è prima in Europa per il loro uso. Gli scienziati: 'Spesso non servono a niente'


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Di Salvatore Santoru

Negli ultimi tempi c'è stato un vero e proprio boom degli integratori alimentari nei paesi occidentali e specialmente in Italia.
La stessa Italia risulta essere la nazione europea dove gli integratori sono maggiormente utilizzati.

Detto questo, c'è da dire che la comunità scientifica e medica è sempre più scettica nel riguardo degli stessi integratori alimentari e, secondo quanto riportato da una recente inchiesta pubblicata sul sito web dell'Espresso(1), anche la Federazione Italiana Scienza Della Vita (rappresentante diverse associazioni scientifiche e mediche italiane) ha recentemente reso nota una ricerca effettuata sulla presunta validità degli integratori che dimostra che nella maggior parte dei casi gli stessi causano effetti collaterali.

NOTA:

(1) http://espresso.repubblica.it/attualita/2018/04/16/news/italiani-primi-in-europa-per-uso-di-integratori-peccato-che-non-servano-a-niente-1.320586

PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/salute/2018/04/integratori-italia-prima-in-europa-per-uso-ma-non-esistono-prove-di-efficacia-002511383.html .

Obesi per colpa dei geni: una mutazione non blocca l’appetito. Speranze per una cura

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Di Andrea Centini

Le mutazioni di un gene legato al controllo dell'appetito possono provocare l'obesità; la scoperta apre le porte a trattamenti innovativi e mirati contro questa condizione. Lo ha dimostrato un team di ricerca dell'Imperial College di Londra, dopo aver sequenziato il genoma di bambini pakistani colpiti da obesità.




Nello specifico, i ricercatori coordinati dal professor Philippe Froguel, presidente del Dipartimento di Medicina Genomica presso l'ateneo britannico, hanno trovato le mutazioni responsabili nel gene ADCY3, che codifica per l'enzima adenilato ciclasi 3. Quando queste mutazioni sono presenti, la proteina prodotta non funziona correttamente e determina anomalie nel controllo dell'appetito, ma anche nell'olfatto e rischio di diabete.

Il team di Froguel è giunto a questa conclusione dopo aver studiato un gruppo di bambini pakistani, che in un'indagine precedente aveva già evidenziato uno stretto legame tra fattori genetici e obesità nel 30 percento dei casi. A causa dell'elevata consanguineità rilevata nella loro popolazione, infatti, questi bambini hanno maggiori probabilità di ereditare la stessa mutazione recessiva da entrambi i genitori, manifestando così l'anomalia genetica. È proprio attraverso il sequenziamento del loro DNA che Froguel e colleghi hanno identificato le mutazioni di ADCY3, le cui anomalie influenzano il rapporto tra una porzione del cervello (l'ipotalamo) e la produzione di ormoni che regolano varie funzioni biologiche, come appunto l'appetito.

Dopo aver trovato queste mutazioni, i ricercatori le hanno inserite nel database GeneMatcher, e così hanno potuto confrontare i loro risultati con quelli ottenuti da altri colleghi, in particolar modo danesi e olandesi, giunti alla medesima conclusione dopo aver analizzato profili di altri soggetti obesi (soprattutto della ristretta comunità Inuit). Le responsabilità delle mutazioni appena scoperte è stata determinata anche in esperimenti con gli animali: i topi privi del gene ADCY3, infatti, non solo sono obesi, ma soffrono anche di anosmia, cioè hanno perso l'olfatto, un'anomalia rilevata anche nei bambini pakistani.

La scoperta di queste mutazioni potrebbe portare alla creazione di trattamenti mirati in grado di ridurre l'impatto dell'obesità, considerata dagli scienziati alla stregua di una vera e propria epidemia, con costi sociali e sanitari elevatissimi. I dettagli dello studio sono stai pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica Nature Genetics.

FONTE: https://scienze.fanpage.it/obesi-per-colpa-dei-geni-una-mutazione-non-blocca-l-appetito-speranze-per-una-cura/

Quel tè cancerogeno dalla Cina che viene venduto anche in Europa

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Di Michele Crudelini
“La Cina è ora il secondo più grande partner commerciale dell’Unione europea”. Così afferma orgogliosamente il sito della Commissione europea nella sezione dedicata, appunto, al gigante asiatico.

Gli scambi tra Cina e Ue crescono di anno in anno

Bruxelles è fiera di questo rapporto commerciale che migliora di anno in anno. Poche righe più in basso si può leggere come la Cina sia “la più grande fonte di importazioni al mondo nell’area dell’Unione” e per favorire ancor di più questa relazione i due attori stanno lavorando da quattro anni a questa parte ad un Investment Agreement. Lo scopo è di favorire un libero accesso agli investimenti da entrambe le parti. Si sta dunque assistendo, come in qualsiasi processo di globalizzazione, ad una riduzione spaziale della distanza fisica tra due soggetti (Cina e Unione europea) con l’obiettivo di velocizzare e facilitare gli scambi commerciali.
Chi giudica il fenomeno della globalizzazione in chiave esclusivamente positiva descriverà quest’eventualità come un traguardo per la libertà d’iniziativa delle persone. Senza restrizioni costrittive da parte di enti, quali gli Stati, gli individui possono così esercitare liberamente la propria iniziativa. Qualsiasi fenomeno complesso, globalizzazione compresa, racchiude però in sé elementi contraddittori. In questo caso, per esempio, l’errore sta nell’interpretazione della parola “libertà” in termini assoluti. Quando si parla di globalizzazione, infatti, la libertà riguarda quasi esclusivamente l’aspetto economico della vita. E nel caso Ue-Cina si parla appunto di libertà commerciale.

Una confessione choc che mina la credibilità dei controlli europei

Purtroppo quando due soggetti si relazionano su aspetti prettamente economici l’interesse di entrambi sarà quello di massimizzare il proprio profitto. “Business is business” è la massima della cultura imprenditoriale e proprio come nel proverbio il business non guarda in faccia a nessuno, solamente a se stesso. Così si viene a scoprire che quella relazione commerciale tanto esaltata dalla Commissione europea ha invece un lato negativo per la salute di tutti i cittadini europei.
Lo ha rivelato un ex manager dell’industria agroalimentare francese, Christophe Brusset, all’interno del libro “Siete pazzi a mangiarlo!”, uscito nell’ottobre 2016 ed edito da Piemme. Il manoscritto rappresenta una sorta di confessione/denuncia fatta dall’autore contro l’industria dell’agroalimentare francese, ed in generale europea, che avrebbe chiuso più di un occhio sulla qualità delle importazioni cinesi proprio in nome del business sopracitato.
“Per quasi vent’ anni ho lavorato per grandi aziende del settore agroalimentare, molto note e tutte ampiamente fornite di certificazioni e marchi di qualità, ma la cui etica era solo di facciata. Per queste società, il cibo non ha nulla di nobile: si tratta unicamente di un business, di un mezzo per fare soldi, sempre più soldi. Potrebbero fabbricare altrettanto bene, o altrettanto male, pneumatici o computer”, così parla Brusset all’interno del libro, delegittimando in un colpo solo tutte le certificazioni di qualità che hanno rassicurato fino ad oggi i cittadini europei.

Il tè verde cinese imbottito di pesticidi e venduto liberamente in Europa

Nel libro ci sono poi esempi concreti come quello che riguarda il tè verde cinese. Si legge infatti come ben 300 tonnellate di questo tè, contenenti pesticidi ben al di sopra della soglia consentita, siano passate indenni ad un controllo dei funzionari francesi dell’antifrode. Come fu possibile? “La cosa più importante era non contrariare la Cina, perché continuasse a comprarci un po’ di aerei e non bloccare alle frontiere il vino francese, le auto tedesche e il formaggio olandese. Il problema era noto a tutti in Europa, ma nessuno voleva innescare una guerra commerciale con un partner così potente e irascibile”.
Voilà la spiegazione. 300 tonnellate di tè potenzialmente dannoso hanno dunque potuto circolare liberamente all’interno dell’Unione europea. Questo tè verde è stato comprato da cittadini europei, è arrivato nelle loro case, è finito sulle loro tavole ed è stato infine ingerito da uomini, donne e bambini.

Una rivelazione che mette tutti a rischio

Il libro parla di 300 tonnellate di tè, ma viene ora più di un sospetto circa i controlli effettuati da tutti gli Stati dell’Unione europea e c’è da chiedersi quanti prodotti cinesi potenzialmente nocivi siano liberamente in vendita in Europa. Tutti i Paesi del Vecchio Continente sono a rischio, Italia compresa. Una preoccupazione che aumenta se si guardano i dati sulle relazioni commerciali tra Cina e Italia.

Che cos'è il Movember

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http://www.ilpost.it/

Concretamente, è un mese in cui gli uomini che aderiscono alle iniziative – chiamati i “Mo bro”, “fratelli di baffo” – si fanno crescere i baffi per raccogliere fondi e sensibilizzare su alcune patologie che colpiscono gli uomini, come il cancro alla prostata e ai testicoli. Il nome Movember viene dalla fusione delle due parole inglesi, “november” e “moustache” (novembre e baffi). L’iniziativa è nata nel 2003, ideata da quattro amici di Melbourne, in Australia: negli anni è diventata sempre più popolare e ha trovato testimonial famosi e sponsorizzazioni di importanti marchi che si occupano di prodotti o cose per uomini.


Il sito ufficiale del Movember spiega praticamente tutto quello che c’è da sapere. Si può leggere in cinque lingue diverse – inglese, spagnolo, portoghese, francese e italiano – e raccoglie in maniera ordinata tutte le donazioni raccolte per nazione (ma anche quelle individuali) e ha una pagina per i diversi paesi. In quella svizzera per esempio, in cui è disponibile anche una versione in italiano, è spiegato passo dopo passo tutto il procedimento per partecipare al Movember: radersi barba o baffi, per prima cosa; poi registrarsi e personalizzare la pagina di “Mo space”, postare una foto al giorno sulla propria pagina (per vedere l’evolversi della crescita dei baffi) e poi, a seguire, parlare della salute maschile, trovare altri sostenitori, sventolare la bandiera del Movember e diventare una specie di pubblicità ambulante per l’iniziativa. Sempre sul sito è possibile andare a vedere quali programmi saranno finanziati dai soldi raccolti.
Possono partecipare anche le donne al Movember: le “Mo sista”, per cui non è prevista la crescita dei baffi, si attivano soprattutto pubblicizzando l’iniziativa e impegnandosi a sostenere gli uomini e a raccogliere fondi. Anche per loro c’è la possibilità di iscriversi al sito ufficiale. La “Mo sista” più famosa che ha aderito all’edizione di quest’anno è la modella Kate Upton.
Nel novembre 2011 i dirigenti del marchio statunitense Just for Men, che produce tinte per i capelli degli uomini, notarono un aumento inspiegabile nel mercato canadese delle vendite della loro linea “Mustache & Beard” (baffi e barba), senza che ci fosse stato alcun particolare intervento pubblicitario o promozione speciale: si trattava di aumento di circa il 30 per cento solo in Canada, che si sommava a una leggera crescita delle vendite anche negli Stati Uniti. I dirigenti di Just for Men ne identificarono la causa nel Movember e l’azienda da allora divenne uno degli sponsor ufficiali dell’iniziativa (in una delle campagne pubblicitarie più recenti si vede un uomo con i baffi intrecciati alle estremità in sella a una bicicletta d’epoca mentre traina una roulotte, e la voce fuori campo dice: «Ecco i Movember “Mo bro”, che si fanno coraggiosamente crescere i baffi per cambiare il volto della salute degli uomini»).
Un altro partner che sponsorizza l’iniziativa è il sito Made Man, pubblicato dal gruppo Defy Media, che nel 2012 ha prodotto, tra le altre cose, diversi video molto ironici per incoraggiare la partecipazione a Movember: i video sono diventati molto popolari anche per la partecipazione di Nick Offerman, l’attore che interpreta Ron Swanson nella serie televisiva trasmessa da NBC “Parks and Recreation” e che secondo il New York Times ha dei “baffi esemplari”. Questo, per esempio, mostra Offerman dare dei consigli su come farsi crescere i baffi, ed è stato visto da oltre 1 milione di persone.
Fonte e articolo completo: http://www.ilpost.it/2013/11/05/movember/

Sale caldo: il rimedio naturale contro cervicalgie e affezioni respiratorie

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Di Caterina Lenti
Il sale caldo, ritenuto da molti erronamente n semplice rimedio della nonna, è in realtà un prodigioso rimedio naturale contro cervicalgie, dolori muscolari, reumatismi, torcicollo, oltre ad essere consigliato nei casi di sciatalgie, dolori mesturali, sinusiti, mal di denti o mal di testa, mal d’orecchio, bronchiti e catarro, emanando un calore consistente, duraturo ma soprattutto asciutto che aiuta a togliere l’umidità della zona dolorante. Un’ottima soluzione, semplice ed economica, è quella di realizzare un cuscino di sale caldo, per cui occorre semplicemente far scaldare, in una padella antiaderente, un kg di sale grosso di ottima qualità, integrale, iodato o rosa dell’Himalaya, reperibile nelle drogherie o negli ipermercati, fino a quando non inizia a scoppiettare.
Versatelo in una federa in flanella, lino o cotone o in un canovaccio e annodate bene. L’ideale sarebbe procurarvi una federa a forma di ferro di cavallo come quella usata nei viaggi in aereo, poggiandola sulla parte dolorante, o sul petto, in caso di affezioni respiratorie. E’possibile utilizzare il cuscino di sale caldo per 4 volte, dopo le quali è consigliabile sostituirlo. Insieme al sale potete aggiungere alcune gocce di essenze per aumentarne l’efficacia. In particolare menta, timo e eucalipto contro bronchiti e catarro; lavanda o rosa per la cervicale e biancospino per il mal di testa.


Fonte e articolo completo: http://www.meteoweb.eu/2017/11/cervicalgie-sale-caldo/1001868

L’Alzheimer è contagioso? Studio ipotizza che possa trasmettersi con il sangue

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/06/lalzheimer-e-contagioso-studio-ipotizza-che-possa-trasmettersi-con-il-sangue/3961181/

Anche l’Alzheimer si può trasmettere attraverso il sangue di una persona affetta dalla malattia? È questo il dubbio sollevato da una ricerca pubblicata sulla rivista Molecular Psychiatry (Nature) e che potrebbe aprire nuovi scenari in merito alla malattia neurodegenerativa in grado di portare alla demenza e alla perdita della memoria e delle funzioni cognitive. Lo studio condotto dalla University of British Columbia di Vancouver, è il primo al mondo a dimostrare che la beta-amiloide, proteina cardine nella patogenesi dell’Alzheimer, può trasmettersi attraverso il sangue da un animale all’altro, inducendo nell’arco di pochi mesi delle alterazioni patologiche nel cervello degli animali sani. È stato proprio lo studio di questa proteina, che viene prodotta direttamente nel cervello così come in tessuti periferici da dove poi passa nella circolazione generale, a far scaturire negli scienziati il sospetto che anche una trasfusione di sangue possa portare ad ammalarsi di Alzheimer.

La ricerca è partita da una similitudine di patogenesi tra Alzheimer e malattie da prioni, come il morbo della cosiddetta mucca pazza, già riscontrata in passato e ha rilevato che quando un topo sano entra in contatto con il sangue di con un topo malato (geneticamente indotto), inizia lui stesso a sviluppare placche amiloidi nel cervello. I ricercatori canadesi sono arrivati ad osservare come la proteina in oggetto poteva trasmettersi attraverso il sangue da un animale all’altro, portando nel giro di pochi mesi ad alterazioni patologiche tipo Alzheimer nel cervello degli animali sani e successivamente ad una alterata attività cerebrale in determinate regioni legate all’apprendimento ed alla memoria, come ad esempio nell’ippocampo.
“È la prima volta – annuncia Weihong Song, alla guida dell’esperimento – che si dimostra che la proteina beta-amiloide penetra nel sangue e nel cervello da un altro topo e causa segni di Alzheimer”. Un risultato questo che supporta l’idea di sviluppare trattamenti per l’Alzheimer che abbiano come target il metabolismo della proteina beta-amiloide sia nel cervello che in periferia.
Tuttavia, questa scoperta non aveva trovato conferma lo scorso anno in un precedente studio pubblicato su Annals of Internal Medicine, nel quale era stato dimostrato come su un campione di oltre due milioni di riceventi trasfusioni in Svezia e Danimarca non fosse stato evidenziato un aumentato rischio di Alzheimer nelle persone che avevano ricevuto sangue da donatori affetti dal morbo. Ciò non esclude che possano emergere in futuro casi di malattia correlati alle trasfusioni infette dalla proteina beta-amiloide. L’aspetto positivo dell’allarme appena lanciato consiste proprio nel fatto che se ciò dovesse trovare conferma, potrebbe al tempo stesso aprire a nuove prospettive terapeutiche.
“Il team ha mostrato che è possibile indurre le placche nei topi connettendo la circolazione – commenta al New Scientist’ Gustaf Edgren del Karolinska Institutet di Stoccolma – rafforzando l’ipotesi che la proteina beta-amiloide è in qualche modo ‘infettiva’, e che potrebbe comportarsi esattamente come un prione”. I risultati contraddicono però quanto rilevato dallo stesso Edgren sempre quest’anno, monitorando e studiando 2,1 milioni di pazienti che avevano ricevuto una trasfusione in Svezia e Danimarca. I dati avevano evidenziato che le persone che avevano ricevuto sangue da un malato di Alzheimer non avevano un maggior rischio di sviluppare la malattia. E secondo lo stesso Edgren, nonostante il suo studio sia stato di grandi dimensioni, c’è la possibilità che il lasso di tempo analizzato sia troppo breve per captare eventuali legami fra trasfusione e demenza. “Abbiamo eseguito un follow-up di 25 anni – dice – forse potrebbe volerci un tempo più lungo perché la malattia si sviluppi. Molti ricercatori temono che si tratti di una proteina davvero infettiva”. Gli autori dell’ultimo studio però avvertono: è presto per trarre conclusioni, perché il collegamento del sistema circolatorio nei topi è una situazione che non si applica alla persone.

Salute: ecco cosa succede ai nostri occhi se usiamo occhiali da sole contraffatti

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«Comprare gli occhiali da sole su una bancarella o su siti internet poco conosciuti è una pessima idea che rischia di mettere a rischio la vista. Perchè le lenti senza i necessari filtri per i raggi solari rappresentano un pericolo serio per gli occhi», spiega Romolo Apolloni, consigliere della Società oftalmologica italiana (Soi).
«In questo modo l’esposizione ai raggi accelera i processi della cataratta, velocizzando la perdita di trasparenza del cristallino. E anche la macula, zona molto delicata dell’occhio, viene danneggiata, favorendo così le maculopatie», sottolinea l’esperto. E’ fondamentale, perciò, «comprare sempre occhiali con lenti a marchio Ce».
«Tutti rischiamo – continua – se ci esponiamo al sole senza proteggere adeguatamente gli occhi. Ovviamente i giovani, che spesso sono anche quelli più attratti da prodotti di moda proposti a basso costo, corrono più pericoli perché il danno si cumula nel tempo»
«I prodotti contraffatti – aggiunge l’esperto – pur non avendo filtri, hanno lenti scure che fanno tenere gli occhi aperti. Così non c’è nemmeno la naturale protezione che ci fa tenere gli occhi socchiusi di fronte alla luce diretta. E i raggi non filtrati colpiscono di più e fanno più male». Molto importante, poi, dare lenti di buona qualità ai bambini: «Vanno bene le forme accattivanti, i personaggi più amati dei cartoon per invogliare i piccoli ad indossarli, ma è imprescindibile controllare la presenza del marchio Ce», conclude Apolloni.
I rischi che si incorrono a seguito dell’utilizzo di occhiali contraffatti non riguardano esclusivamente la vista ma anche la pelle: i tarocchi infatti si posano sulla delicata zona del viso portando problemi su tutto il contorno occhi.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.meteoweb.eu/2016/11/salute-ecco-cosa-succede-ai-nostri-occhi-se-usiamo-occhiali-da-sole-contraffatti/799372/#CoDzJPvJIhEBeXb5.99

Vaccini, ora le scuole possono inviare i dati all'Asl

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Da oggi gli istituti scolastici e i servizi educativi per l'infanzia potranno trasmettere gli elenchi degli iscritti alle Asl per consentire la verifica della regolarità vaccinale. Questa la decisione del Garante che ha adottato un provvedimento urgente per consentire un trattamento dei dati non previsto dalla normativa sui vaccini se non prima del 2019. "Abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati'', dice il Presidente Antonello Soro.
''Tale decisione - continua l'autorità - risponde alla richiesta dell'Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana e di numerose altre amministrazioni su scala nazionale che hanno manifestato l'intenzione di effettuare uno scambio automatico di dati sulla regolarità vaccinale - anche in assenza di una specifica norma che lo consentisse - al fine di favorire il rispetto degli obblighi vaccinali nei termini previsti dalla legge. In considerazione dell'esigenza segnalata e dell'imminente avvio dell'anno scolastico, il Garante ha adottato con procedura urgente un procedimento a valenza generale che autorizza una comunicazione di dati personali non sensibili dalle scuole alle autorità sanitarie. In particolare, alla luce delle finalità istituzionali perseguite e delle difficoltà operative evidenziate: Le scuole - sia quelli pubbliche, sia quelle private - e i servizi educativi per l'infanzia possono trasmettere l'elenco degli iscritti alle aziende sanitarie territorialmente competenti. Tali elenchi potranno essere usati per l'attività di verifica delle singole posizioni e per l'avvio delle procedure previste (ad esempio la convocazione dei genitori), nonché per la pianificazione delle attività necessarie a mettere a disposizione dei genitori la documentazione prevista dal decreto. Il Garante ricorda che le aziende sanitarie, di propria iniziativa, al fine di semplificare le procedure, possono già inviare alle famiglie i certificati o altre attestazioni vaccinali per consegnarli alle scuole, senza dover aspettare che siano i genitori stessi a richiederli, nonché inviare altre comunicazioni relative agli obblighi vaccinali, anche a seguito di accordi con gli istituti scolastici. Nella giornata di ieri, sono giunte richieste da parte di alcune regioni che vorrebbero poter comunicare direttamente alle scuole, anche tramite le aziende sanitarie, i dati sulle vaccinazioni effettuate dagli alunni. Al riguardo, si ricorda che se il trattamento di dati sensibili non è espressamente previsto da una disposizione di legge i soggetti pubblici possono richiedere al Garante di esprimersi in tal senso solo dopo aver adottato una norma regolamentare - con parere conforme dell'Autorità - che specifichi i tipi di dati e di operazioni identificati e resi pubblici a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento, in relazione alle specifiche finalità perseguite nei singoli casi e nel rispetto dei principi indicati del Codice della privacy.
"Sin dall'inizio della vicenda il Garante della privacy ha offerto la massima collaborazione ai Ministeri competenti e a tutte le altre amministrazione coinvolte." - afferma il Presidente Antonello Soro - "Per aiutare ulteriormente famiglie, scuole e regioni, abbiamo ritenuto ora necessario intervenire, nei limiti che ci sono consentiti dalla legge, per semplificare la vita alle famiglie e consentire un più celere flusso di dati. Ci auguriamo che questo provvedimento ristabilisca chiarezza e limiti i possibili rischi legati a uno scambio dati effettuato in assenza di una regolamentazione omogenea su tutto il territorio". "Con il nostro provvedimento è ora consentita la trasmissione dei registri degli iscritti dalle scuole alle Asl. Al momento, invece, manca un'adeguata base regolamentare che consenta il flusso inverso, ovvero la trasmissione di dati sensibili dalle Asl alle scuole. Resta naturalmente ferma la nostra disponibilità a esaminare ogni soluzione normativa che possa eventualmente introdurre ulteriori semplificazioni"

La curcuma cura e previene il diabete

La curcuma fa bene al cuore come l'esercizio aerobico
Di Gino Favola
Uno dei primi studi sull’efficacia della curcuma per capire come prevenire il diabeteè stato condotto da ricercatori del Centro Nazionale per la Scienza Cellulare in India e pubblicato sulla rivista European Journal of Pharmacology nel 2007.
In questo studio i ricercatori usando la curcumina, il principio attivo, dimostrano come possa salvare le zone malate senza compromettere il normale funzionamento delle strutture cellulari.
Un altro studio, pubblicato sulla rivista Nutrition nel 2011, ha dimostrato come quando in un pasto si abbonda con l’uso di curcuma e di altre spezie, i livelli di trigliceridi nel sangue e di insulina diminuiscono in modo significativo, anche se questo pasto era ricco di grassi. L’attività antiossidante della curcuma nel corpo è in continuo aumento.
Non è solo a breve termine, che la curcuma offre una protezione contro il diabete. Uno studio pubblicato sulla rivista Diabetes Care nel luglio del 2012 ha scoperto che si può effettivamente impedire che una condizione di pre-diabete sviluppi a tutti gli effetti nel diabete.
I ricercatori, ai partecipanti pre-diabetici, hanno prescritto un integratore di curcuminoidi 250 mg ogni giorno per nove mesi, al primo gruppo mentre al secondo un placebo.

Alla fine dello studio, nessuna delle persone che aveva assunto i curcuminoidi aveva sviluppato il diabete, rispetto al 16,4 per cento dei partecipanti che avevano assunto il placebo.

Ma anche se è già stato diagnosticato il diabete, non è troppo tardi per avere dei benefici reali, grazie alla curcuma.
Uno studio del 2012, all’ Harbin Medical University e il Centro cinese per il controllo delle malattie e la prevenzione del diabete di tipo II, ha dimostrato come somministrando 300 mg di curcuminoidi ogni giorno per tre mesi a dei pazienti, sia stato drasticamente abbassato i loro livelli di glucosio, così come i loro livelli di emoglobina A1c e acidi grassi liberi.

La Corte Ue: non indispensabile la certezza scientifica per dimostrare i danni prodotti da un vaccino

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http://www.lastampa.it/2017/06/21/esteri/la-corte-ue-non-indispensabile-la-certezza-scientifica-per-dimostrare-i-danni-prodotti-da-un-vaccino-jIs5jUBMqbYhlz0UqBB5nM/pagina.html

I giudici della Corte di Giustizia hanno decretato che non è indispensabile la certezza scientifica per provare che una malattia sia stata causata da un vaccino. Bastano indizi «gravi», come l’assenza di precedenti familiari e l’esistenza di un numero significativo di casi a seguito di somministrazione dei vaccini, per formare una «prova».
In particolare, si legge nella sentenza, che «il giudice, in mancanza di prove certe e inconfutabili, può concludere che sussistono un difetto del vaccino e un nesso di causalità tra quest’ultimo e una malattia sulla base di un complesso di indizi gravi, precisi e concordanti, qualora tale complesso di indizi gli consenta di ritenere, con un grado sufficientemente elevato di probabilità, che una simile conclusione corrisponda alla realtà. Infatti, un regime probatorio del genere non è tale da comportare un’inversione dell’onere della prova gravante sul danneggiato, poiché spetta a quest’ultimo dimostrare i vari indizi la cui compresenza permetterà al giudice adito di convincersi della sussistenza del difetto del vaccino e del nesso di causalità tra il medesimo e il danno subìto». 

Ma avverte anche che «i giudici nazionali devono assicurarsi che gli indizi prodotti siano effettivamente sufficientemente gravi, precisi e concordanti da consentire di concludere che l’esistenza di un difetto del prodotto appare, tenuto altresì conto degli elementi e degli argomenti presentati a propria difesa dal produttore, la spiegazione più plausibile dell’insorgenza del danno».  

Le motivazioni di questa sentenza riguardano il caso del «sig. W. » a cui tra la fine dell’anno 1998 e la metà dell’anno 1999, è stato somministrato un vaccino contro l’epatite B prodotto dalla Sanofi Pasteur di Parigi. Nell’agosto 1999, il sig. W ha iniziato a manifestare vari disturbi, che hanno condotto, nel novembre 2000, alla diagnosi di sclerosi multipla. Il sig. W è deceduto nel 2011. Fin dal 2006 lui e la sua famiglia hanno promosso un’azione giudiziaria contro la Sanofi Pasteur per ottenere il risarcimento del danno che il sig. W affermava di aver subìto a causa del vaccino. 

«Nel caso di specie, viene fatto riferimento, in particolare - scrivono i giudici - , alle eccellenti condizioni di salute pregresse del sig. W, alla mancanza di precedenti familiari e al collegamento temporale tra la vaccinazione e la comparsa della malattia». 

Ricerca: i pomodori san Marzano e Corbarino efficaci contro il cancro

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Di Earl Garcia

Un recente studio ha rivelato che i pomodori possono influenzare il cancro allo stomaco, dando alle persone più ragione di mangiarli.
Nell’ambito della ricerca, un team di ricercatori internazionali provenienti dall’Italia e dagli Stati Uniti ha analizzato i componenti degli estratti di pomodoro da due diverse coltivazioni del Sud Italia, in particolare delle varietà di San Marzano e Corbarino.



Hanno esaminato la loro capacità di trattare varie caratteristiche neoplastiche delle linee cellulari del cancro gastrico. Lo studio ha scoperto che gli estratti da entrambe le culture di pomodori hanno fermato la crescita delle cellule maligne.
Secondo il team di ricerca, il trattamento con tutti gli estratti di pomodoro ha causato effetti negativi sui processi chiave delle cellule maligne, inibendo così la capacità delle cellule di migrare. Il gruppo di ricerca ha anche notato che il trattamento ha interrotto il ciclo cellulare modulando le proteine ​​della famiglia del retinoblastoma. Questo ha portato all’apoptosi (morte cellulare), hanno detto gli scienziati.
“I nostri risultati hanno mostrato un possibile ruolo di queste due varietà di pomodori rispetto alle tipiche caratteristiche neoplastiche.
Il trattamento con estratti di pomodoro ha influenzato la capacità delle cellule tumorali di crescere sia in adesione sia in mezzo semisolido, riducendo anche la capacità di migrazione cellulare. Non sono stati osservati effetti tossici sulle cellule non tumorali. Abbiamo trovato, sulle linee cellulari del cancro gastrico, effetti sulla progressione del ciclo cellulare e sulla modulazione dell’apoptosi.
La portata degli effetti antineoplastici, tuttavia, non sembra essere correlata con il contenuto di carotenoidi e l’attività antiossidante delle due varietà di pomodoro. I nostri dati indicano che l’assunzione di San Marzano e Corbarino potrebbe essere ulteriormente considerata come sostegno nutrizionale non solo nella prevenzione del cancro, ma anche nella dieta del paziente affetto da cancro “, hanno scritto i ricercatori nel Journal of Cellular Physiology.
L’autore dello studio Daniela Barone ha osservato che gli effetti non sembrano essere correlati a specifici componenti anti-cancro come il licopene. Gli effetti benefici dovrebbero essere associati all’intera frutta, ha aggiunto l’autore. I risultati richiedono ulteriori ricerche sul potenziale uso di nutrienti specifiche non solo nella prevenzione del cancro, ma anche come una strategia complementare ai trattamenti convenzionali contro il cancro, ha affermato il ricercatore Antonio Giordano. (Relativi: qui ci sono altri 10 motivi per cui il pomodoro è vantaggioso)



IL CANE TOCCASANA PER LA SALUTE DEGLI ANZIANI,NE PARLA UNA RECENTE RICERCA DELL'UNIVERSITA' DI GLASGOW

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Di Salvatore Santoru

Oltre ad essere considerato come il 'miglior amico dell'uomo' il cane si rivela essere un vero e proprio toccasana per le persone,così come altri animali domestici.
Nello specifico, il cane 'regala' più di duemila passi al giorno per i suoi padroni e/o amici umani e ne garantisce una maggiore attività.




E' quanto risulta da una ricerca effettuata dalla Glasgow Caledonian University in collaborazione con il Waltham Centre for Pet Nutrition.
Della ricerca,pubblicata sulla rivista BMC Public Health,ne ha parlato il sito web MedicaLive.it(1).

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1)http://www.medicalive.it/cane-toccasana-salute-duemila-passi-giorno-anziani/

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