Di C. Alessandro Mauceri
Il Pentagono, centro dell’intelligence statunitense, ha recentemente ammesso di non sapere che fine abbiano fatto armi e armamenti per un importo intorno ai 500 milioni di dollari inviate dal 2007 ad oggi nello Yemen. Armi e armamenti a volte piccole, altre volte decisamente meno. Tra le dotazioni mancanti all’appello, infatti, ci sono quattro elicotteri e ben centosessanta Humvees, veicoli da trasporto militare. Tutti sembrano essere scomparsi dopo essere arrivati sul territorio yemenita. Un elenco che lascia sbigottiti: non è possibile “perdere”, oltre a centinaia di mitragliatori e migliaia di munizioni, anche due aerei Cessna 208, 48 Jeep J8 e, addirittura, un aereo CASA CN-235, un velivolo per il trasporto militare lungo più di venti metri e con un’ampiezza alare di 26 metri.
Una serie di “perdite” che per anni è stata tenuta nascosta e che il Pentagono ha reso note solo nei giorni scorsi quando gli Usa hanno ammesso di avere “perso”, armi e armamenti sufficienti ad armare un vero e proprio esercito. In un rapporto del Washington Post, funzionari del Pentagono hanno detto di avere poche informazioni per risalire alla destinazione finale di queste armi e, cosa ancora peggiore, di poter fare ben poco per evitare che finiscano nelle mani sbagliate. “Anche nella migliore delle ipotesi in un paese instabile, non abbiamo mai il cento per cento di responsabilità”, è stata la giustificazione di un funzionario della difesa che ha preferito rimanere anonimo.
Dopo che il governo è stato rovesciato dai ribelli houthi, che ricevono sostegno dall’Iran e che hanno fortemente criticato gli attacchi dei droni statunitensi in Yemen, il Dipartimento della Difesa americano ha sospeso l’invio di armi e armamenti nel paese. Recentemente gli houthi hanno preso controllo di diverse basi militari yemenite nel nord e di alcune a Sanaa, dove hanno luogo proprio le basi delle unità antiterrorismo addestrate dagli americani. I 125 milioni di dollari di “materiale” già pronto per essere spedito nello Yemen saranno venduti ad altri paesi del Medio Oriente e Africa.
La responsabilità di tutto ciò, secondo il deputato repubblicano Mac Thornberry, presidente della commissione Forze Armate della Camera, è del presidente: “L’amministrazione aveva cercato di farci credere che lo Yemen era diverso dall’Iraq, che avremmo avuto a che fare con un minor numero di combattenti e che potevamo agire senza dover sostenere costi eccessivi “.
Sono in molti a pensare che tutto il modo di gestire il “problema Yemen” da parte degli Usa presenta gravi lacune: in un rapporto del 2013 il Government Accountability Office ha rilevato alcuni errori nel programma antiterrorismo nello Yemen, a cominciare dal fatto che mancava di supervisione e, cosa ancora più grave, che il Pentagono era incapace di sapere se le azioni condotte nel paese stavano producendo risultati.
Fonte:http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=50941