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Indagato il sindaco M5S di Bagheria Patrizio Cinque. Lui: "Giustizia a orologeria". Ma poi ritratta: "Comunicato partito per errore"

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Nuove grane per il Movimento Cinque Stelle in Sicilia. Il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque (M5S) è indagato nell'ambito di un'inchiesta della procura di Termini Imerese sulla gestione del servizio dei rifiuti. A Cinque i carabinieri, su disposizione del Gip, hanno notificato la misura cautelare dell'obbligo di firma. Il sindaco grillino è accusato di turbativa d'asta, abuso d'ufficio, rivelazione e omissione di atti d'ufficio.
L'inchiesta riguarda una ventina di dipendenti del Comune di Bagheria oltre al sindaco Patrizio Cinque. A sedici indagati è stata notificata la misura dell'obbligo di firma. L'inchiesta ruoterebbe attorno a due vicende: la gara per il noleggio degli automezzi impiegati nella raccolta dei rifiuti e un abusivismo edilizio contestato a un familiare del sindaco. Relativamente a questa seconda vicenda Cinque sarebbe indagato per violazione del segreto d'ufficio e omissione di atti d'ufficio. Nessun assessore comunale risulterebbe tra gli indagati. L'inchiesta è coordinata dal procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio.
"È un attacco ad arte, un attacco a orologeria, si mette dentro di tutto per attaccare un sindaco e un'amministrazione Cinque stelle a meno di due mesi dalle elezioni regionali", è la risposta di Cinque, che rassicura: "Siamo sereni, abbiamo sempre fatto ogni scelta alla luce del sole e per il bene della comunità e della città".
La denuncia di una "giustizia a orologeria" ha subito provocato una valanga di polemiche, dal momento che si tratta di un'espressione già utilizzata in politica da Silvio Berlusconi, leader di Forza Italia. Sarà forse per questo motivo che, poche ore dopo, lo staff M5S è corso ai ripari con una giustificazione che ha dell'incredibile: "Non è partito alcun attacco alla magistratura", la precisazione fa riferimento a una nota "diffusa per errore".
Tra i primi a commentare la vicenda il senatore Francesco Campanella, ex parlamentare del M5S oggi di Art. 1 Mdp. "Finalmente l'onestà tanto sbandierata dai Cinque Stelle sta prendendo campo a Bagheria. Pare infatti - aggiunge - che i carabinieri al comune di Bagheria siano al lavoro da ieri notte. Sembra che siano ventuno i dipendenti comunali indagati negli uffici Gare e Lavori Pubblici. Due anni fa - ricorda Campanella - proprio sul sistema degli appalti diretti per i rifiuti ho presentato un'interrogazione parlamentare e un esposto in Procura della Repubblica di Palermo. Qualcosa si smuove a Bagheria. Troppo spesso il sindaco Cinque si è sentito inattaccabile e l'onestà l'ha esercitata a suo modo, diciamo adattandola ai propri interessi".
Per Daniele Vella, candidato a sindaco del centrosinistra alle ultime elezioni e sconfitto da Cinque al ballottaggio, il sindaco dovrebbe dimettersi. "Alla luce del provvedimento della magistratura che dispone l'obbligo di firma il sindaco di Bagheria Patrizio Cinque deve seriamente valutare le proprie dimissioni. Non si può amministrare una città avendo in capo un provvedimento così grave che toglie tempo, energie e serenità". "Solo le dimissioni e l'intervento di un commissario - aggiunge - possono ripristinare un clima che permetta al Comune di essere accompagnato al voto. Ad oggi possiamo dire che l'esperienza dei 5 Stelle nella più grande città della provincia di Palermo è fallita. Questa è l'ennesima prova dell'incapacità di governo di questo movimento, che predica l'onestà e inciampa troppo spesso sul rispetto della legge".
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FOTO: ANTONIO MELITA / AGF

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