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Le Sfide, il ritorno della politica è il tema del 7º numero della rivista edita dalla Fondazione Craxi. Parte I

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Di Salvatore Santoru

Recentemente è uscito il settimo numero della rivista 'Le Sfide', edita dalla Fondazione Craxi.
La tematica principale dell'interessante pubblicazione, denominata Fine di una storia: il ritorno della politica?”,  è quella della de-globalizzazione e del ritorno della centralità della politica e degli Stati.

Il numero si apre con l'introduzione ad opera di Mario Barbi, direttore della rivista ed esponente del Partito Democratico. In tale editoriale, "Verso un Mondo Nuovo", si anticipano gli argomenti che verranno affrontati nella rivista e, inoltre, si sottolinea il fallimento di quella concezione diventata egemone dagli anni 90 nota come "fine della storia".

Segue "Alle Origini del Declino", il 'colloquio' con lo storico Pietro Craveri. Nell'intervista lo storico, nonché presidente della Fondazione Benedetto Croce, opera una riflessione articolata su diverse questioni diventate centrali nell'attuale dibattito politico e geopolitico come l'ascesa del populismo, la crisi della dicotomia destra-sinistra, l'ambientalismo nonché la crisi delle ideologie novecentesche e la posizione dell'Italia e dell'Unione Europea nell'ambito delle relazioni internazionali.

La rivista prosegue con il trattamento di alcuni determinate tematiche d'attualità.
Il primo articolo 'tematico' è "Il progressismo come ideologia del tempo globale", scritto dal docente e giornalista Giancristiano Desiderio. Lo scrittore e insegnante, nonché studioso del pensiero di Croce, rimarca le differenze tra progresso e progressismo e sostiene che l'ideologia progressista vada a braccetto e accetti dalla globalizzazione alcuni aspetti come il relativismo e l'interconnessione.

Tuttavia, sempre a detta del giornalista, il progressismo non ritiene possibile coniugare tali aspetti della globalizzazione con la cultura della libertà.

L'articolo successivo, "La democrazia liberale nell'era del tecnopopulismo", è scritto dal docente Lorenzo Castellani. In esso Castellani, assegnista di ricerca in Storia delle Istituzioni Politiche presso la LUISS, riflette sull'attuale crisi della democrazia parlamentare e sulla sempre più imponente crescita di tendenze populistiche e tecnocratiche.

Nonostante l'aperta opposizione tra i movimenti populisti e le élite tecnocratiche, argomenta il docente, entrambe le due tendenze hanno comunque alcuni notevoli punti di somiglianza.

Nell'articolo che segue, "Politicamente Coretto, ideologia dell'Occidente globalizzato", il docente e scrittore Eugenio Capozzi critica il mantra della 'fine delle ideologie'.
Capozzi, professore ordinario di Storia contemporanea presso l'Università di Napoli Suor Orsola Benincasa, sostiene che l'attuale ideologia dominante sia quella del politically correct.

Il docente ripercorre la storia dell'ascesa di tale ideologia, che da "diversitarismo" filosofico anti-establishment è diventata, tra la fine del XX secolo e l'inizio del XXI, la cultura politica ed etica maggiormente ascoltata e diffusa tra le attuali classi dirigenti dell'Occidente.

Nell'articolo successivo, "La sovanità perduta", il giornalista e saggista Gennaro Malgieri riflette sul concetto filosofico e giuridico di sovranità e sulla sua messa in discussione a partire dal XIX secolo. 
Malgieri, ex direttore del Secolo D'Italia e importante pensatore della Nuova Destra negli anni 80, reputa che l'attuale Union Europea manchi di sovranità e sia la negazione dell'Europa.

L'intellettuale conservatore reputa che attualmente un'Europa unita non esiste e che se esistesse sarebbe, invece, fondata su un assetto statale. 

Nell'articolo che segue, "Le culture politiche dell'Italia repubblicana", il filosofo e saggista Corrado Ocone ripercorre la storia delle correnti ideologico-politiche che hanno interessato l'Italia dal Secondo Dopoguerra.
Ocone, ex direttore scientifico della Fondazione Einaudi e attualmente Direttore Scientifico del think tank Nazione Futura e membro della Fondazione Tatarella, si concentra sopratutto sulla "sinistra italiana ufficiale" e ricorda che essa non ha mai avuto una sua Bad Godesberg.

Oltre a ciò, l'intellettuale liberale riflette sul 'punto di non ritorno' in cui si troverebbe l'ideologia globalista e, al contempo, sulle reazioni sovraniste e populiste ad essa.

"Le Sfide" prosegue con la trattazione specifica di temi che riguardano l'Italia, l'Unione Europea e il rapporto tra Roma e Bruxelles.
Il primo articolo che affronta l'argomento è "L'Italia e l'Europa, la lezione di Guarino", scritto dal giornalista e vicedirettore del Tg1 Angelo Polimeno Bottai

In esso Polimeno Bottai, già direttore della Comunicazione della Società Dante Alighieri, ripercorre la storia e la carriera del giurista Giuseppe Guarino, dai vertici della Banca d'Italia alla partecipazione nei governi Fanfani e Amato.
In seguito, il giornalista si concentra sulla stagione delle privatizzazioni di parte dell'apparato industriale nazionale, progetto per cui inizialmente era stato incaricato lo stesso Guarino. 

Polimeno riporta che Guarino era favorevole alle privatizzazioni e che, allo stesso tempo, si oppose alle pressioni di alcuni potenti industriali e di chi intendeva utilizzare tali privatizzazioni per imporre la svendita dell'Italia.

La rivista prosegue con l'articolo "Le prospettive dello Stato-stratega", scritto dai due giovani studiosi Andrea Muratore e Ivan Giovi.
Nell'articolo Giovi e Muratore, co-fondatori del centro studi indipendente diretto dallo storico Aldo Giannuli "Osservatorio Globalizzazione", riflettono sulla tematica dell'intervento dello Stato nell'economia, tema di cui si sta tornando a parlare molto a seguito dell'emergenza Covid-19.

Muratore e Giovi analizzano i casi di Germania e Francia e, inoltre, analizzano possibili strategie per affrontare il 'caso italiano'. 
I due studiosi riflettono anche sulla possibilità della costituzione di un nuovo IRI e, oltre a ciò, ribadiscono la necessità di sviluppare competenze politiche e operative all'Italia nonché la necessità di pensare a livello sistemico.

CONTINUA

NOTA :

Il presente numero della rivista si può leggere online qua, http://www.lesfide.org/07_lesfide.html .

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