In una sessione a porte chiuse nella sua residenza in Ohio, il miliardario Leslie Wexner, 88 anni, magnate e fondatore di Victoria ‘s Secret, è stato interrogato da parlamentari statunitensi riguardo al suo coinvolgimento nell’ascesa finanziaria e sociale di Jeffrey Epstein, il finanziere morto in cella nel 2019 e noto per accuse di traffico sessuale. Una delegazione di cinque membri del Comitato di Sorveglianza della Camera dei Rappresentanti si è recata appositamente da Wexner, dopo che i Democratici avevano emesso un mandato di comparizione in seguito alla pubblicazione di nuovi documenti da parte del Dipartimento di Giustizia Usa il 30 gennaio scorso.
Wexner e il rapporto con Epstein
Il nome di Wexner compare in vari documenti, sia in forma censurata che non, inclusi scambi e transazioni finanziarie. I n una dichiarazione, Wexner ha ammesso di essere stato “ingenuo e credulone” nel fidarsi di Epstein, definendolo un truffatore, ma ha sottolineato di non aver commesso nulla di illecito e di non avere segreti da nascondere. Per anni, Epstein ha intrecciato legami con figure influenti del mondo degli affari, della politica e dell’accademia. Tra questi, spicca Wexner, fondatore dell’impero retail L Brands, che include marchi come Victoria’s Secret e Bath & Body Works.
Gli ultimi documenti dimostano che Epstein era profondamente immischiato negli affari di Wexner: un legame che ha trasformato uno semi-sconosciuto gestore di fondi in un personaggio di immenso potere e ricchezza, capace di interloquire con mezza élite globale.
Epstein incontrò Wexner a metà degli anni Ottanta. All’epoca, Epstein era un ex insegnante che aveva lasciato gli studi universitari e aveva lavorato brevemente presso una banca d’investimenti, prima di fondare la propria società di consulenza.Nel 1991, Wexner gli conferì una procura generale, permettendogli di gestire transazioni, assumere personale e gestire i beni immobiliari a suo nome.
Dai documenti esaminati, emergono dettagli su trasferimenti di asset, come l’acquisizione di una lussuosa residenza a Manhattan, al 9 East 71st Street, tramite un accordo che includeva una nota promissoria da 10 milioni di dollari e garanzie personali. Negli anni Novanta, Epstein assunse ruoli chiave: trustee della Fondazione Wexner e presidente di società immobiliari collegate. Nel 1996, spostò la sua attività nelle Isole Vergini Americane, configurandosi come un operatore offshore. Questo incarico non solo elevò il suo profilo sociale ma gli fornì una legittimazione istituzionale, permettendogli di presentarsi come un investitore con accesso a capitali e reti internazionali.
Non solo. Come osserva la rivista Usa the American Conservative, Wexner è il fondatore di The Limited, impero da Victoria’s Secret a Bath & Body Works. Negli anni Novanta diede a Epstein procura generale illimitata sui suoi miliardi. La mega-villa di Manhattan dove Epstein commise i crimini era di proprietà di Wexner fino al 1998; poi passò a una società del finanziere per zero dollari. Wexner è anche co-fondatore del Mega Group, club di venti super-ricchi filoisraeliani (tra cui Charles Bronfman e, secondo alcune fonti, Steven Spielberg) che finanzia Birthright Israel e influenza il dibattito USA su Tel Aviv. Quando Stephen M. Walt e John J. Mearsheimer pubblicarono The Israel Lobby nel 2007, saggio nel quale i due docenti di relazioni internazionali svelavano le trame segrete della lobby pro-Israele negli Usa, Wexner orchestrò la campagna per silurare Walt dall’Università di Harvard, dove tutt’ora insegna.
Ventisei anni fa, mentre il mondo era distratto, il giornalista dell’Ohio Bob Fitrakis collegava già i puntini: la Southern Air Transport, la stessa compagnia che negli anni Ottanta aveva volato per la CIA nell’Iran-Contra – lo scandalo in cui l’amministrazione Reagan vendette segretamente missili all’Iran (sotto embargo) per liberare ostaggi in Libano, poi deviò i profitti neri per armare i ribelli Contras in Nicaragua nonostante il divieto del Congresso – si era trasferita a Columbus con milioni di incentivi statali. Il suo cliente principale? The Limited di Leslie Wexner. Jeffrey Epstein, dal 1991 procuratore personale del miliardario e gestore dei suoi fondi più opachi, era dentro fino al collo
La Fondazione Wexner e i Legami con Israele
Un filo conduttore significativo porta a Ehud Barak, ex primo ministro israeliano, presentato a Epstein nel 2003 dall’ex presidente Shimon Peres durante un evento a Washington. Tra il 2004 e il 2006, la Fondazione Wexner versò circa 2,3 milioni di dollari a Barak per due studi su leadership e sul conflitto israelo-palestinese. La Fondazione ha poi chiarito che solo uno dei rapporti fu completato, ma il compenso fu ritenuto adeguato.
Tra i passaggi più significativi della deposizione di Wexner, è quello in cui ha rivelato che Jeffrey Epstein aveva svolto lavori personali per la famiglia Rothschild in Francia, fornendo consulenza finanziaria alla famiglia intera, oltre a una serie di altre persone influenti che Wexner non ha mai incontrato direttamente, tra cui Elie de Rothschild. Ha anche menzionato il fatto che Epstein forniva consigli finanziari ai fondatori di Google e a Jeff Bezos.
Significativo che, durante la testimonianza, il suo avvocato Michael Levy sia intervenuto sussurrando una minaccia scherzosa (ma catturata dal microfono): «Ti ucciderò se rispondi a un’altra domanda con più di cinque parole».
