Può darsi che sul comodino di Xi Jinping ci sia l’Arte della guerra di Sun Tzu aperto sul capitolo dove il generale dice che “Cento battaglie e cento vittorie non sono il meglio del meglio” che risiede invece nel “sottomettere l’esercito nemico senza combattere”. Certo è che il ministero degli Esteri di Pechino ha scelto, sul voto americano, una linea morbida e istituzionale come per altro aveva fatto durante la campagna elettorale, limitandosi a rimandare al mittente le accuse di Trump su possibili turbative nell’appuntamento in agenda. La portavoce del dicastero, Mao Ning, ha detto ieri a urne chiuse che “Le elezioni di metà mandato sono un affare interno degli Stati Uniti” e che, come che sia, Pechino intende continuare a lavorare con Washington in linea con quanto emerso nel recente incontro tra Xi e Trump negli Stati Uniti. Parole chiave: “relazione costruttiva e strategicamente stabile, basata su rispetto, equità e reciprocità”. Non che ci si aspettasse molto di più. Trump sta del resto accumulando così tanti errori – soprattutto in Asia e con i suoi alleati storici in tutto il pianeta – da essere diventato l’esempio più classico della sentenza di Sun Tzu.
Al momento la Cina è in una posizione di forza tanto da averre subito chiuso l’ipotesi di un coinvolgimento di Pechino nella guerra ucraina quando Putin aveva immaginato un incontro cui avrebbe voluto la partecipazione di Xi.
FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://ilmanifesto.it/un-affare-interno-degli-usa-la-cina-di-xi-jinping-vince-senza-combattere
https://www.lettera22.it/voto-di-midterm-per-la-cina-affare-interno-usa/
