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Rom, Papa Francesco su Casal Bruciato: questa non è civiltà


Di Iacopo Scaramuzzi
«Quando leggo sui giornali qualcosa brutta vi dico la verità: soffro. Oggi ho letto qualcosa brutta e soffro perché questa non è civiltà: non è civiltà». Così il Papa, in trasparente riferimento alla vicenda della famiglia rom, assegnataria regolare di una casa popolare nel quartiere periferico romano di Casal Bruciato e minacciata da militanti di estrema destra, in un incontro di preghiera con 500 rom e sinti che ha avuto luogo questa mattina nel Palazzo Apostolico vaticano. Francesco ha esortato i suoi ospiti a non covare il rancore e la vendetta, sottolineando che le organizzazioni che in Italia sono «maestre di vendetta» e di «omertà» sono delinquenti, non coloro che vivono e lavorano con dignità. I cittadini di seconda classe «ci sono», ha detto Jorge Mario Bergoglio, «è vero», ma «sono coloro che scartano la gente», quelli che «con la scopa in mano buttando fuori gli altri». 
Il vescovo ausiliare di Roma Giampiero Palmieri, che ieri ha visitato la famiglia Omerovic insieme al direttore della Caritas romana, don Benoni Ambarus, e con la sindaca di Roma Virginia Raggi, ha invitato la famiglia a partecipare questa sera all’incontro diocesano che Papa Francesco presiderà a San Giovanni in Laterano.
Nell’incontro avvenuto nella Sala Regia, il Papa ha preso la parola dopo le testimonianze di don Cristian Di Silvio, sacerdote rom («Ricordo che quando ne parlai con i miei compagni di seminario la prima cosa che mi chiesero fu se abitavo in una roulotte, se chiedevo l'elemosina e se la mia famiglia andava a rubare portafogli alla stazione Termini…»), e di tre mamme, Dzemila, Miriana e Negiba («Alcune di noi vivono in appartamenti in affitto, in case popolari, altre ancora in quelli che vengono chiamati “campi nomadi” che altro non sono che delle baraccopoli, dei ghetti dove, su base etnica, le nostre famiglie sono segregate dalle istituzioni comunali…»). Francesco ha detto di aver ascoltato «tante cose che mi hanno toccato il cuore».
«Le mamme che leggono le speranze negli occhi dei figli lottano tutti i giorni per la concretezza, non per le cose astratte: crescere un figlio, dargli da mangiare, educarlo, inserirlo nella società: le mamme sono la speranza. Una donna che porta un figlio al mondo è speranza, lei, semina speranza, è capace di fare strada, di creare orizzonti, di dare speranza», ha detto Jorge Mario Bergoglio, che ha proseguito: «In ambedue le testimonianze c’era sempre il dolore amaro della separazione, quello che si sente nella pelle: ti fanno da parte, “si tu passi ma lì, non toccarmi perché”… in seminario ti domandavano se chiedevi elemosina, se andava a Termini: la società vive delle favole, “no padre quella gente è peccatrice”: e tu non sei peccatore? Tutti siamo peccatori, tutti facciamo sbagli nella vita, ma io non posso lavarmene le mani guardando veri o finti peccati altrui, io devo guardare i miei peccati. E se l’altro è il peccato e fa una strada sbagliata, avvicinarmi e dargli la mano per aiutarlo a uscire».
«Una cosa che a me mi fa arrabbiare è che ci siamo abituati a parlare della gente con gli aggettivi», ha detto ancora il Papa, «non diciamo “questa è una persona”, “una mamma”, “un giovane prete”, ma mettiamo l’aggettivo, e questo distrugge perché non lascia che questa sia una persona. L’aggettivo è una delle cose che crea distanza tra mente e cuore. Questo è il problema di oggi: se voi mi dite che è un problema politico, sociale, culturale, di lingua, sono cose secondarie, il problema è di distanza tra mente e cuore. “Sì tu sei gente, ma lontano da me, dal mio cuore”, “i diritti sociali, i servizi sanitari sì, ma faccia la coda, prima questo poi quello”…». «È vero – ha detto Papa Bergoglio – ci sono cittadini di seconda classe, è vero: ma i veri cittadini sono coloro che scartano la gente, questi sono di seconda perché non sanno abbracciare, sempre con l’aggettivo, scartano e vivono scartando, con la scopa in mano buttando fuori gli altri, con il chiacchiericcio o in altro modo. Invece la bella strada è la fratellanza: vieni, la porta è aperta, e tutti dobbiamo collaborare». 

Casal Bruciato, proteste contro la famiglia rom: “Li vogliamo impiccati e bruciati'. Loro rispondono: “Siamo in regola”


Di Salvatore Santoru

Ancora tensione nelle periferie di Roma. Recentemente a Casal Bruciato è stata  duramente contestata una famiglia Rom, a cui è stata assegnata una casa popolare. 
Nei confronti della famiglia Rom sono anche arrivati, da parte di alcuni manifestanti furiosi,  insulti e minacce di impiccagione, rogo e violenze.

Da diverso tempo, riporta il Fatto, sono in atto proteste contro l'assegnazione delle case popolari i Rom, proteste appoggiate e fortemente sostenute da alcuni partiti e movimenti di destra ed estrema destra come Fdi e Casapound.

Consiglio d’Europa: ‘In Italia i politici incitano all’odio, preoccupati per chiusura dei porti ai migranti’. Lega: ‘Inaccettabile’



L’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa – che è un’organizzazione internazionale non legata alle istituzioni dell’Ue, che ha sede a Strasburgo e conta 47 Stati membri – “rimane preoccupata dall’aumento degli atteggiamenti razzisti, della xenofobia e delle posizioni anti-Rom nel discorso pubblico, in particolare sui media e su Internet, e dall’aumento dei discorsi d’odio da parte dei politici”, si legge in un passaggio del documento. Nel quale il Consiglio esprime preoccupazione anche per la chiusura dei porti italiani ai migranti.

Nel rapporto, che contiene anche una valutazione di quanto fatto da altri Paesi membri del Consiglio, sono dedicati all’Italia dodici paragrafi, su flussi migratori, lotta al razzismo, libertà dei media, giustizia, corruzione. Se nel testo non mancano le critiche e gli inviti a fare meglio, ci sono anche diversi apprezzamenti per quanto sinora fatto per allinearsi con gli standard dell’organizzazione. Così sul fronte della gestione dei flussi migratori mentre si esprime preoccupazione “per le recenti iniziative per impedire alle navi di soccorso di attraccare nei porti italiani” allo stesso tempo si plaude alla fine delle politiche di respingimento.
Sulla libertà dei media l’assemblea “si felicita per la riforma della Rai che ha lo scopo di migliorarne l’indipendenza, efficienza e sostenibilità”. Ma allo stesso tempo chiede di affrontare la questione della concentrazione della proprietà dei mezzi di comunicazione e di depenalizzare la diffamazione introducendo anche un principio di proporzionalità per le sanzioni. Nel rapporto si accolgono positivamente anche le riforme della giustizia penale “inclusa quella sull’estensione della prescrizione” ma le autorità sono chiamate a intervenire anche sull’uso eccessivo della detenzione preventiva e la lentezza della giustizia.

Sul fronte della corruzione, che secondo l’assemblea “rimane diffusa e legata al riciclaggio e al crimine organizzato di stampo mafioso“, si riconosce anche come passo avanti la creazione dell’Autorità nazionale anti corruzione, l’approvazione della legge sul ‘whistleblowing‘ del 2017 e l’adozione del codice di condotta e le regole sui lobbisti della Camera dei deputati.
La delegazione italiana compatta nel proporre e difendere gli emendamenti su ogni paragrafo dedicato al Paese si è spaccata al momento dell’approvazione dell’intero testo. I 4 componenti Pd presenti, Andrea Orlando, Elena Boschi, Piero Fassino e Roberto Rampi hanno votato a favore assieme al deputato di Forza Italia Francesco Scoma. I restanti membri presenti appartenenti a Forza ItaliaMovimento 5 StelleFratelli d’Italia e al gruppo misto del Senato hanno votato contro, con l’eccezione dell’astensione del deputato dei 5 stelle, Francesco Berti. Tutti i componenti della delegazione della Lega non erano in aula.

Giudizio sospeso sui diritti dei rom – Il Comitato per i diritti sociali del Consiglio ha sospeso il giudizio su quanto fatto dall’Italia per rimediare alle violazioni alla Carta sociale europea per quanto riguarda il diritto di RomSinti e Caminanti all’alloggio, a non essere marginalizzati e esclusi socialmente, a essere protetti dal discorso d’odio. Nonostante alcuni risultati ottenuti nel garantire loro migliori condizioni abitative in alcuni comuni, e i progressi fatti nella scolarizzazione dei minori appartenenti a queste comunità, secondo il comitato le informazioni fornite dal precedente Governo nel febbraio 2018 non permettono di concludere che le violazioni riscontrate nel 2005 e 2010 siano state risolte.
Il comitato scrive che “le informazioni fornite non sono sufficienti a concludere che c’è stato un generale miglioramento per quanto riguarda le condizioni di vita nei campi e che la maggior consiglioparte delle misure descritte dalle autorità, per l’accesso all’alloggio, sono a uno stadio iniziale e quindi non è possibile stabilire il loro impatto”. Il comitato chiede alle autorità di fornire dati aggiornati sulle richieste di accesso alle case sociali di questi gruppi, e il numero di domande accettate. Inoltre il comitato chiede informazioni aggiornate sull’aumento o diminuzione del numero di sgomberi e sulle garanzie applicate. Infine vuole chiarimenti sulle misure prese per contrastare “in particolare la propaganda razzistaingannevole contro Rom e Sinti indirettamente permessa o direttamente pronunciata dalle autorità”. L’Italia è chiamata a inviare queste in formazioni entro il prossimo ottobre.

Lega: “Scandaloso e inaccettabile” – La Lega si sente punta nel vivo e reagisce. “È scandaloso e inaccettabile che nella risoluzione in discussione al Consiglio d’Europa, sul monitoraggio sull’Italia – dove si scrive che il Governo è formato da un movimento di estrema destra, la Lega, e da uno anti sistema, i Cinque Stelle – si accusi il nostro Paese di una serie di gravi comportamenti razzisti, xenofobi e anti umanitari”, affermano in una nota Paolo Grimoldi, Alberto Ribolla e Manuel Vescovi, parlamentari del Carroccio nella delegazione italiana al Consiglio.

REDDITO DI CITTADINANZA, SALVINI: 'Andrà anche ai Rom che hanno la cittadinanza e sono persone perbene'

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Di Salvatore Santoru

Recentemente Matteo Salvini ha spiegato a chi andrà il reddito di cittadinanza.
Più specificatamente, riporta l'Huff Post(1), il ministro dell'Interno ha sostenuto che esso andrà a chi ha i requisiti per averlo e abbia la cittadinanza italiana.

Inoltre, il politico leghista ha affermato che esso andrà quindi anche ai cittadini di etnia Rom onesti.
Andando maggiormente nello specifico, ecco cosa ha detto Salvini:

"Il reddito di cittadinanza andrà agli italiani che hanno come volontà precisa di trovare lavoro. Abbiamo chiesto che vada a chi vuole entrare nel mondo del lavoro. Anche ai rom, qualora possiedano la cittadinanza italiana e siano persone per bene. Ci sono rom e rom e solo una minima parte vive nei campi".

NOTA:

(1) https://www.huffingtonpost.it/2018/10/03/matteo-salvini-a-mattino-cinque-reddito-di-cittadinanza-anche-ai-rom-italiani-ma-solo-se-per-bene_a_23549225/

Milano, dopo annuncio anti-rom la capotreno torna al lavoro



Di Giovanna Stella
È tornata regolarmente a lavoro la capotreno di Trenord che il mese scorso aveva intimato ai rom di scendere dal treno sul quale stava prestando servizio.
Ma il suo "i passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. Scendete perché avete rotto. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c.." le era costato caro. Ora, dopo una sospensione temporanea, e dopo la scesa in campo di Matteo Salvini, la capotreno è tornata al suo lavoro.
Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, difficilmente la donna sarà licenziata. E nell'attesa di sapere quali provvedimenti prenderà l'azienda nei suoi confronti, la capotreno è tornata al lavoro.

Rom, Salvini: “Serve censimento”. Poi il dietrofront: “È monitoraggio”. Di Maio: “Bene smentita, sarebbe incostituzionale”

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Un “censimento dei rom”, che diventa un “monitoraggio” dopo le critiche durissime piovute da Pd e Leu, associazioni nomadi, le Comunità ebraiche. Mentre il Movimento Cinque Stelle prende le distanze. Perché l’offensiva razzista del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, è chiara in un passaggio: “I rom italiani purtroppo dobbiamo tenerli”. La “ricognizione”, spiega il capo del Viminale, riguarderà di tutti i Rom per “vedere chi, come, quanti” sono. Un censimento al quale il Viminale sta iniziando a lavorare preparando un dossier. In pratica sarà una schedatura. Che la senatrice a vita, Liliana Segre, aveva quasi “previsto” nel suo primo discorso in Aula quando aveva avvisato: “Mi opporrò con tutte le energie che mi restano a leggi speciali contro i popoli nomadi”.
Di Maio: “Se non è costituzionale, non la si può fare” – Il dietrofront del leader della Lega arriva sul finire di un pomeriggio aperto dalle sue dichiarazioni a Tele Lombardia e serve a chiarire che si tratta di un “monitoraggio” e “nessuno verrà schedato”, oltre ad aggiungere che il suo pensiero è rivolto a “tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perché si preferisce introdurli alla delinquenza“. Parole accolte positivamente daLuigi Di Maio: “Se una cosa non è costituzionale non la si può fare”. E un segnale sulla divergenza politica sulla questione arriva anche dal senatore pentastellato Nicola Morra che in un tweet cita la Costituzione: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”.

“Dopo Maroni, il caos”. “Aberrante” – Salvini aveva detto nel primo pomeriggio che “dopo Maroni non si è fatto più nulla ed è il caos“. E quindi ecco il “censimento”, allo studio del Viminale, e quella frase: “Gli italiani purtroppo dobbiamo tenerceli”, definita “agghiacciante” e “aberrante” dal Pd che parla di “politiche di stampo nazista“. Un’iniziativa “volgare e demagogica” che “purtroppo ricorda solo pessimi precedenti”, sintetizza Ettore Rosato. Mentre Matteo Orfinipropone un “censimento dei fascisti per evitarli meglio” e l’ex presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, commenta: “Ieri i rifugiati, oggi i Rom, domani le pistole per tutti. Quanto è faticoso essere cattivo”. “È l’ultimo atto di una escalation di messaggi pericolosi e inaccettabili – ha detto il segretario reggente dei dem, Maurizio Martina – Credo ci si debba fermare, perché non è possibile che un grande Paese europeo come l’Italia viva ogni giorno l’ennesima provocazione che non aiuta a risolvere nessun problema ma alimenta invece una spirale di propaganda per me molto pericolosa”.

Rom, è scontro nel governo, Conte: "Salvini ha esagerato"

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Di Chiara Sarra

Il censimento dei rom annunciato da Matteo Salvini spacca per la prima volta il governo gialloverde e le due anime che lo compongono.

"Non è nostra intenzione schedare o prendere le impronte digitali a nessuno", ha precisato immediatamente il ministro dell'Interno e vicepremier, "Il nostro obiettivo è una ricognizione della situazione dei campi rom. Intendiamo tutelare prima di tutto migliaia di bambini ai quali non è permesso frequentare la scuola regolarmente perchè si preferisce introdurli alla delinquenza. Vogliamo anche controllare come vengono spesi i milioni di euro che arrivano dai fondi europei".
Immediata la reazione dell'altro vicepremier, Luigi Di Maio, che ha parlato di smentita: "Se una cosa è incostituzionale non si può fare", ha spiegato il ministro del Lavoro e dello sviluppo economico, "Io sono qui per occuparmi del lavoro degli italiani, perché gli italiani sono la priorità. È bene occuparsi di immigrazione ma prima occupiamoci dei tanti italiani che non hanno di che mangiare".
Ma la Stampa oggi rivela anche l'ira di Giuseppe Conte, a Berlino - sostiene il quotidiano torinese - proprio per "ricalibrare l'agenda di governo sui temi cari al M5S". "Questa è veramente troppo, supera ogni limite", avrebbe quindi sbottato il premier di fronte all'ultimo assalto di Salvini. A cui avrebbe chiesto una retromarcia: "Così non reggiamo, devi rettificare", gli avrebbe detto prima di salire sull'aereo che lo avrebbe portato da Angela Merkel.
La paura dei grillini è che la Lega stia cercando di rubare la scena e attirare il maggior numero di consensi per tornare presto al voto. Sarebbe anche questo il motivo per cui sul tavolo del vertice con la Cancelliera Conte ha piazzato prima il tema del reddito di cittadinanza, vero cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle. Già venerdì - racconta ancora la Stampa - Di Maio aveva riunito i componenti grillini del governo per fare il punto. "Parliamo troppo di immigrati e poco di lavoro e delle nostre battaglie", sarebbe stato lo sfogo condiviso con Conte.

ORVIETO, l'assessore al bilancio del PD si dimette dopo la frase shock sui Rom: 'Neanche zio Adolf era riuscito a risolvere il loro problema'.Lui: 'era solo una battuta'

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Di Salvatore Santoru

Si è dimesso l'assessore al bilancio di Orvieto Massimo Gnagnarini.
Il politico del PD aveva scritto su Facebook una 'frase shock' sui Rom.


Per specificare, come riporta l'Huffington Post(1) sul suo profilo Facebook un cittadino gli ha chiesto quale poteva essere la soluzione al problema dato dalla presenza di donne Rom nei dintorni della stazione ferroviaria della cittadina e lui ha scritto che "C'aveva provato anche zio Adolf a prendere qualche rimedio, politicamente scorrettissimo, ma non gli è riuscito neanche a lui".

In seguito, lo stesso Gnagnarini ha sostenuto che la sua frase era solo una battuta.

NOTA:

(1) http://www.huffingtonpost.it/2017/11/02/neanche-zio-adolf-e-riuscito-a-risolvere-il-problema-dei-rom-frase-shock-dellassessore-di-orvieto_a_23264766/

Incendio camper a Roma, due indagati: confermata ipotesi della vendetta tra rom

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http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/05/29/incendio-camper-a-roma-due-indagati-confermata-lipotesi-della-vendetta-tra-rom/3621364/

Ora ci sono nomi e cognomi. Di due persone: per gli inquirenti sono stati loro il 10 maggio scorso ad appiccare il fuoco al camper nella periferia est di Roma, uccidendo tre sorelle di 4, 8 e 20 anni. I due, entrambi uomini di origini rom, sono accusati di omicidio volontario plurimo e tentato omicidio, e da giorni gli inquirenti sono sulle loro tracceGrazie ai video delle telecamere di sorveglianza e alle testimonianze raccolte dai genitori delle vittime (scampati al rogo con i loro altri otto figli) la squadra mobile ha le idee chiare sul movente del gesto che parrebbe legato a uno scontro tra famiglie. Gli Halilovic, infatti, avevano subito pesanti minacce e proprio per questo da qualche tempo non risiedevano più in un campo nomadi ma in un parcheggio di via Ugo Guattari, dietro al centro commerciale di Viale della Primavera, nel quartiere Centocelle, dove è avvenuta la tragedia poco dopo le tre del mattino del 10 maggio.
Del camper non è rimasto nulla a parte la cabina del guidatore e da quella notte, squadra mobile e Digos lavorano senza sosta per trovare i colpevoli uno dei quali era stato immortalato dalle immagini di video sorveglianza delle telecamere presenti nella zona mentre lanciava la bottiglia incendiaria contro il mezzo. Che si trattasse di un incendiodoloso, però, lo si è capito subito dai resti di vetri e materiale infiammabile trovati attorno al veicolo. Poi c’è stato il racconto delle vittime scampate all’agguato che agli inquirenti hanno raccontato di aver subito minacce pesanti. Il pm Antonino Di Maio della procura di Roma coordina l’inchiesta per incendio e omicidio plurimo volontario perché non ci sono dubbi sul fatto che gli uomini al quale danno la caccia gli inquirenti abbiano appiccato l’incendio sapendo che nel camper dormiva un’intera famiglia.

PRATO: RONDE E SPEDIZIONI PUNITIVE DI CINESI CONTRO AFRICANI E ROM, 9 DENUNCE

Guarda la versione ingrandita di Prato. Ronde armate cinesi e raid punitivi: obiettivo africani

Di Salvatore Santoru

A Prato non sembra correre buon sangue tra alcune comunità di migranti che da tempo sono presenti nella città, specialmente tra quelli di origine cinese e quelli di origine africana.
Più specificatamente, sembra che si abbiano dissapori tra la comunità cinese e alcune comunità di nordafricani e Rom.
Difatti, come riporta "Blitz Quotidiano" recentemente la polizia ha eseguito 9 decreti di perquisizione nei confronti di 9 individui di origine cinese, i quali sono accusati di reati di associazione per delinquere e atti violenti per motivi razziali.
Secondo le indagini, i vertici dell'associazione cinese "La Città del Cervo Bianco" hanno organizzato spedizioni punitive e servizi di ronde contro cittadini nordafricani, ritenuti a loro volta responsabili di attacchi contro i cinesi.
Secondo le indagini,il responsabile dell’associazione “La Città del Cervo Bianco” si sarebbe reso responsabile di “indebite attività di vigilanza” in favore di connazionali, presidiando il territorio e “organizzando ronde o spedizioni” nei confronti di vari cittadini nordafricani, “anche estranei a fatti delittuosi”.

PER APPROFONDIRE:http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/prato-ronde-armate-cinesi-e-raid-punitivi-obiettivo-africani-2500437/

Papa Francesco ai rom durante l'udienza per il popolo gitano: "Non date modo di parlare male di voi"

PAPA FRANCESCO ROM
"Cari amici, non date ai mezzi di comunicazione e all'opinione pubblica occasioni per parlare male di voi". Lo ha chiesto Papa Francesco ai 5 mila zingari delle etnie rom e e sinti che ha ricevuto con tutti gli onori in Vaticano. "Vorrei - ha detto loro - che anche per il vostro popolo si desse inizio a una nuova storia. Che si volti pagina! E' arrivato il tempo di sradicare pregiudizi secolari, preconcetti e reciproche diffidenze che spesso sono alla base della discriminazione, del razzismo e della xenofobia".
E' anche compito dei gitani fare in modo che le periferie delle città siano "più umane". "E potete farlo - ha detto il Papa nell'udienza ai Gitani - se siete anzitutto buoni cristiani, evitando tutto ciò che non è degno di questo nome: falsità, truffe, imbrogli, liti".
"Voi stessi - ha detto il Papa parlando ai Gitani - siete i protagonisti del vostro presente e del vostro futuro. Come tutti i cittadini, potete contribuire al benessere e al progresso della società rispettandone le leggi, adempiendo ai vostri doveri e integrandovi anche attraverso l'emancipazione delle nuove generazioni".
"I vostri figli hanno il diritto di andare a scuola", ha quindi messo in guardia Papa Francesco: "Non impediteglielo!", ha chiesto loro affermando che "è importante che la spinta verso una maggiore istruzione parta dalla famiglia, dai genitori, dai nonni; è compito degli adulti assicurarsi che i ragazzi frequentino la scuola. L'accesso all'istruzione permette ai vostri giovani di diventare cittadini attivi, di partecipare alla vita politica, sociale ed economica nei rispettivi Paesi". Ma a questi doveri delle famiglie gitane corrisponde, secondo il Papa un dovere preciso della società: "alle istituzioni civili è chiesto l'impegno di garantire adeguati percorsi formativi per i giovani gitani, dando la possibilità anche alle famiglie che vivono in condizioni più disagiate di beneficiare di un adeguato inserimento scolastico e lavorativo". "Il processo di integrazione pone alla società - ha concluso Francesco - la sfida di conoscere la cultura, la storia e i valori delle popolazioni gitane.
Tutti debbono conoscere la vostra cultura e i vostri valori".

Cosa c'è dietro le dimissioni di Marino?



Di Salvatore Santoru

Le recenti dimissioni di Ignazio Marino dal Comune di Roma hanno fatto molto discutere nella politica italiana e nei diversi talk show e programmi televisivi a tema.




L'ex sindaco romano, il cui operato non è stato certamente uno dei migliori, è stato in pochissimo tempo praticamente abbandonato(1) da tutti ( a cominciare dal suo partito) e le modalità che hanno portato alle sue dimissioni hanno fatto nascere alcuni legittimi dubbi e un'interessante e plausibile teoria del complotto.

Secondo tale tesi, già anticipata prima delle dimissioni dal blogger ed ex portavoce 5 Stelle Claudio Messora(2), la costante pressione mediatica e politica su Marino era originata dal fatto che lo stesso era un sindaco scomodo per determinati poteri forti, a cominciare da alcuni settori del Vaticano, presumibilmente molto critico verso l'ex sindaco anche a causa della sua approvazione del registro delle unioni civili.
Inoltre, secondo quanto ribadito dal fondatore del blog "Roma Fa Schifo" in un'intervista all'Huffington Post ripresa anche su questo blog(3), Marino a quanto pare risultava un politico scomodo nella politica romana, a cominciare dallo stesso PD.
Oltre a queste tesi, c'è anche da segnalare che a quanto pare lo stesso Marino fosse inviso ai Casamonica e a buona parte della malavita romana, tanto che dopo il famigerato funerale del boss aveva affermato(4) che ""è stato un funerale a svelare al mondo il contesto criminale nel quale la mia Amministrazione si è trovata, sin dall’inizio, ad operare".
Oltre a ciò, c'è da segnalare che Marino aveva anche avviato un progetto di integrazione della comunità Rom e Sinti, a cominciare dall'inserimento dei bambini nelle scuole, e ciò, anche in vista del suo iniziale insuccesso, probabilmente dava fastidio alle varie cricche alla Mafia Capitale che gestiscono i campi Rom e anche ai vertici delle stesse comunità, solitamente molto chiusi verso i non appartenenti ad esse.
A tal proposito, c' anche da dire che l'ex sindaco aveva anche affermato(5) ad agosto che sul progetto di integrazione e scolarizzazione dei bambini Rom e Sinti, bisognava passare anche "attraverso il coinvolgimento delle donne, e io ho già parlato con alcune associazioni religiose, perché non penso che una mamma voglia vedere il proprio bimbo crescere nel degrado e in scarse condizioni igienico-sanitarie e senza la possibilità di andare a scuola", un'ambizioso progetto che indubbiamente non può essere visto in cattiva luce dai vertici di una società fortemente maschilista come quella dei Rom(6), o di chi trae beneficio dell'esistenza dei ghettizzanti e autoghettizanti campi in cui la maggior parte di essi vive, tra chi ne è costretto, chi vuole rimanerci per forza e chi accetta ciò.

NOTE:
(1)http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/08/roma-ignazio-marino-si-e-dimesso-da-sindaco-di-roma-pd-e-sel-avevano-detto-o-lascia-o-lo-sfiduciamo/2107196/
(2)http://www.affaritaliani.it/roma/marino-vittima-di-un-complotto-contro-di-lui-vaticano-poteri-forti-386119.html
(3)http://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/10/il-fondatore-del-famoso-blog-roma-fa.html, originale 

(4)http://www.huffingtonpost.it/2015/08/21/casamonica-ignazio-marino_n_8020474.html
(5)http://www.dire.it/04-08-2015/14985-migranti-marino-a-roma-e-sovraffollamento/
(6)http://www.treccani.it/enciclopedia/rom-e-sinti_(Il-Libro-dell'Anno)/

La mitologia dei Rom e le somiglianze con quella ebraica e alcuni aspetti del dualismo zoroastriano


FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://www.imninalu.net/tradizioniRom.htm

La mitologia romanì
Nella tradizione orale dei Rom possiamo riscontrare principalmente elementi della mitologia ebraica con un forte accento sull'aspetto kabbalistico e delle sfumature connesse con il culto del fuoco dell'antica Persia. Non c'è alcun minimo riferimento alla mitologia indiana, né animali sacri, né personaggi fantastici risalenti alle diverse tradizioni dell'India — anche se molti autori cercano di trovare forzatamente degli elementi che in qualche modo possano sostenere la tesi dell'origine indiana (la quale si basa soltanto sulla lingua, ma non sulla cultura né l'etnicità), non riescono però ad ottenere che alcune flebili coincidenze, riscontrabili in qualsiasi altra cultura europea o mediorientale, costumi che d'altronde sono stati adottati dai Rom in Europa, ma non fanno parte della loro tradizione ancestrale. I pochissimi elementi che possano apparentemente far riferimento a tradizioni indiane sono di fatto risalenti alla cultura urrita, in Mesopotamia, fonte comune delle mitologie assiro-babilonesi, persiane ed indiane, nonché dei popoli danubiani, con i quali la maggioranza dei Rom ha convissuto per secoli. Quindi, le caratteristiche cosiddette "indiane" dei Rom sono in realtà elementi che si trovano, anche in misura maggiore, fra gli ungheresi, russi e slavi, i quali le hanno ereditati dal Khwarezm, e più indietro nel tempo, da Sumer e Subartu.
In quanto all'ambito puramente religioso, i Rom professano tradizionalmente un monoteismo in cui la Personalità dell'Essere Supremo è ben definita, monoteismo contaminato con l'idolatria romano-bizantina, tipica del cristianesimo e delle religioni con cui i Rom sono stati a contatto negli ultimi secoli. Non c'è alcuna traccia di panteismo, o credenza nella trasmigrazione delle anime, né alcuna cosa che possa collegare i Rom con i popoli dell'India. Al contrario, le uniche figure rappresentanti animali o esseri immaginari sono riscontrabili soltanto nella simbologia biblico-ebraica. Che questi elementi siano attribuibili al lungo soggiorno in mezzo a delle culture cristiane non è verosimile, perché il tipo d'approccio con cui le tradizioni dei Rom si presentano è piuttosto tipico di istruzione d'ispirazione ebraica o addirittura di commentari in stile midrashico, anche se con un misticismo meno accentuato. Infatti, non si può neanche parlare di "festività" tipiche, esclusive dei Rom, ma soltanto di adattamenti che loro hanno fatto dalle celebrazioni popolari dei paesi dove sono ospiti. Si può solo parlare di uno "stile" romanì di esprimere la cultura europea.
In questo sito si prenderanno in considerazione alcune leggende che i Rom si sono tramandati per generazioni, per analizzare il loro contenuto storico e simbolico.


Un racconto dei Rom della regione dei Balkani

Estratto da: "Traditions, coutumes, légendes des Tsiganes Chalderash"; textes recueillis par le R. P. Chatard présentés par Michel Bernard; La Colombe, Paris, 1959.
«All'inizio c'erano o Del ed il Beng, i quali si sfidano a vicenda. Un giorno, mentre passeggiavano sulla riva del grande fiume, il Beng disse: "Sono capace di scendere fino in fondo"…
O Del col Suo bastone ordinò gli alberi di pero e di melo di fruttificare, poi ordinò ai due di mangiare i frutti, rispettivamente Damo di mangiare le pere, e Yahvah le mele. Allora essi provarono desiderio l'uno per l'altra e per ordine di Del s'accoppiarono. Ma la donna, insaziabile, richiese all'uomo di ripetere più volte l'accoppiamento. Allora o Del disse: "Tu, donna, non sarai mai soddisfatta; avrai sempre desiderio dell'uomo". E li abbandonò al loro destino.
O Del creò dalla terra il Sherkano o serpente e la sua femmina Halla, e le coppie di tutti gli altri animali.
In questo mondo primordiale o Del Sinpetri aveva dei compagni: Sunto Yakof, Sunto Avraham, Sunto Moishel e Sunto Krechuno. Questi erano isuntse, gli antenati. Con essi c'era anche Pharavono, che poi se ne distaccò provocando la scissione degli uomini - fino ad allora costituenti una sola razza e parlanti una sola lingua - in due raggruppamenti: i Horaxané con a capo Sinpetri ed i Pharavonuria con a capo Pharavono. Questo gruppo dapprima si tenne in disparte, ma poi moltiplicandosi ed essendo pieni di intelligenza ed audacia, decisero di conquistare tutta la terra. Così Pharavono mosse guerra a Sinpetri; ma non sapeva che Sinpetri era lo stesso Del. Alla testa delle sue truppe, Pharavono superò il fiume, invocando il potere di Del; ma nell'attraversare il mare, pieno di orgoglio, invocò il proprio potere e venne travolto dalle acque. Il suo ultimo tentativo di adorare un idolo di pietra venne punito dalla folgoreTutto il paese allora abitato venne allagato. O Del Sinpetri rifece la terra allargandola e dandola ai Suoi Horaxané e portò i suntse nel Rhayo, l'altra terra al disopra delle stelle. I Pharavonuria annegati precipitarono nel Yado, l'abisso sotterraneo dove vanno tutti i morti di morte cattiva. I pochi Pharavonuria superstiti - cioè, gli Zingari - sono condannati a non avere più un territorio nazionale, né organizzazione politica, né chiesa, né scrittura, perché tutta la loro cultura fu annegata dal mare
Questo mito cosmogonico è parte della tradizione dei Rom Balkanici e, benché intriso d'interpolazioni cristiane, risultano evidenti gli elementi puramente ebraici ed il concetto dualista del zoroastrismo persiano. In seguito analizzeremo principalmente le frasi e parole riportate sul testo in neretto.
La personalità di "o Del", ovvero Iddio, è quella del Dio di Israele, che spesso è rappresentato in modo antropomorfico. L'Iddio che "passeggiava" è una chiara immagine di Genesi 3:8, dove ci si dice che lo faceva nel giardino, il quale era appunto sulla riva di un grande fiume (Genesi 2:10), per cui l'immagine è approssimativamente la stessa nel racconto e nella Bibbia. In questo caso Egli dialoga con il Suo avversario, mentre che nel brano biblico lo fa con l'uomo.
Il Beng, nome che in origine indicava una rana, è la forza del male, piuttosto paragonabile al AnghraMainyu del mazdeismo, ma con delle caratteristiche tipicamente ebraiche: il fatto che "scende fino in fondo al grande fiume" lo identifica con Leviathan (Isaia 27:1), figura biblica di Satan. Il serpente "Sherkano" è lo stesso Beng, ed ha una controparte femminile che coincide con Lilith
* della tradizione ebraica (Isaia 34:14), la quale si trovava nell'Eden. Non solo questo, anche il nome "Halla" è simile a quello di "Helel" (Isaia 14:12 - ebraico), che è infatti il nome femminile del "Satan". In più, essendo che il termine Beng ha in origine il significato di rana, questa è un immagine ebraica del periodo apostolico - quando i primi cristiani erano ancora tutti Ebrei - che rappresenta gli spiriti impuri che escono dalla bocca del serpente o dragone (Apocalisse 16:13) in forma di rane.
Dio creò tutti gli animali dalla terra (Genesi 1:24), tra i quali spicca il serpente (Genesi 3:1), come nella tradizione ebraica.
Il nome della donna, "Yahvah" è molto enigmatico, perché si scrive proprio come il Nome di Dio, "YHVH". Il nome ebraico di Eva è "Havah". I Gitani spagnoli chiamano Eva "Hayah", anch'esso un nome ebraico derivato dal verbo "vivere" - Genesi 3:20 "e l'uomo pose nome a sua moglie 'Havah' ('Hayah', 'Yahvah') perché è stata la madre di tutti i viventi". Anche la frase che la donna avrà sempre desiderio dell'uomo è biblica (Genesi 3:16) ed è la conseguenza di aver mangiato il frutto.
I nomi dei "suntse" (santi) sono palesemente quelli dei principali Patriarchi Ebrei, ovvero Yakov, Avraham e Mosheh - è interessante il fatto che al nome di Mosheh si è aggiunta la desinenza ebraica "-El". Soltanto "Krechuno" e "Sinpetri" (San Pietro) sono interpolazioni del cristianesimo ortodosso.
Nella stessa maniera che nella tradizione ebraica, l'orgoglio del Faraone ("Pharavono") è paragonato a quello di Satan - l'invocare il proprio nome anziché quello di Dio. Infatti, nel Giudaismo ci sono due principali prototipi dell'orgoglio: Satan ed il Faraone. In questo racconto sono mescolati gli eventi dell'annegamento delle truppe egizie nella loro persecuzione degli Ebrei nel Mar Rosso con il Diluvio universale, frutto di una trasmissione orale di due eventi della tradizione ebraica che con il tempo si sono confusi. La scissione degli uomini in due gruppi evoca la divisione antidiluviana tra i "figli di Elohim" ed i "figli degli Adam" (Genesi 6:2). I superstiti del Diluvio qui identificati con i "Pharavonuria" potrebbero coincidere con la discendenza di Kayin (Caino), i quali erano nomadi, fabbri e musicisti, come lo sono tradizionalmente i Rom - e spesso si è attribuita ai Rom la discendenza da Caino. Anche la "moltiplicazione" degli uomini ed il loro sviluppo intellettuale richiama la generazione di Caino in Genesi 6:1-5. Il Faraone però non ha difficoltà ad attraversare il "grande fiume", che è il Nilo, del quale nella Bibbia stessa dice che Faraone si sente il padrone (Ezechiele 29:3), paragrafo in cui è anche eguagliato a Leviathan - quindi, l'identità Faraone = serpente = Satan. Sono altresì mescolate la persona del Faraone con quella di Nimrod - anch'egli un prototipo dell'orgoglio -, il quale fu ribelle nei tempi in cui ancora tutta l'umanità "parlava una sola lingua" (Genesi 11:1) e cercò di "conquistare tutta la terra" e riunire tutti gli uomini sotto il suo dominio. L'idea che l'uomo originalmente fosse nomade coincide con il periodo dei Patriarchi Ebrei, tutti i quali erano apolidi (Avraham, Yitzhak, Yakov). Anche l'immagine del Faraone come "adoratore di idoli di pietra" è ebraica, così come lo è il fatto di essere "folgorati" come punizione dell'idolatria. Tuttavia, in questo racconto i Rom si identificano proprio con i superstiti delle schiere di Faraone, condannati a non avere più una patria, né una lingua scritta, né una religione - questa è precisamente la condanna delle Tribù appartenenti al Regno di Israele, portate in esilio per perdere la propria indipendenza ed identità come punizione per la loro adorazione del vitello d'oro, ovvero, a causa del loro ritorno alla religione degli Egizi… "Non sarete più una nazione" (Isaia 7:8).
Il Trono di Dio "al disopra delle stelle" è un'immagine biblica (Isaia 14:13), mentre l'abisso sotterraneo è la dimora degli spiriti ribelli secondo il Libro di Henok. Il contesto balkanico poi ha contribuito con l'identificazione dei "Gagé" (non-Rom) con i "Horaxané", (musulmani), e con il loro "dio" San Pietro (cristianesimo romano-bizantino), ai quali "Sinpetri" ha dato una patria, una scrittura ed un'organizzazione politica, in contrasto con i Rom, i quali per la loro disubbidienza sono condannati all'esilio perpetuo, proprio come gli Israeliti del Regno di Samaria.
Anche se ci sono delle interpolazioni cristiane, tutte le tradizioni qui elencate non sono attribuibili ad un'influenza cristiana, perché provengono da un'istruzione biblica puramente ebraica, la quale nei Balkani non è mai stata accessibile al popolo comune e tanto meno ai Rom. Quasi nessuno leggeva la Bibbia al di fuori del clero ed alcuni individui delle classi privilegiate che potevano leggere il greco o il latino, uniche lingue in cui si trovava scritta la Bibbia in Europa in quel periodo.

La misteriosa origine del popolo Rom:pare originari dell'India e secondo tesi esoteriche cacciati dalla mitica Agarthi, e da questo fatto avrebbe origine la loro nota conoscenza magica



Gli studiosi non sono del tutto daccordo sulle origini degli Zingari, questo perchè la storia del popolo zingaro è stata scritta dai popoli che sono venuti a contatto con loro,soggetta quindi alle diverse culture e modi di vivere di questi popoli.

Tuttavia esistono prove certe della loro provenienza: India nord occidentale, dove ancora oggi vive la più popolosa comunità zingara del mondo.
Altro mistero è il motivo della loro "migrazione?" A differenza di altri popoli, non si sono spostati per conquistare nuove terre, non hanno mai fatto guerre di conquista, ed al contrario di altre etnie nomadi,non si limitano ad un'area precisa seppur grande, il loro nomadismo non è spinto dallo spostamento di prede(caccia o pesca) e neppure da sfruttamento naturale di risorse( raccoglitori) Gli zingari non coltivano terra,non allevano bestiame, Fabbri ramaioli,acrobati,domatori.....Ma sopratutto si occupavano (ancora oggi) di magia e predizione del futuro.

La fortuna è il fulcro della cultura zingara, conoscono diversi modi di praticare la magia, di ogni genere, impiegata a seconda di cio che si desidera ottenere. La zingara che nei mercati e nelle fiere legge la mano per qualche moneta,è nell'mmaginario collettivo da sempre, sin da epoche remote. Perseguitati, quasi mai ben visti,per la loro nomea di ladri, il furto (ciurél)era normale per chi considerava di tutti cio che cresceva all'aperto. erano tuttavia richiesti in tutte le corti europee proprio per la loro capacità di predire il futuro, la chiromanzia(Durcarél).

Negli ambienti esoterici, è giudizio comune affermare che i loro incanti sono funzionali, alla portata di tutti con un pò di denaro, un tempo temuti per la capacità di lanciare maledizioni in grado di segnare negativamente la vita di molte generazioni.
Il rapporto che hanno con la natura è apparentemente istintivo, è molti degli ingredienti necessari per gli incanti privengono dalla loro conoscenza erboristica/esoterica.Gli alberi sono sempre stati fonte di energia e materiale magico (alcune teorie vedono la loro discendenza dall'arte druidica).


FONTE:http://antrodellamagia.forumfree.it/?t=64839061




Di Michele Fabbri
Per gli uomini medievali la comparsa degli zingari fu un arcano insondabile e fin dall’inizio gli intellettuali del tempo associarono queste strane genti all’assassino biblico Caino, nonché a fenomeni di magia nera e di satanismo. La leggenda popolare narrava anche che gli zingari avessero fabbricato i chiodi per la croce di Cristo!
Gli storici imbevuti della superstizione del documento scritto si sono scervellati per cercare di individuare origini e vicende degli zingari, uno dei temi più affascinanti della storia mondiale. La tesi più verosimile elaborata dalla storiografia scientifica è che gli zingari siano originari dell’India e che siano un gruppo umano formato da individui esclusi dal sistema delle caste.
Tuttavia le indicazioni della cultura esoterica possono farci intuire molto di più sullo statuto esistenziale di questa singolare popolazione.
René Guénon, la cui autorità in materia esoterica è fuori discussione, sosteneva l’origine tradizionale del popolo gitano in un curioso articolo: «Il Compagnonaggio e gli Zingari» (René GuénonStudi sulla Massoneria e il Compagnonaggio). In quello scritto il filosofo rilevava interessanti analogie fra zingari e compagnoni: un compagnone presenziava regolarmente al pellegrinaggio annuale che gli zingari svolgono alla chiesa di Saintes-Maries-de-la-Mer, nel Sud della Francia. I compagnoni si chiamano fra di loro con l’appellativo di ‘passante’ che viene utilizzato anche per designare gli zingari. Inoltre Guénon rilevava le evidenti similitudini fra ebrei e zingari: lo stile di vita nomade che tende alla creazione di lingue miste, e la divisione in due gruppi (zingari orientali e zingari meridionali; ebrei Ashkenazim e ebrei Sephardim). Il grande esoterista concludeva che: «se non ci sono rapporti etnici fra zingari ed ebrei forse ve ne sono di altro tipo che, senza precisarne ulteriormente la natura, possiamo qualificare come tradizionali».
il-regno-della-quantita-e-i-segni-dei-tempiGuénon tornava sull’argomento con Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi. Nel suo capolavoro Guénon si soffermava sul ‘nomadismo malefico’ che sembra perseguitare i ‘popoli in tribolazione’ e prediceva gli effetti negativi causati dai tentativi di fissare gli zingari su un territorio, così come stigmatizzava le pretese sioniste di dare una sede definitiva al popolo ebraico, errante per definizione…
Alexandre Saint-Yves d’Alveydre, nel suo Mission de l’Inde en Europe (trad. it. Il regno di Agarttha) sosteneva che gli zingari fossero nientemeno che una delle popolazioni che abitavano ad Agarttha: «Fra le tribù meno colpevoli che furono espulse dalla grande Accademia nello stesso momento in cui lo furono le altre, ve ne è una, errante, che, dal XV secolo, sposta attraverso l’Europa le sue singolari pratiche. Tale è in effetti la vera origine dei Boemi: Bohami,ritirati da me. Queste povere genti hanno portato con sé qualche vago ricordo, qualche formula sperduta in un cumulo di superstizioni più o meno grossolane. Presto o tardi, essi ritorneranno alla loro patria originaria, quando il soffio sinarchico avrà restituito all’India l’antico Spirito della sua organizzazione prima, vera, giusta e buona».
bestie-uomini-deiFerdinand Ossendowski, ripercorrendo la mitologia del mondo interno nel suo celebre Bestie, Uomini, Deiproponeva un’ipotesi simile: gli zingari avrebbero vissuto a lungo nel regno di Agarthi, e le loro abilità nel leggere la mano e i tarocchi sarebbero state il residuo di facoltà paranormali di cui avrebbero goduto nel mondo sotterraneo. Il viaggiatore polacco riferisce così le parole del lama buddhista sull’argomento: «Provenendo dai paesi occidentali anche alcune tribù dalla pelle scura penetrarono in Agarthi e ci vissero per molti secoli. Dopo che furono cacciate dal Regno e tornarono sulla superficie della terra, portarono con sé il mistero delle predizioni fatte con le carte, le erbe e le linee del palmo della mano. Sono gli zingari…».
Un’altra testimonianza significativa è quella di Eliphas Levi che, nella sua Storia della magia, dedica un illuminante capitolo alla storia della popolazione nomade. L’occultista francese riporta le impressioni pressoché unanimi dei cronisti più antichi che per la prima volta si confrontarono con gli zingari: i nomadi praticavano fra di loro il comunismo e la promiscuità, erano nemici del lavoro, non rispettavano né la proprietà né la famiglia, e si fecero fama di essere parassiti, stregoni e ladri di bambini…
Nella Spagna medievale si trovavano più a loro agio nei territori musulmani, talvolta pareva che avessero riti simili a quelli ebraici, ma in generale sembravano praticare indifferentemente qualunque religione a seconda delle convenienze. Alcuni pensavano che fossero discendenti da quel Mambrete che voleva rivaleggiare in miracoli con Mosè, altri ritenevano che fossero i carnefici di cui si era servito Erode per la strage degli innocenti, altri ancora immaginavano che fossero i rifiuti umani di una setta ebraica che dormiva nei sepolcri e che si nutriva di cadaveri…
E ancora si favoleggiava sull’origine dei tarocchi, la cui lettura sembrava una specialità degli zingari: secondo alcuni la simbologia dei tarocchi sarebbe stata la chiave di una iniziazione universale di cui l’enigmatico popolo gitano sarebbe stato custode geloso e forse inconsapevole! (A questo tema Papus dedicherà il suo libro Le tarot des bohémiens).
Ma l’elemento più interessante dello scritto di Eliphas Levi riguarda un episodio accaduto in Francia nel 1840: un gruppo di operai ispirati a idee radicali diede vita a un movimento protocomunista i cui presupposti erano che la libertà sembrava impossibile finché fosse esistito il dovere di lavorare, e l’eguaglianza finché fosse esistito il diritto di acquistare! Il loro giornale, L’Humanitaire, fu soppresso nel 1841, ma secondo Levi se la pubblicazione fosse andata avanti, il mondo avrebbe conosciuto una nuova banda di zingari e il vagabondaggio errante avrebbe contato un popolo in più…

FONTE:http://www.centrostudilaruna.it/la-vera-storia-degli-zingari.html

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