I "Superiori Sconosciuti" erano concepiti come semidei che controllavano i destini del mondo standosene nascosti - a seconda dei casi - nelle viscere della terra (immaginata come cava, sulla scorta delle teorie di John Cleves Symmes Jr. ed altri), in profonde gallerie scavate nell'Himalaya o in altri luoghi inaccessibili.
Nel 1910 fu fondata la "Società di Thule" (Thule Gesellschaft), la quale identificava l'origine della razza ariana nell'antica Thule di cui parla il geografo greco Pytheas (IV sec. a.C.), forse l'attuale Islanda; questa razza era costituita da giganti con i capelli biondi, gli occhi azzurri e la pelle chiara, che un tempo dominavano il mondo, successivamente perso per aver consumato relazioni sessuali con membri di altre razze, inferiori, subumane e in parte animali. In effetti, nel mito thuleano di una terra abitata da una razza umana sotto certi aspetti "superiore", identificata sovente con il popolo degli Iperbòrei, organizzata in una società pressoché perfetta, si possono facilmente ritrovare alcune della basi del mito - accolto e divulgato dal nazismo - della razza ariana, superiore a qualsiasi altra e dunque inevitabilmente dominante sul mondo.
La "Società di Thule" attinse a piene mani dalle teorie di Von Liebenfels e di Madame Blavatsky, la quale sosteneva di essere in contatto medianico con gli antichi "Superiori sconosciuti". Essi, che a suo dire erano i sopravvissuti di una razza eletta vissuta tra Tibet e Nepal, si sarebbero rifugiati in seguito a una spaventosa catastrofe nelle viscere della terra, dove avrebbero fondato una straordinaria civiltà sotterranea, la mitica Agarthi. I superstiti rimasti sulla superficie terrestre si sarebbero trasferiti parte in Tibet, parte nel nord Europa, dando origine alla razza ariana (la riprova sarebbe l'analogia tra il nome del regno degli Dei nordici, Asgard, e Agarthi, nome del mitico centro spirituale nascosto in Tibet).
Tutto questo resta avvolto nel mistero.