L'ordine di nascita non determina la personalità

ott 23, 2015 0 comments


Di Stefano Dalla Casa

Non ci sono più le mezze stagioni, il vino fa buon sangue, e i primogeniti sono più responsabili rispetto ai fratelli e alle sorelle minori: l’ordine di nascita, infatti, determina le caratteristiche della nostra personalità.



 Come molte credenze popolari, anche quelle sulla personalità dei fratelli dello stesso nucleo famigliare offrono spiegazioni semplici e lineari a quello che crediamo di osservare, ma non sempre hanno base nei fatti. Ora un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Pnas sembra seppellire definitivamente il mito, almeno nella letteratura scientifica.
Dal cugino di Darwin alla nicchia familiare: un secolo di teorie sulla psicologia di fratelli e sorelle
Secondo la nuova ricerca, guidata dalla psicologa Julia M. Rohrer(Università di Lipsia), tutto comincia nel 1874 con gli studi diFrancis Galton, eclettico scienziato cugino di Charles Darwin. Galton, il più giovane di nove fratelli, studiò un campione di 200 scienziati inglesi concludendo che tra questi i primogeniti erano la maggioranza.
Secondo lo scienziato questo accadeva perché i primi nell’ordine di nascita avevano goduto di maggiori attenzioni da parte dei genitori, e questo li aveva avvantaggiati intellettualmente. In seguito il medico e psicologo Alfred Adler estese la congettura di Galton ai tratti della personalità: i primogeniti erano privilegiati, ma sentivano anche sulle loro spalle una responsabilità eccessivae la preoccupazione di perdere la loro posizione di favoriti, fattori che avrebbero facilitato l’insorgere di nevrosi. Al contrario i fratelli più giovani godrebbero di maggiore indulgenza da parte dei genitori, portando a una diminuzione dell’empatia.
Francis Galton, in parte, aveva ragione: molti esperimenti hanno evidenziato una leggera diminuzione nell’intelligenza misurata con test psicometrici dai primogeniti agli ultimogeniti. Per quanto riguarda invece la personalità lo stesso Adler non ha mai fornito alcuna prova delle sue ipotesi, e nonostante gli esperimenti dei decenni seguenti siano stati inconcludenti le idee di Adler sono ancora ben radicate nella pop psychology. 
Nel 1996 irrompe la teoria della nicchia familiare, dove lo psicologo Frank Sulloway scomoda nientemeno che Charles Darwin. L’ordine di nascita influenza la personalità perché fratelli e sorelle si adattano all’ambiente (la famiglia) in modo da ridurre i conflitti e aumentare la cooperazione. Nella visione di Sulloway i fratelli sarebbero simili ai famosi fringuelli di Darwin (che poifringuelli non erano ma questa è un’altra storia), organismi in competizione per le risorse che si adattano per sopravvivere. I primi a nascere sono, nell’infanzia, necessariamente più imponenti fisicamente e questo favorisce l’emergere delladominanza, necessaria per esempio a badare ai fratelli al posto dei genitori: in questo modo i primogeniti diventano anche più coscienziosi. I fratelli minori devono invece occupare nella famiglia una nicchia libera, e questo favorirebbe nella personalità l’immaginazione, l’estroversione e la socialità. Sulloway espose la sua teoria nel libro Born to rebel (1996), ma nonostante l’entusiasmo del pubblico (tra cui anche alcuni celebri biologi e divulgatori) le prove sperimentali da allora raccolte sono contraddittorie.
Cosa dice il nuovo studio
Gli studi precedenti, sia a favore che contro l’ipotesi della ‘nicchia familiare’ o analoghe, avevano una serie di difetti sperimentali che avrebbero potuto falsare la correlazione o nascondere il legame tra ordine di nascita e personalità. Rohrer e i suoi collaboratori hanno quindi cercato di progettare una nuova analisi priva di quelle limitazioni, tra cui le dimensioni del campione e la valutazione indipendente della personalità di ogni individuo. Gli psicologi si sono affidati alle banche dati di tre indagini sociali sociali a lungo termine: il National Child Development Study (Gran Bretagna),  ilNational Longitudinal Survey of Youth 1997 Cohort (Stati Uniti) e il Socio-Economic Panel (Germania). In questo modo i ricercatori hanno ottenuto informazioni indipendenti su oltre 17mila fratelli e sorelle di tre paesi diversi, i cui principali fattori di personalità (i cosiddetti Big Five) erano stati valutati con test standardizzati.
Se esisteva un effetto dell’ordine di nascita sulla personalità, le analisi statistiche avrebbero dovuto rivelarlo, ma lo studio è riuscito solo a confermare il leggero calo dell’intelligenza nei fratelli minori rispetto ai maggiori.
Gli autori spiegano che questi risultati non escludono che l’ordine di nascita possa avere, in circostanze specifiche, qualche effettosulla personalità, ma tutte le teorie precedenti prevedevano unimpatto determinante sulle sue principali componenti che invece non è stato possibile misurare in alcun modo. Concludono gli autori:
“Il messaggio principale di questo articolo, in ogni caso, è molto chiaro: sulla base della grande potenza statistica e la coerenza dei risultati fra i vari campioni e analisi, si può concludere che l’ordine di nascita non ha un effetto significativo e duraturo sull’insieme dei cinque grandi fattori di personalità all’infuori del dominio intellettivo.”

FONTE: http://www.wired.it/scienza/lab/2015/10/23/ordine-nascita-personalita/

FOTO:http://ilcapoluogo.globalist.it

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