Di Franco Iacch
Il Quartier Generale dell’Alleanza non aprirà nemmeno per l’anno in corso, in quanto saranno necessari altri fondi per una spesa complessiva di 1,3 miliardi di euro. La vicenda dei costi della nuova sede di Bruxelles è stata attenzionata a più riprese sia dal Daily Telegraph che dalla rivista tedesca Der Spiegel. La nuova struttura dovrebbe essere il simbolo della trasparenza dei 28 paesi membri dell’Alleanza. Un’opera mastodontica: otto ali che convergono in una struttura principale con copertura in vetro e 4 mila dipendenti. Le ali simboleggiano il consenso e le aspirazioni di pace degli alleati che si uniscono sotto un tetto in vetro che simboleggia la trasparenza della NATO.
Il Quartier Generale dell’Alleanza non aprirà nemmeno per l’anno in corso, in quanto saranno necessari altri fondi per una spesa complessiva di 1,3 miliardi di euro. La vicenda dei costi della nuova sede di Bruxelles è stata attenzionata a più riprese sia dal Daily Telegraph che dalla rivista tedesca Der Spiegel. La nuova struttura dovrebbe essere il simbolo della trasparenza dei 28 paesi membri dell’Alleanza. Un’opera mastodontica: otto ali che convergono in una struttura principale con copertura in vetro e 4 mila dipendenti. Le ali simboleggiano il consenso e le aspirazioni di pace degli alleati che si uniscono sotto un tetto in vetro che simboleggia la trasparenza della NATO.
Sono in molti, oggi, a chiedersi cosa sia diventata la NATO dopo la fine del Patto di Varsavia. Ai 16 membri (con il terzo allargamento), si unirono Polonia, Repubblica Ceca ed Ungheria, primo treno degli stati dell’ex blocco sovietico ad entrare nella NATO. All’Alleanza hanno poi aderito Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania e Croazia.
Quello che stride è la realtà antipodale venutasi a creare: da un lato il bellissimo e sontuoso nuovo quartier generale della NATO da 1,3 miliardi di dollari che ispirerebbe spagnolesco rispetto al solo vederlo e dall’altro la reale situazione degli eserciti dei paesi membri, in piena crisi economica. E non bisogna ricordare il disastro attuale in cui versano gli eserciti inglesi, tedeschi e francesi per capire quanto sia profonda questa costosa anomalia. E come se non bastasse, sarebbe opportuno rilevare il contributo ai costi della costruzione che ogni singolo paese ha dovuto e dovrà sostenere.
La NATO si ritroverà con una sede regale, ma senza un esercito che possa difendere le società democratiche e quelle economie “prospere” su cui esse si basano. Che poi, alla fine, sarebbe opportuno essere sinceri e chiedersi la reale forza della NATO senza gli Stati Uniti.