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Banksy, risolto il mistero. Un gruppo di studiosi ne svela l'identità

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Il-misterioso-Banksy-ha-un-volto-studio-scientifico-rivela-la-sua-identita-d31e62e7-c2ad-4299-b17f-...



http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Il-misterioso-Banksy-ha-un-volto-studio-scientifico-rivela-la-sua-identita-d31e62e7-c2ad-4299-b17f-7484bc57012f.html

L'enigma Banksy sembra essere stato risolto. Secondo gli studiosi della Queen Mary University di Londra, l'artista britannico, noto in tutto il mondo per i suoi graffiti, sarebbe Robin Gunningham, come aveva ipotizzato nel 2008 il Daily Mail, che aveva condotto una lunga e approfondita inchiesta per "smascherare" la sua identità. In questo caso però ci sarebbe la prova "scientifica". È stata infatti impiegata una tecnologia di localizzazione geografica, mutuata dalla lotta al crimine, che ha permesso di trovare una serie di corrispondenze fra i luoghi a Londra e Bristol dove sono apparse le opere attribuite al "writer" e una serie di indirizzi associati a Gunningham. Lo studio, pubblicato nell'ultimo numero della rivista Journal of Spatial Science, è partito dall'analisi di oltre 140 luoghi in cui il graffitaro ha lasciato le sue opere. Gli studiosi hanno creato così una mappa con i cosiddetti "punti caldi", cioè i luoghi in cui Banksy si muove di frequente. Paragonando i dati ottenuti da questo "profilo geografico" con le informazioni pubbliche disponibili, hanno trovato che c'erano diverse compatibilità con gli spostamenti di Gunningham. Secondo lo studio, Banksy si reca ripetutamente in un pub, un parco e un appartamento a Bristol, così come in tre residenze di Londra. ''Sarei sorpreso se non fosse così - ha detto Steve Le Comber, uno degli autori dello studio - la nostra analisi ha dato ulteriore sostegno a quanto già si diceva. Se si cercano su Google Banksy e Gunningham si trovano 43.500 risultati''. Secondo gli studiosi, la stessa tecnica potrebbe avere un importante utilizzo nell'anti-terrorismo, ad esempio per analizzare i luoghi frequentati da estremisti, come quelli in cui si distribuiscono volantini o fanno graffiti contro le autorità, in modo da individuare e seguire potenziali attentatori, sebbene tutto questo sollevi diversi dubbi per quanto riguarda il rispetto della privacy. In passato erano state fatte molte ipotesi sull'identità dell'artista, si era detto che poteva essere una donna, o un collettivo formato da diversi writer riuniti sotto lo stesso nome. O ancora che si trattasse di un certo Robin Banks, di professione macellaio. L'università londinese conferma i risultati dell'inchiesta fatta dal Daily Mail che aveva intervistato decine di persone in qualche modo legate a Banksy. Già allora era emerso il nome di Robin Gunningham, che oggi avrebbe circa 42 anni, ed è cresciuto a Bristol in una famiglia middle class. I conti sembrano tornare anche con i racconti della sua infanzia fatti dall'artista nel corso di alcune interviste anonime. Mettendo insieme i frammenti del mosaico il giornale aveva scoperto che verso il 2000 Banksy, al pari di Gunningham, aveva lasciato Bristol e si era trasferito a Londra dove una serie di murales realizzati di notte negli angoli più disparati della metropoli britannica gli hanno dato una fama eccezionale e lo hanno portato all'attenzione di collezionisti, pronti a pagare centinaia di migliaia di sterline per aggiudicarsi una sua creazione, gallerie e musei di tutto il mondo.  A gennaio Banksy ha lasciato quella che finora è la sua ultima impronta pubblica, un murales in una parete davanti all'ambasciata francese a Londra in cui criticava l'uso dei lacrimogeni in un campo rifugiati vicino Calais, in Francia appunto. Nel disegno, a piangere per le condizioni dei profughi era Cosette, una delle protagoniste dell'opera 'I miserabili'.

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