Il culto di San Gennaro, spiegato

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Ieri, Luigi Di Maio, leader del Movimento 5 Stelle e favorito alle strane “primarie” del suo partito per scegliere il candidato presidente del Consiglio, ha partecipato al rito della liquefazione del sangue di San Gennaro, a Napoli. Di Maio – che è nato ad Avellino e vive vicino a Napoli – si è messo in fila insieme agli altri fedeli e dalle mani del cardinale di Napoli Crescenzio Sepe ha baciato l’ampolla che si dice contenga il sangue del santo. Si tratta di un culto antico e molto popolare e di un rituale al quale nel corso degli anni si sono sottoposti politici di ogni colore e credenza, dai democristiani ai comunisti, dagli atei ai credenti: una cosa di cui si parla ogni anno sui giornali e nei telegiornali, ma di cui molti, oltre al folklore, conoscono poco.
Il rito della liquefazione si svolge tre volte l’anno (il sabato precedente la prima domenica di maggio, il 19 settembre ed il 16 dicembre) e ogni volta segue la stessa procedura. Dopo una messa, il cardinale di Napoli estrae l’ampolla di vetro dalla sua custodia e la mostra ai fedeli. L’ampolla ha la forma di una grossa lente di ingrandimento, con il manico in argento e un compartimento formato da due vetri al posto della lente. Tra i due vetri sono sistemati due piccoli contenitori, anch’essi di vetro. Il più piccolo è vuoto a parte per alcune macchie scure, mentre il secondo, più grande e tondeggiante, è per metà pieno di una sostanza che quando l’ampolla viene estratta appare solida e di un rosso molto scuro.
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FOTO: (ANSA / CESARE ABBATE)

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