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Stupri Rimini, la vicina di casa dei marocchini: “Io picchiata e derubata. La madre mi minacciò”

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Mi hanno picchiata e derubata, poi la madre mi ha minacciata”. E’ la confessione choc è di Guedaa Khadjia, vicina di casa dei due fratelli marocchini accusati degli stupri di Rimini. Ai microfoni della Zanzara, su Radio 24, la donna ha raccontato l’incubo di vivere accanto a quella famiglia.
Operaia di 43 anni, anche lei di origini marocchine ma da vent’anni residente regolare in Italia, Khadjia racconta: “I ragazzi dello stupro mi hanno picchiato causandomi un trauma cranico e la loro madre mi ha derubato”.
La storia ha inizio nel 2014, spiega Khadjia: “Quando hanno espulso il padre dei ragazzi in Marocco. La moglie è venuta a piangere da me e mi ha chiesto se la potevo aiutare dandole dei soldi per pagare l’avvocato. Glieli ho prestati e ho iniziato a comprarle anche da mangiare. Le ho anche trovato un lavoro come badante ma lei mi ha detto: “Io le palle degli italiani non le pulisco”.
Quando ha smesso di prestarle i soldi “mi ha mandato i figli che mi hanno picchiato. Li ho denunciati e lei mi ha detto ‘o ritiri la denuncia oppure ti faccio scopare dai miei figli“. “Ho paura ad abitare vicino a loro – conclude Khadjia – mi sono venute persino le crisi d’ansia”.
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