Il governo contro Ryanair: “Minacce indegne ai dipendenti”. Il Garante: “Fuori dalla Costituzione”


Di Nicola Lillo

La minaccia arrivata ai piloti di Ryanair che vorranno fare sciopero «è indegna». Non usa mezzi termini il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, commentando la lettera in cui il capo del personale della compagnia low cost irlandese comunica ai dipendenti che in caso di adesione allo sciopero del 15 dicembre ci saranno ripercussioni in busta paga. La missiva - rivelata da La Stampa - è stata inviata a piloti e assistenti di volo di base in Italia. Eddie Wilson, capo del personale, spiega che chiunque non lavorerà nelle ore in cui l’Anpac ha proclamato lo sciopero avrà in futuro turni più duri e «potrebbe anche perdere aumenti di stipendio, i trasferimenti richiesti e promozioni».  

Calenda: “Bisogna intervenire”  
«Non è un mio ambito di responsabilità - spiega Calenda a margine di un incontro a Roma - ma ritengo che si debba intervenire. Non si può stare sul mercato prendere i vantaggi e non rispettare le regole». Il riferimento, oltre che alla recente vicenda dello sciopero, è anche ai diversi finanziamenti pubblici che la low cost riceve in numerosi aeroporti italiani. Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: “È una cosa gravissima, perché non si può intervenire con questa modalità e credo che tutte le autorità competenti debbano fare la loro parte. A noi compete il controllo della corretta applicazione dei contratti e delle leggi riferite al lavoro. Per questa parte ce ne occuperemo noi. Il diritto di sciopero è garantito dalla legge, quindi se c’è qualcuno che infrange la legge in Italia c’è la magistratura che ha il compito di garantire la piena applicazione della legge».  

Venerdì in programma la protesta  
Per venerdì comunque la protesta è confermata, anche se non è ancora chiaro quanti piloti aderiranno. L’Anpac ha comunicato infatti che i piloti italiani di Ryanair vanno avanti con lo sciopero nonostante la lettera dell’azienda. Il coordinatore dell’Anpac, Riccardo Canestrari, non ha dubbi: «Andiamo avanti con lo sciopero,siamo abituati a questi toni, ma si configurano fuori della legalità. Almeno in Italia. Abbiamo una legislazione che ci protegge davanti a questo tipo di trattamenti». Canestrari aggiunge anche che i piloti non stanno facendo una battaglia economica ma per vedere riconosciuti diritti come il contratto collettivo negoziato dai piloti stessi: «Non vogliamo contratti ratificati senza possibilità di mettere elementi di negoziazione». La protesta, seppure per ragioni diverse, coinvolgerà anche lavoratori di Alitalia, Vueling ed Enav.  

Il garante per gli scioperi: “Parole fuori dalla Costituzione”  
«La dichiarazione dei vertici di Ryanair appare non conforme ai principi del nostro ordinamento, nel quali lo sciopero, se esercitato legittimamente, è considerato un diritto costituzionale» spiega il Presidente dell’Autorità di garanzia per gli scioperi, Giuseppe Santoro Passarelli. «Voglio rammentare, infine che la legge 146 (sugli scioperi, ndr) censura quei comportamenti aziendali che possano determinare l’insorgenza o l’aggravamento del conflitto».  

Il Pd porta il caso in Parlamento  
«Siamo di fronte ad un dumping sociale inaccettabile e a condizioni di lavoro e di stress emotivo che, con il tempo, possono mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri e dei lavoratori, sono le parole di chi tutela i lavoratori Ryanair ma che condividiamo considerate le condizioni di lavoro denunciate in questi mesi. Per questo abbiamo chiesto al ministro del welfare un intervento urgente per verificare quanto denunciato in questi giorni dai sindacati dei lavoratori della compagnia irlandese. Nel nostro Paese è stato programmato per il 15 dicembre uno sciopero dei piloti a cui hanno manifestato l’intenzione di aderire anche gli assistenti di volo». Così si legge in un’interrogazione presentata da alcuni senatori, primo firmatario il dem Silvio Lai. 

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