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Manovra, Juncker: “Se dicessimo sì a Italia, da altri Paesi reazioni violente”

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“Se dicessimo sì all’Italia, gli altri Paesi ci coprirebbero di ingiurie e invettive”. Lo ha detto il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, preannunciando un possibile no di Bruxelles alla manovra varata dal governo Lega-M5s.
“Se accettassimo il derapage – ha detto Juncker in un incontro con la stampa italiana – alcuni Paesi ci accuserebbero di essere troppo flessibili con l’Italia”. La dinamica della finanza pubblica italiana “mi dà molte preoccupazioni – ha aggiunto – ma non abbiamo pregiudizi: ne discuteremo con l’Italia come facciamo con tutti gli altri Paesi”. La Commissione europea intende valutare la manovra giallo-verde sulla base dei saldi, e non delle misure adottate dal governo italiano: “Non contate su di me per dire che non bisognerebbe che l’Italia introduca il reddito di cittadinanza di 780 euro. Non è una questione che riguarda la Commissione. Ciò che ci interessa è che l’Italia rispetti gli impegni”.
“In Italia, anche altrove ma non ovunque, l’Europa è minacciata dagli slogan di quelli che cercano dei colpevoli e non amano quelli che propongono delle soluzioni” aggiunge Juncker. “Io e la Commissione siamo incaricati di ricercare delle soluzioni, che piaccia o meno, avendo in mente l’insieme dell’Ue, i 27 e soprattutto i 19 della zona euro”.
In sostanza Juncker ammorbidisce i toni, auspicando che “ne discuteremo in tutta amicizia e con il rispetto che dobbiamo all’Italia”. E replica con un secco “no” a chi gli chiede se pensa che l’Europa possa sopravvivere all’uscita dell’Italia. “L’Europa ha bisogno dell’Italia e l’Italia dell’Europa”. Ma di fatto alza il muro anticipando una risposta negativa.
Parole alle quali replica prontamente via social il vicepremier Luigi Di Maio: “Noi andiamo avanti con le misure chieste dal popolo. Juncker continui pure a rivoltarsi, gli rimane tempo ancora fino a maggio
Nel frattempo è stato pubblicato sul sito della commissione Europea il Draft Budgetary Plan che il governo italiano ha inviato a Bruxelles. Il documento, che contiene le stime macro e il programma degli interventi del governo italiano, prevede per il 2019 – come indicato nell’ultima tabella del documento – uno scostamento di 1,6 punti tra il deficit programmatico fissato al 2,4% nel 2019 rispetto allo 0,8% del programma di stabilità. Il deficit a politiche invariate toccherebbe invece l’1,2% con un divario di 0,4 punti.
“Il governo italiano intende riprendere il percorso di riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022 in avanti. Se il Pil Reale e la disoccupazione, in termini di unità di lavoro, ritornano a livelli pre-crisi prima del 2021, l’aggiustamento strutturale del Bilancio può essere accelerato”. E’ quanto afferma il governo italiano nel Draft Budgetary Plan presentato a Bruxelles.
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