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ATTENTATI BRUXELLES, SULLA METRO C'ERA IL QUINTO UOMO. UN ALTRO TERRORISTA IN FUGA

Di Spartaco Ferretti
Un quinto terrorista, un complice del kamikaze che si è fatto saltare in aria nella metro di Bruxelles. Gli investigatori belgi ne sono sempre più convinti: la caccia al comando del terrore non è ancora finita. La video sorveglianza della metropolitana ha infatti ripreso il presunto complice di Khalid El Bakraoui mentre trasportava una grossa borsa. Secondo gli investigatori belgi l’uomo non è entrato nel vagone e dunque sarebbe ancora in fuga. È stato diffuso un identikit.
La caccia ai terroristi continua, insomma. E sempre secondo la stampa belga oggi 24 marzo ci sarebbero state diverse operazioni di polizia a Ixelles, comune a sud di Bruxelles. Scrive La Stampa:
Ci sarebbero stati anche quattro fermi nella zona tra Rue de l’Athenee fino a piazza Fernand Cocq. Di fatto Ixelles può essere considerato un quartiere di Bruxelles anche se ha un suo sindaco, esattamente come Molenbeek.
Il Belgio, intanto, fatica a tornare alla normalità. La notizia che il vero obiettivo dei terroristi fosse la centrale nucleare di Liegi (il commando ha rinunciato perché l’impianto è stato blindato qualche tempo fa con oltre 140 militari) lascia spaventata l’opinione pubblica. E l’aeroporto di Zaventem è ancora lontano dal tornare operativo.  Voli sospesi anche nel fine settimana, sabato 26 e domenica 27 marzo secondo quanto su Twitter la società che gestisce gli scali aeroportuali di Bruxelles.
Il bilancio di vittime e feriti. L’attentato ha causato 32 vittime e 300 feriti. Sessantuno dei 300 feriti negli attentati di Bruxelles sono «in gravi condizioni». Lo ha dichiarato il ministro della Salute belga Maggie De Block, secondo quanto riportato dai media locali. «Le ferite più gravi sono le ustioni provocate da una forte esplosione e dalle schegge di metallo», ha spiegato il ministro.

"Bruxelles rifugio per jihadisti", l'avvertimento inascoltato lanciato dieci anni fa da Hind Fraihi

Di Michele Di Lollo
Chiamatela pure Cassandra se volete, ma questa giornalista belga di origini marocchine ha davvero qualcosa d'incredibile: aver letto con 10 anni di anticipo lo spettro del terrorismo nella capitale dell'Europa.
Bruxelles in effetti e le sue morti, soprattutto, vengono da anni di allarmi e minacce. Sono i suoi quartieri periferici e multiculturali ad aver partorito jihadisti. E' dalle ferite purulente dei suoi ghetti che sono venuti fuori i vermi del fanatismo. Morale: Salah Abdeslam e compagni potevano essere sconfitti molto prima degli attentati.
Cassandra è una figura della mitologia greca. È ricordata da diversi autori greci e romani. Da Omero a Apollodoro, passando per Virgilio e Igino. Gemella di Elena, figlia di Ecuba e di Priamo re di Troia, fu sacerdotessa nel tempio di Apollo da cui ebbe la facoltà della preveggenza, prevedeva terribili sventure ed era pertanto invisa a molti. La nostra Cassandra si chiama Hind Fraihi ed esattamente dieci anni fa, nel 2006, pubblica un saggio chiamato "Undercover in Little Morocco" in cui informa dell'emergenza che arriva dalla periferia bruxellese. Purtroppo non viene presa sul serio dalle autorità belghe. Si infiltra per 3 mesi tra la comunità musulmana nel sobborgo di Molenbeek, la stessa che ha visto crescere i terroristi del 13 novembre a Parigi. Per non parlare dei sanguinosi attacchi di pochi giorni fa. Un posto come tanti dove abitano 100 mila persone, ma il tasso di disoccupazione è fisso al 25%.
Si finge studentessa di sociologia. Dice agli uomini e alle donne di Molenbeek che l’accolgono che sta preparando una tesi su questo comune. "Vengo dal Marocco. Ho parlato con loro in arabo, mi sono guadagnata la loro fiducia", dice. Dietro i cancelli, superate le porte dei garage, entra nelle sale nascoste dell'integralismo. Visita le stanze di preghiera e comunica con molti potenziali terroristi. Documenta tutto nel suo libro: "Ecco come a poco a poco la città è diventata un rifugio per jihadisti". Quando pubblica il suo libro nessuno le crede. Anzi, viene accusata di mitomania e islamofobia. Dieci anni più tardi, qualcosa va storto e qualcuno decide di raccontare la sua storia.
La verità è che la tragedia integralista poteva essere evitata. Dopo la strage, infatti, non si placa il dibattito su come aumentare le misure di sicurezza nel vecchio continente. Ci si chiede se fosse stato possibile evitare gli attacchi. E se si fa un semplice calcolo viene fuori un risultato preoccupante: appena 600 agenti di sicurezza sono dislocati nella capitale belga per controllare oltre 900 potenziali jihadisti. Un'intera generazione pronta a colpire. Stando a quanto scrive sul Financial Times, James Blitz, il problema vero è capire se i servizi segreti belgi abbiano o meno le risorse e le capacità necessarie per combattere la minaccia jihadista nel proprio Paese. Si parla di "gestione naif della sicurezza". E Blitz scrive: "L’Europa ha una rete di intelligence sofisticata, in cui Gran Bretagna, Germania, Francia, Olanda e Italia giocano un ruolo da top players". Bruxelles, in questo quadro, è l’anello debole. Lo scontro interno tra fiamminghi e valloni francofoni ha ormai raggiunto livelli da guerra civile. Ed è proprio in questo vespaio che l'integralismo islamico trova il suo habitat naturale. Non è insomma un caso che gran parte delle attività jihadiste oggi viene pianificata proprio in Belgio.
L’anno scorso 440 foreign fighters si sono spostati dal Belgio in Siria e Iraq. A conti fatti si tratta di 40 combattenti per milione di abitanti. Una cifra enorme più alta di ogni altro Stato europeo. È il quartiere di Molenbeek, la "capitale jihadista d’Europa" a preoccupare Blitz. Fraihi è riuscita ad arrivare alla fonte prima di tutti gli altri. Alla sorgente del jihadismo di seconda generazione. Al dna dei foreign fighers. Ai libri di predicazione jihadista che vengono venduti in Belgio, ma stampati ad Amsterdam e scritti in Arabia Saudita. I libri consigliano ai lettori insoddisfatti, mal integrati come vendicarsi dei miscredenti. E agli stessi lettori, spesso ragazzi "che passano troppo tempo a dormire", si insegna a comunicare attraverso simboli e codici segreti. Una vera e propria scuola di terrorismo. "Alcune persone scompaiono dal radar occidentale per poi tornare come fantasmi" fa sapere Fraihi. Questa Cassandra degli anni 2mila ci aveva avvertito, peccato non aver ascoltato la sua profezia.

BRUXELLES, IDENTIFICATI I KAMIKAZE, FORSE UN'ITALIANA TRA LE VITTIME



Non sarebbe Najim Laachraoui l'uomo arrestato questa mattina ad Anderlecht, ma si tratterebbe di un altro sospetto. La notizia della cattura dell'uomo che si ritiene essere coinvolto negli attentati in qualità di "artificiere" era stata riferita da Derniere Heure, ma non era stata confermata dalla procura. Forse un'italiana tra le vittime  La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana, senza indicare nomi. A quanto risulta, familiari di una donna italiana sarebbero già a Bruxelles per il riconoscimento. E c'è l'italiana Patricia Rizzo, impiegata presso un'agenzia della Commissione Ue, tra le persone che risultano scomparse da ieri dopo l'attentato alla metropolitana a Maalbeek. Lo si apprende da familiari e amici, che la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita. In un post su Facebook, ne dà notizia il cugino Massimo Lenora, che chiede aiuto per le ricerche. Identificati gli attentatori. I due kamikaze hanno agito separatamente Sono stati identificati gli attentatori dell'aeroporto Zaventem. Si tratterebbe dei fratelli Khalid e Ibrahim al Bakraoui, secondo quanto riferisce Rtbf, considerati complici di Salah Abdeslam, il super ricercato arrestato venerdì tra i responsabili delle stragi di Parigi. E di Najim Laachraoui, l'uomo con il cappello nero e la giacca chiara, catturato questa mattina. E' considerato l'artificiere di Parigi. Il suo dna era stato ritrovato sulle cinture esplosive utilizzate al Bataclan e allo stade de France, il 13 novembre scorso. Sempre secondo  Rtbf, i Bakraoui avrebbero agito uno a Zaventem l'altro nella metropolitana. Brahim si sarebbe fatto esplodere in aeroporto, Khalid sarebbe invece il kamikaze che ha perpetrato la carneficina nella metro all'altezza della stazione di Maelbeek. La notizia dell'identificazione dei tre è giunta a breve distanza da quella del ritrovamento di un computer definito "interessante" dagli inquirenti. La polizia locale ha consegnato il pc all'unità anti-terrorismo della polizia giudiziaria federale di Bruxelles. Il contenuto del pc in questione non è noto, riferisce la Libre, ma secondo quanto si è appreso potrebbe contenere importanti informazioni relative all'organizzazione dello Stato islamico. Terroristi in aeroporto in taxi I fratelli Bakraoui e Laachraoui hanno raggiunto lo scalo a bordo di un taxi. A riferirne all'agenzia di stampa Belga è stato il sindaco del comune dove sorge l'aeroporto, Francis Vermeiren: le immagini di videosorveglianza mostrano i tre insieme che spingono i carrelli con sopra le loro valigie, contenenti gli esplosivi, prima di separarsi nella hall delle partenze. Le stesse immagini mostrano uno dei sospetti abbandonare il suo carrello prima di darsi alla fuga. A dare preziose informazioni agli inquirenti diverse ore dopo le esplosioni a Zaventem è stato il tassista che ha portato all'aeroporto almeno una parte del commando di terroristi. L'uomo ha soprattutto comunicato alle forze dell'ordine che il numero di bagagli trasportato dai clienti non corrispondeva agli ordigni esplosi. Questo ha immediatamente fatto scattare le ricerche nello scalo con il ritrovamento successivo di un ordigno non esploso poi neutralizzato dagli artificieri. L'uomo, inoltre, ha potuto fornire l'indirizzo di Scharbeek dove aveva prelevato i suoi passeggeri consentendo così le perquisizioni che hanno portato al ritrovamento di sostanze chimiche e di un ordigno esplosivo contenente chiodi. Non tutti i bagagli erano stati imbarcati dal tassista perché nell'auto non c'era più posto, si legge sul sito della Derniere Heure. Oltre al taxi l'inchiesta si focalizza su altri due veicoli che sarebbero stati usati dal commando, una Renault Clio e un'Audi nera S4. Identificate le prime vittime. 31 morti e 250 feriti il bilancio L'ultimo bilancio ufficiale delle vittime del duplice attentato di ieri parla di 31 morti e circa 250 feriti. Il bilancio è stato fornito dal Centro di crisi. Lo riferisce il sito della televisione belga RTBF, precisando che si tratta di cifre provvisorie. Una cittadina peruviana di 36 anni è stata, intanto, identificata formalmente come una delle persone rimaste uccise negli attentati rivendicati dallo Stato Islamico. L'informazione è stata comunicata dal ministero degli Esteri peruviano. La donna, residente a Bruxelles da sei anni, si trovava all'aeroporto. Era in compagnia del marito e delle due figlie, una delle quali è rimasta ferita dalle schegge, ha dichiarato a Lima alla stampa il fratello della vittima. Tweet 

FONTE: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Bruxelles-identificati-i-kamikaze-dello-aeroporto-preso-lo-artificiere-forse-Una-italiana-tra-le-vittime-01beea1c-e78f-4a31-a32b-fc8470068503.html

I fatti di Bruxelles e le prevedibili reazioni di una certa "destra" e "sinistra"



Di Salvatore Santoru

I tragici fatti di Bruxelles hanno scatenato le solite e prevedibili reazioni a cui siamo abituati in questi casi, dalle prese di posizione islamofobe a quelle "terzomondiste" legate alla minimizzazione dei fatti.
Da una parte e specificamente da una certa "destra" non si è mancato di attaccare l'Islam in sé, mentre da una certa "sinistra" non è mancato il relativizzare i fatti facendo paragoni con certe stragi avvenute in Occidente, come quella di Utøya.

Il fine di queste reazioni è molto semplice da capire: da una parte si vuole strumentalizzare il fatto per far considerare pericolosi e estremisti gli islamici in sé, cosa alquanto assurda visto che l'Islam è composto da 1,6 miliardi di persone e gli estremisti non sono certamente la stragrande maggioranza, mentre dall'altra si vuole sostenere che gli islamici siano sempre "vittime" e facendo paragoni decontestualizzati con fatti come quello di Utøya e simili, si vuole negare la forza collettiva e la pericolosità che certe frazioni l'islamismo radicale hanno assunto e stanno assumendo a livello globale.
Si spera che sempre più persone si discostino da queste stereotipate posizioni e si abbia una visione più ampia e realistica del fenomeno, invece delle solite beghe politiche che oltre ad essere pure strumentalizzazioni ideologiche/partitiche, risultano essere anche di cattivo gusto vista la gravità dei fatti e la consistenza di fenomeni geopolitici che meriterebbero ragionate analisi e che necessiterebbero di determinate strategie di problem solving.

FOTO:http://www.formulapassion.it

Terrorismo in Belgio: una cronologia

http://www.rivistastudio.com/cose-che-succedono/terrorismo-bruxelles/
Martedì 22 marzo una serie di esplosioni all’aeroporto e nella metropolitana hanno scosso la città di Bruxelles. Il Belgio, che detiene il record del maggior numero di combattenti per l’Isis in rapporto alla popolazione, negli ultimi anni ha avuto molti problemi col terrorismo. Ecco una breve cronologia, ripresa da Le Monde.
18 marzo 2016: arresto di Salah Abdeslam
Salah Abdeslam, coinvolto negli attentati di Parigi dello scorso novembre, viene arrestato a Bruxelles dopo una sparatoria. Abdeslam si nascondeva da mesi, ha chiesto tramite il suo avvocato di rifiutare la domanda di estradizione verso la Francia.
21-26 novembre 2015: l’allarme dopo Parigi
La città di Bruxelles è messa in massimo stato d’allerta. Le autorità temevano attentati sul suolo della capitale europea dopo gli attacchi di Parigi e Saint-Denis, e non del tutto a torto visto che gli attentatori avevano legami col Belgio.
15 gennaio 2015: la cellula di Verviers
È smantellata una cellula terroristica a Verviers, città francofona nella provincia di Liegi.
24 maggio 2014: massacro al museo ebraico
Medhi Nemmouche, un cittadino francese che aveva combattuto con l’Isis in Siria e poi rientrato, apre il fuoco contro il museo ebraico di Bruxelles uccidendo 4 persone.
13 dicembre 2011: strage di Liegi
Nella città di Liegi, in Vallonia, Nordine Amrani, un giovane figlio di immigrati marocchini con precedenti penali non legati al terrorismo, apre il fuoco sulla gente che si trovava in piazza di Saint-Lambert e uccide sei persone. Negli anni Ottanta, ricorda Le Monde, c’erano stati altri attentati. Incluso un attacco contro una sinagoga del 1981 dove furono uccise tre persone.

Bruxelles, anche tre italiani feriti negli attacchi terroristici

I luoghi dell'attentato di Bruxelles

Di Emilia Missione

Sono tre gli italiani rimasti feriti negli attacchi terroristici di Bruxelles. A riferirlo, per la Farnesina, Vincenzo Grassi, ambasciatore italiano nella capitale belga.
Il Premier Renzi, nella conferenza indetta a Palazzo Chigi, ha dichiarato che «le istituzioni italiane in questo momento sono impegnate a verificare anche i nostri connazionali che sono stati feriti», e ha poi aggiunto che «l'Europa deve fare di più a livello interno; è dal '54 che si litiga sulla sicurezza comune».
Anche il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ribadisce la necessità di fare fronte comune contro il terrorismo e sottolinea: «questi eventi ci riguardano, ma non ci spaventano».
Resta incerto, intanto, il numero dei morti degli attentati di questa mattina: 34 le vittime registrate al momento, ma sale a oltre 100 il numero dei feriti, di cui 17 in condizioni gravi.
Tutti sono stati trasferiti in 15 diversi ospedali della città. Feriti, ricoverati anche in quello di Saint-Pierre dove, poco dopo le 14.30, è scattata un'allerta bomba. La polizia ha però reso noto che non è prevista alcuna evacuazione.
Sfollata, invece, per il ritrovamento di un pacco sospetto, la stazione della Gare du Nord a Parigi, da cui partono i treni diretti a Bruxelles. In tarda mattinata, inoltre, erano già state ordinate le evacuazioni della centrale nucleare di Liegi e del campus dell'Università Libera di Bruxelles.
Intanto, mentre il Ministro degli Interni belga ha annunciato tre giorni di lutto nazionale, la polizia sta dando la caccia a 5 sospetti, individuati grazie alle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza.
E resta il giallo sulla rivendicazione dell'attacco da parte dell'ISIS, battuta dall'Agi questa mattina. Rita Katz, direttrice del Site, l'agenzia che monitora le attività online dell'estremismo islamico, ha scritto che al momento non ci sono state rivendicazioni ufficiali da parte dello Stato Islamico, anche se non sono mancati sui social network messaggi di felicitazioni e minacce da parte dei militanti del Califfato.
FONTE:
http://www.unisob.na.it/inchiostro/index.htm?idrt=7474















Sorry for Brussells: il messaggio di un bambino nel campo profughi di Idomeni


Di Marta Ucciferri

Il messaggio di cordoglio per le 34 vittime di Bruxelles. Un bambino ha alzato al cielo un foglio bianco con la scritta 'Sorry for Bruxelles'. La solidarietà per la capitale belga da una tendopoli situata al confine tra Grecia e Macedonia.
(UMDI – UNMONDODITALIANI) Sorry for Brussels. Ha fatto il giro del mondo la foto del bambino di un campo profughi che reggeva in a braccia tese un foglio con questo messaggio. Una scritta per metà nera e per metà rossa ha commosso il mondo social dopo gli attentati che hanno colpito il cuore dell’Europa. Il bambino che avrà si e no 10 anni fa parte di un campo profughi di Idomeni, conosciuto prima del 1926 come Sechovo, una frazione del comune di Paionia, dell'unità periferica di Kilkis della Macedonia Centrale, in Grecia. La foto simbolo del bambino rappresenta un messaggio di scuse all’Europa per una colpa che certamente non è sua e della sua gente.
L’eco della strage è arrivata fino lì. La condizione nell'accampamento greco è delicata e difficile, i migranti sono ammassati nel fango e da intere settimane 12 persone aspettano che si apra un varco nella barriera eretta da Skopje. Gli stessi migranti di Idomeni hanno assistito ad una scena terribile: durante una protesta un rifugiato si è dato fuoco ma fortunatamente è stato salvato dai compagni. Notizia confermata da una fonte della Macedonia centrale. Gli uomini del campo profughi greco sperano quotidianamente in un futuro migliore, lontano dalle guerre che hanno lasciato nelle terre dove vivevano.
Ora a Bruxelles si parla di almeno 34 morti e oltre 150 feriti. L'Isis ha rivendicato l'attentato, dopo che pochi giorni fa, sempre nella capitale belga era stato arrestato il super ricercato di Parigi, Salah Abdeslam. Diffusa la foto dei presunti attentatori, secondo l'intelligence irachena ci sarebbero altri 3 kamikaze pronti a farsi esplodere.

ERDOGAN MENZIONÒ POSSIBILI ATTENTATI POCHI GIORNI PRIMA DELL'ATTACCO A BRUXELLES

 Meno di una settimana prima degli attacchi terroristici a Bruxelles, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avvertiva di possibili attentati in città europee, tra cui Bruxelles.
“Non vi è alcun motivo per cui la bomba esplosa ad Ankara non possa esplodere a Bruxelles, o qualsiasi altra città europea”.
Aveva dichiarato Erdogan nella cerimonia di commemorazione del 101.mo anniversario della battaglia di Gallipoli, nella città costiera di Canakkale, il 18 marzo. Va notato che la dichiarazione di Erdogan seguiva l’attentato mortale del 13 marzo, quando un’autobomba esplose a una fermata degli autobus presso piazza Kizilay al centro di Ankara, provocando 37 morti e oltre 120 feriti. Il capo di Stato turco accusava i radicali curdi dell’attacco e rimproverava i capi europei del rifiuto di riconoscere certe organizzazioni curde come gruppi terroristici.
"I serpenti dormienti possono mordervi in qualsiasi momento",
aggiunse Erdogan.

Il 22 marzo, Bruxelles, capitale del Belgio e centro amministrativo di NATO e UE, veniva colpita da una serie di esplosioni, tra cui due esplosioni nell’aeroporto di Zaventem, causando 13 morti e oltre 35 feriti. Altre 15 persone furono uccise in un’esplosione presso la stazione della metropolitana di Maalbeek, nel centro di Bruxelles, secondo i media locali.


#PrayforBelgium, l'hashtag è virale in rete: la solidarietà dopo gli attentati di Bruxelles

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Di Gaetano Ferraro

Dopo gli efferati attentati che hanno colpito la città di Bruxelles, sul web iniziano le prime reazioni. Così su Twitter hanno avuto un’impennata gli hashtag #Bruxxelles e #PrayforBelgium. E così in tantissimi hanno twittato la propria vicinanza ai cittadini colpiti dagli attentati terroristici che stanno mettendo sotto assedio la capitale del Belgio.
Anche i politici hanno twittato sulla tragedia. Renzi: «Con il cuore e con la mente a Bruxelles, Europa»; Laura Boldrini: «Dolore e sgomento per attacco a #Bruxelles e al cuore dell’Europa. Oggi più che mai serve risposta unitaria. Il #terrorismo non ci piegherà”; Angelino Alfano: “Ho convocato per le 15 comitato nazionale ordine e #sicurezza pubblica. Attentati a #Bruxelles colpiscono il cuore della nostra Europa».
E poi si diffondono le immagini le prime immagini del terrore nella metro e in aeroporto. Immagini strazianti, che documentano il dolore e la paura di chi è riuscito a sfuggire alla morte.

BRUXELLES: DIFFUSE LE FOTO DI DUE SOSPETTI ATTENTATORI



Due giovani con baffi e folti capelli scuri che spingono entrambi un carrello per il trasporto bagagli, apparentemente tranquilli: appaiono così i presunti attentatori dell' aeroporto Zaventem di Bruxelles, ripresi della telecamere di soreglianza dello scalo pochi istanti prima delle due esplosioni, che hanno causato la morte di almeno 14 persone. Sono "due sospetti", secondo il sito de La Derniere Heure, che ha pubblicato le immagini in esclusiva, malgrado l'appello delle autorità belghe a non fornire informazioni sulle indagini in corso. Ipotesi di un terzo attentatore fuggito L'ipotesi degli inquirenti, rilanciata anche dalle autorità belghe, è che nell'aeroporto si sia fatto saltare in aria almeno un kamikaze. Nello scalo è stato ritrovato un fucile automatico Kalashnikov. Secondo indiscrezioni di stampa, citate da la Libre Belgique, oltre ai due sospetti, anche il terzo uomo nella foto con indosso un cappello sarebbe uno degli attentatori, in fuga e attualmente ricercato. La Libre fa notare anche che i due sospetti con il giubbotto scuro nella foto indossano un guanto ciascuno. Secondo il quotidiano i guanti gli avrebbero permesso di nascondere il detonatore delle bombe esplose all'aeroporto. Colpiti l'aeroporto e la metropolitana Gli attacchi terroristici che hanno colpito la capitale belga si sono verificati nell'area imbarchi per gli Usa dell'aeroporto di Bruxelles (14 morti e quasi cento feriti) e nella fermata della metropolitana di Maalbek, a pochi passi dalla sede della Commissione europea. Il sindaco, Yvan Mayeur, ha confermato il bilancio di 20 morti e oltre cento feriti nell'attentato nella metro a Maelbeek.  L'attacco all'aeroporto ha scatenato scene di panico fra i passeggeri, che subito sono stati evacuati dallo scalo, che è stato chiuso. Testimoni riferiscono di migliaia di persone che per ragioni di sicurezza sono state fatte evacuare sulla pista, dove si trovano tuttora per capire che cosa fare. Altri raccontano inoltre di aver sentito degli spari prima delle esplosioni e di aver udito delle grida in arabo. Secondo i media belgi, all'interno dello scalo è stata trovata anche una bomba inesplosa.      Tre giorni di lutto, ma scuole aperte  Il primo ministro belga dopo gli attacchi ha commentato: "È accaduto quello che temevamo. È un giorno nero per il Belgio". Mentre il ministro dell'Interno, Jan Jambon, ha proclamato tre giorni di lutto nazionale, secondo quanto riporta il sito del quotidiano belga Le Soir. Il governo della Federazione Vallonia-Bruxelles ha  però deciso che domani tutte le scuole resteranno aperte salvo "contrordine da parte del Consiglio di Sicurezza Nazionale o dell'Unità di Crisi".   ​La rivendicazione dell'Isis Lo Stato Islamico (Isis) ha rivendicato gli attentati di Bruxelles, secondo quanto riferisce l'Agenzia Amaq, legata al Califfato Nero e considerata organo media dell'organizzazione terroristica. La notizia della rivendicazione sta dilagando sui social media con decine di internauti che ritwittano l'annuncio dato dall'agenzia "semi-ufficiale" dell'Isis. La Farnesina conferma: 3 Italiani feriti lievemente Il Ministero degli Esteri italiano riferisce che ci sono tre italiani rimasti feriti lievemente negli attentati di questa mattina a Bruxelles, all'aeroporto di Zaventem e nella metro di Maelbeek. L'ambasciatore italiano a Bruxelles, Vincenzo Grassi ha dichiarato che "non risultano vittime italiane".   Renzi: "Reagire è un dovere" Intanto Renzi, dopo aver parlato con il Presidente della Repubblica di Francia, Francois Hollande, e con il presidente della Commissione UE, Jean Claude Juncker, ha tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi. Secondo il premier italiano "È arrivato il momento di dire con molta chiarezza e senza giri di parole che [...] la minaccia è globale ma che i killer sono anche locali. Il nemico dunque non è solo quello lontano da noi, il nemico si nasconde anche nel cuore delle città europee, nelle periferie delle nostre capitali. Vive protetto dentro certe zone urbane da un atteggiamento di omertà". Ora, avverte Renzi: "Reagire è un dovere" per le vittime ma anche per chi continua a vivere in un continente libero.  Le reazioni di Obama e di Papa Francesco Il presidente Usa Barack Obama, in visita a Cuba, ha commentato: "Possiamo sconfiggere il terrorismo, e lo sconfiggeremo. Dobbiamo stare uniti", ha aggiunto, promettendo che l'America farà di tutto per assicurare che i responsabili di questi atti paghino per ciò che hanno fatto". Papa Francesco ha espresso una dura condanna per i nuovi attentati di Bruxelles, parlando di "cieca violenza che infligge tante sofferenze". Lo ha fatto in un messaggio di cordoglio all'arcivescovo di Bruxelles, monsignor Jozef De Kesel, inviato tramite il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin. 

Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Attacchi-Bruxelles-diffuse-foto-di-due-sospetti-attentatori-due-forse-morti-Un-terzo-ricercato-ba639788-d3af-4272-9455-c95adacd3b7b.html

Attentati Bruxelles: allerta anche a Roma, Parigi, Londra…

bruxelles 12
Bruxelles, l’allerta si innalza anche a Roma e Parigi e in altre città europee, come Londra, per paura di attentati terroristici.
Roma: innalzate le misure di sicurezza a Roma dopo gli attentati di stamattina a Bruxelles. I controlli rafforzati già nei mesi scorsi dopo l’allerta terrorismo sono stati ulteriormente potenziati. E’ massima attenzione nella città, in particolare per la vigilanza degli obiettivi sensibili e dei luoghi affollati come metropolitane, stazioni ed aeroporti.
Il ministro dell’Interno Angelino Alfano ha convocato un comitato nazionale di sicurezza. Il ministero degli esteri ha chiesto agli italiani di non partire per Bruxelles. “Evitate spostamenti”, ha scritto la Farnesina su Twitter. C’è massima allerta anche all’aeroporto di Fiumicino. Il livello di sicurezza al Leonardo Da Vinci, già su standard elevati è stato innalzato ulteriormente. I controlli dei passeggeri ai varchi di sicurezza sono stati intensificati. Tutti i voli da e per Bruxelles sono stati cancellati.
Parigi. Evacuata la stazione ferroviaria per la presenza di un pacco sospetto, allarme poi rientrato. “Ho deciso di dispiegare 1.600 tra agenti e poliziotti in diversi punti del territorio” della Francia: lo ha detto il ministro francese dell’Interno, Bernard Cazeneuve, nel corso di una dichiarazione stampa a Parigi. Il presidente della Repubblica Hollande ha convocato l’unità di crisi all’Eliseo.
Traffico finora regolare su tutte le linee della metropolitana parigina e su tutti gli autobus della capitale francese, nonostante le misure di sicurezza che le autorità hanno annunciato su tutta la rete dei trasporti. La circolazione e l’affluenza dei passeggeri – secondo quanto constatato dall’Ansa – è tranquilla e non diversa dagli altri giorni.
La frontiera tra Francia e Belgio è “totalmente chiusa” in seguito alle esplosioni di Bruxelles: è quanto riferisce una fonte di Thalys, il consorzio ferroviario che gestisce i collegamenti ferroviari ad alta velocità tra Belgio, Olanda e Germania, interpellato da una giornalista di Libération. La chiusura del confine è stata decisa dalle autorità del Belgio e riguarda sia il traffico ferroviario sia il traffico stradale.
Londra. E’ stata rafforzata la sicurezza negli aeroporti di Londra dopo gli attacchi di Bruxelles. Ne dà notizia la Bbc online. Un portavoce dello scalo di Gatwick ha detto che l’incolumità dei passeggeri e del personale ha ”priorità assoluta”.
I treni Eurostar tra Londra e Bruxelles sono attualmente annullati, ha riferito Eurostar sul suo account Twitter. Lo riferisce l’ agenzia Belga. I treni Thalys non circolano tra la Francia e Bruxelles.

Attentati Bruxelles, sostenitori dell'Isis rivendicano: "Colpiti per i vostri attacchi"




Di Gabriele Bertocchi
È da poco arrivata la notizia delle bombe esplose all'aeroporto belga di Zaventem e sul profilo Twitter di un militante dell'Isis appare una di rivendicazione.
Chiara e senza mezzi termini. "È la causa del vostro governo" scrive l'utente che poco dopo verrà sospeso dal social network. In rete i sostenitori del Califfo Abu Bakr al Baghdadi dichirano che l'attacco è la risposta all'arresto di Salah Abdeslam, la presunta mente delle stragi di novembre a Parigi.
Abou Maouedh el Qayrawani twitta: "I leoni di Bruxelles vi dicono: o lasciate libero Salah questo è il negoziato dello Stato Islamico". Un altro utente scrive invece: "Bruxelles diventerà presto una delle province dello Stato islamico... dovete solo aspettare". Un altro ribatte e minaccia: "Le esplosioni di Bruxelles sono solo una piccola parte del caro conto che gli adoratori della croce (i cristiani) dovranno pagare".
Un altro iscritto a Twitter con l abandiera dell'Isis come foto del profilo pubblica uno scatto in cui mostra un bambino ricoperto di sangue e con gli abiti aperti. Un medico appoggia la mano sul petto del piccolo, come per praticare un massaggio cardiaco. Attorno a lui si vedono tubi e materiale ospedaliero. Il tutto accompagnato da un commento, in francese: "Questo è la causa del vostro governo, dei bombardamenti dei vostri aerei sui civili in Iraq e Siria". Il messaggio non proviene da una fonte ufficiale dell'Isis, ma suona come una vera e propria rivendicazione all'attacco a Bruxelles.
Inoltre è stato creato anche un hashtag in arabo, #Brusselsonfire. Nonostante non ci siano rivendicazioni per il duplice attacco all'aeroporto e alla metropolitana nella capitale belga, lo Stato Islamico festaggia sui social network. A riferirlo è la Bbc, che segnala come #Brusselsonfire, simile al #Parisonfire utilizzato dopo gli attacchi a Parigi del 13 novembre, sia utilizzato da militanti dell'isis.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/cronache/profilo-jihadista-rivendica-lattentato-1238012.html

Attentati Bruxelles, allerta in tutta Europa: bloccati voli e treni. Evacuata la stazione di Anversa

Attentati Bruxelles, allerta in tutta Europa: bloccati voli e treni. Evacuata la stazione di Anversa
Traffico ferroviario e aereo interrotto in Belgio, controlli e livello di allerta elevati negli spazi pubblici. L’Europa a poche ore dalle esplosioni di Bruxelles mette in campo misure di sicurezza d’emergenza. “Cerchiamo di mettere in sicurezza le zone più a rischio della città”, ha detto il premier Charles Michel in conferenza stampa, “la prima urgenza è il trattamento delle vittime trasportate nei differenti ospedali, la minaccia è al livello 4, abbiamo preso misure di sicurezza addizionali, restrizioni ai trasporti comuni, frontiere chiuse”.
Facebook ha attivato la funzione ‘Safety check’ in Belgio. La funzione riconosce se gli utenti di Facebook si trovano nell’area degli attacchi e permette loro di cliccare un pulsante che informa tutti i contatti di essere al sicuro. Questo strumento era già stato attivato in occasione degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015, ed era stata usata da circa cinque milioni di persone.
Aeroporti - Bloccati tutti i voli per Bruxelles. L’aeroporto di Francoforte è pronto a ricevere parte dei voli originariamente diretti a Bruxelles. A riferirlo è un portavoce della Fraport, la società di gestione dell’hub tedesco, dopo gli attentati nella capitale belga.
Traffico ferroviario – Eurostar ha cancellato le tratte dei treni da e per Bruxelles. Lo riferisce il servizio ferroviario ad alta velocità sul suo account Twitter. Interrotto anche il traffico ferroviario fraAquisgrana e Bruxelles, alla frontiera fra Germania e Belgio. I treni provenienti da Francoforte e Colonia e diretti in Belgio vengono fermati nella stazione di Aquisgrana. La stazione di Anversa è stata evacuata per misura precauzionale.
Palazzo Reale a Bruxelles - Pacco sospetto vicino al Palazzo Reale di Bruxelles, molto vicino alla zona delle esplosioni nella metro. La zona è stata circondata dalle forze dell’ordine per le verifiche del caso. Lo rende noto Le Soir.
Francia - “C’è un livello di allerta particolarmente elevato”. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno franceseBernard Cazeneuve in seguito agli attacchi di oggi a Bruxelles. “Questi atti – ha sottolineato Cazeneuve – mostrano la necessità di mettere in atto al più presto ciò che abbiamo chiesto alle autorità europee per coordinare risposte a situazioni simili”.
Londra – E’ stata rafforzata la presenza della polizia in Gran Bretagna dopo gli attacchi di Bruxelles. Lo ha detto Mark Rowley, il capo dell’anti-terrorismo di Scotland Yard. In particolare saranno presidiati con più agenti gli obiettivi sensibili a Londra, come metropolitana ed aeroporti. L’allerta anti-terrorismo resta al livello “grave”, dove si trova dall’agosto 2014, con un attentato “altamente probabile”.
Germania – La polizia federale tedesca ha annunciato di aver aumentato i controllo alle frontiere con Belgio, Francia, Olanda e Lussemburgo. Lo riporta lo Spiegel, spiegando anche che misure di sicurezza sono state aumentate anche negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.

Secondo giorno di massima allerta a Bruxelles

Secondo giorno di massima allerta a Bruxelles

http://www.askanews.it/top-10/secondo-giorno-di-massima-allerta-a-bruxelles_711668621.htm

Ancora massima allerta a Bruxelles per il secondo giorno consecutivo con le forze dell'ordine alla ricerca di diversi sospetti legati agli attentati di Parigi o a progetti simili sul territorio belga. Ci sono "diversi sospetti, questa è la ragione per la quale abbiamo messo in campo una tale concentrazione di mezzi", ha dichiarato ieri il ministro dell'Interno belga, Jan Jambon, per giustificare la decisione di chiudere la metropolitana della capitale, i negozi, i siti culturali e di annullare concerti e competizioni sportive. "Non ha senso cercare di nasconderla. C'è una minaccia reale ma noi facciamo tutto il possibile per farvi fronte", ha aggiunto. Questa mattina oltre alla metropolitana sono chiusi anche i mercatini di Natale. Una nuvoa valutazione della situazione verrà fatta nel pomeriggio e sarà seguita da un Consiglio di sicurezza nazionale. Si tratta di decidere se riaprire la metropolitana, negozi e soprattutto se domani tenere aperte le scuole. (con fonte Afp) Ihr MAZ

A Bruxelles allerta terrorismo al livello più alto: “Rischio di attentati simili a quelli di Parigi”. Trovati esplosivi e prodotti chimici a Molenbeek

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Le autorità belghe ritengono ormai imminente un attentato a Bruxelles. Per questo il livello di allerta è stato portato al massimo livello (4) nella capitale e lasciato a 3 nel resto del Paese. «Abbiamo hanno ricevuto informazioni sul rischio di attentati da parte di individui con armi ed esplosivi, forse in molteplici luoghi, simili a quelli di Parigi», annuncia in conferenza stampa il primo ministro belga Charles Michel. 
  
L’ARSENALE SEQUESTRATO  
La polizia belga ha trovato «un importante arsenale» in perquisizioni ieri sera a Molenbeek, tra cui prodotti chimici ed esplosivi, scrive il sito La Derniere Heure. Il Centro di Crisi del Ministero dell’Interno belga ha diramato un allarme con toni inequivocabili che lasciano presagire il peggio. Nel testo dell’allerta si mette in guardia la popolazione per «un’imminente e molto grave minaccia nella regione di Bruxelles che richiede l’assunzione di specifiche misure di sicurezza così come di raccomandazioni alla popolazione». 

LE REGOLE DA SEGUIRE  
Tra queste «Evitare posti con alte concentrazioni di persone nella regione di Bruxelles: concerti, stazioni ferroviarie e aeroporti, trasporti pubblici, le zone ad altra concentrazione commerciali (strade affollate di negozi, ndr)». Si chiede anche di «facilitare i controlli di sicurezza» e di «non contribuire a diffondere voci infondate ed attenersi e seguire solo le informazioni ufficiali dalle autorità locali e della polizia». Il comunicato si conclude sottolineando che «non saranno forniti ulteriori elementi perché sono in corso indagini. Ci sarà un aggiornamento dal governo». 

LA CITTA’ BLINDATA  
La misura adottata poco dopo mezzanotte ha già avuto le primissime conseguenze pratiche. Le 4 linee della metropolitana di Bruxelles resteranno chiuse «per ordine della polizia» almeno fino a lunedì. Conseguenze ci saranno anche per le partite di calcio (come è avvenuto sabato scorso per l’amichevole Belgio Spagna), per cui i match delle due serie maggiori saranno rinviati. Lo stesso per gli eventi sportivi di altro tipo. Chiusi cinema e sale concerti. Sarà anche ulteriormente rafforzata la presenta di truppe in città. Il borgomastro di Bruxelles, Yvan Mayeur, ha raccomandato la chiusura anche dei centri commerciali in quattro aree della capitale: il «pentagono» ovvero il centro storico, la “Chaussée d’Ixelles” e la piazza di “Porte de Nemur” ed il quartiere Louise.  

Bruxelles, caccia a due uomini. "Pericolosi: hanno una bomba"



Di Chiara Sarra

In una Bruxelles blindata è scattata la caccia ai jihadisti. Gli inquirenti sarebbero infatti sulle tracce di due uomini che trasporterebbero una bomba simile a quelle azionate dai kamikaze di Parigi.
Uno dei due potrebbe addirittura essere Salah Abdeslam, il ricercato numero uno e l'unico dei terroristi di Parigi ancora in vita. L'uomo del resto, sarebbe proprio nell'area di Bruxelles, come hanno raccontato alcuni suoi amici alla polizia. Il jihadista infatti, li avrebbe contattati tramite Skype chiedendo aiuto per tornare in Siria e confessando di sentirsi accerchiato sia dalla polizia di tutto il mondo che dai jihadisti dell'Isis "che lo stanno sorvegliando". Salah avrebbe anche detto di essere "dispiaciuto" per non essere riuscito a farsi saltare in aria dopo gli attacchi di Parigi.

FONTE:http://www.ilgiornale.it/news/bruxelles-caccia-due-uomini-pericolosi-hanno-bomba-1197115.html

Molenbeek, il quartiere di Bruxelles dove l'unica legge è la Sharia



Di Giulia Aubry

Sette arresti collegati ai "fatti" di Parigi e un'operazione di polizia ancora in corso. Almeno uno degli attentatori del 13 novembre avrebbe trascorso gli ultimi mesi a Bruxelles. Sia la Seat che la Polo, identificate come due delle auto utilizzate dai terroristi dell'attacco multiplo alla capitale francese, avrebbero targhe del Belgio.

E già a gennaio, subito dopo la strage di Charlie Hebdo e del supermercato kosher nella capitale francese, la polizia belga aveva scoperto basi logistiche che avevano offerto supporto ai fratelli Kouachi e a Koulibaly. Quest'ultimo avrebbe ripetutamente visitato e si sarebbe rifornito di armi e munizioni proprio nel paese al confine con il nord della Francia.

Il Belgio appare sempre di più come la capitale europea della Jihad. Un primato non certo invidiabile, ma che non dovrebbe sorprendere. Nel 2014, infatti, un report del Centro Internazionale per lo Studio della Radicalizzazione e della Violenza Politica ha mostrato come il Belgio abbia fornito almeno 40 foreign fighters per ogni milione di abitanti nel paese alla milizia sunnita impegnata con Isis o Al Qaeda in Siria e in Iraq. Un rapporto di gran lunga superiore a quello di qualsiasi altra nazione europea. Si pensi che la Francia ne fornisce 18, la Gran Bretagna 9,5, la Germania 7,5, l'Italia "appena" 1,5. E nel 2015 la situazione è addirittura peggiorata.

A Bruxelles, dove il 20% della popolazione è di religione musulmana, esiste un intero quartiere - Molenbeek - "sottoposto alla Sharia". Qui nessuno, anche se non islamico, può bere o mangiare in pubblico durante il Ramadan, le donne sono "invitate" a indossare il velo e a non portare i tacchi, bere alcool e ascoltare musica sono attività non gradite. A tutti gli angoli della strada un cartello giallo con scritta nera avverte che ci si trova in una "Sharia controlled zone", sottointendendo che in quelle strade la polizia ha un potere limitato. E più di una volta i giovani che vivono in questa zona hanno accolto con un lancio serrato di pietre le autovetture in servizio. Qualcuno sostiene che i foreigni fighters del belgio e i logisti (forse anche le menti) di molti attentati in Europa siano proprio cresciuti qui.

Qualcuno già ha ribattezzato l'intero paese - alle prese con una difficile situazione politica interna a causa degli storici contrasti tra la comunità fiamminga e quella vallone - Belgistan. E gli evidenti legami con il Belgio tra gli attentatori che hanno colpito in tutta Europa, non ultimo nel 2014 al museo ebraico di Bruxelles, non fanno che confermarlo.

FONTE:http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/bruxelles_quartiere_sharia/notizie/1681839.shtml

FOTO:http://www.news.com.au

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