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Immigrazione, 262 Ong scrivono alla Merkel: 'Siamo sconvolti dall'attuale politica europea'

Di Salvatore Santoru

Recentemente 262 Ong hanno scritto una lettera indirizzata alla cancelliera tedesca Angela Merkel. In tale lettera aperta, resa nota dallo Spiegel, si critica l'attuale politica europea relativa al controllo dei flussi migratori.

Andando maggiormente nello specifico e stando a quanto riportato su Agenzia Nova, nella lettera delle organizzazioni non umanitarie si sostiene che l'attuale politica europea minaccia la vita degli individui e mette a repentaglio anche 'la nostra dignità e umanità'.
Inoltre, le Ong hanno chiesto alla Merkel di impegnarsi per un'accoglienza più decente per i profughi.

Claas Relotius, non solo gli articoli falsi. Der Spiegel denuncia ex cronista: “Si appropriò di donazioni per bimbi siriani”


Dopo l’ammissione – con successivo licenziamento dal Der Spiegel – di aver inventato notizie e protagonisti in oltre 10 articoli, un altro caso vede coinvolto il reporter Claas Relotius, premiato nel 2014 dalla Cnn come “giornalista dell’anno”. Il settimanale tedesco ha infatti denunciato il giornalista per essersi appropriato indebitamente di donazioni destinate agli orfani siriani, protagonisti di uno dei suoi pezzi finito sotto accusa nei giorni scorsi. Lo scandalo è nato da alcune segnalazioni dei lettori.
Secondo quanto comunica il settimanale, Relotius ha lanciato una campagna per chiedere ai lettori di donare soldi per aiutare i bambini siriani, fornendo però le sue coordinate bancarie personali. “Der Spiegel – ha comunicato il magazine sul proprio sito – darà tutte le informazioni che ha raccolto alla procura“. L’ex giornalista di punta aveva raccontato in diversi altri articoli dei suoi sforzi per aiutare questi bambini per farli emigrare in Germania affinché fossero adottati, ma anche questa secondo il settimanale sarebbe una menzogna.


Il giornale precisa di non essere stato al corrente della campagna di raccolta fondi e di non sapere al momento quanti soldi sono stati versati. Nel suo ultimo numero pubblicato sabato 22 dicembre, il magazine sottolinea che la falsificazione costituisce “il peggio di ciò che può succedere a una redazione”. Der Spiegel ha presentato le sue scuse e ha promesso di “fare di tutto per riguadagnare credibilità”.

Der Spiegel e la rivelazione che uno dei suoi giornalisti di punta ha inventato articoli falsi per anni


 Di Kate Connolly

La rivista tedesca Der Spiegel è precipitata nel caos dopo aver rivelato che uno dei suoi migliori giornalisti ha falsificato storie per anni.

Il mondo dei media è sconvolto dalle rivelazioni su Claas Relotius, giornalista già vincitore di prestigiosi premi, che secondo il settimanale “ha inventato storie e protagonisti” in almeno 14 dei suoi 60 articoli apparsi sulle edizioni cartacee e online, avvertendo che anche altri giornali potrebbero essere coinvolti.

Relotius, 33 anni, ha rassegnato le dimissioni dopo avere ammesso la frode. Scriveva per Der Spiegel da sette anni e aveva vinto numerosi premi per il suo giornalismo investigativo, tra cui il premio della CNN come Giornalista dell’Anno nel 2014.

All’inizio di questo mese aveva vinto anche il premio tedesco Reporterpreis (Reporter dell’anno) per la sua storia su un bambino siriano. I giudici lo avevano elogiato per la “leggerezza, la poesia e la rilevanza”. Da allora è però emerso che tutte le fonti del suo reportage erano quantomeno nebulose, e che molto di ciò che ha scritto era inventato.

La falsificazione è venuta alla luce dopo che un collega di Relotius che ha lavorato con lui a un articolo sulla frontiera tra Messico e Stati Uniti ha iniziato a sollevare sospetti su alcuni dei dettagli da lui riportati, sospetti che covava da tempo.

Il collega, di nome Juan Moreno, alla fine ha rintracciato due delle presunte fonti che venivano citate ampiamente nell’articolo di Relotius, articolo che era stato pubblicato in novembre. Entrambe le presunte fonti hanno dichiarato di non avere mai incontrato Relotius, il quale avrebbe mentito anche, secondo successive indagini, sull’esistenza di una scritta pitturata a mano che avrebbe detto ”Messicani state alla larga”.

Altre storie fraudolente includono quella su un presunto prigioniero yemenita a Guantanamo, e una sulla star americana del football Colin Kaepernick.

In un lungo articolo lo Spiegel, che vende circa 725.000 copie alla settimana e ha più di 6,5 milioni di lettori online, si è detto “scioccato” dalla scoperta, e ha chiesto scusa ai propri lettori e a chiunque possa essere stato soggetto di ”citazioni fraudolente, invenzioni di dettagli personali o scene inventate in posti fittizi”.

La rivista, che ha sede ad Amburgo, è stata fondata nel 1947 ed è rinomata per i suoi approfonditi pezzi investigativi, ha detto che Relotius ha commesso una frode giornalistica “su ampia scala”. Ha descritto l’episodio come “il punto più basso nella storia lunga 70 anni dello Spiegel”. È stata istituita una commissione interna per riesaminare l’intero lavoro di Relotius per il settimanale.

Il giornalista ha scritto articoli anche per una serie di altri noti giornali tedeschi, tra cui il Taz, Die Welt, e la Frankfurter Allgemeine (edizione domenicale). Die Welt questo mercoledì ha twittato: “[Relotius] ha abusato del proprio talento”.

Relotius ha dichiarato allo Spiegel di rammaricarsi per le proprie azioni e di provare profonda vergogna, secondo quanto riportato dal settimanale. ”Sto male e ho bisogno di aiuto” avrebbe detto.

Moreno, che ha lavorato per il giornale dal 2007, ha rischiato il suo stesso posto di lavoro per aver affrontato Relotius e altri colleghi con i suoi sospetti. Molti colleghi non volevano credergli. ”Per tre o quattro settimane Moreno ha passato l’inferno, perché all’inizio i suoi colleghi e i suoi superiori non volevano credere alle sue accuse”, ha scritto Der Spiegel nelle sue scuse ai lettori. Per molte settimane, ha precisato il settimanale, Relotius è stato perfino considerato una vittima delle trame di Moreno.

”Relotius respingeva abilmente tutti gli attacchi, tutte le prove, per quanto approfondite, di Moreno, fino a un punto in cui questo non ha più funzionato, fino a che non ha più potuto dormire ed era perseguitato dalla paura di essere scoperto”, ha scritto Der Spiegel.

Relotius, ha aggiunto, alla fine si è arreso la scorsa settimana, dopo essere stato affrontato da un caporedattore del giornale.

Nella sua confessione al suo superiore ha detto: ”Non era perché volevo trovare il grande scoop. Era per la paura di fallire. Il mio senso di essere costretto a non potermi mai permettere di fallire diventava sempre più grande quanto più grande diventava il mio successo”.

La rivista, uno dei giornali più importanti in Germania, sta ora cercando di salvare la propria reputazione, ma si teme che, già alle prese con i tanti problemi dell’industria dell’informazione tedesca, farà molta fatica a recuperare.


TRADUZIONE DI VOCI DALL'ESTERO

Der Spiegel e la copertina contro l’Italia. Spaghetto a forma di cappio: “Ciao amore”


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Blitz Quotidiano

Uno spaghetto a forma di cappio con la scritta “ciao amore”: Il Der Spiegel torna ad attaccare il nuovo governo italiano.
Dopo l’articolo “Italia scroccona”, il settimanale tedesco titola “l’Italia si distrugge da sola e si trascina dietro l’Ue”. Giovedì l’Economist aveva invece usato l’immagine di un gelato-bomba tricolore con le micce già accese e il titolo “Maneggiare con cura” per la sua prima pagina. “Come – scriveva solo una settimana fa il settimanale tedesco – si dovrebbe definire il comportamento di una nazione che prima chiede qualcosa per lasciarsi finanziare il suo proverbiale “dolce far niente”, e poi minaccia coloro che dovrebbero pagare se questi insistono sul regolamento dei debiti? Chiedere l’elemosina sarebbe un concetto sbagliato. I mendicanti almeno dicono grazie, quando gli si dà qualcosa. Scrocconi aggressivi si avvicina di più”.

GERMANIA,VICE MERKEL CONTRO LA CANCELLIERA: 'L'UE E' DIVISA E SPACCATA'

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Di Salvatore Santoru

Il vice cancelliere socialista Sigmar Gabriel ha criticato la Merkel in un'intervista a Der Spiegel.
Gabriel ha sostenuto che l'insistenza della Merkel "ha diviso l'Europa come non mai e una spaccatura della Ue non è più impensabile". 
Come riportato dall'ANSA(1) Gabriel ha anche dichiarato che  "Una volta ho chiesto a Merkel cosa è peggio per la Germania: concedere a Parigi mezzo punto percentuale in più di deficit o avere Le Pen all'Eliseo? Ancora mi deve una risposta".

NOTE:

(1)http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2017/01/07/germania-gabriel-spd-attacca-merkel_ce60e842-5045-42ad-8064-b465b8b3e4cb.html

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