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Il sindacalista Aboubakar Soumahoro ospite da Fazio: 'Braccianti schiavi e sfruttati per 2 euro l’ora'

Di Salvatore Santoru
Recentemente il sindacalista italo-ivoriano Aboubakar Soumahoro è stato ospite del programma Che Tempo Che Fa, condotto dal presentatore Fabio Fazio. Durante la puntata del programma di Rai1 e come riporta Aska News, lo stesso sindacalista ha raccontato la giornata dei braccianti sfruttati in Italia per pochi euro all'ora.Di Salvatore Santoru
Più specificatamente, Soumahoro ha sostenuto che tali braccianti svolgono almeno 14 ore di lavoro al giorno e ricevono a volte 20 euro e altre volte invece chili di pasta o litri di olio. 

"Parigi Capitale d'Italia". ​Bufera sull'intervista di Fazio a Macron


Di Bartolo Dall'Orto
Fabio Fazio intervista Emmanuel Macron ed è (ancora) polemica. Che il lungo faccia a faccia tra il conduttore e il presidente francese sarebbe finito al centro del dibattito politico italiano lo si era capito dal giorno dell'annuncio.
Ma ora a finire nel mirino sono le domande scelte dalla redazione per l'inquilino dell'Eliseo.
Alla fine è stata un'intervista in cui Macron ha cercato di ricucire il rapporto con l'Italia e in cui si è proposto come maestrino in uno scontato spot pro-Europa. "Ci sono stati malintesi tra Italia e Francia ma bisogna andare oltre", ha detto il presidente francese. "I malintesi e le peripezie più recenti non sono gravi, bisogna andare oltre: ci sono state affermazioni un po' eccessive. Quello che dobbiamo ai nostri popoli è andare oltre". Poi il leader di EnMarche!ha parlato di Europa, dell'accordo di Aquisgrana, della pressione cinese e ha infine provato a mettere in guardia dal ritorno del nazionalismo.
Mentre la politica digerisce l'intervista macroniana, sulle domande di Fazio si scatena un polverone di polemiche. A sollevarle è Giorgia Meloni, già critica su Che tempo che fa."Secondo voi avrà il coraggio di chiedergli conto del neocolonialismo francese in Africa condannato dal Parlamento italiano con la recente mozione di Fratelli d'Italia?", si domandava la leader di FdI prima del lancio dell'intervista. La tanto attesa domanda non c'è stata, anzi. Ne sono mancate anche altre, in particolare quelle sui temi caldi che hanno contrapposto Parigi a Roma. Un esempio? Nessuna richiesta di chiarimento sulle incursioni della Gendarmerie francese al confine italiano tra Claviere e Bardonecchia, oppure sui respingimenti o sulla condanna della Cedu per il trattamento dei minori richiedenti asilo.
A far scattare sulla sedia la Meloni, però, è stato un altro passaggio, quello in cui il conduttore ha ricordato come "si dice che Parigi sia la capitale d'Italia anche per quanti sono gli italiani che abitano qui e anche viceversa". L'agffermazione non è piaciuta aFratelli d'Italia. "Servo tra i servi, Fazio intervista Macron e dichiara: "Dato che è pagato con milioni di italianissimi euro per dire che l'Italia è una colonia francese", attacca Meloni, "sarebbe bene fosse spedito a farsi stipendiare dai suoi amici d'oltralpe".

Di Battista: “Tagliare gli stipendi dei parlamentari. E quelli di Fazio e Vespa. Risparmi per 69 milioni all’anno”



Un taglio orizzontale da 3500 euro al mese per i parlamentari e per i consiglieri regionali che – secondo i suoi calcoli – farebbe risparmiare 69 milioni l’anno. Ma anche uno per gli stipendi in Rai di Fabio Fazio e Bruno Vespa. E poi una sforbiciata anche al numero di senatori e deputati: 300 seggi in meno a Palazzo Madama e a Montecitorio. Una riforma che, però, dovrà ovviamente passare da una legge costituzionale. È una sorta di lista della spesa al contrario quella stilata da Alessandro Di Battista.
L’ex deputato del Movimento 5 stelle ha pubblicato sul suo profilo facebook un elenco con sette punti e altrettanti interventi di spending review, che dovrebbero essere seguiti dal governo. “È giunto il tempo di una sforbiciata senza precedenti dei costi della politica e non solo. Qua i sacrifici li fanno tutti tranne i politici o i conduttori Rai pagati con denaro pubblico che sono giornalisti, ma non hanno contratti da giornalisti”, scrive il leader del M5s.

Quindi elenca i punti della sua lista del taglio della spesa. Al primo posto c’è il “taglio di 3.500 euro al mese sullo stipendio dei deputati”. Una misura che secondo Di Battista porterebbe un ” un risparmio di circa 22 milioni di euro all’anno”. Stessa sforbiciata da 3.500 euro al mese, l’ex deputato la vorrebbe anche sullo stipendio dei senatori, in modo da realizzare un” risparmio circa 11 milioni all’anno”. Non sarebbero esentati da una busta paga più bassa anche i politici locali: al terzo punto, infatti, Di Battista inserisce il “taglio di 3.500 euro al mese sullo stipendio di tutti i consiglieri regionali”. Una riduzione, quest’ultima, che secondo lui farebbe risparmiare “circa 36 milioni di euro all’anno“.
Ma non solo. Perché la cura dimagrante che l’ex deputato vorrebbe imporre alla classe politica passa anche dal punto numero quattro, dove propone “l’abolizione totale di tutte le doppie indennità, sia alla Camera che al Senato che nei Consigli regionali“. Al quinto punto, invece, una riforma costituzionale, il “taglio di oltre 300 parlamentari”. Di Battista non specifica quanti sarebbero i seggi in meno al Senato e quanti alla Camera, ma per intervenire sul numero dei parlamentari è necessario cambiare la costituzione.

La spending review dell’esponente dei Cinquestelle non si ferma solo a Palazzo Madama e Montecitorio ma sarebbe estese anche a viale Mazzini. Di Battista, infatti, vorrebbe un “adeguamento dei contratti di Fazio e Vespa. Sono giornalisti e guadagnino come loro”, scrive, indicando poi tra parentesi “massimo 240.000 euro lordi all’anno“, cioè il tetto di retribuzione previsto per i dipendenti pubblici. Proprio nei giorni scorsi, tra l’altro, lo stesso Di Battista era stato ospite a Che tempo che fa, condotto da Fazio, e a Porta a Porta di Vespa.
Non certo per tutti i giornalisti. È la politica, però, l’obiettivo di Di Battista. Nel suo post, infatti, l’ex deputato non risparmia anche il trattanebti du fine rapporto riservato ai parlamentari alla fine della loro esperienza alla Camera o al Senato. E al punto numero 7 scrive: “Abolizione dell’assegno di fine mandato – Tfr- per tutti i parlamentari(io, per una sola legislatura ho preso 43.000 euro, ovviamente restituiti, pensate le centinaia di milioni di euro che finiscono nel Tfr dei parlamentari”. Quindi, a riprova, del fatto che le sue sono proposte per l’esecutivo della Lega e del M5s, Di Battista scrive: “Questo Governo ha la possibilità di farlo. Coraggio”. La proposta da Di Battista è stata rilanciata da Luigi Di Maio, durante un comizio elettorale in Abruzzo: “Sta subendo critiche perché ha detto che Fabio Fazio e Bruno Vespa devono ridursi gli stipendi. Non è una crociata contro Fazio e Vespa, ma un tema di giustizia sociale, perché se guadagni 3 milioni all’anno, te lo devi un pò tagliare quello stipendio, perché non è più tempo di mega-stipendi in Rai. Poi deciderà l’amministratore delegato, ovviamente, ma noi abbiamo tutto il diritto di dire queste cose”.

Mimmo Lucano da Fazio: “Anche i nazisti rispettavano le leggi, ma è stato dramma per l’umanità”


Di Susanna Picone

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi Mimmo Lucano, il sindaco sospeso di Riace “esiliato” per decisione del tribunale del Riesame dopo la revoca degli arresti domiciliari, è stato ospite domenica sera della trasmissione di Fabio Fazio “Che tempo che fa” su RaiUno. Prima di farlo entrare in studio Fazio ha risposto alle polemiche di questi giorni: “La trasmissione ha il compito di raccontare il nostro Paese e penso che sia doveroso ospitare tutti. La televisione, in particolare quella pubblica non può escludere, deve includere, poi ognuno si farà la sua opinione. Abbiamo più volte invitato i rappresentanti del governo, qualora decidessero di venire saranno i benvenuti”. Poi è entrato Lucano che, pur senza entrare nel merito dell’indagine giudiziaria in corso, ha parlato in diretta di quanto gli è accaduto e più in generale del tema dell'immigrazione e del cosiddetto “modello Riace”, di fatto cancellato dopo il suo arresto.
Come è nato il modello Riace – Mimmo Lucano ha risposto alle domande di Fazio partendo dalla notte successiva al provvedimento del divieto di risiedere a Riace: una notte che il sindaco ha detto di aver trascorso in auto. Lucano ha intenzione di restare nella sua Riace, fiducioso che questo allontanamento duri il più breve tempo possibile. Il sindaco ha parlato della sua città, dello sbarco del 1998, quando un vascello con 250 profughi arrivò sulla spiaggia e di come è nata l'idea che con l'arrivo di queste persone si potesse ricominciare a costruire una comunità a Riace. “Avevamo tantissime case abbandonate, non avevamo bisogno di centri d'accoglienza. E così – ha raccontato Lucano – abbiamo sperimentato l'accoglienza spontanea, nessuno può rimanere indifferente quando qualcuno ti chiede di essere aiutato”. E alla domanda su “cos’è il cosiddetto modello Riace”, il sindaco ha parlato di “un'idea diventata una strategia che è quella di aiutare questi migranti”.

Mimmo Lucano: "Mi sono ispirato a Peppino Impastato" – “Io rispetto la legge – così ancora nel corso dell’intervista – e anche il matrimonio di cui mi accusano è stato regolare, tra due persone che si conoscevano, io mi sono limitato a seguire la norma. Ma quando si vede qualcuno che muore è impossibile rimanere indifferenti, non si può stare fermi perché ‘lo dice la legge'. Anche le leggi naziste erano la legalità ma è stato un dramma per l'umanità”, ha ribadito Lucano. E ancora, il sindaco di Riace ha spiegato che ora si rischia di perdere la scuola, l'asilo multietnico, l'artigianato che attirava anche il turismo locale e ha sottolineato di aver rispettato e giurato sulla costituzione italiana. Ha inoltre parlato di un “fiume di solidarietà” che come lui condivide un'idea diversa di umanità. "Cosa succederà adesso? Possiamo tornare alle origini, com'è stato nei primi quattro anni, come volontari e facendo affidamento sulla rete internazionale di solidarietà che vede Riace come una speranza per una diversa umanità", così il sindaco che ha poi concluso:“Il nostro sforzo è costruire una diversa civiltà in cui prevale l'umanità, non avere pregiudizi. Mi sono ispirato a Peppino Impastato che proponeva un'ideale di società”.

FONTE: https://www.fanpage.it/riace-mimmo-lucano-da-fazio-anche-i-nazisti-avevano-leggi-ma-e-stato-dramma-per-lumanita/

Che tempo che Fa, Fabio Fazio invita Mimmo Lucano. Protesta della Lega, la RAI: 'Chiediamo che Fazio non lo chiami in trasmissione'


 Di Salvatore Santoru
 Recentemente Mimmo Lucano è stato stato invitato da Fabio Fazio al noto programma televisivo 'Che tempo che fa'. Ciò ha causato una forte polemica da parte della Lega Nord, che chiede che il sindaco di Riace non venga invitato.
Come riporta Blitz Quotidiano(1), anche la Rai è intervenuta sulla vicenda e ha dato il via libera per la partecipazione di Lucano. Tuttavia, dalla stessa Rai hanno affermato che Fazio non dovrebbe chiamare Lucano in trasmissione.
NOTA:

Fabio Fazio chiede lo sbarco dei migranti dalla Diciotti. E Salvini twitta: "Mancava solo lui all'appello..."

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"Tanto tempo fa qualcuno ha scritto che 'esistono le leggi non scritte e immutabili degli dei' a cui bisogna obbedire innanzitutto. Bisogna consentire di sbarcare a tutte le persone a bordo della Diciotti". Lo scrive sul suo profilo di twitter Fabio Fazio. A stretto giro arriva la replica di Matteo Salvini: "Guarda chi si rivede! Mancava solo lui all'appello".

Che tempo che fa, Shalpy a Fabio Fazio: "Mi puoi spiegare perché mi hai invitato solo adesso?"

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Di Salvatore Santoru

Polemica tra il cantante Shalpy(1) e il presentatore televisivo Fabio Fazio
Come riporta 'Libero'(2), il musicista con un tweet ha accusato Fazio di non averlo invitato invitato in passato per parlare di diritti civili. 

Secondo il cantante il presentatore televisivo lo ha invitato soltanto ora, in quanto sta promuovendo il suo ultimo album
Ha sostenuto lo stesso Shalpy: "Quando avevo cose importanti da dire sui diritti civili un programma che poteva ospitarmi in prima serata non lo ha fatto. Ora sono in promozione con un successo ‘sofferto’, mi vuole attorno ad un tavolo con altri ospiti a parlare di cose che magari neppure mi interessano".

NOTA:

(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Shalpy

(2) http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/13331713/fabio-fazio-che-tempo-che-fa-shalpy-polemica-perche-mi-inviti-soltanto-adesso-rai-1.html

Berlusconi da Fazio a Che tempo che fa: “Non fossi candidabile ho pensato al generale dell’Arma Gallitelli”

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/27/berlusconi-da-fazio-a-che-tempo-che-fa-non-fossi-candidabile-ho-pensato-al-generale-dellarma-gallitelli/4003649/

Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo. Esattamente come nel ’94 anche se stavolta il “pericolo” che vuole scongiurare non è quello comunista ma dei 5 stelle che “non hanno né arte né parte” e si fanno guidare da “un vecchio comico e da un esperto di comunicazione”. E’ un pieno ritorno in campo quello del leader azzurro che, ospite da Fabio Fazio (leggi), si definisce un candidato “del presente” pensa ancora a sé stesso come possibile candidato premier ma, se la sentenza di Strasburgo non arrivasse o fosse negativa, lancia un nome inedito come frontman per Palazzo Chigi del centrodestra unito: “il generale Leonardo Gallitelli, uno dei migliori vertici del Corpo dei Carabinieri”

Giovanni Minoli contro Fabio Fazio: "Rai? Dichiarazioni da intoccabile, se ne vada senza fare tragedie"

Giovanni Minoli

http://www.liberoquotidiano.it/news/sfoglio/12377733/giovanni-minoli-fabio-fazio-rai-dichiarazioni-da-intoccabile.html

Fabio Fazio ha attaccato - ancora - in modo violento la Rai, affermando di non aver mai visto Viale Mazzini sotto un simile controllo politico. E ancora, ha affermato di essere una "risorsa e non un costo" per l'azienda, con un chiaro riferimento alle norme sul tetto di 140mila euro ai compensi che potrebbe andare a toccarlo. Dichiarazioni che hanno fatto scattare la proverbiale mosca al naso a Giovanni Minoli, il quale ha detto ciò che pensa in un'intervista a La Stampa. Parole nettissime: "Mi sembra tutto eccessivo, sono dichiarazioni da intoccabile, non più tollerabili. Quando le cose vanno bene è un conto, bisogna poi accettare anche i cambiamenti sgraditi, capire che il mondo, non solo televisivo, oggi è diverso. Da parte mia gli auguro ogni bene dove vorrà andare. Ma senza ulteriori tragedie". Parole che pesano come pietre, quelle di Minoli, che nel suo passato nha una lunga militanza Rai. Fabio Fazio? Inaccettabile e intollerabile...

Fazio: “Basta insulti quando porto i figli a scuola per i miei guadagni, altrimenti lascio la Rai”



«Il teatrino in questi mesi è diventato su quanto guadagniamo, se questo è il problema tolgo il disturbo». Lo ha detto Fabio Fazio al festival della Tv di Dogliani. «Non è un aut aut - ha detto ancora- è un’esigenza di chiarezza. In questi mesi ho supportato qualunque cosa. Per rimanere bisogna sentirsi utilizzare, se c’è il senso di essere un peso o un problema, per carità tolgo il disturbo». E sulla possibilità di cambiare , Fazio ha osservato: «altrove non cambia il mio modo di fare televisione. Ci sono tanti tasti sul telecomando ci si ritrova». Fazio che non ha mancato di scherzare sulle campane che suonavano durante l’intervista con Aldo Grasso, («sono preoccupato di questo suono»), ha aggiunto: «Non bisogna mai vivere di rimpianti, penso che ci possano sempre essere opportunità. Da qualche parte ci saranno idee, farò il mio mestiere. Ci vedremo comunque - ha concluso - non c’è nessun problema». Al termine è durato quasi mezz’ora il colloquio tra Fazio e il direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, che si è concluso con un abbraccio tra i due. «Per tutto quello che sta facendo - ha detto Fazio nei confronti del dg - lui è veramente eroico. Il problema non riguarda me ma ci vuole onestà intellettuale. La Rai è una cosa seria, se il tema è lavorare e fare le cose, bene, altrimenti è autodistruzione. La politica dovrebbe proteggere questa azienda». A chi gli chiedeva di cosa avessero parlato nel colloquio, Fazio ha risposto «queste sono cose nostre».  

“Si dica che chi sta in Rai è un valore e non un costo”  
«Essere considerati un costo non è ammissibile -detto Fazio rispondendo a Grasso che gli chiedeva se il prossimo anno sarà ancora in Rai-. Per rimanere c’è un’obbligatoria necessità: che si dica che chi sta in Rai è un valore e non un costo. In una squadra di calcio i calciatori sono un valore. Perché non ci mettono a bilancio? Non quanto costo, ma quanto porto all’azienda». «Scusate l’immodestia - ha proseguito Fazio - ma devo essere sincero. Dopo tanti di anni di carriera è più difficile trovare un modo di rimanere che di andare via. Mi sono chiesto cosa dovrò fare. Quello che non dovrò fare più è portare i miei figli a scuola e sperare che non ci sia qualcuno che mi insulti, che mi dica che prendo troppi soldi. Altrimenti si va a lavorare altrove. Non è più sopportabile essere considerato un problema». 

Rai, Fazio: “Ingerenza politica sulla tv pubblica mai così forte. Con questi paletti non c’è azienda che possa reggere”

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Nonostante la deroga al tetto agli stipendi concessa dal governo agli artisti che lavorano in RaiFabio Fazio torna alla carica. Intervistato da Aldo Grasso al Festival della tv di Dogliani, il conduttore di Che tempo che fa ha – forse vicino all’addio – ha infatti ripetuto, con parole ancora più dure, quel che aveva detto a fine marzo in un’intervista a Repubblica“Mai l’ingerenza politica è stata così forte sulla tv pubblica. Parlo di gestione dell’azienda, tetto pubblicità, compensi. Non c’è azienda al mondo che possa reggere sul mercato con qualcuno che da fuori detta regole e mette paletti“.
“Si sta chiedendo alla Rai qualcosa di impossibile, non vorrei essere nei dirigenti di questa azienda. Io che sono tra pochi ad avere il lusso di poter scegliere di andare a lavorare altrove, ho il dovere di dire la verità“. “Sono in Rai da 33 anni”, è stata la premessa. “La Rai coincide con la mia vita, conosco tutti quelli che ci lavorano. In quell’intervista di poche settimane fa a Repubblica ho detto le cosa che sentivo di dire perché penso che mai come in questa situazione ci sia la necessità di avere un pensiero forte sulla tv generalista e pubblica per capire se ha un senso o se debba essere ripensata”. E ancora: “Se il problema è quanto guadagniamo, si toglie il disturbo immediatamente. Non si può essere un disturbo”.
“Ci sono Paesi – ha aggiunto – che hanno dismesso o venduto le reti. Non è detto che l’assetto attuale sia quello giusto. Si può discutere, ma per farlo bisogna essere in buona fede. Un’ingerenza politica così grande sulla gestione dell’azienda non è né ammissibile né accettabile”.
Il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, ha commentato dicendo: “Sono arrivato in Rai dopo 22 anni nel privato e non ho esperienza di queste cose. Ho visto modelli tipo fondazioni e trust. Ho avuto il mandato per fare qualcosa di lungo periodo. Soffro quotidianamente per farlo ma continuo a farlo”. Poi ha spiegato che il cda Rai “dovrà approvare la policy per il perimetro dei compensi agli artisti entro il 2 giugno, poi chiuderemo i palinsesti”.
Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai, ha definito l’uscita “uno scivolone, una caduta di stile, un autogol“. “Con che faccia si possono sostenere quelle cose?”, ha continuato. “E l’editto bulgaro? La stagione delle telefonate in diretta da Santoro? L’epurazione di Biagi? Tutto dimenticato perché viene toccato il suo mega stipendio?”.

Fazio fa lo spot della Tim. Ora rischia radiazione dall'Albo dei Pubblicisti

Fabio Fazio rischia di essere radiato dall’Albo dei Pubblicisti per lo spot della Tim. Fare pubblicità è incompatibile col mestiere di giornalista…
Fabio Fazio rischia la radiazione dell’Ordine dei Giornalisti. Tutto per colpa di una pubblicità, quella delle Tim–Telecom, ritenute incompatibile con il mestiere di giornalista.
ui fa il conduttore come professione principale, però risulta iscritto all’Albo dei Pubblicisti.
La Carta dei Doveri del Giornalista recita: “Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale. Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo”.
Fazio fa lo spot della Tim. Ora rischia radiazioneSulla una pagina che si chiama Giornalisti italiani su Facebook è scoppiata la polemica.
E’ bastato fare una verifica, ha scritto il sito, per scoprire che Fazio a Genova è iscritto all’ordine dei pubblicisti.

"Che tempo che fa". Si tocca la TAV, e il PD scatena il finimondo.

Di Debora Billi
Si fa tanto parlare di censura televisiva, di spazi democratici che si riducono sempre più sul piccolo schermo, di conduttori cacciati perché "di sinistra". Fabio Fazio, col suo "Che tempo che fa" pare sopravvivere a tutte le bufere, continuando a rappresentare bene l'elettorato piddino e i suoi leader.
Ma anche il programma del weekend ha la sua variabile impazzita, imprevedibile, nei panni del meteorologo Luca Mercalli. Il quale, domenica sera, non ha avuto paura di sedersi su quella poltrona e pronunciare un'appassionata arringa contro la TAV (comprensibile: Luca è vasusino) e in difesa delle due attiviste ancora agli arresti (ne avevamo parlato qui).
Apriti cielo! Oggi si sono scatenate le cateratte piddine, che imperversano su ogni gazzetta ad invocare a gran voce, in sintesi, la censura"Ha fatto propaganda contro la TAV coi soldi pubblici", "non c'era contraddittorio", "uso improprio del servizio pubblico"(questa mi ricorda tanto qualcuno), e si arriva persino a dare del "fazioso" a Fazio a mò di avvertimento. La prossima settimana si chiede anche al conduttore di "invitare gli agenti feriti", e anche ciò mi ricorda qualcuno.
(Mode ingenua fanciulla: ON)
Ma come mai il PD attacca così ferocemente uno dei suoi ultimi baluardi televisivi, Fabio Fazio?
Ma come mai è il PD a difendere in modo così spasmodico una Grande Opera? O non era il Berlusca quello che si è inventato le Grandi Opere, coi disegnini da Bruno Vespa?
Ma come mai è il PD a invocare la censura, a chiedere la par condicio, a dar del terrorista a madri di famiglia che protestano?
Ma non sarà che il PD è coinvolto mani e piedi coi cementificatori della TAV, e non fa altro che difendere ciecamente gli interessi di tali soggetti invece di dar ascolto ai cittadini?
Ma non sarà che il PD mi ricorda tanto qualcuno?
(mode ingenua fanciulla: OFF)


Fonte:Petrolio

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