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FERRARA, detenuto di origine nigeriana ha aggredito e ferito 5 agenti di polizia penitenziaria

Risultati immagini per sbarre del carcere
Di Salvatore Santoru
Nel carcere di Ferrara un detenuto di origine nigeriana ha aggredito ben 5 agenti di polizia penitenziaria. Gli stessi agenti, riporta il Giornale(1), hanno riportato contusioni e ferite.
Secondo quanto sostenuto dal segretario generale aggiunto del sindacato autonomi di polizia penitenziaria 'Sappe'  Giovanni Battista Durante, il detenuto di problemi mentali.
NOTA:

Ferrara: assistente down all'asilo nido, e una bambina viene ritirata dalla madre per ciò




Di Sergio Rame

Scontro violentissimo in un asilo nido di Ferrara. Una delle madri ha ritirato la figlia piccola di dieci mesi perchè tra le assistenti una ha la sindrome di Down.
"Ma ha tutte le carte in regola per svolgere quel lavoro", precisa la responsabile della struttura.
La mamma, che ha deciso di ritirare la figlia, avrebbe spiegato alla responsabile del nido di non sentirsi adeguatamente garantita dalla presenza di una assistente down. La versione offerta dalla referente, comunque, è l’unica appresa direttamente dal giornale. La mamma con la bambina ha iniziato il periodo di inserimento lunedì scorso condividendo la presenza con la sua bimba per un’ora e mezza il primo giorno e per due ore martedì. L’inserimento viene richiesto per consentire ai genitori e agli educatori di verificare come il piccolo reagisce e si adatta alla struttura alla quale viene affidato. 





Ieri la mamma avrebbe dovuto accompagnare la figlia per il terzo giorno di frequenza "parallela" ma questo non è avvenuto."La signora mi ha telefonato alle 8 - riferisce la responsabile dell’asilo - per chiedermi, con tono piuttosto alterato, perché non le avevo comunicato che nel nido lavorava, come mi ha detto la signora al telefono, 'quella ragazza li'... cosa di cui era invece al corrente". L'ausiliaria in questione è una assistente di 37 anni che ha prestato servizio per otto anni in una scuola della città e per sei in questo nido, dove è arrivata dopo che un centro specializzato nell’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di down, il Cepim di Genova, ha approvato il progetto del nido. "L’ausiliaria - aggiunge la referente - assiste le tre educatrici nella cura dei piccoli (ad esempio quando devono cambiare i bimbi che hanno fra 0 e 3 anni) e pulisce i locali. Non gestisce i bambini (7 gli iscritti, ndr) che sono seguiti direttamente - sottolinea la responsabile - dalle educatrici".
Dopo il contatto telefonico la dirigente del nido ha chiesto all’interlocutrice di poterla incontrare a quattr’occhi per poter rispondere in modo più completo ai dubbi espressi dalla cliente. "Ci siamo viste alle 9.30 - prosegue la dirigente del nido - e quando le ho chiesto di spiegarmi qual era il problema la signora mi ha detto che non voleva che sua figlia stesse nell’asilo con 'quella ragazza'". Nessun insulto o aggettivo sarebbe stato aggiunto a quella espressione. "Ma ritengo - conclude la responsabile - che quelle parole esprimano un atteggiamento inaccettabile verso una persona autonoma, preparata per svolgere i compiti che le sono stati assegnati e della quale nessuno, da quando è qui, si è lamentato. Fra l’altro quando l’assistente ha sentito che era lei il motivo dell’incontro se n’è andata a casa, era molto agitata. Ma tornerà qui a lavorare, ha tutta la nostra fiducia. La sua famiglia valuterà eventuali danni morali, noi, penso, interpelleremo un legale".

Bologna:68enne di Ferrara ruba due pezzi di formaggio e viene condannato a 2 mesi di carcere

Ruba da mangiare, condannato a 2 mesi: "Sono in bolletta e ho la pensione sociale"

Ha rubato due pezzi di formaggio al supermercato, così ha rimediato 80 euro di multa e una condanna a due mesi e venti giorni. E' quanto accaduto ieri ad un 68enne di Ferrara, dopo essere stato sorpreso a trafugare tra gli scaffali del “Conad” di via Bentivogli a Molinella .
Ad avvisare i Carabinieri è stato un addetto alla sicurezza del supermercato, che incaricato di monitorare i movimenti sospetti dei clienti ha visto il 68enne mentre rubava due pezzi di formaggio e si allontanava dalle casse senza pagare. La refurtiva, del valore di 50 euro, è stata recuperata dai militari e restituita al legittimo proprietario che si è recato in caserma per formalizzare la denuncia.
Il 68enne, gravato da precedenti di polizia, è stato tradotto nelle aule giudiziarie del Tribunale di Bologna per l’udienza di convalida dell’arresto.
 “Sono in bolletta e ho la pensione sociale”, è quanto l’anziano avrebbe riferito all’Autorità Giudiziaria per giustificare il suo gesto, che gli è comunque costato 80 euro di multa e una condanna a due mesi e venti giorni con sospensione della pena.


Ferrara:rapina un transessuale tunisino e fugge con la sua parrucca: arrestato un 36enne nigeriano

carabinieri stazione 1
Un 36enne nigeriano pregiudicato e domiciliato in città ha avvicinato un transessuale 43enne, di origine tunisina, lo ha spintonato, gli ha strappato la borsa per poi darsi alla fuga con la sua parrucca, un telefono e il portafogli con dentro 50 euro.
La vicenda è andata in scena la scorsa notte verso l’una nel piazzale davanti alla stazione di Ferrara, il nigeriano è stato arrestato dai Carabinieri con l’accusa di rapina.
Il 36enne, fuggito verso i giardini antistanti la zona del Grattacielo è stato inseguito dalla vittima che, grazie a un telefono cellulare prestato da un passante, ha chiamato i militari. Intervenuti sul posto, gli agenti dell’Arma hanno trovato il cittadino nigeriano ancora in possesso della parrucca e lo hanno arrestato.
La parrucca recuperata è stata restituita alla vittima, mentre si cercano il telefono cellulare ed il portafogli con i documenti che l’autore della rapina potrebbe aver nascosto in qualche siepe lungo il tragitto percorso nella fuga.

Ferrara, dichiara il reddito con il marito. Equitalia le pignora casa



Di Marco Zavagli

Per una cartella esattoriale relativa la pagamento Irpef di anni prima, e per un importo di 14mila lire, si è vista ipotecare la casa. È la stravagante vicenda che ha visto involontaria protagonista una casalinga la cui unica colpa era stata quella di presentare, anni prima, una dichiarazione dei redditi congiunta assieme al marito, imprenditore che all’epoca gestiva una fiorente attività economica.

Se il marito poteva vantare un Irpef da circa cento milioni (si parla sempre di lire), la donna invece si doveva ‘accontentare’ di un debito tributario risibile. Appena 14mila lire. Siamo nel 1996 e i due coniugi presentano questa dichiarazione congiunta. Una circostanza che, anche se la casalinga non ne era al corrente, la impegnava al pagamento non solo delle proprie esigue imposte, ma anche di quelle ben più ragguardevoli del marito.

Passano gli anni e nel 2003 la moglie conferisce l’immobile di cui era proprietaria in un fondo patrimoniale per i bisogni della propria famiglia. Nello stesso anno, alla donna viene notificata una cartella esattoriale in qualità di obbligata in solido al debito Irpef del marito. Marito che subisce un tracollo finanziario. E a repentaglio finisce proprio quell’immobile.

In sede di esecuzione dei crediti Equitalia iscrive ipoteca su quella casa e a quell’atto di pignoramento si oppongono gli avvocati della donna, Michele Minestrini del foro di Ravenna e Sergio Pellizzola del foro di Ferrara. “Quanto successo è surreale – spiega oggi l’avvocato Minestrini -: partendo da un debito di 7 euro, la mia cliente si è vista ipotecare la propria abitazione da parte di Equitalia”. La vicenda ha avuto un lieto fine, dal momento che “il fondo patrimoniale – argomenta il legale – è una specie di vincolo che i coniugi possono creare sui propri beni (es.: immobili, titoli di credito, beni mobili registrati) per destinarli ai bisogni della famiglia; ed i beni ricompresi nel fondo patrimoniale non possono essere intaccati per debiti che il creditore conosceva essere stati contratti per scopi estranei ai bisogni della famiglia”.

Si tratta di un punto di diritto ancora controverso in giurisprudenza. Fatto sta che davanti al tribunale di Ferrara gli avvocati si sono opposti a quell’atto esecutivo richiamando principi recentemente espressi dalla Cassazione (sentenza n. 15862 del 2009), in base ai quali il fondo patrimoniale non è aggredibile anche per i debiti già preesistenti. In questo caso debiti da Irpef del ‘96. Di conseguenza l’ipoteca di Equitalia sul bene conferito nel fondo è “illegittimo – prosegue Minestrini -, proprio perché nel concetto di bisogni della famiglia non possono rientrare i debiti fiscali, specie se derivano dalla modalità di presentazione della denuncia dei redditi”.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/04/ferrara-ha-debito-di-7-euro-ed-equitalia-pignora-casa/489398/

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