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Spese pazze in Liguria, Rixi condannato a 3 anni e cinque mesi. Salvini: “Accetto le sue dimissioni”



Di Matteo Indice

Il tribunale di Genova ha stabilito che l’attuale viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi è colpevole per le spese della Lega nel consiglio regionale ligure fra il 2010 e il 2012 e lo ha condannato a 3 anni e 5 mesi, superando la richiesta dell’accusa. L’esponente del Carroccio avrebbe rischiato in automatico di perdere il seggio in Parlamento, ma non la nomina a vicario del grillino Danilo Toninelli e si sarebbe aperto uno scenario come nell’affaire Siri: senza dimissioni volontarie, doveva essere il premier a portare in Consiglio dei ministri la revoca delle deleghe.

E però la Lega ha bruciato i tempi. Rixi ha preparato le dimissioni, rimettendo a Matteo Salvini l’ultima parola. E il vicepremier del Carroccio gli ha dato via libera. «Le accetto per tutelare l’esecutivo», le parole dello stesso Salvini. Rixi ha poi ribadito: «Sono tranquillo, ho sempre agito per il bene degli italiani. Conto sull’assoluzione perché non ho mai commesso alcun reato, ma per l’amore che provo per l’Italia e per non creare problemi al governo ho consegnato nelle mani di Matteo Salvini le mie dimissioni». A quel punto il capo della Lega ha dato l’ok, disinnescando la potenziale bomba per l’esecutivo.


Disinnescata la minaccia di tenuta per il governo
È necessario fissare alcuni paletti. Il procuratore aggiunto Francesco Pinto aveva chiesto per Rixi la condanna a 3 anni e 4 mesi, addebito di peculato e falso, per cinque capi d’imputazione. Il politico risponde di esborsi per oltre 30 mila euro sostenuti perlopiù dai suoi ex colleghi Maurizio Torterolo e Francesco Bruzzone (il secondo è oggi senatore), approvati in qualità di capogruppo. Tra le spese sospette figurano pranzi e cene in giorni festivi, in Costa Azzurra oppure – e di queste a Rixi si chiedeva conto in prima persona – per partecipare a raduni a Pontida. In altri frangenti sarebbero stati fatti passare come pagati dai consiglieri, e poi vidimati sempre da Rixi, scontrini in realtà di collaboratori esterni al partito, che quindi non avevano diritto al risarcimento.

Il giornalista di Repubblica picchiato dalla polizia



Nel tardo pomeriggio del 23 maggio ci sono stati scontri a Genova tra la polizia e alcuni manifestanti che stavano partecipando a un corteo antifascista contro un comizio di Casapound. Ci sono 5 feriti tra cui Stefano Origone, un giornalista locale di Repubblica, che è stato malmenato a lungo dalla polizia benché non stesse facendo assolutamente nulla. Origone ha riportato un trauma cranico, la frattura di due dita e di due costole, e varie contusioni e ferite.
Al corteo hanno partecipato fra le quattromila e le cinquemila persone, una parte delle quali ha cercato di forzare il cordone di polizia che proteggeva il comizio. La polizia ha respinto i manifestanti con gas lacrimogeno e manganelli: secondo la ricostruzione del questore di Genova, Vincenzo Ciarambino, il cronista di Repubblica «era vicino a una persona fermata che stavamo portando via, c’è stato un tentativo da parte dei manifestanti di sottrarlo alla polizia ed è partita una carica, Origone non si è accorto in tempo della carica, è caduto e ha preso qualche colpo». Del caso di Origone parla diffusamente la prima pagina di Repubblica, il cui principale titolo in prima pagina è “Manganellato un nostro cronista”.
Origone ha raccontato che i poliziotti si sono fermati quando uno di loro, che lo conosceva, ha ripetuto più volte che era un giornalista.

Genova, Cantone: “Rischio infiltrazioni mafiose”. Di Maio: lunedì in Cdm 50 milioni per gli sfollati

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LA STAMPA

Perplessità e dubbi. In audizione alla Camera il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione Raffaele Cantone ha richiamato l’attenzione su alcuni elementi del decreto Genova. Ci sono lacune e il rischio che la mafia si infiltri è concreto, è la sostanza delle parole del numero uno dell’Anac. Intanto il vicepremier e ministro del lavoro Luigi Di Maio annuncia che «lunedì in Consiglio dei ministri ci sarà il nuovo decreto fiscale. Nel decreto ci saranno 50 milioni di euro» per gli sfollati di Genova, aggiungendo che si tratta di «una somma che permetterà al commissario Bucci di poter avviare i rimborsi alle famiglie».  
Deroga alle norme extrapenali comporta deroga al Codice antimafia  
«La deroga a tutte le norme extrapenali comporta anche la deroga al Codice antimafia e alla relativa disciplina sulle interdittive» ha detto Cantone, ritenendo comunque che si tratti «di una disattenzione, conoscendo la sensibilità di Parlamento e Governo in materia». Ma il rischio che la criminalità organizzata si insinui nella ricostruzione dopo il crollo del ponte Morandi non può essere sottovalutato: «Non ritengo di dover sottolineare i rischi insiti in tale omissione, soprattutto perché vi sono molte attività connesse alla ricostruzione (dal movimento terra allo smaltimento dei rifiuti, ad esempio) in cui le imprese mafiose detengono purtroppo un indiscutibile know how». «La Liguria è terra ovviamente non di mafia - ha proseguito - ma in cui purtroppo le organizzazioni criminali stanno cercando di infiltrarsi. Una barriera altissima contro questo rischio va dunque necessariamente prevista e sono certo sarà introdotta».  

Cantone ha poi sollevato perplessità sui poteri del commissario straordinario: -«Ho perplessità sulla disposizione che prevede la deroga a tutte le norme dell’ordinamento italiano ad esclusione di quelle penali. Un fatto senza precedenti che consente al commissario di muoversi con assoluta e totale libertà, imponendogli solo i principi inderogabili dell’Unione europea ed ovviamente i principi costituzionali».  

La Valpolcevera scende in piazza: «Apriteci le strade»


Lo stanziamento per gli sfollati  
Con i 50 milioni le famiglie sfollate, annuncia Di Maio, potranno «trovare una nuova casa e con quel contributo rifarsi una vita. Metteremo i soldi che ancora non avevamo messo nel decreto emergenze e chiuderemo questo capitolo». «Garantisco, come ministro del lavoro, che ci sarà la cassa integrazione per le aziende della zona rossa in modo da permettere una misura ponte per i dipendenti in attesa del nuovo ponte», conclude. 

Decreto Genova, c’è il via libera della Ragioneria

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«Mi ha avvertito il presidente Conte che la bollinatura sul decreto Genova è arrivata». Ad annunciarlo da Bruxelles è il vicepremier Luigi Di Maio. Fonti del Mef, poco dopo, confermano: il decreto urgenze, che contiene le misure per affrontare l’emergenza nella città ligure dopo il crollo del Ponte Morandi (avvenuto 44 giorni fa), ha ricevuto il via libera da parte della Ragioneria generale dello Stato. Questa mattina il testo è arrivato al Quirinale e il decreto passerà alla valutazione dei tecnici della presidenza della presidenza della Repubblica.  
Il vertice notturno e il nodo del debito  
I tecnici della Ragioneria dello Stato, insieme a quelli della presidenza del Consiglio e dei ministeri interessati, hanno lavorato nella notte sull’ultima versione del decreto legge per arrivare a garantire la copertura a tutte le spese previste (che tra ricostruzione del ponte, indennizzi e aiuti economici sarebbero superiori a 600 milioni). Uno dei nodi più complessi è quello della ricostruzione: Autostrade sarà esclusa completamente, ma dovrà pagare. Se non lo fa, il Commissario dovrà farsi anticipare le risorse da una banca. Si tratta di debito pubblico, che le prime bozze del decreto non avevano previsto.  

Un testo ominbus  
Di Maio ha aggiunto che il decreto Genova «è più ampio perché ci sono anche le misure per il Centro Italia e la cassa integrazione per cessazione d’attività per i lavoratori di Bekaert». Si tratta della società belga che ha deciso di chiudere gli stabilimenti di Figline e Incisa Valdarno. 

La protesta  
Di fronte all’impasse governativo degli ultimi giorni e allo slittamento dei tempi per il dissequestro dei monconi del ponte Morandi, si scaldano gli animi degli sfollati, pronti a passare all’attacco. «Il mondo del lavoro, del commercio e delle professioni, del porto è ferocemente arrabbiato», ha detto il presidente del Comitato degli sfollati, Franco Ravera sottolineando che «per questo siamo pronti ad andare a protestare sotto qualche palazzo ma anche a Sant’Ilario, sotto casa di Beppe Grillo».  


Mentre le conseguenze del disastro si rivelano ogni giorno più ingenti (il Comune di Genova ha quantificato che sono oltre 1.400 le imprese danneggiate, in modo diretto e indiretto, dal crollo del ponte), le autorità liguri portano all’attenzione anche il tema del Terzo valico: il ministro Toninelli sblocchi i fondi, per 1,1 miliardi di euro, ha chiesto ieri il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti. «Se non accadesse, sarebbe devastante sia per il sistema ligure sia per le aspettative dell’opinione pubblica».  

Genova, Renzo Piano dona "un'idea di ponte" alla città

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Di Luca Romano
Renzo Piano dona alla città di Genova un'"Idea di Ponte".
L'archistar e senatore a vita ha realizzato un progetto per la ricostruzione del viadotto crollato. Un palstico del prgetto è stato trasportato questa mattina nella sede della Regione Liguria. L'architetto sugli obiettivi della ricostruzione è stato molto chiaro: "Spero di essere utile, lo faccio con molta convinzione. Bisogna che la città ritrovi orgoglio e riscatto, bisogna ricostruire questo ponte e ripensare l'intera area della val Polcevera. Il ponte lo costruiscono gli ingegneri, ma sono lieto di poter essere utile al progetto perché dietro al ponte c'è l'orgoglio e la bellezza della città", ha spiegato Piano. Poi ha parlato del suo progetto e ha spiegato qual è la sua idea per il nuovo viadotto: "Mi sono fatto un'idea di come deve essere il nuovo ponte - ha aggiunto Piano -, ma è soltanto l'inizio. Un progettista pensa e ragiona aiutandosi con oggetti e schizzi. Da qui a dire che c'è un'idea progettuale è eccessivo, c'è un impegno morale a fare in modo che il nuovo ponte porti con sé i tratti della genovesità, della qualità e un pò della nostra parsimonia. Dev'essere un ponte che esprima tutto questo, ci deve essere il ricordo di una tragedia e il suo elaborarsi nel tempo".
Intanto sul fronte Autostrade-governo è tornato a parlare il vicepremier Luigi Di Maio che ha ribadito il piano per la nazionalizzazione del governo con la revoca della concessione alla Società Autostrade per l'Italia: "È compito dello Stato gestire queste infrastrutture e garantire ai cittadini un servizio all’altezza delle attese (e delle spese). Usciremo dalla logica del profitto, faremo pagare meno i pedaggi, faremo molta più manutenzione e introdurremo innovazioni tecnologiche per migliorare la sicurezza e la mobilità. Chi blatera che nazionalizzare è antiliberale, si faccia un giro in Germania dove le autostrade sono pubbliche e gratuite per tutti, tranne che per i camion", ha affermato su Facebook. Poi, sempre da fonti del governo è emersa la volontà da parte dell'esecutivo di preparare un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale da parte degli ex ministri che a suo dire hanno sostenuto la concessione per Autostrade.

"Scusi lei è genovese?". La gaffe della cronista di Sky con il sindaco Bucci

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Di Claudio Cartaldo
Una simpatica gaffe. Il bello della diretta. Su Facebook sta spopolando un video del collegamento di Skytg24 da Genova, città piegata dal drammatico crollo del viadotto Morandi.
L'inviata del telegiornale era in piazza De Ferrari per seguire il flash mob in ricordo delle vittime del maledetto ponte. Tutto fila liscio finché, senza riconoscerlo, si trova di fronte al sindaco della città e gli chiede se è genovese.
Immancabile l'ironia dei social, che non si sono fatti perdere l'occasione di commentare quanto successo. La cronista arriva in piazza e ferma i cittadini per strada per fargli qualche domanda. Per evitare di mandare in video un turista, la giornalista chiede giustamente ad un signore se "è di Genova". Peccato che non abbia riconosciuto in quell'uomo con la barba il primo cittadino. "Sono il sindaco, veda un po lei", le ha risposto ironico Marco Bucci (guarda qui il video).
La cronista a quanto pare non lo ha riconosciuto. E forse si tratta di un errore comprensibile, vista la natura "dinamica" dell'intervista e il vestiario non "istituzionale" del primo cittadino (vestito solo con una polo azzurra).

CROLLO PONTE MORANDI, SPUNTA IL DOCUMENTO SHOCK: 'Già 6 mesi fa Autostrade e ministero conoscevano la gravità della situazione'

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Di Salvatore Santoru

La tragedia del ponte Morandi a Genova non può essere considerata una sorpresa, almeno per alcuni.
E' quanto emerge da un documento reso pubblico recentemente dall'Espresso(1).

Più specificatamente, come riporta anche il Giornale(2), nel febbraio 2018 vi era stato un vertice a cui avevano partecipato il ministero delle Infrastrutture(al tempo presieduto da Graziano Delrio), la Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali a Roma e il Provveditorato per le opere pubbliche di Piemonte-Valle d'Aosta-Liguria a Genova e Autostrade per l'Italia. 

Da tale vertice, era emerso un resoconto dove si concludeva che "almeno sette tecnici, cinque dello Stato e due dell'azienda di gestione, sapevano infatti che la corrosione alle pile 9 (quella crollata) e 10 aveva provocato una riduzione fino al venti per cento dei cavi metallici interni agli stralli", ovvero sia i tiranti trasversali in cemento armato.

NOTE:

(1) http://espresso.repubblica.it/inchieste/2018/08/19/news/genova-tiranti-su-ponte-morandi-ridotti-del-20-per-cento-ministero-e-autostrade-sapevano-1.326085?ref=HEF_RULLO

(2) http://www.ilgiornale.it/news/politica/i-tiranti-ponte-morandi-ridotti-20-documento-choc-sul-ponte-1566338.html

GENOVA, L'AD DI AUTOSTRADE: 'Chiediamo scusa ma non abbiamo nessuna responsabilità'

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Di Salvatore Santoru
"Ci scusiamo profondamente per essere stati percepiti lontani. Perché è stata percepita una distanza da Genova che in realtà non c'era. Abbiamo lavorato con un umiltà dal primo momento, ma non lo abbiamo saputo comunicare".
Lo ha affermato Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l'Italia.
Come riporta l'Huff Post(1), Castellucci ha anche affermato che "bisogna dare tempo alla magistratura in modo che la verità venga accertata velocemente" e che "il viadotto Morandi, fu costruito negli anni 60 non da noi, ma da un altro ente.
Inoltre, l'ad di Autostrade ha detto che "bisognerà vedere come è stato costruito e altri elementi per potere definire le responsabilità di un evento che deve essere ancora indagato a fondo".
NOTA:

Genova, Toninelli: “Avviato l’iter per la revoca della concessione a Autostrade”

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Blitz Quotidiano

“Ho una notizia importantissima da darvi. Il mio ministero ha inviato ad Autostrade la lettera con cui prende avvio la procedura per la decadenza della concessione. Vogliamo cambiare tutto”. Lo annuncia il ministro delle infrastrutture e trasporti Danilo Toninelli in un post su Facebook.
Il post prosegue: “Poi abbiamo avviato sempre al Mit una ricognizione dello stato di salute di strade, autostrade, dighe. Tutti gli enti e soggetti gestori entro il 1 settembre dovranno segnalarci le azioni necessarie a rimuovere condizioni di rischio riscontrate sulle infrastrutture di propria competenza. Quindi il Governo interverrà con una sua task force per vigilare su interventi e manutenzione. Infine, lo ripeto, il mio ministero ha chiesto formalmente ad Autostrade per l’Italia di fornire entro 15 giorni una dettagliata relazione per dimostrarci se e come ha agito, in merito alla manutenzione del ponte Morandi, secondo gli oneri e gli obblighi che gli competono come ente gestore di quel tratto di autostrada”.
In una nota, il premier Giuseppe Conte scrive: “”Il concessionario avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia. Si è diffusa la notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese. Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia”.
Il premier annuncia anche che “a partire da settembre convocheremo tutti i concessionari delle infrastrutture”. L’obiettivo è stilare “un programma dettagliato degli interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione, con specifica quantificazione delle risorse destinate a questo scopo: li costringeremo a impegnarsi in un programma di riammodernamento delle infrastrutture destinando ad esso risorse più proporzionate e adeguate agli utili che ne ricavano”. Ancora: “Il disastro di Genova è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia”.

Salvini a Toscani: "Sciacallaggio sui Benetton? Chi ha sbagliato pagherà"

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Di Luca Romano

Matteo Salvini torna a parlare del caso del crollo del ponte di Genova.
In queste ore a finire nel mirino è stata la famiglia Benetton dopo che il governo ha annunciato la revoca della concessione ad Autostrade per l'Italia. Il ministro degli Interni di fatto respinge le accuse da parte di chi lo ha definito uno "sciacallo": "Nessuno sciacallaggio, chi ha sbagliato pagherà". Ma Salvini ha anche un messaggio per Oliviero Toscani. Il pubblicitario di fatto in un'intervista al Corriere ha difeso la famiglia Benetton con cui ha collaborato per anni: "Sì, sono sempre stati seri, hanno sempre fatto le cose al massimo.. e lo dico io che ci ho lavorato insieme", ha affermato.
Dure poi le critiche da parte di Toscani al governo: "Parlano i grillini che ne hanno fatte di tutti i colori, che sono contro tutto, contro la Gronda? Siamo un Paese che deve andare dallo psicanalista. Ma ha visto la mia foto che gira". Poi l'affondo: "Siamo un popolo di infelici, incattiviti". Parole dure a cui ha risposto lo stesso ministro degli Interni che su Twitter ha affermato: "Il popolo italiano è frustrato e infelice' dice il fotografo sinistro Oliviero Toscani, che difende i Benetton, azionisti di Autostrade, e parla di 'sciacallaggio'. Il silenzio è d'oro caro mio, e chi ha sbagliato stavolta pagherà". Insomma la polemica non accenna a spegnersi. E di certo lo scontro continuerà ancora a lungo. Infine il ministro degli Interni ha anche parlato del campionato di Serie A che prende il via domani. Dopo lo stop ai match di Genoa e Sampdoria, il ministro chiede un turno di stop per tutta la Serie A.

Crollo ponte Genova, per la Protezione Civile sono 5 i dispersi

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Scende il numero dei dispersi nel crollo del ponte Morandi a Genova: sono cinque le persone che mancano all'appello. Al numero, confermato dal Dipartimento della Protezione Civile, si è arrivati in seguito alle verifiche effettuate dalla Prefettura di Genova sulle segnalazioni delle persone scomparse che erano state fornite in un primo momento.
Sono proseguite per tutta la notte e per tutto il giorno le operazioni di soccorso dei Vigili del Fuoco. Si procede con le demolizioni e rimozioni delle parti del viadotto crollato per la ricerca dei dispersi. Il bilancio ufficiale del crollo del Ponte Morandi è di 38 morti riconosciuti. Tra i feriti, due sono ancora in gravi condizioni: si tratta di una donna di 74 anni, sassarese di nascita ma residente a Genova e di un uomo di origini romene, attualmente in coma farmacologico.
Attentato colposo alla sicurezza dei trasporti, disastro colposo e omicidio colposo plurimo le ipotesi di reato su cui sta indagando la Procura di Genova. Il fascicolo, in mano ai pm Walter Cotugno e Massimo Terrile, rimane a carico di ignoti. Prima di iscrivere nomi nel registro degli indagati, gli inquirenti lavorano per accertare le cause del crollo, e gli scenari sono molti e ampi.

"Grazie eroi, lavorate senza sosta a Genova". Su Fb Salvini elogia i Vigili del Fuoco

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"Altra notte di soccorsi e di ricerche. A Genova i Vigili del Fuoco stanno lavorando senza sosta per demolire e rimuovere le macerie. Grazie, eroi, siete l'orgoglio dell'Italia". Lo scrive sulla sua pagina di Facebook il vice-premier Matteo Salvini.
In un colloquio con il Corriere della sera, il ministro dell'Interno si è espresso invece sulla proposta di revocare la concessione ad Autostrade dopo il crollo di Genova: "Stiamo lavorando con gli avvocati e di sicuro va rivisto tutto il sistema delle concessioni, c'è chi ha fatto soldi a palate e mentre registra a bilancio miliardi di utile rivede al ribasso le cifre per la sicurezza. Ma non è questo il momento di parlare di rescissioni di convezioni o di contratti, faremo il punto nel governo la settimana prossima, prima vediamo cosa succede".
Ci sono di mezzo, spiega, "almeno alcune decine di milioni di euro che mi auguro nelle prossime ore vengano messe a disposizione dalla società per le vittime, per la ricostruzione, per la messa in sicurezza. Questo è il punto di partenza". E prima di parlare di una eventuale rescissione, "facciamo una verifica su quanti miliardi sono disposti a investire non nei prossimi anni, come da programmi che a questo punto appaiono chiaramente obsoleti, ma nei prossimi mesi". "Non mi interessa a questo punto dire da chi sono state prese" le decisioni, "se da Renzi o da Prodi, non è questo il problema al momento, bisogna occuparsi della messa in sicurezza delle infrastrutture del Paese": c'è da capire se "le società concessionarie sono disposte a cambiare paradigma" su richiesta del governo, e "a investire immediatamente, con anni di anticipo sui piani programmati". "Mi attendo - conclude - che nelle prossime ore, ci sia un massiccio impegno finanziario sulla città di Genova e che nei prossimi giorni si accetti di ridiscutere di tutti gli investimenti programmati".

Genova, reclutavano mercenari per combattere al fianco dei filorussi in Ucraina. Sei arresti: tre sono irreperibili

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Mercenari reclutati per combattere con le milizie separatiste filorusse nella regione del Donbass, teatro degli scontri armati con le truppe del governo di Kiev. Questo è emerso dalle indagini che hanno svelato l’esistenza di una struttura operante sull’asse Italia-Ucraina che ruota intorno a vari ambienti di estrema destra ma anche di estrema sinistra. Secondo i carabinieri del Ros, coordinati dal pool della direzione distrettuale di Genova, dall’Italia partivano una serie di persone per andare a combattere al fianco dei filorussi. I mercenari venivano poi pagati al fronte.
“Abbiamo appurato – ha spiegato il colonnello dei Ros Luigi Imperatore – che in questo caso è stata superata la dicotomiatra destra e sinistra. Gli arruolati andavano dal fronte skin al comunitarismo di Dugin“. L’inchiesta ha portato i carabinieri a eseguire sei arresti su mandato della procura di Genova: tre persone sono risultate però irreperibili, perché secondo gli investigatori si trovano ancora nelle zone teatro del conflitto. Sono 15 in totale gli indagati, a vario titolo, per accuse che vanno dall’associazione a delinquere, al combattimento, dal reclutamento all’istigazione all’odio razziale.

L’inchiesta Ottantotto (dalle lettere HH che inneggiano a Hitler) era stata avviata nel 2013 nell’ambito dell’area skinheadligure. Tra l’altro, il Ros ha accertato il legame tra alcuni indagati con Alexej Milchakov, comandante dell’unità paramilitare neonazista ‘Rusich’ operante nel Donbass. Secondo gli inquirenti, gli arrestati erano in contatto con un sodalizio attivo pubblicamente nell’assistenza umanitaria verso le popolazioni del Donbass, vittime della guerra civile del 2014. Sodalizio che operava di nascosto nel reclutamento di mercenari da inviare nelle zone di conflitto arruolandoli nelle milizie filorusse. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il fronte ucraino è a tutti gli effetti meta di miliziani di varie nazionalità e anche italiani che sono stati lodati dal governatore dell’autoproclamata repubblica popolare di Donetsk per il loro contributo a livello militare.
I militari dovevano eseguire sei arresti a Milano e nelle province di Avellino e Parma: tre dei 6 destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere però sono al momento risultatiirreperibili: per loro verrà chiesto il mandato internazionale. Tra i tre arrestati c’è l’operaio Antonio Cataldo, già arrestato in Libia nell’estate 2011 dalle forze di sicurezza dell’allora regime con due connazionali che lavoravano come contractors. Cataldo è accusato di aver preso parte ai combattimenti nel Donbass dietro corrispettivo di denaro e di aver reclutato mercenari. Con lui è stato arrestato Olsi Krutani, un cittadino albanese sedicente ex ufficiale delle aviotruppe russe, istruttore di arti marziali, operatore informatico, accusato di aver reclutato mercenari da inviare in teatro di conflitto in Ucraina. Il terzo è invece Vladimir Vrbitchii, detto ‘Parma‘, operaio di origine moldava, aspirante legionario, accusato di aver preso parte ai combattimenti lungo il confine russo-ucraino dietro corrispettivo di denaro.

A10, sparatoria vicino al campo del Genoa: feriti 3 carabinieri

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 L’auto non si è fermata all’alt dei carabinieri sull’autostrada A10 all’altezza di Genova-Pegli, travolgendo i militari e ferendoli. L’episodio è avvenuto nel pomeriggio del 28 novembre e i due investitori in auto sono fuggiti dopo aver ingaggiato una sparatoria con i carabinieri proprio vicino al campo del Genoa.
Il sito del Secolo XIX scrive che secondo una prima ricostruzione, i carabinieri delle due pattuglie hanno esploso almeno cinque colpi di pistola per cercare di fermare la vettura che li ha travolti e che è risultata rubata:
“I ladri nel tentativo di guadagnare la fuga hanno speronato una delle due auto e investito un militare. Tre carabinieri sono rimasti feriti, tra cui una donna che è stata trasportata d’urgenza in ospedale dal 118, non dovrebbe essere comunque in pericolo di vita. Due ambulanze sul posto.
I ladri dopo aver abbandonato l’auto sulla rampa si sono dati alla fuga e sono attualmente ricercati in tutta la zona. Anche in aree di pertinenza del centro sportivo del Genoa. Il fatto è avvenuto poco dopo le 16, immediato l’arrivo di rinforzi e delle volanti della polizia.
Gli spari hanno indotto in via precauzionale il Genoa a sospendere l’allenamento sul campo sportivo sottostante, il “Signorini”. Subito interrotto il traffico sulla rampa. L’allenamento è ripreso dopo una quindicina di minuti, il traffico è ripreso poco dopo a senso alternato”.

Terrorismo, Genova una città blindata dopo l’allarme degli 007 stranieri

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Allarme degli 007 stranieri Genova sorvegliata speciale contro il pericolo attentati


Di Marco Menduni

Gli uomini dei reparti speciali dei carabinieri si calano dai tombini e scendono nei cunicoli. Nel sottosuolo di Genova c’è una città parallela e invisibile, che si estende per chilometri tra tunnel e gallerie comunicanti tra di loro. I reparti speciali anti-terrorismo controllano tutto. Poi registrano con le telecamere a raggi infrarossi per realizzare una mappa completa, fondamentale in caso di attacco. Nemmeno ai tempi del G8, quando nel 2001 la città ospitò i Grandi della terra: allora ci si limitò a sigillare i tombini. Poi c’è la fretta, la corsa contro il tempo per blindare via Venti Settembre, la strada principale della città, e soprattutto la promenade genovese, corso Italia, che per quattro chilometri e mezzo corre lungo il mare di fronte all’elegante quartiere di Albaro. Verrà protetta con barriere di cemento, l’intervento sarà sponsorizzato dai titolari degli stabilimenti balneari.  

Genova è una sorvegliata speciale. Lo è dopo l’attentato sulla rambla di Barcellona, dopo le ultime minacce dell’Isis all’Italia, dopo che la segnalazione di un servizio di intelligence straniero ha suggerito all’Italia particolare attenzione ad alcune città, tra cui appunto Genova. Perché, stavolta, il precedente inquieta più del passato: l’attacco a Barcellona è arrivato immediatamente dopo i video, i messaggi, la rivendicazione dei territori di El Andalusia, l’attuale penisola iberica, come musulmana: da riconquistare.  

Sembrava la consueta paccottiglia mediatica del Califfato, invece stavolta alla minaccia è seguita subito l’azione. La paura è che la sequenza si possa ripetere tal quale anche nel nostro Paese dopo le minacce delle ultime settimane: i filmati con il Colosseo coperto di sangue davanti al quale è schierato un mujaheddin armato, il Pantheon e piazza della Repubblica. Nel video più recente appaiono il premier Gentiloni che incontra il leader libico Sarraj, i ritratti di Renzi e del ministro degli Esteri Alfano.  

Genova, il convegno della Gran Loggia massonica che permette di acquisire crediti formativi all'università

Partecipare a un convegno della massoneria. E farlo per ottenere crediti universitari. È quanto accade nell'Ateneo di Genova, come racconta Alberto Custodero su Repubblica:
L'occasione che trasforma i "fratelli" da esoteristi in una sorta di docenti accademici è il convegno di studi sulla filosofia antica che si terrà sabato 24 ottobre all'Hotel Bristol Palace di Genova. "La partecipazione - si legge nella brochure - dà la possibiltà agli studenti delle Facoltà dell'Ateno genovese di acquisire un credito formativo". Gli studenti che ne beneficeranno saranno quelli del corso di laurea in Filosofia. I docenti quasi tutti non massoni, almeno per quel che si può sapere visto che gli elenchi sono segreti. Il gran maestro Binni ha deciso di sponsorizzare il convegno per scrollarsi di dosso un passato non del tutto decoroso della massoneria, alla cui immagine ha certamente nuociuto in Italia il caso Gelli.
Ma che un convegno di una loggia massonica possa contribuire al monte crediti della carriera universitaria ha destato non poche polemiche:
"Sono abbastanza sconcertato", dichiara Matteo Orfini, presidente del Pd. "Incredibile", si limita a dire Giovanni Monchiero, capogruppo di Scelta civica a Montecitorio.

Genova:pestato sul bus, arrestati 3 ragazzi.Si esclude pista omofoba, forse alla causa della rissa apprezzamento a una ragazza del gruppo


AGGRESSIONE GAY GENOVA


http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/aggressione_omofoba_genova_arresti/notizie/1579160.shtml

Potrebbe cadere il movente omofobo per l'aggressione avvenuta il 14 luglio in piazza Caricamento a Genova quando tre ragazzi e due ragazze si sono accaniti su un uomo a calci e pugni. Secondo quanto affermato da uno degli arrestati, all'origine del pestaggio ci sarebbe un complimento a una delle due giovani donne del gruppo. 
I tre, di età compresa tra i 18 e i 20 anni, sono stati arrestati per tentato omicidio. Le due ragazze denunciate.






 Era stata una frase riportata dalla vittima a far sorgere il dubbio che si trattasse di una aggressione a sfondo omofobo: l'uomo, rincasato subito dopo il pestaggio, aveva infatti detto alla fidanzata che prima di venir picchiato dal branco era stato affrontato da una delle due ragazze che gli avrebbe detto: «Non guardare il mio ragazzo, ma che sei gay?».

I giovani arrestati, uno dei quali all'epoca dei fatti era minorenne, sono tutti studenti genovesi e hanno alle spalle famiglie solide. I carabinieri sono riusciti a individuare prima una delle ragazze e da lei hanno stretto il cerchio sul resto del gruppo. Uno degli arrestati è stato preso a Milano dove era andato in discoteca. ​Aggredito perchè gay sul bus, dopo mesi i carabinieri individuano e arrestano gli aggressori.

Genova:polemiche politiche per la decisione delle suore di San Fruttuoso di "sfrattare" le studentesse per far posto a 24 ragazze migranti di origini africane, proteste di Forza Nuova

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Di Salvatore Santoru

In questi giorni alcune polemiche stanno colpendo la diocesi di San Fruttuoso, per la decisione delle suore di allontanare le studentesse ospiti nella struttura, per far posto a 24 migranti provenienti dall'Africa(1).
Il gesto delle suore è stato motivato, oltre che dall'umanitarismo, dalle parole d'ordine di accoglienza del Papa e delle altre gerarchie del clero(2), e secondo quanto raccontato dalle stesse suore lo "sfratto" delle studentesse non è stato per niente traumatico, in quanto le stesse sono state avvertite subito in modo da iniziare a mettersi alla ricerca di nuove sistemazioni, e hanno capito la situazione.









Nel mondo politico le polemiche non si sono fatte mancare e la notte del 9 settembre alcuni militanti del partito di estrema destra Forza Nuova hanno protestato(3) contro la decisione esibendo striscioni in cui si afferma che “24 nigeriane per 35 euro al giorno, non è carità … e’ business”, e dichiarando che “il piano diabolico di papa Francesco è cosi realizzato: acchiappare quanti più profughi possibile, prendere soldi per questa solidarietà basata solo su interessi utilitaristici e privatistici, fare concorrenza alle cooperative e lasciare in mezzo alla strada le studentesse italiane che non rendono come e quanto le nigeriane”.

Forza Nuova contro le suore Gianelline

NOTE:
(1)https://infosannio.wordpress.com/2015/09/10/le-suore-sfrattano-le-studentesse-per-ospitare-24-profughe/
(2)http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/06/migranti-lappello-di-papa-francesco-ogni-parrocchia-accolga-una-famiglia/2012360/
(3)http://www.liguriaoggi.it/2015/09/10/immigrazione-forza-nuova-contro-le-suore-gianelline-di-san-fruttuoso/

FOTO:http://www.catenaumana.it

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