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Podemos: in migliaia hanno manifestato a Madrid contro le politiche dell'UE





Di Monica Rubino

"El pueblo unido jamás será vencido". E "Tic tac tic tac", come a dire che il tempo sta per scadere per la politica tradizionale. Sono gli slogan gridati dalle migliaia di persone provenienti da tutta la Spagna che sono scese in piazza a Madrid per partecipare alla "Marcia per il cambiamento" promossa da Podemos, il partito anti-austerità spagnolo, una settimana dopo la vittoria elettorale dell'alleato greco Syriza. La marcia è partita alle 12 da Plaza de Cibeles, di fronte al Municipio di Madrid e si è snodata per la strade della capitale fino alla Puerta del Sol, luogo simbolo della protesta degli "Indignados", che nel 2011 per settimane la occuparono chiedendo un cambiamento politico al culmine della crisi economica. Tante le bandiere greche e i cartelli con su scritto: "Il cambiamento è adesso". 
Podemos aveva già programmato la marcia di oggi prima delle vittoria di Syriza alle elezioni anticipate di domenica scorsa, ma i leader del partito hanno cavalcato l'onda del trionfo dell'alleato greco per promuovere la prima grande manifestazione all'aperto di Podemos, all'apertura di un anno elettorale in Spagna. "Volevamo una mobilitazione storica e abbiamo centrato l'obiettivo. Volevamo che la gente potesse dire a figli e nipoti: 'Ero alla marcia del 31 gennaio che ha aperto una nuova era di cambiamento politico in Spagna'. E ci siamo riusciti", ha detto il leader di Podemos Pablo Iglesias, ex professore universitario 36enne, che domenica scorsa era ad Atene a fianco di Alexis Tsipras.
"Oggi sogniamo un paese migliore - ha detto ancora Iglesias alla moltitudine di manifestanti che ha affollato Puerta del Sol- ma non abbiamo riempito questo luogo per continuare a sognare, ma per trasformare il sogno in realtà adesso, nel 2015". Lo slogan simbolo della manifestazione è infatti l'esortazione "Es ahora", "E' ora", riferita proprio all'urgenza del cambiamento. 

Podemos è nata solo un anno fa, ma è balzata nei sondaggi grazie alla promessa di battere la "casta" politica spagnola. Come Syriza anche Podemos ha ottenuto un considerevole sostegno popolare respingendo i programmi di austerità adottati nel tentativo di portare il paese fuori dalla crisi e prendendo di mira la corruzione.

Il movimento degli Indignados si è esaurito nel 2013, ma alcuni dei suoi leader hanno fondato Podemos a gennaio 2014. Quattro mesi dopo il partito ha ottenuto cinque seggi al parlamento europeo con il voto di 1,2 milioni di spagnoli e ha superato il partito socialista in molti sondaggi. Secondo alcuni attualmente è il primo partito in Spagna, davanti al conservatore Partito Popolare. Il premier Mariano Rajoy ha avvertito gli spagnoli di "non giocare alla roulette russa" sostenendo Podemos, che "promette sole e luna", ma non mantiene. I media di destra e sinistra hanno attaccato il partito, accusato di avere legami con il regime venezuelano, mentre alcuni dei suoi dirigenti avrebbero commesso illeciti fiscali. Ma i leader di Podemos hanno promesso di pubblicare le loro dichiarazioni dei redditi per disperdere i dubbi.

USA: suore, imbianchini e barboni "indignados"

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Una suora di 83 anni, un imbianchino e un vagabondo nell'estate scorsa sono penetrati con sorprendente facilità nel cuore militare della superpotenza planetaria.

Almeno 1200 catalani si autogestiscono con moneta, educazione e sanità propria


Di Nuria Bonet Icart
http://www.20minutos.es

Hanno una moneta propria. Hanno un sistema sanitario, una rete educativa e delle officine autogestite. Sono una cooperativa auto-gestita e auto-organizzata, in cui gruppi di persone vivono al di fuori del sistema, prendendo decisioni nelle assemble, basando l'organizzazione sulla fiducia. In Catalogna, ci sono già 1.200 cittadini che hanno scelto questo modo di vita e l'attuazione di queste comunità si sta diffondendo. La crisi e il movimento degli Indignados, ha dato loro la giusta spinta.

Ne la calle Sardenya di Barcellona, vicino alla Sagrada Familia, tre anni fa si era stabilita la Cooperativa Integral Catalana (CIC), nel centro Aurea Social. In un edificio di tre piani, con una tettoia e con un nuovo giardino urbano, si sono coordinati e si sono svolti varie attività come doposcuola, centri sanitari e alloggi, oltre a laboratori e corsi per tutte le età.

-Apre il primo CAPS

Il CAPS, per i membri della cooperativa, non è un ambulatorio ma un Centro de Autogestiòn Primaria de Salud. Vi si possono trovare persone "facilitadores de salud" che accompagnano i pazienti nel cercare soluzioni ai problemi di salute con la medicina generale. Non vi è gerarchia e e se vi sono problemi come fratture agli arti e cose del genere, "andiamo al pronto soccorso", spiega Xavier Borrás, uno dei primi soci della Cooperativa.

In una delle camere spaziose e moderne del palazzo, si trova un asilo nido per i bambini di età compresa tra gli zero e i tre anni. I genitori si sono organizzati nel prendersi cura ed educare i figli. Oltre ai 30 € per registrarsi nella cooperativa (somma che viene ritornata qualora il partner lasciasse la cooperativa), non si dovranno pagare altri soldi. Si può pagare con le ore di lavoro o con l' "ecos", una moneta propria.

Si tratta di una "moneta libera", che non è stampata e che serve per qualsiasi commercio che si vuole fare all'interno della rete o anche a coloro che forniscono servizi esterni alla rete, come per esempio da un'oculista o dagli agricoltori. Il CIC utilizza il sistema comunitario di scambio (Community Exchange System, CES), un software online per la gestione della moneta.
L' "ecos" è la "moneta libera", adottata dalla Cooperativa, dall'Ecoxarxes, Núcleos de Autogestión Local e Proyectos Autónomos de Iniciativa Colectivizada. Essa serve per acquistare prodotti 100% ecologici, oltre a pagare il dentista, parte del canone di locazione sociale o l'asilo per i bambini. Ogni eco è equivalente ad un euro circa. Un membro attivo della Cooperativa spiega che si può vivere con circa 150 ecos-base al mese. Col termine "base" si definiscono i prodotti che si vogliono condividere quel mese. Con questo contributo, si paga il cibo e si da un contributo volontario al sistema sanitario pubblico autogestito.
Tra queste caratteristiche, vi è anche un ufficio per la casa, dove si consigliano le azioni da usare a coloro che rischiano lo sfratto. Essi vengono informati delle lacune esistenti nel sistema in modo da trarne beneficio. Si sta incoraggiando l'affitto sociale e le "masoveries urbanes", una formula che viene a recuperare la figura catalana del "Masover", una persona o una famiglia che vive e gestisce una casa di campagna che è di proprietà di un altro.

-In conclusione

"Non cerchiamo di andare contro il sistema, ma di andare fuori dal sistema", spiega Borras. Dopo anni di proteste, "ora è il momento di agire", continua a chiarire questo storico membro del CIC, che era nato con un centinaio di membri e che è aumentato di 12 volte. L'organizzazione ha ricevuto impulso dall'attivista Enric Duran, il Robin Hood delle banche.
Questo sistema è in espansione in tutta la Catalogna e nella penisola, oltre che in Italia e in Francia.

Fonte:http://www.20minutos.es/noticia/1774218/0/1200-catalanes/se-autogestionan-con/moneda-educacion-sanidad-propia/

Traduzione di NexusCo

http://ienaridensnexus.blogspot.it/2013/04/almeno-1200-catalani-si-autogestiscono.html

Parigi:è morto Stéphane Hessel ,il padre letterario degli “Indignati”

Stéphane Hessel

E’ morto all’età di 95 anni Stéphane Hessel, scrittore ed ex diplomatico francese, autore del bestseller internazionale che diede il nome al movimento giovanile degli Indignados. L’annuncio della scomparsa è stato dato alla stampa francese dalla moglie Christiane Hessel-Chabry. Ex deportato e partigiano antinazista, divenne famoso in tutto il mondo grazie a uno dei suoi ultimi lavori, un pamphlet di una ventina di pagine che fu il caso editoriale del 2010. Un pamphlet rivolto alle giovani generazioni, venduto in oltre quattro milioni di copie in circa 100 nazioni.

“Indignez-vous!” (“Indignatevi!” nella traduzione italiana di Add editore) uscì in Francia il 20 ottobre 2010, pubblicato da Indigene Editions, piccola casa editrice di Montpellier. Un’opera liberatoria e corrosiva, nella quale Hessel si chiede dove sono i valori tramandati dalla Resistenza, dov’è la voglia di giustizia e di uguaglianza, dov’è la società del progresso per tutti. Forte dello straordinario successo guadagnato in poco tempo, nel 2011 Hessel pubblicò un altro pamphlet, “Engagez-vous!” (“Impegnatevi!”, tradotto in italiano da Salani), stampato da una casa editrice di media grandezza, le Editions de l’Aube: un appello alle giovani generazioni “a rivoltarsi e a impegnarsi”.

La biografia di Hessel è stata segnata dalla seconda guerra mondiale, quando fu fatto prigioniero ma riuscì a evadere e a raggiungere il generale Charles De Gaulle a Londra e partecipare così alla Resistenza. Inviato in Francia nel 1944, fu arrestato e deportato nel campo di concentramento di Buchenwald, dove nascose la sua identità per sfuggire all’impiccagione. Evase di nuovo, venne catturato, ma saltò da un treno e riuscì ad unirsi alle truppe americane. Dopo la liberazione lavorò come diplomatico al Segretariato generale dell’Onu: collaborò con Renè Cassin e partecipò alla stesura della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948).

Nato a Berlino il 20 ottobre 1917 da una famiglia ebrea, ma in parte convertita al luteranesimo, Stephane Hessel arrivò in Francia nel 1925. La madre pittrice ispirò il personaggio di Catherine nel film “Jules e Jim”, la storia di una donna amata da due amici che il regista François Truffaut portò sullo schermo a partire dal romanzo autobiografico di Henri-Pierre Rochè. Il padre Franz, che nel romanzo di Rochè ispirò il personaggio di Jules, fu scrittore e traduttore, fra l’altro di Marcel Proust, e amico di Walter Benjamin.

Naturalizzato francese nel 1937, diplomato all’Ecole Normale Superieure di Parigi nel 1939, Hessel seguì i corsi del filosofo Maurice Merleau-Ponty e poi di Jean-Paul Sartre e quindi iniziò la carriera diplomatica, interrotta dalla guerra. Nominato “Ambasciatore di Francia” da François Mitterrand nel 1981, Hessel ha consacrato gli anni della pensione alla militanza in favore dei sans-papiers e della causa palestinese, aderendo alla campagna per il boicottaggio dei prodotti israeliani, suscitando vivaci discussioni. Nel 2006 è stato nominato Grand’Ufficiale della Legion d’onore della Repubblica francese. In tutta la sua vita non ha mai trascurato l’impegno politico diretto, sostenendo il Partito socialista francese e nel 2009 si presentò nella lista di Europa Ecologia alle elezioni per il Parlamento europeo.

Fonte:http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/02/27/e-morto-stephan-hessel-padre-letterario-degli-indignati/514667/

Seconda assemblea AgoraRoma a Piazza di Spagna


http://systemfailureb.altervista.org/seconda-assemblea-agoraroma-a-piazza-di-spagna/
Domenica 7 ottobre 2012 si è tenuta la seconda assemblea a Piazza di Spagna di AgoraRoma. Come nella prima assemblea si è parlato dell’esperienza del Movimento 15M a Madrid e nelle altre città spagnole. Si è parlato, a riguardo del Movimento 15M, di come esso si sia originato e del fatto che i media dopo l’estate scorsa abbiano fatto credere che esso fosse svanito. A contrario di come hanno riportato sempre i vari media il movimento 15M è continuato ad esistere come “assemblee di quartiere” in diverse città spagnole, in cui per esempio si cercano da tempo di evitare gli sfratti alle persone, anche se non sempre si riesce nell’intento. Nelle diverse assemblee di quartiere si discutono le “emergenze” dei quartieri stessi: inoltre si occupano case e centri sociali che permettono alle persone sfrattate di avere una “casa” oppure si aiutano le persone che in un modo o in un altro non hanno assistenza sanitaria. I media purtroppo sottolineano solo le manifestazioni maggiori e gli scontri con la polizia. Inoltre nell’assemblea si è parlato anche di una convergenza tra tante idee dei tanti movimenti che si stanno sviluppando, idee che possono convergere e portare a qualcosa di nuovo, rifiutando una “visione unica” come quella del capitalismo neoliberista. Si è parlato anche di diffondere il movimento 15M in Italia con azioni e metodi simili. Poi si è parlato dell’appuntamento di sabato 13 ottobre del #Global Noise.


http://bambuser.com/v/3043619 (link all’assemblea di cui si parla nell’articolo)


http://www.facebook.com/events/159164797557501/?ref=notif&notif_t=plan_user_invited

(link evento facebook #Global Noise 13/10/2012)

La politica “sotterranea”

Secondo Mary Kaldor, professore di Global governance alla London School of Economics, con la crisi economica e politica dell’euro si è sviluppata in Europa una “politica sotterranea” che vuole “emergere”: gli Indignados spagnoli, #OccupyLondon e #OccupyFrancoforte, altri movimenti dissidenti nascenti in Grecia e in Italia e in altre zone d’Europa.

In tutta Europa secondo Mary Kaldor vi è una sfiducia verso i governi, gli stati e le classi politiche: evidentemente la condizione di “post-democrazia”, più volte “evocata” e “richiamata” da studiosi e analisti come anche da politologi, non è più tollerabile, una condizione di post-democrazia che si esprime con un “vuoto” di governi e politiche che cedono il passo ai poteri “forti”, alle lobby finanziarie, ai mercati e alle banche etc.

Secondo Mary Kaldor il malcontento non è generato solo dalla crisi economica e dalle riforme di austerità e rigore: il malcontento è generato anche dall’esigenza di una nuova democrazia diretta e partecipativa.

La politica sotterranea “enunciata” da Mary Kaldor, la politica “dal basso”, è intesa come “qualcosa” che si oppone agli attuali partiti politici ma anche ai tanti populismi che stanno nascendo soprattutto di destra.

Una politica sotterranea che vuole delegittimare poteri consolidati da tempo, una politica sotterranea che si propone con una vena alquanto “rivoluzionaria” di cambiare la situazione attuale, un rinnovamento radicale e profondo che “colpisca” tanti ambiti, dalla politica alla società all’economia e quant’altro.

Una politica sotterranea che deve passare dalle piazze e dalle strade a formare “qualcosa” di concreto e duraturo nel tempo, qualcosa che “lasci una traccia” e non sia solo effimero e passeggero.

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