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Era un sindacalista delle Usb e non un ladro il migrante ucciso nel Vibonese

Sacko Soumaila


Si chiamava Sacko Soumaila, aveva 29 anni, era regolare in Italia (come gli altri due uomini insieme a lui) ed era originario del Mali. Era un sindacalista delle Unioni sindacali di base (Usb) ed era sempre n prima linea per difendere i diritti dei lavoratori immigrati di Gioia Tauro, sfruttati e costretti a vivere nelle baraccopoli tenute su da pezzi di lamiere.

Ed era proprio la lamiera quella che Soumali stava andando a prendere, non rubare, perché quella zona è una discarica a cielo aperto dove i rifiuti sono abbandonati senza nessuna proprietà.

L'uomo che, secondo le testimonianze dei due sopravvissuti, è arrivato in una macchina e ha sparato loro contro con un fucile, non aveva alcun diritto di proprietà su quelle lamiere che servivano ai tre uomini per rinforzare le baracche.

Portavoce migranti contro Alfano per la frase sul lavoro gratuito e volontario: "Pronti a scendere in piazza con palette e scope"


Continua a sollevare polemiche su polemiche l'uscita di ieri del ministro dell'interno Angelino Alfano in merito alla richiesta avanzata dallo stesso ai Comuni di applicare una circolare che permetta di far lavorare gratis i migranti anziché farli stare con la mani in mano. A scatenare la sua furia è Aboubakar Soumahoro, portavoce della Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo (CISPM) e membro dell'Esecutivo Nazionale USB: "Il ministro Angelino Alfano chiede ai comuni di far lavorare gratis migranti e richiedenti asilo che risiedono nei loro territori. Come se non bastasse il sistema del business dell'accoglienza, che ha visto la sua massima espressione in 'Mafia capitale, con lo sfruttamento dei lavoratori e la trasformazione dei migranti in merce di scambio a discapito dei loro diritti e dignità".

Tutti in piazza. Soumahoro lancia poi l'iniziativa di scendere in piazza: "Finalmente si chiude il cerchio delle leggi o dispositivi che introducono le nuove forme di schiavitù nel XXI secolo - aggiunge - perché è la schiavitù il comune denominatore tra l'ennesima scandalosa e incivile richiesta del ministro Angelino Alfano, la legge Bossi-Fini, il jobs act e il lavoro gratis a Expo. A questo punto andremo in piazza con palette e scope il prossimo 22 maggio, nell'ambito della Giornata Internazionale d'Azione contro il Regolamento Dublino III, per la regolarizzazione e la rottura tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro. Chiamiamo tutti a portare con sé palette e scope, ma per spazzare via ogni forma di razzismo, sfruttamento e schiavitù».

Roma: malata di cancro licenziata per "troppe assenze"



Di Salvatore Santoru

Sta facendo discutere il caso di Simona, una 40enne commessa del centro commerciale Roma Est, licenziata per "troppe assenze" dovute alla permanenza in ospedale per via del tumore che l'affligge.

Il caso è stato portato alla ribalta con un comunicato dell'Unione Sindacale di Base (Usb), che per questo caso chiederà l'immediato reintegro, come già successo, grazie a una petizione di ben 80mila firme, a Brindisi per un'altra impiegata di una multinazionale licenziata per lo stesso motivo di Simona.

Sul web, per sostenere la causa di Simona, è nato anche l'hashtag #dallapartediSimona.

Si spera che questa vicenda si concluda positivamente al più presto.

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