Il primo fu Mohamed Bouazizi, il venditore ambulante che si diede fuoco a Sidi Bouzid il 4 gennaio del 2011 dopo essere stato vessato dalla polizia e per protestare contro le gravi condizioni economiche e la corruzione diffusa del suo Paese. Quel gesto diede vita all’ondata rivoluzionaria di proteste noto con il nome di primavera araba, che ha passato i confini della Tunisia e ha scosso i popoli di molti Paesi, tra cui Egitto, Libia, Siria, Yemen, Bahrain.
L’esempio di Bouazizi è stato seguito da tunisini per lo più giovani e residenti in aree rurali povere.
La testata Bbc ha messo in evidenza come, nell’anno successivo alla sollevazione popolare, la Tunisia, lungi dall’aver risolto i suoi problemi, abbia assistito ad un aumento delle immolazioni cinque volte superiore a quelle dell’anno precedente.
Da E-il mensile