Riflessioni sul complottismo



Di Salvatore Santoru

Quando si parla di "complottismo" si assiste a un'interminabile diverbio tra i sostenitori, chiamati "teorici della cospirazione", e i suoi critici, spesso definiti "scettici" e/o "debunker".
Solitamente non si giunge mai a qualcosa di costruttivo, ma a un continuo "scontro cieco", che non porta altro che a rafforzare le convinzioni dei gruppi interessati.

Tra l'altro c'è da dire che la stessa definizione di "complottismo" risulta oggetto di contesa, e credo che sia da rivedere.


Difatti, questo termine risulta al giorno d'oggi sempre più inflazionato e su di esso pesa una certa raffigurazione stereotipata veicolata nella "cultura di massa" dominante.

Spesso mediaticamente e non, difatti si descrive il fenomeno del complottismo come una sorta di sinonimo di atteggiamento "paranoide" di per sé, e di conseguenza si cataloga il "complottista" come un'individuo costantemente all'erta e/o che vede complotti dappertutto.

Una rappresentazione del genere la si può ravvisare in diverse pellicole hollywoodiane, o nel recente ed interessante film indipendente "The Conspiracy", una sorta di parodia del mondo "cospirazionista", dove ad esempio si parla ironicamente del Tarsus Club ( nome storpiato ovviamente dal reale Boehmian Club ),e viene offerta una versione parodistica e ironica del "complottista medio" statunitense, "ossessionato" dalle mosse del governo, probabilmente una parodia di Alex Jones 'vecchia scuola'(prima del suo relativamente recente cambiamento).


Naturalmente ci sono diversi casi di questo tipo, ma tale rappresentazione ritengo sia in buona parte pregiudiziale se non, per certi aspetti, anche falsa.

Stando alla definizione corrente del fenomeno, c'è da dire che uno dei punti essenziali è che chi "crede a una teoria del complotto può credere con la stessa facilità anche ad altre teorie del complotto e che ciò accade di norma".

Questo punto risulta abbastanza fuorviante.


Infatti ci sono una marea di cosiddetti "complottisti" o presunti tali che credono in questa piuttosto che l'altra "teoria del complotto" o ritenuta tale, e chi crede facilmente in un pò tutte le " teorie della cospirazione" o ritenute tali non rappresenta generalmente una "norma".

Inoltre, spesso si descrive il "complottismo" come un fronte monolitico, quando invece sembrerebbe variegato e diviso. 

Ciò che accomuna le varie forme di complottismo è la credenza in una visione d'insieme del mondo della società direttamente o indirettamente 'controllata' e/o 'manovrata' e il pensiero che dietro a fondamentali questioni e/o quello che viene chiamato il "teatrino politico" e/o mediatico vi siano determinati interessi di poteri forti e/o occulti.


Per il resto, ci sono tantissime interpretazioni della questione e i più noti complottisti sostengono che vi sia un determinato gruppo dietro l'attuale situazione internazionale. Su ciò, c'è da dire che c'è chi parla di influenti gesuiti, chi di poteri sionisti o, sul versante della 'scienza di confine', chi di alieni e così via.


C'è da dire che vi sono tantissime teorie del complotto, alcune molto affascinanti e altre alquanto ridicole. 

Per il resto, penso che quello che viene chiamato come "complottismo", se non sfocia in fondamentalismo, spesso possa costituire un'interessante descrizione alternativa degli eventi internazionali(e non solo), che a volte può rivelarsi anche esatta.


Poi, chiaramente è sempre bene farsi una propria idea, discernere e sentire sempre diverse campane, per cercare di informarsi in modo più libero e consapevole possibile.

Da gestore di un blog che a volte si occupa anche di tematiche considerate "complottiste" o affini ad esse, dico inoltre di ricercare personalmente le tematiche affrontate in questo come in altri blog e/o siti per avere una visione sempre più ampia e consapevole dei fatti trattati.
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