La lunga saga degli Ig Nobel

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Di Luca Tancredi Barone

L’ex matematico Marc Abrahams l’ha fatto di nuovo. Per la ventisettesima volta, ieri notte a Boston ha messo in piedi lo spettacolo nerd destinato agli scienziati più bizzarri: l’annuale celebrazione degli Ig Nobel ha visto sfilare gli autori e le autrici delle dieci ricerche o delle decisioni più curiose del mondo. Almeno secondo gli “Annuals of the Improbable Research”, la pubblicazione che religiosamente raccoglie ricerche serie e facete sui temi più disparati e che Abrahams dirige.

Fra i premiati di quest’anno, anche qualche italiano: Matteo Martini e Ilaria Bufalari della “Sapienza” Università di Roma hanno ritirato il premio Ig Nobel per la cognizione per il loro articolo, pubblicato insieme a Salvatore Maria Aglioti della "Sapienza" e a Maria Antonietta Stazi dell'Istituto superiore di sanità, in cui dimostrano che spesso i gemelli non sanno distinguersi visualmente tra loro. Non è la prima volta. Se l’ultimo italiano premiato da Alfred Nobel è stato Mario Capecchi (Nobel per la medicina nel 2007), Ignazio Nobel, il fratello immaginario di Alfred che darebbe il nome agli stravaganti premi, di italiani ne ha premiati molti in questi anni, come si vede in questa lista. Dove, tra l’altro, troviamo qualche altra perla fra i premiati di ieri, per esempio i ricercatori spagnoli che hanno studiato come cambiavano le espressioni facciali di un feto se gli veniva fatta ascoltare musica inserendola direttamente nella vagina della madre o appoggiandola sulla sua pancia. Surreale, ma vero: esiste anche un “babypod” per questo.

CONTINUA SU http://www.lescienze.it/news/2017/09/15/news/storia_premi_ig_nobel-3663309/

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