L’economia russa ha ricominciato a crescere

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Il 2017 potrebbe essere un anno di crescita per l’economia della Russia, e non succedeva dalla recessione economica iniziata nel 2014. Il ministro delle Finanze russo ha stimato che la crescita economica sarà del 2,1 per cento rispetto all’anno precedente. Gli indicatori economici positivi sono diversi: per esempio l’inflazione potrebbe stabilizzarsi attorno al 4 per cento – alta, ma più bassa rispetto al recente passato – e la domanda interna di consumi potrebbe essere molto superiore ai valori registrati negli ultimi anni. Il governo russo dovrà affrontare molti problemi non ancora risolti – la debolezza del settore bancario e la vulnerabilità alle oscillazioni del prezzo del petrolio e del gas, tra gli altri – ma intanto la prima crescita economica da anni potrà essere usata dal presidente russo Vladimir Putin per rafforzare ulteriormente la sua posizione in vista delle prossime elezioni, che si terranno nel marzo 2018.
Per molto tempo la situazione economica in Russia è stata uno dei problemi più gravi per il governo di Putin. L’economia russa aveva subìto il primo colpo con il crollo del prezzo del petrolio, la cui vendita rappresenta una buona fetta delle esportazioni russe. La situazione era peggiorata con l’imposizione dalle sanzioni economiche internazionali per l’intervento russo nella crisi in Ucraina e per le sue interferenze nella campagna elettorale presidenziale del 2016 negli Stati Uniti. La crisi, comunque, non era stata improvvisa. L’economia russa aveva mostrato già in precedenza importanti segni di debolezza per via della sueccessiva dipendenza dell’economia dalle esportazioni di petrolio e gas, dell’eccessivo ruolo dello stato nell’economia e dall’esistenza di una macchina burocratica enorme e inefficiente.

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