Nuove rivelazioni su David Rossi. "Quelle valigette dallo Ior al Monte dei Paschi"

nov 16, 2017 0 comments
Risultati immagini per morte di David Rossi

Di Franco Grilli

Nuovo capitolo sul giallo legato alla morte di David Rossi, il responsabile comunicazione di Mps deceduto il 6 marzo 2013 dopo essere precipitato da una finestra della sede della banca, nel pieno centro di Siena.

Nonostante l'archiviazione della procura dell'indagine su "istigazione al suicidio", la moglie di Rossi, Antonella Tognazzi e la figlia della donna, Carolina Orlandi, continuano a non credere all’ipotesi del suicidio, e sperano che si torni a indagare sulla morte dell’uomo. A occuparsi della vicenda ancora una volta è un servizio del programma "Le Iene", su Italia Uno. L’avvocato Luca Goracci, legale della famiglia Rossi, racconta di un misterioso testimone che si farebbe fatto vivo un anno e mezzo fa. Quest’uomo avrebbe raccontato, tra le altre cose, che, la sera del 6 marzo 2013 si trovava nel vicolo dove trovò la morte Rossi
"Sono stato contattato telefonicamente da questa persona - rivela l'avvocato - poi è venuta allo studio e a parole mi dice che la sera del 6 aveva un appuntamento con David, che ha fatto tardi, e che risalendo su da via de Rossi, arrivato all'altezza del Vicolo di Monte Pio, si è girato e ha visto un corpo in terra. È entrato nel vicolo e si è avvicinato al corpo, e lì ha visto che si trattava di David Rossi che, mi dice, conosceva da qualche mese. E mentre era lì, sarebbe stato aggredito da alcune persone alle spalle: si è divincolato ed è riuscito a scappare con pugni e calci. C’era stato un colpo d’arma da fuoco che qualcuno di questi avrebbe sparato, mi dice che avevano il silenziatore nella pistola".
Ma perché questa persona si sarebbe fatta viva con l'avvocato? E soprattutto, chi era? Raccontò di chiamarsi Antonio Muto, e che faceva l'imprenditore, ma forse non era il suo vero nome. A suo dire conosceva Rossi, perché in talune occasioni lo accompagna a Roma: "Una volta a settimana, una volta al mese…". Il racconto si infittisce di altri dettagli misteriosi forniti dall'avvocato: "L’uomo mi dice che loro, lui e Rossi, andavano allo Ior e lì si incontravano con una persona che mi descrive come uno con i capelli tutti impomatati soprannominato Fonzie. Io vado su Google Immagini, digito il nome, glielo faccio vedere e lui mi fa “sì, è lui”, che era ***, non so se il nome vi è noto, consigliere d'amministrazione Monte dei Paschi di Siena e dello Ior". E racconta che una volta il "finto Muto" gli disse che una volta David, con una valigetta, si fece accompagnare all'ospedale, dove era ricoverato suo padre. "Questa storia della valigetta, chiedetela a Ranieri" (fratello di David, ndr).
Quando la Iena Antonino Monteleone raggiunge Ranieri Rossi e gli domanda se suo fratello non gli avesse mai fatto cenno al contenuto di quella valigetta, lui risponde così: "David? A noi? C'erano dei documenti importanti? Ma io non saprei… documenti della banca? Segreti? Documenti illegali? Documenti strani, privati?". Il mistero resta.

Procura di Siena apre due fascicoli

Accertare se esistono elementi concreti che possano portare alla riapertura dell'inchiesta sulla vicenda di David Rossi. Con questo scopo la procura senese, a seguito di nuovi elementi e testimonianze riportati da stampa e tv, ha aperto due fascicoli relativi a fatti non costituenti notizia di reato. Da quanto si apprende, nei giorni scorsi sarebbero stati ascoltati dalla polizia giudiziaria l'avvocato della famiglia di Rossi, Luca Goracci, l'ex segretaria dell'allora amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola, Lorenza Pieraccini, e l'ex segretario dell'ex presidente di Mps Giuseppe Mussari, Valentino Fanti.
L'avvocato Goracci sarebbe stato ascoltato in merito alle confidenze che avrebbe ricevuto da un misterioso testimone. Lorenza Pieraccini, invece, è stata ascoltata per quanto aveva raccontato a un giornalista della trasmissione ''Le Iene'', al quale aveva detto che le mail inviate da Rossi a Viola nei giorni precedenti il decesso, erano state aperte e lette da altre persone, tra cui l'ex segretario di Mussari, Fanti. E per questo la polizia giudiziaria ha voluto sentire anche la versione di Fanti.

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