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I Wikileaks dell’Arabia Saudita che preoccupano la famiglia reale

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Di Mauro Indelicato
Segreti, intrighi di corte, misteri di palazzo: in ogni capitale ed in ogni luogo dove risiedono le cosiddette “stanze dei bottoni” vi è un personale addestrato per non far filtrare determinate indiscrezioni all’esterno, ma anche uomini che spesso in solitaria riescono al contrario a fare arrivare alla stampa notizie riservate. Se l’occidente ha assistito, negli anni passati ed in parte ancora oggi, al fenomeno di WikiLeaks, in Arabia Saudita invece esiste un nome che è sinonimo di rivelazione di notizie segrete: Mujtahidd. È questo il nome di un account Twitter che da alcuni anni rivela al mondo, con dovizie di dettagli, alcune delle news più indiscrete e misteriose relative agli intrighi dei Saud. Retroscena, indiscrezioni, faide e presunte congiure, il canale Mujtahidd è una vera spina nel fianco della famiglia reale del regno wahabita.

Il mistero sull’identità Mujtahidd

In arabo mujtahidd vuol dire “studioso”: l’account Twitter recante questo nome è apparso per la prima volta nel 2011, anno in cui anche in Arabia Saudita sono andate in scena diverse proteste sulla scia delle cosiddette “primavere arabe”, anche se il movimento non ha avuto grande seguito. Da subito il canale social dello “studioso” ha riscosso un grande successo: al suo interno non vi sono congetture o supposizioni, bensì cronache dei vari determinati eventi raccontati arricchite con dovizie di dettagli. Mujtahidd è apparso come una sorta di breccia in grado di mostrare al mondo, in parte, i segreti più nascosti dei Saud. Nel 2012 non solo l’Arabia Saudita ma gran parte della scena mediatica araba hanno iniziato a parlare di lui, con la famiglia reale che da Riyadh più volte non ha potuto nascondere imbarazzi e dichiarare apertamente l’astio verso quel canale Twitter.
Se l’occidente ha un nome punto di riferimento nella rivelazione dei segreti dei capi di governo, corrispondente a quello di Julian Assange, l’Arabia Saudita non sa chi si nasconde dietro il canale Mujtahidd. Potrebbe essere un singolo, così come potrebbe anche trattarsi di un gruppo di persone capaci di arrivare con le proprie fonti all’interno del palazzo reale; si tratta, di fatto, di un vero e proprio rompicapo visto che il canale Twitter in questione non ha mai dato modo di poter avere forti sospetti verso una o più determinate persone. Il “cinguettio” più clamoroso è stato quello del giugno 2017, quando dal canale Mujtahidd è uscita la notizia della prossima abdicazione di Re Salman a favore del figlio; una rivelazione questa, che avrebbe fatto tardare i propositi dell’anziano monarca saudita. Ma anche durante la stagione degli arresti nel novembre scorso, i Tweet di Mujtahidd hanno svelato alcuni retroscena importanti circa il giro di vote che si stava compiendo in quei giorni contro alcuni degli uomini più ricchi del regno.
Di certo, chiunque si nasconda dietro l’account Mujtahidd è una persona ben informata, che potrebbe essere direttamente vicina agli uomini più potenti della casa reale oppure avere importanti agganci con persone che non vedono di buon occhio la scalata di Mohamed Bin Salman, il potente principe ereditario.

L’ultima indiscrezione di Mujtahidd: sabato attentato diretto al principe ereditario

Se nei media sauditi ed internazionali la notizia è subito caduta nel dimenticatoio, bollando l’accaduto come un episodio di secondo piano, dall’account di Mujtahidd sono uscite importanti indiscrezioni circa la sparatoria avvenuta sabato sera a Riyadh. Durante i primi minuti di scontro a fuoco vicino la zona del palazzo reale della capitale saudita, si parlava su molti media internazionali di tentativo di colpo di Stato, poi come detto tutto è stato declassato ad una notizia di secondo piano. Ufficialmente, un drone giocattolo si è avvicinato fin troppo ai palazzi che ospitano le sedi governative, con Re Salman precauzionalmente messo in sicurezza in un luogo segreto ma con le forze di sicurezza capaci di neutralizzare la minaccia. La dinamica ricostruita da Mujtahidd, che fa riferimento ad alcune fonti interne alla casa reale, sarebbe invece radicalmente diversa.
L’episodio è da considerarsi come un tentativo di attentato contro Mohamed bin Salman, il figlio del Re e primo candidato alla sua successione. Secondo quanto raccontato nell’account Twitter più famoso dell’Arabia Saudita, un gruppo di attentatori si sarebbe avvicinato verso il palazzo reale con un furgoncino armato di mitragliatrice e “scortato” da un drone: l’obiettivo era scovare ed uccidere proprio il principe ereditario, in quel momento presente nei suoi lussuosi appartamenti. Mujtahidd racconta come, dall’avvicinamento del furgone, è nato un conflitto a fuoco che ha prodotto la morte di tre guardie del palazzo ed alcuni attentatori, oltre all’abbattimento poi del drone in questione. Due, secondo lo “studioso”, sarebbero le falle che ancora adesso preoccupano Mohamed bin Salman e le persone a lui più vicine: da un lato, alcuni attentatori sono riusciti a sopravvivere al conflitto a fuoco ed a scappare, dall’altro la facilità con il quale un furgone armato di mitragliatrice è arrivato quasi alle porte della sede della famiglia reale.
Un episodio che, se confermato, testimonierebbe la tensione che si vive in queste ore in Arabia Saudita, paese che sta assistendo alla rapida scalata del principe ereditario ma al tempo stesso anche alle conseguenti spaccature interne agli stessi Saud.
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