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La Russia ora abbraccia l’India: si rafforza l’asse economico e militare

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Vladimir Putin e Narendra Modi al vertice BRICS 2015 (fonte Wikipedia)
Di Lorenzo Vita
Un incontro importante quello avvenuto a Sochi fra il presidente russo Vladimir Putin e il premier indiano Narendra Modi
“La Russia è una vecchia amica dell’India, condividiamo legami storici di lunga data e il presidente è mio amico personale e amico dell’India”, queste le parole di Modi durante l’incontro con Putin sul Mar Nero. “Negli ultimi quattro anni, tu ed io siamo stati fianco a fianco sia a livello bilaterale che sul palcoscenico internazionale … E sono molto contento che sia stato così”.
E se le parole di Modi non vanno considerate una dichiarazione d’amore nei confronti della politica russa, c’è da dire che non sono poche le loro conseguenze sul piano internazionale.

L’asse economico fra Mosca e Nuova Delhi

Interscambio commerciale, rapporti energetici, cooperazione militare. Sono quei i tre grandi temi dell’incontro di Sochi. Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov ha parlato di “partnership strategica” fra Russia e India, ribadendo la crescita del volume d’affari tra i due giganti asiatici, aumentata del 20% negli scorsi anni e del 40% nell’ultimo periodo.
Una partnership economica in cui l’energia non può non avere un ruolo primario. La politica estera della Russia si incentra sugli idrocarburi e sul nucleare. Le sue agenzie, si pensi a Gazprom, Rosneft e Rosatom, rappresentano braccia essenziali della geopolitica di Mosca. E anche l’India rientra in questa strategia.
Come scrive l’agenzia russa Tass, Lavrov  ha ribadito che “le esportazioni di petrolio verso l’India sono aumentate di 10 volte nell’ultimo anno”. Ma oltre all’ingresso prepotente di Rosneft nel mercato indiano, si assiste anche a una crescita delle quote di mercato del Gnl da parte di Gazprom e soprattutto sull’ingresso russo nel programma nucleare indiano.
A questo, ed è una notizia che va sottolineata, si aggiunge anche la possibilità che vengano avviati i negoziati per una zona di libero scambio tra Unione economica eurasiatica e India.

La cooperazione militare

Vladimir Putin è stato molto chiaro. Ha ribadito che Mosca e Nuova Delhi hanno stabilito “contatti molto stretti e una buona cooperazione a livello militare” Cosa che “indica l’elevato livello strategico della nostra partnership”.
L’alleanza fra la Difesa russa e quella indiana va avanti dai tempi dell’Unione Sovietica. E la Russia di Putin non fa eccezione. Secondo i dati del Stockholm International Peace Research Institute, Mosca rimane il partner principale del mercato delle armi in India. Come scriveva l’Economic Times a dicembre del 2017, “la Russia ha rappresentato il 68% delle importazioni di armi in India nel periodo dal 2012 al 2016, rispetto al 14% degli Stati Uniti e al 7,2% di Israele”.
L’India sta cercando di diversificare il mercato delle importazioni, anche per evitare un’eccessiva contrapposizione con gli Stati Uniti. Ma è chiaro che Mosca rappresenterà ancora per molto l’alleato principale delle fornitura di sistemi militari nel Paese. Ed è un tema fondamentale vista anche la volontà dell’india di innalzare le sue capacità militari.
In questo senso, l’amicizia con la Russia non è solo legata al mercato delle armi, ma anche all’aumento del know-how militare. Tra India e Russia vi sono continui scambi militari di alto livello e le forze armate dei rispettivi Paesi partecipano spesso ad esercitazioni congiunte. Basti pensare alle esercitazioni Indra del 2017, alle esercitazioni della marina indiana nell’Estremo oriente russo o a quelle delle forze di terra russe nella provincia indiana del Rajasthan nel 2015.

Un messaggio a Stati Uniti e Cina

L’incontro tra Modi e Putin è anche un messaggio rivolto alle due superpotenze che si giocano la partita asiatica e del Pacifico: Cina e Stati Uniti.
La Cina ha rapporti complessi con l’India. Vi sono questioni aperta a livello territoriale, cui si aggiunge anche la nuova alleanza fra Cina e Pakistan, che di fatto blocca l’India dal poter accedere all’Asia centrale, per via della guerra fra Nuova Dehli e Pakistan. Putin può giocare la carta indiana anche come contraltare alla cavalcata cinese verso ovest.
E la Cina, dal canto suo, ha interesse a non farsi nemici gli indiani, anche perché può essere utile avere un gigante economico all’interno della Shanghai Cooperation (cosa che già avviene). E anche avere un buon rapporto con l’India sul fronte afghano, può essere essenziale per Pechino.
Per gli Stati Uniti, un campanello d’allarme. L’India è considerata il pilastro della nuova strategia Usa per l’Indo-Pacifico nell’ottica di assediare la potenza economica cinese. Washington ha sempre considerato le forze indiane come terza gamba di una possibile alleanza indo-pacifica composta anche da Giappone e Australia. Ma la mossa di Putin potrebbe avere un impatto notevole su questo sogno dell’amministrazione Trump.
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