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Link tax, Di Maio: “Riforma Ue grave pericolo, bavaglio alla rete”. Soro è d’accordo. Bruxelles: “Nessuna censura”

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Fatto Quotidiano

Scontro tra il vicepremier Luigi Di Maio, le associazioni che rappresentano l’industria creativa italiana e la Commissione Ue. L’oggetto del contendere è la cosiddetta link tax prevista dalla nuova direttiva sul copyright approvata dalla Commissione giuridica del Parlamento europeo. Secondo il ministro del Lavoro e dello Sviluppo l’idea di far pagare alle piattaforme e agli aggregatori del web (tipo Google News) per la pubblicazione dei contenuti giornalistici protetti da copyright rappresenta “un grave pericolo” che arriva “direttamente dall’Ue” e ci sono “due articoli che potrebbero mettere il bavaglio alla rete”. “Ci opporremmo con tutte le nostre forze, a partire dal Parlamento europeo”, ha detto Di Maio intervenendo all’Internet day organizzato dall’Agi alla Camera e in un post poi pubblicato sul Blog delle stelle, e se la direttive dovesse essere rimanere così com’è “siamo anche disposti a non recepirla”. Posizione sostanzialmente condivisa da Antonello Soro, Garante della Privacy. “Io ho posizioni simili a quelle del ministro Di Maio. Con l’obiettivo di salvaguardare un valore vero, quello del copyright, il testo della riforma Ue rischia di affidare ai gestori delle piattaforme social il rubinetto dell’informazione, cambiando cosi’ la natura di Internet”, ha detto Soro intervenendo alla presentazione del quarto rapporto Agi/Censis.

Nel pomeriggio è arrivata la replica della Commissione: una portavoce ha precisato che la riforma, in particolare l’articolo 13 sui contenuti caricati dagli utenti, “non è ‘censura‘ e non costituisce un obbligo di monitoraggio generale, come confermato dai servizi legali”. Quanto all’articolo 11 “non è il caso” di una tassa sui link, in quanto “la Commissione ha messo in chiaro” che “i diritti proposti per gli editori non impatteranno sulla capacità della gente di fare link ai siti dei giornali online“. Dal canto suo il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani ha fatto sapere che sostiene la posizione della Commissione competente e ha aggiunto: “Non condivido le posizioni di chi ritiene di dover avere un sistema Web di piattaforme senza regole. Non condivido la posizione del vice primo ministro italiano e mi auguro che questa non sia la posizione del governo italiano, perché danneggerebbe fortemente l’identità europea”.

FONTE E ARTICOLO COMPETO: https://www.ilfattoquotidiano.it/2018/06/26/link-tax-di-maio-riforma-ue-e-un-grave-pericolo-bavaglio-alla-rete-bruxelles-replica-nessuna-censura-ne-tassa/4452879/
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