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Il jihadista viveva in uno Sprar. Salvini: "Mantenuto a nostre spese"

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Di Claudio Cartaldo
Voleva far saltare in aria le chiese italiane a Natale perché "sono piene". Nel mirino aveva anche San Pietro, l'edificio sacro "più grande".
Voleva "uccidere e ammazzare i cristiani" perché "se serve alla causa bisogna farlo". Mohsin Omar Ibrahim, anche noto come Anas Kalil, è stato arrestato ieri con l'accusa di essere un affiliato dell'Isis. Il 20enne somalo aveva una valigia in mano e camminava verso la stazione di Bari quando è stato fermato e sottoposto a interrogratorio. Le indagini, coordinate dalla Dda pugliese e cui hanno partecipato anche i servizi segreti e l'Fbi, sono piene di intercettazioni telefoniche compromettenti. Ma è soprattutto sul suo passato che ora si concentrano gli interrogativi, soprattutto quelli politici: come è arrivato in Italia?
Ibrahim è arrivato in Italia nel 2016. Dopo lo sbarco in Sicilia è finito a Folrì, poi ha ottenuto un permesso di soggiorno umanitario. Come rivelato dal Giornale, ha lavorato come operaio e nei campi della Puglia, poi ha vissuto in uno Sprar e infine si è spostato in uno stabile occupato abusivamente dagli immigrati. Ed è proprio su questo che oggi Salvini rivendica le norme inserite all'interno del suo decreto Sicurezza.
"Prima ha ottenuto un permesso umanitario ed è stato mantenuto a spese degli italiani in uno Sprar, poi si è trasferito in un edificio occupato che è stato sgomberato a ottobre - ha detto il ministro dell'Interno - Il caso dell'aspirante terrorista islamico di Bari, di nazionalità somala, ci conferma ancora di più che era necessaria una stretta sui permessi di soggiorno facili, sulle occupazioni abusive, sui fruitori di servizi pagati dai contribuenti. Altro che buonismo e critiche al Viminale che "manda immigrati indifesi in mezzo alla strada". Il titolare del Viminale insiste quindi nel dire che il suo obiettivo è quello di ottenere "regole, legalità, buonsenso". "Aiutiamo solo i veri profughi - ha detto - non balordi, delinquenti o clandestini. Grazie allo straordinario lavoro delle Forze dell'Ordine e degli investigatori. Dopo il mio Decreto andiamo avanti, con più forza, per aumentare le espulsioni".
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