Palestina, Israele arresta altri 4 italiani per la raccolta delle olive: saranno espulsi


Di Monica Cillerai

Non si ferma la guerra d’Israele ai mezzi di sussistenza dei palestinesi, e continua con sempre più intensità la repressione verso i solidali internazionali che in questo delicato periodo dell’anno si recano in Cisgiordania per sostenere la raccolta delle olive. Verranno rimpatriati oggi i 14 internazionali fermati venerdì mentre raccoglievano le olive nel villaggio palestinese di Kafr Ni’ma, circa 20 km a ovest di Ramallah. Tra di loro ci sono 4 attivisti italiani, tra cui la consigliera comunale nonché componente del Consiglio nazionale di Europa Verde Giorgia Lombardi, 5 tedeschi, 2 canadesi e un cittadino statunitense. Fermati anche una giornalista bresciana con il suo compagno. Uno dei tre palestinesi che erano con loro, Yaqoub Ataya, è stato portato nel carcere di Ofer con l’accusa di aggressione, mentre gli altri due sono stati rilasciati.

«I palestinesi sono stati brutalmente picchiati dai coloni israeliani e i volontari internazionali sono stati aggrediti», ha denunciato il deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli, dopo aver ricevuto un messaggio vocale che raccontava quanto successo dalla collega detenuta. «Sono intervenuti l’esercito e la polizia israeliana che, invece di arrestare i coloni responsabili delle violenze, hanno arrestato i volontari impegnati nella raccolta delle olive, ritirando loro i passaporti». Una storia che si ripete sempre uguale: arrivano i coloni, spesso armati, per bloccare la raccolta delle olive – una delle forme di sussistenza fondamentali per decine di migliaia di famiglie palestinesi sul territorio – e di frequente si accaniscono sui presenti con violenze, pestaggi, minacce e furti di materiali e delle olive. Dopo arrivano i militari israeliani i quali, invece di arrestare gli aggressori, detengono le vittime.

Salirà così a 18 il numero degli italiani rimpatriati in nemmeno 20 giorni, in quello che è un netto aumento della repressione verso gli internazionali sul territorio. Secondo FAZ3A – la campagna a guida palestinese nata per supportare la raccolta delle olive che coordina una parte dei solidali stranieri sul territorio – questi attacchi sono la prova di una politica deliberata volta a criminalizzare la solidarietà internazionale. Il 22 ottobre scorso, altri 11 attivisti della campagna, tra cui 5 italiane, erano stati arrestati e poi espulsi mentre si trovavano nell’area di Masafer Yatta, patria del film No Other Land. Solo pochi giorni fa l’ultimo caso: 14 attivisti di ISM – International Solidarity Movement, l’altra organizzazione informale che sostiene i palestinesi sulla propria terra – sono stati fermati mentre aiutavano nella raccolta delle olive e successivamente espulsi. Tra di loro vi erano anche cinque italiani: Donato Ferdori, 56 anni, è atterrato ieri in Italia dopo una settimana nelle carceri israeliane. 

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://www.lindipendente.online/2026/11/07/palestina-israele-arresta-altri-4-italiani-per-la-raccolta-delle-olive-saranno-espulsi/

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