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Flavio Bolsonaro inguaia il padre Jair


Di Andrea Massardo

Flavio Bolsonaro, figlio del presidente del Brasile, è stato messo sotto indagine dalla corte di giustizia del Paese perché sospettato di esser parte di un ingente giro di tangenti che implicherebbe anche la moglie. Sebbene il caso fosse stato chiuso con un nulla di fatto negli anni scorsi, recentemente i pubblici ministeri brasiliani hanno deciso di riaprire la questione che, a loro detta, necessita di ulteriori accertamenti. L’indagine risale al periodo in cui il figlio del presidente brasiliano Jair Bolsonaro ricopriva il ruolo di legislatore a Rio de Janeiro; coincidenza temporale che ha spinto i giudici a riaprire le indagini, nonostante lo stop da parte della corte suprema federale meno di un anno fa.

Flavio inguaia il padre

Nonostante il caso fosse già noto alla stampa e, volente o nolente, avesse arrecato danni d’immagine alla famiglia, la notizia della riapertura delle indagini arriva in un brutto momento per il presidente, occupato a contrastare la nuova ascesa politica di Luiz Inácio Lula da Silva. Dopo la decisione della corte suprema federale di scarcerare il leader del partito nazionale dei lavoratori di sinistra, i deputati fedeli a Bolsonaro hanno già iniziato a lavorare ad una proposta di legge che possa rimetterlo dietro alle sbarre. Lula, accusato di corruzione, è stato rimesso in libertà in quanto non soggetto a condanna definitiva; decisione questa che potrebbe far da storico in caso di sentenza di colpevolezza per Flavio Bolsonaro: ma a quale prezzo? A meno di una legge ad hoc successiva ad un ipotetica condanna, la stessa proposta legislativa studiata appositamente per il caso di Lularischierebbe di colpire anche il figlio dell’attuale presidente brasiliano: con un ulteriore danno di immagine per l’esecutivo brasiliano. Viceversa, fermare i lavori significa lasciare Lula a piede libero, accettando il rischio di avere costantemente la sua figura politica con il fiato sul collo, pronto a sfruttare ogni minimo errore.
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Greta, l'attacco di Bolsonaro: 'Mocciosa'


Di Salvatore Santoru

Il presidente del BrasileJair Bolsonaro, ha recentemente criticato Greta Thunberg.
L'attacco di Bolsonaro è arrivato a seguito delle affermazioni critiche fatte dall'attivista svedese  sull'aumento della violenza contro gli indigeni, a seguito dell'omicidio di due indios brasiliani(1).

Bolsonaro ha definito la Thunberg una "mocciosa" e ha sostenuto che sarebbe impressionante che la stampa gli dia tanto spazio.

NOTA:

(1) https://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2019/12/10/bolsonaro-deride-greta-una-mocciosa_3CQIMFSa6y24iXIsRrHSFJ.html

NON SOLO REGNO UNITO: CATENA DI ATTENTATI MONDIALI, CON EPISODI ANCHE IN BRASILE E PAESI BASSI


Di Guido Da Landriano

Ieri i mass media italiani hanno parlato dell’attacco a Londra, con le famose immagini dell’attentatore che viene prima disarmato da un passante (un passante!) ed ucciso dalla polizia, dopo aver , purtroppo, accoltellato a morte due innocenti passati:
BREAKING UPDATE: Attacker armed with a knife stabbed people on London bridge, he was shot dead by armed police forces, number of stabbed people currently not yet confirmed.
Ecco un altro video in cui si vede la scena

Questo attacco non è stato però l’unico. Quasi in contemporanea ce n’è stato uno simile in Olanda, dove a L’Aja c’è stato un altro attacco simile con il coltello che ha lasciato almeno 7 feriti e la polizia sta cercando un uomo fra i 45 ed i 50anni:
BREAKING UPDATE: Attacker armed with a knife stabbed people on London bridge, he was shot dead by armed police forces, number of stabbed people currently not yet confirmed.
Poi c’è stato un terzo attacco in Brasile, dove un uomo armato di coltello ha preso ostaggio sei persone in un bar centrale di Rio de Janeiro.
CENTRO | RUA DO RESENDE: ocorrência policial interdita totalmente a via, na altura da Mem de Sá. CET-Rio acionada.
Visualizza l'immagine su Twitter
ATUALIZAÇÃO | RUA DO RESENDE: ocorrência policial interdita totalmente a via, na altura da Mem de Sá. Guarda Municipal e CET-Rio no local.
Visualizza l'immagine su Twitter
Visualizza altri Tweet di Centro de Operações Rio
Può essere una pura casualità, ma può anche non esserlo. L’attacco con il coltello è il più insidioso perchè letteralmente chiunque può farlo, con un’arma trovabile in qualsiasi negozio di casalinghi. Vietare i coltelli a punta, come si è detto nel Regno Unito, è una fesseria, anche perchè per rendere di nuovo appuntito un coltello basta una lima ed un po’ di volontà. Bisogna andare alla base del disagio che crea queste stragi ed iniziare a combattere le cause di questi fenomeni, dall’altro reprimere, senza tanti problemi, tutti coloro che, con teorie politiche o religiose, o miste, appoggiano questo tipo di fenomeni.

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L’ex presidente brasiliano Lula è uscito di prigione

                              
IL POST

L’ex presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato liberato dopo avere trascorso più di 18 mesi in prigione.

Lula, 74 anni, è stato uno dei molti detenuti brasiliani a beneficiare di una importante sentenza pronunciata giovedì dalla Corte Suprema del Brasile, che ha reinterpretato una norma che imponeva ai condannati che avevano perso in appello di andare immediatamente in carcere, in attesa della sentenza definitiva. Lula era stato condannato per corruzione in due processi diversi: uno relativo allo scandalo Petrobras, la ricca e potente compagnia petrolifera statale brasiliana al centro di numerose attività illecite; e l’altro legato a una storia di tangenti in cui era coinvolta la compagnia di costruzione Odebrecht, al centro di indagini e inchieste in diversi paesi latinoamericani.
Lula, che fu presidente del Brasile tra il 2003 e il 2010 ed è considerato ancora oggi il rappresentante più carismatico e importante della sinistra brasiliana, è uscito dalla prigione della città di Curitiba alzando il pugno al cielo, in segno di vittoria, ringraziando i sostenitori presenti: «Non pensavo che oggi sarei stato qui a parlare con gli uomini e le donne che durante 580 giorni hanno urlato buongiorno, buon pomeriggio e buonanotte, anche con la pioggia o con 40 gradi».
Lula si è sempre dichiarato innocente e negli ultimi anni erano emersi diversi dubbi sulla imparzialità dei processi per corruzione in cui era stato imputato. Lo scorso agosto, per esempio, il sito di news The Intercept, fondato dal giornalista investigativo statunitense Gleen Greenwald, aveva pubblicato un’enorme inchiesta che sosteneva che il processo contro Lula fosse stato pilotato per motivi politici, per impedire all’ex presidente di ricandidarsi alle elezioni presidenziali della fine del 2018 poi vinte dal radicale di destra Jair Bolsonaro (quando fu condannato, Lula era in testa nei sondaggi).
La liberazione di Lula dalla prigione potrebbe non essere definitiva, visto l’ex presidente dovrà terminare i gradi di giudizio dei processi in corso a suo carico e affrontare altre accuse di corruzione in nuovi casi.

Omicidio Marielle Franco: il presidente Bolsonaro chiamato a testimoniare

                                                  
                                                    ANTIMAFIA DUEMILA

Scandalo in Brasile. Il presidente Jair Bolsonaro è stato chiamato a testimoniare nell’ambito dell’inchiesta sul terribile omicidio dell'assessora e attivista Marielle Franco, uccisa assieme all'autista nella zona nord di Rio de Janeiro il 14 marzo 2018. 


Stando a quanto trapela da alcune agenzie stampa brasiliane prima dell’agguato i due principali sospettati accusati del delitto, gli ex poliziotti dal grilletto facile Ronnie Lessa e Elcio Vieira de Queiroz, sarebbero stati a casa Bolsonaro che tra l’altro viveva a pochi passi da Lessa.

 La notizia, diffusa dalla tv Globo, ha mandato su tutte le furie il presidente “nero” che ha negato ogni coinvolgimento insultando l’emittente televisiva. "Ancora una schifezza della Globo - ha detto urlando Bolsonaro in un video di 23 minuti dall’Arabia Saudita dove al momento si trova - Non ho motivo di uccidere nessuno a Rio de Janeiro", ha affermato dichiarando di essere pronto a parlare con gli investigatori non appena rientrerà nel suo Paese. "Tv Globo stai rendendo la mia vita un inferno, m...a!" - ha aggiunto - volermi legare alla morte di Marielle, ignobili della rete Globo, ignobili, canaglie!".
Secondo Globo, il portiere del condominio in cui vive Bolsonaro a Rio ha affermato, in una dichiarazione alla polizia, che uno degli accusati è comparso il 14 marzo 2018, giorno dell'assassinio di Franco, all'ingresso, dichiarando di recarsi in casa di Bolsonaro.

Il custode ha raccontato, secondo i media, di aver suonato all'appartamento del politico di estrema destra per avere l'autorizzazione a far entrare De Queiroz. Inoltre, il portinaio ha detto di aver poi visto che l'uomo, invece, è andato nell'appartamento del secondo sospettato Ronnie Lessa, ha riferito Jornal Nacional citando informazioni trapelate dalle indagini della polizia. I due sono usciti poco dopo per assassinare l’attivista Franco e il suo autista, Anderson Gomes. Siccome è stato chiamato in causa nelle indagini il presidente, della situazione potrebbe occuparsi ora il Supremo tribunale federale (Stf), sottolineano i media locali. Già in precedenza il nome di Jair Bolsonaro era emerso, quando era stata diffusa una fotografia pubblicata online da uno dei presunti esecutori dell'assassinio, in cui lo si vedeva abbracciato al politico. 

Il fatto che l'allora candidato presidente vivesse nello stesso edificio di Lessa era stato definito dalla polizia "una coincidenza". Altri collegamenti erano emersi, nel corso delle lente indagini sul caso, tra i membri della famiglia Bolsonaro, i sospettati e le milizie di Rio de Janeiro. Nel frattempo il presidente del Psol (partito in cui militava l'assessora uccisa), Juliano Medeiros, ha affermato che, per quanto il suo partito non abbia mai stabilito una relazione tra l'assassinio e Bolsonaro, le rivelazioni devono essere oggetto di chiarimento. "Il Brasile non può vivere con un dubbio circa una relazione tra il presidente della Repubblica e un assassinio. Esigiamo risposte". Il Psol ha reso noto che dopo le rivelazioni di Globo ha chiesto un'udienza immediata con il presidente del Tribunale federale, José Antonio Dias Toffoli.

Bolsonaro ha firmato un decreto sul porto d’armi

Quindici giorni dopo essere diventato presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, del Partito Social-liberale, nazionalista e conservatore, ha mantenuto una delle sue principali promesse elettorali: ha firmato un decreto che facilita l’acquisto e la detenzione di armi. Per garantire «al popolo il diritto alla legittima difesa, userò quest’arma», ha detto Bolsonaro indicando, in diretta televisiva, la penna con cui ha firmato il decreto.
Accanto a Bolsonaro, al momento della firma dell’ordine esecutivo, erano presenti alcuni rappresentanti della lobby brasiliana delle armi che dal 2003 chiedono di modificare lo “Statuto sul disarmo”, la riforma voluta dal Partito dei Lavoratori che rendeva più selettivo e regolamentato l’acquisto e il trasporto di armi. Secondo i produttori di armi, dopo il decreto di Bolsonaro le vendite dovrebbero aumentare, nel 2019, di almeno il 20 per cento.
Il decreto ha eliminato l’obbligo di fornire alla polizia le prove che dovevano fino ad ora dimostrare la necessità di possedere un’arma, come ad esempio una grave situazione di pericolo per l’incolumità della persona. Ora basterà consegnare un’autocertificazione. Il decreto permette poi il possesso di armi a molte categorie di cittadini: chi risiede in aree rurali, gli imprenditori o i proprietari di esercizi commerciali, i collezionisti, i cacciatori, i tiratori sportivi e i cittadini residenti in stati con un tasso annuo di omicidi superiore a dieci ogni centomila abitanti, cioè tutti gli stati della federazione, come ha scritto il quotidiano brasiliano O Globo. Sarà necessario, in generale, avere almeno 25 anni e non avere precedenti penali. La licenza per il porto d’armi è stata portata da 5 a 10 anni, anche quella per le armi da fuoco non comuni come pistole automatiche, mitragliatrici e fucili. Il decreto stabilisce infine l’obbligo di tenere l’arma in una cassaforte nelle case in cui vivono bambini, adolescenti o persone con disabilità mentali.

Brasile, si insedia Bolsonaro: il discorso del giuramento

Due mesi dopo aver vinto la presidenza brasiliana con il 55 per cento dei voti al ballottaggio, contro il candidato di sinistra, Bolsonaro ha ufficializzato il suo titolo. La cerimonia di inaugurazione si è tenuta nella capitale, proprio per l’inizio dell’anno 2019.
Il leader di estrema destra, neo eletto presidente, è stato salutato dalla folla mentre raggiungeva il Congresso a bordo di una Rolls Royce cabrio. Nel suo discorso di insediamento ha dichiarato: “Libererò il Paese dai retaggi ideologici e dalla corruzione”.
In un breve video diffuso su Twitter poco prima della cerimonia, Bolsonaro ha chiesto l’appoggio dei suoi connazionali per “Cambiare il destino del Paese”.

Nel grande giorno di insediamento i giornalisti si sono lamentati per come sono stati trattati per la copertura dell’evento. La capitale è rimasta blindata per l’intera giornata: la sicurezza, anche aerea, rinforzata, pur in assenza di minacce.
Alla fine si è trattato di un momento per pochi intimi, almeno nel settore degli ospiti stranieri. Di tutti i potenti del mondo che si erano complimentati dell’elezione a presidente del Brasile di Jair Messias Bolsonaro, per l’insediamento non ce ne è nessuno, o quasi, presente. Confermati solo i premier ungherese Viktor Orban, che teorizza la democrazia illiberale, e israeliano Benjamin Netanyahu, sempre che l’accelerazione elettorale nel suo Paese, dove si voterà ad aprile e non a novembre.
I grandi assenti – Non è chiaro se a generare il fuggi fuggi di ospiti illustri siano state più le prese di posizione ripetute e imbarazzanti del neo-eletto presidente, che continua ad esprimere propositi terrificanti – l’ultimo è l’annuncio del porto d’armi libero per tutti i cittadini senza precedenti penali oppure la data dell’insediamento.
L’assenza che più balza agli occhi è quella del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che, però, non aveva mai detto che ci sarebbe stato e che sarà rappresentato dal segretario di Stato Mike Pompeo, che coglierà l’occasione per fare diplomazia di circostanza e vedrà, in particolare, Netanyahu.
Dall’Italia, non è stato presente Matteo Salvini, che pure tifava Bolsonaro e che lo ha ostentatamente ringraziato per essere favorevole all’estradizione del terrorrista omicida Cesare Battisti: Salvini voleva volare in Brasile per portarsi a casa Battisti, ma ci ha ripensato dopo avere saputo che il pluri-condannato s‘è reso irreperibile, prima dell’arresto. Al posto del vice-premier, un suo luogotenente, il ministro dell’Agricoltura e del Turismo Gian Marco Centinaio, leghista.
La situazione politica – In questo Paese, due dei tre ultimi presidenti, Luis Inacio Lula da Silva e Dilma Rousseff, sono nei guai per corruzione: il primo sconta una pena in carcere, la seconda è stata destituita ed è tuttora sotto inchiesta: E il presidente uscente, Michel Temer, teme di essere arrestato una volta lasciato l’incarico.
Fonti del Palazzo di Planalto, sede del governo a Brasilia, esprimono “preoccupazione” per la situazione di Temer, su cui si indaga per “corruzione attiva e passiva e riciclaggio” e per “presunte tangenti”. Alcuni casi sono attualmente bloccati, ma saranno riaperti quando Temer non avrà più l’immunità presidenziale: c’è chi gli consiglia di lasciare il Paese e d’accettare un incarico di docente all’Università di Coimbra in Portogallo.
Bolsonaro s’è messo in squadra il giudice Sergio Moro, il grande inquisitore del presidente Lula e dei partiti politici nell’inchiesta LavaJato, facendone una sorta di super-ministro della Giustizia e ‘zar anti-corruzione’. Moro, che accettando l’offerta ha fortemente intaccato il suo prestigio ‘super partes’, deve ora gestire la vicenda dell’ex poliziotto, poi tuttofare di Flavio Bolsonaro e ora uomo d’affari Fabricio Queiroz, sospettato di malversazioni finanziarie. Queiroz s’è fatto intervistare da una tv amica, scusandosi con i Bolsonaro e promettendo che chiarirà tutto; ma non s’è presentato davanti ai giudici, adducendo motivi di salute.

Brasile, Bolsonaro eletto presidente: 'Basta flirtare con populismo e sinistra'


Di Salvatore Santoru

Jair Bolsonaro è diventato il nuovo presidente del Brasile. 
Il candidato del Partito Social-Liberale ha vinto le elezioni con il 55,7 % mentre il candidato del Partito dei Lavoratori Fernando Haddad si è fermato al 44,30 %.

Nel suo primo discorso presidenziale il neoeletto presidente ha affermato che la sua vittoria costituisce una 'missione di Dio'. Inoltre, Bolsonaro ha dichiarato che è finito il tempo di 'flirtare' con populismo, socialismo, comunismo nonché con l'estrema sinistra.

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO SU BLASTING NEWS

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