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Scontri e cariche a Firenze tra la polizia e i contestatori del comizio di Salvini


Sono partiti in mille, ma presto sono saliti a duemila. Sono i manifestanti che si sono radunati in piazza Repubblica a Firenze per protestare contro la presenza del vicepremier della Lega Matteo Salvini per il comizio nella vicina piazza Strozzi.
La tensione è cresciuta subito quando un centinaio di persone ha cercato di sfondare il cordone di polizia per arrivare fin nella piazza del comizio del leader del Carroccio. Sono partite due cariche di alleggerimento dal fronte della polizia, ma ben presto gli agenti sono dovuti intervenire di nuovo per respingere un nuovo tentativo di sfondamento.
La contromanifestazione è organizzata da Iam (Iniziativa antagonista metropolitana), Cua, Collettivo universitario autonomo, Cas, Collettivo antagonista studentesco e Collettivo femministe Spine nel fianco. I manifestanti protestano davanti al cordone di polizia cantando “Bella Ciao”.
Alle 21.40 nuova carica di alleggerimento (la quarta). L’intervento del vicepremier, inizialmente previsto per le 21, a quest’ora non era ancora iniziato.

Firenze, “i milioni per l’Africa sui conti del cognato di Renzi e dei fratelli”. Ma per la riforma Orlando indagine rischia lo stop

Ricevevano generose donazioni da UnicefFondazione Pulitzere altre onlus americane ed australiane per finanziare attività benefiche nei confronti dei bambini africani. Ma invece di spedire quei soldi in Eritrea, Burundi o Sierra Leone attraverso la Play Therapy Africa, sostiene la procura di Firenze, li giravano sui loro conti bancari. Lo avrebbero fatto con circa 6,6 dei 10 milioni di dollari ricevuti. Per questo il cognato di Renzi, Andrea Conticini, sposato con sua sorella Matilde, e i fratelli Alessandro e Luca sono indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio e – solo Alessandro e Luca – anche diappropriazione indebita aggravata. I pm Luca Turco e Giuseppina Mione, in base alle rogatorie internazionali, hanno ricostruito l’entità e i giri delle somme dirottati prima sui conti personali e poi impiegate, sostengono, per investimenti immobiliari in Portogallo e in altri Paesi esteri.

A causa della riforma Orlando, però, buona parte dell’indagine rischia di diventare carta straccia. Perché la nuova legge prevede che il reato di appropriazione indebita sia procedibile solo per querela delle parti offese. Così, nelle scorse settimane, la procura ha dovuto fare una rogatoria verso Unicef, Fondazione Pulitzer e le altri parte offese spiegando la situazione e che, senza una loro denuncia, il procedimento non potrà andare avanti.
L’inchiesta, resa nota nel 2016 da La Nazione, è nata da movimenti bancari anomali in Emilia segnalati dalla Banca d’Italia e dai dubbi di Monika Jephcott quando era direttrice di Play Therapy ltd Londra, la casa madre. La donna manifestò ai pm dubbi su come impiegasse i soldi Play Therapy Africa, consociata fondata da Alessandro Conticini che aveva ottenuto il permesso di usare lo stesso nome e a cui successivamente, però, la direttrice revocò l’autorizzazione.

Renzi, sondaggio in piazza a Firenze: “Vi piacerebbe governo Pd-M5s?”

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“Vi piacerebbe un governo Pd-Cinquestelle?”. Così Matteo Renzi si è improvvisato sondaggista in piazza a Firenze e ha chiesto ad alcuni passanti di esprimere la loro opinione sull’ipotesi di un’intesa con M5s, palesatasi dopo le consultazioni esplorative del presidente della Camera, Roberto Fico.
Il sondaggio informale è andato in scena in Piazza della Signoria, dinanzi al Palazzo Vecchio. In via del tutto empirica, l’ex premier e oggi senatore semplice del Pd, ha voluto raccogliere i pareri di quelli che si avvicinavano per salutarlo. E la maggior parte gli hanno risposto no.
Il campione, si dirà, però era falsato, dal momento che quelli intervistati da Renzi erano tutti simpatizzanti del Pd. Tant’è che quasi all’unanimità hanno risposto a favore dell’autonomia del Partito Democratico, qualcuno ha abbozzato un sorriso.
Renzi si è intrattenuto molto con il partigiano ultranovantenne Silvano Sarti, già presidente dell’Anpi locale, e con dirigenti locali del Pd, poi ha assistito a quasi tutta la cerimonia pubblica davanti all’arengario in piazza della Signoria rimanendo in mezzo alla folla dove non si è negato a chi gli chiedeva di scattare foto con lui.
Alla stessa cerimonia è stato presente il ministro dello Sport Luca Lotti, in un altro punto della piazza, il quale si è allontanato prima del termine per raggiungere i luoghi di altri impegni.

Firenze, bandiera "neonazista". Cosa significa davvero quel vessillo

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Di Raffaello Binelli

Ha scatenato un gran polverone la foto della bandiera della Germania imperiale (Secondo Reichappesa alla parete di una caserma dei carabinieri di Firenze, con vista sul lungarno.

E' stata subito avviata un'indagine, ma al momento, come rivela ai microfoni del giornale radio Rai il procuratore militare Marco De Paolis, non c'è nulla che faccia pensare alla violazione di una norma penale militare. Però ho dato disposizioni affinché si verifichi se invece vi siano gli estremi per configurare qualche reato. La norma secondo la quale è reato esporre un vessillo che evochi il nazismo vale per i civili e non specificamente per i militari", spiega ancora De Paolis, "per il quale dunque il militare di Firenze potrebbe essere indagato dalla procura ordinaria ma non da quella militare". "Penso che sia più un grande problema di natura disciplinare e culturale", dice il procuratore che aggiunge: "La questione è capire cosa significa un simbolo del genere, soprattutto per un militare, credo che ci sia da interrogarsi sulla formazione culturale dei giovani prima e dei militari poi".
Ma è davvero un simbolo nazista? Di certo si sa che quella è la bandiera della Marina da guerra tedesca (Reichskriegsflagge) issata per la prima volta il 1° ottobre 1867 dalla Confederazione del Nord e confermata dalla costituzione federale dell’Impero il 20 marzo 1871.
Ha i colori nazionali della Prussia in bianco e nero, l’aquila prussiana, la croce nordica con il tricolore rosso bianco-nero imperiale tedesco nel cantone superiore con una croce di ferro. Nel 1919 le bandiere della Germania imperiale furono sostituite da quelle della Repubblica di Weimar: tricolore nero-rosso-oro.
I nazionalisti tedeschi e in seguito anche i nazisti durante gli anni ’20 usarono quella vecchia bandiera del Secondo reich per protestare contro l'odiata Repubblica di Weimar. Lo fecero anche durante il fallito colpo di Stato (Putsch di Monaco) dell'8 e 9 novembre 1923.
Dopo la fine della Seconda guerra mondiale la Germania vietò l'uso della svastica e di altri simboli che richiamavano il nazismo. Alcuni gruppi neonazisti, non solo in Germania ma anche in Europa e negli Stati Uniti iniziarono così a utilizzare la vecchia bandiera imperiale, insieme ad atri simboli più o meno nuovi. Fino a comparire, di recente, nelle curve degli stadi e nei raduni di alcuni gruppi di estrema destra, insieme a molti altri vessilli. 

FIRENZE: tenta di stuprare una studentessa americana con la scusa di vendergli un braccialetto, arrestato ragazzo di origine senegalese

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Di Salvatore Santoru

Come riporta Il Messaggero(1) un 19enne di origini senegalesi ha cercato di violentare una studentessa statunitense a Firenze.
La ragazza è stata approcciata nei giardini del Lungarno Santarosa e a seguito del suo rifiuto di compare dei braccialetti è stata seguita e palpeggiata pesantemente.

NOTA E PER APPROFONDIRE:

(1) http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/firenze_studentessa_americana_stupro-3333016.html

Santa Croce, crollo in basilica. A Firenze muore un turista



Di Marco Gemelli

Una macabra sceneggiatura che sembra quasi scritta a quattro mani da Dan Brown e Stephen King: un capitello si stacca dalla basilica di Santa Croce, a Firenze, e dopo un volo di 20 metri colpisce in pieno un turista, uccidendolo sul colpo.

Ha dell'incredibile, la tragedia che si è verificata nel primo pomeriggio di ieri all'interno di una delle chiese monumentali più conosciute e visitate del centro storico di Firenze: alle 14,30 un pezzo di pietra di 40 centimetri di lato è crollato all'improvviso dalla sommità della terza cappella gentilizia della navata destra di Santa Croce finendo proprio addosso al 52enne spagnolo Daniel Testor Schnell, che è morto sotto gli occhi della moglie. Nonostante i soccorsi, per l'uomo non c'è stato nulla da fare: sul posto sono immediatamente giunti polizia, vigili del fuoco e personale del 118, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'uomo e iniziare a sgomberare l'edificio di culto affollato di visitatori.
Il corpo del turista spagnolo è rimasto sul pavimento della basilica, vegliato dalla moglie della vittima in stato di forte stress emotivo, finché il magistrato di turno Benedetta Foti non ha consentito allo spostamento della salma. Mentre fuori da Santa Croce una coda di turisti ignara della tragedia è rimasta a lungo in attesa di entrare ma la basilica è rimasta chiusa per tutta la giornata, con l'accesso limitato alle forze dell'ordine e tecnici all'interno i pompieri hanno effettuato i rilievi del caso sulla stabilità dell'intero edificio, elementi indispensabili per l'inchiesta che dovrà fare luce sull'accaduto. Come confermano i funzionari della Soprintendenza accorsi in Santa Croce, il frammento caduto si chiama tecnicamente «peduccio» ed è un elemento di rinforzo in pietra che fa da sostegno a una trave: una sorta di mensola di 40 centimetri per 40, di solito usato per aumentare la base d'appoggio delle strutture lignee. Secondo i primi rilievi dei tecnici «non risultano segnalazioni di criticità» per l'area della basilica, che viene «assoggettata a periodici controlli».
Resta però da capire come mai un blocco di pietra abbia potuto staccarsi e colpire mortalmente alla testa un uomo. La vittima originaria di Barcellona si trovava da qualche giorno in vacanza a Firenze con la moglie, che dopo aver assistito impotente alla morte del marito è stata interrogata da polizia e carabinieri. Subito dopo l'impatto la donna ha visto il marito a terra in una pozza di sangue e ha cominciato a gridare, richiamando l'attenzione di turisti e personale di sorveglianza. Intanto la presidente dell'Opera di Santa Croce, Irene Sanesi, si è detta sconcertata da quanto accaduto e - raggiunta dal «Sole 24 ore» - ha confermato che quella parte della basilica è stata tutta restaurata: «Una cosa di questo genere non era mai successa nella storia della chiesa». Allo stesso tempo, il sindaco di Firenze Dario Nardella ha espresso «profondo dispiacere per l'incidente nella Basilica di Santa Croce dove ha perso la vita il turista spagnolo».
Oltre a rappresentare uno dei simboli più conosciuti di Firenze, la basilica di Santa Croce è una delle più grandi chiese francescane e una delle massime realizzazioni del gotico in Italia: al suo interno sono sepolti di alcuni dei più illustri personaggi storici italiani, da Michelangelo a Galileo, da Niccolò Machiavelli a Vittorio Alfieri, da Ugo Foscolo (che da essa prese ispirazione per i «Sepolcri») fino a Gioacchino Rossini ed Enrico Fermi.

Stupro Firenze, il gip: "Gravissimi indizi contro i carabinieri"

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http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/13256312/stupro-firenze-gip-gravissimi-indizi-contro-carabinieri.html

Non ci sarebbe stata nessuna macchinazione da parte delle due studentesse americane che hanno accusato due carabinieri di violenza sessuale. La conferma arriva dal Gip Mario Profeta che, nel provvedimento che rigetta la richiesta di interdizione avanzata dalla Procura per i militari, ritiene attendibile il racconto delle due giovani. Negli atti di indagine, depositati il 29 settembre, il magistrato ricostruisce gli eventi della notte tra il 6 e il 7 settembre, quando le ragazze, uscite dalla discoteca Flò in piazzale Michelangelo, vengono accompagnate a casa da due carabinieri, Marco Camuffo, 44 anni, e Pietro Costa, di 32, intervenuti nel locale per sedare una rissa.

La ricostruzione si basa sul racconto dei testimoni e dei protagonisti, e sulle immagini delle telecamere di sorveglianza. La pattuglia interviene al Flò alle 2.10 , insieme ad altre due gazzelle. Terminato l'intervento i sei militari si fermano a prendere un caffè nel locale. Alle 2.41 le ragazze escono dalla discoteca e alle 2.46 salgono sulla macchina dei carabinieri Camuffo e Costa che, tre minuti più tardi, abbandona il parcheggio. La fiat Bravo dei militari arriva in borgo Santi Apostoli, la via dove abitano le ragazze, alle 3.14, per poi uscirne alle 3.32, ripresa dalla videocamera di un negozio. Alle 3.48 una delle due ragazze chiama la centrale di polizia denunciando la violenza. Gli agenti arrivano in borgo Santi Apostoli alle 4.06 e salgono al terzo piano del palazzo dove trovano quattro ragazze, tra queste le due americane: una sotto choc, e l'altra che piange senza riuscire a parlare. All'arrivo della tutor della scuola americana, le ragazze iniziano a raccontare. Una sostiene di essere stata violentata in ascensore, l'altra sul pianerottolo.
Il resoconto dei carabinieri è sostanzialmente identico a quello delle ragazze. Giunti in borgo Santi Apostoli, Costa bacia una delle due ragazze e sale con lei in ascensore dove consuma un rapporto sessuale, mentre Camuffo sale a piedi con l'altra, e, arrivato al pianerottolo del terzo piano, intrattiene con lei un rapporto. Per il Gip appare "estremamente verosimile l’ipotesi che i rapporti sessuali siano stati consumati contro la volontà o senza un consapevole, valido e percepibile consenso delle ragazze". Anche se "le due americane quattro ore dopo l’uscita dal locale presentavano un tasso alcolemico elevatissimo (1.59 e 1.68), il giudice esclude "l’ipotesi di una macchinazione", che contrasta con il tenore della telefonata arrivata al 113, e con il racconto delle due coinquiline e della tutor. 

Carabinieri Firenze accusati di stupro: la Pinotti chiede la destituzione

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Nuovi sviluppi sui due carabinieri di Firenze accusati di stupro ai danni di due giovani studentesse americane. Secondo il TgLa7 infatti, la ministra della Difesa Roberta Pinotti, si sarebbe mossa presso il vertice dell’Arma, il generale Tullio Del Sette, per chiedere la destituzione dei due agenti. La Procura militare ha accusato i due carabinieri di violata consegna e peculato militare. L’avvocato del più giovane dei due accusati ha inviato a Del Sette una lettera-appello pubblicata dal sito GrNet.it Sicurezza e difesa per chiedere clemenza.
“Destituzione inutile e avventata”, spiega il legale che chiede di evitare la gogna mediatica e attendere gli esiti di un regolare processo. “L’Arma ha immediatamente sospeso dal servizio i due carabinieri, privandoli di pistola, tesserino e manette (e di metà dello stipendio) – scrive l’avvocato -. I due militari, quindi, malgrado protestino la propria innocenza, sono ora barricati in casa ed – essendo stati privati delle funzioni – non potranno in alcun modo reiterare i reati loro contestati né ulteriormente ledere l’immagine dell’Istituzione”.

Stupro di Firenze, versione del carabiniere più giovane: "Celeste mi ha preso per il braccio prima di scendere"



Di Gabriele Bertocchi

Piero Costa, uno dei due carabinieri accusati di aver stuprato due studentesse americane, ha deciso di raccontare la sua versione dopo giorni di silenzio.

Insieme a lui è accusato il capopattuglia e collega Marco Camuffo.

La versione del più giovane

Costa ha spiegato che insieme a Camuffo è intervenuto nella discoteca di piazza Michelangelo per sedare una rissa. Durante il sopralluogo - ha riferito il carabiniere ai pm - "abbiamo conosciuto Celeste e Tatiana, 19 e 22 anni. Celeste mi ha fatto uno squillo sul mio cellulare e mi ha detto 'Così domani mi chiami e ci vediamo'", come racconta TgLa7. La serata si è poi svolta diversamente. I due militari ritrovano le due studentesse fuori dal locale, alla ricerca di un taxi. Camuffo si offre di dare loro un passaggio. Le portano fino a casa, in un appartamento in centro.
Al momento di scendere però Celeste avrebbe tirato un braccio a Costa: i due, secondo quanto riportato Libero, si sarebbero quindi baciati e avrebbero consumato un "rapporto veloce e consensuale nell'androne, interrotto - ha precisato l'agente - appena sono stato colto da lucidità improvvisa. Celeste era sobria e mi ha salutato". Gli esami, eseguiti sulle ragazze, però precisano però che entrambe erano in stato di ebbrezza dopo una notte trascorsa a bere.

Firenze, i risultati dell'alcol test: "Le studentesse erano ubriache"



Di Claudio Cartaldo

Si aggravano le accuse contro i due carabinieri di Firenze accusati di stupro da due studentesse americane.
La procura infatti sta indagando su cosa successo quella notte tra il 6 e il 7 settembre, quando alle 4 di notte arriva la richiesta di aiuto da parte delle due ragazze che dicono di essere state violentate da due militari.
Come noto, i due carabinieri si sono difesi di fronte ai pm Ornella Galeotti e Rodrigo Merlo, ammettendo il rapporto sessuale, ma negando lo stupro. "Erano sobrie e consenzienti", hanno detto sia Marco Camuffo, ispettore 45enne, che Pietro Costa, appuntato 30enne. Eppure secondo i test clinici sul tasso alcolemico delle ragazze emergerebbe un'altra verità.
Secondo quanto scrive La Repubblica Firenze, infatti, "la più giovane aveva un tasso alcolemico pari a 1,59 grammi per litro di sangue quattro ore dopo i fatti avvenuti in un palazzo del centro di Firenze". La giovane ha raccontato di aver bevuto vino, limoncello e vodka. È probabile che alle 4-5 del mattino, quando sono stati fatti i test. il tasso alcolemico fosse più basso rispetto al momento della presunta violenza. I pm ipotizzano dunque che potesse essere almeno a 2 grammi per litro, un livello molto alto e che, scrive Republica, "negli adolescenti e nelle donne può determinare il coma etilico, una intossicazione acuta da alcol con conseguente stato profondo di incoscienza". La ragazza, peraltro, è di costituzione minuta, cosa che avvalora la tesi dello stupro. Secondo una delle inquline, quando la 20enne è rientrata in casa sarebbe pure svenuta.
Non era sobra nemmeno l'amica, anche se il suo tasso alcolemico riscontrato si è rivelato molto più basso. Ora si attende l'interrogatorio delle due ragazze, che dovrebbe avvenire in incidente probatorio e incrociando le testimonianze. Si vuole capire, infatti, cosa si ricordano di quella sera e soprattutto se le due versioni coincidono.
Intanto oltre alla magistratura civile sta procedendo anche l'inchiesta della procura militare. I due carabinieri infatti sono accusati di aver disobbedito all'ordine di missione, di aver abbandonato il territorio da controllare e di aver fatto salire due civili sulla gazzella senza autorizzazione. C'è poi quell'ora di buco che si sta ancora cercando di ricostruire, visto che nella relazione di servizio i due militari hanno indicato la realizzazione di un generico posto di blocco ma i tempi non sembrano coincidere.

Firenze, figlia di 13 anni segregata in casa: promessa in sposa per 15mila euro

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Segregata in casa e promessa in sposa ad uno sconosciuto dal padre per 15 mila euro, è riuscita a salvarsi chiedendo aiuto a un coetaneo conosciuto sulla chat di un videogame. Adesso la ragazzina, rimasta dal 2013 al 2016 praticamente prigioniera in un casa popolare alla periferia di Firenze, si trova in una struttura protetta.
Il padre-padrone, un uomo di 49 anni di etnia rom originario della Serbia, è stato arrestato dalla polizia con l’accusa di riduzione in schiavitù. Le manette sono scattate in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della Direzione distrettuale antimafia fiorentina.
“La nostra tradizione è così” avrebbe detto l’uomo in una delle intercettazioni della polizia. Se non fosse stato fermato, scrive il gip nella misura, oltre alla figlia sarebbe anche potuto arrivare a vendere le sue nipotine.
Era il 2013, secondo quanto ricostruito dalla polizia, quando il padre promise la figlia in sposa a un connazionale residente in Francia, anche lui appartenente ad una famiglia di etnia rom. I genitori dello sposo vennero a Firenze per vedere la ragazzina, allora tredicenne.
Da quel giorno lei iniziò a mangiare senza limiti. Se ingrasso, pensava, non mi vorranno e mi lasceranno stare. L’anno dopo, durante la festa di fidanzamento, fu suggellato l’accordo: lei doveva conservare la verginità, dimagrire e curarsi di più, pena la restituzione dell’acconto di 4 mila euro già pagato.
La ragazzina sarebbe stata così privata di denaro e della scheda telefonica del cellulare. Non poteva uscire, se non rare volte per ritirare alcuni farmaci della madre, sempre accompagnata dai maschi di casa. I suoi familiari volevano evitare che facesse come la sorella maggiore, riuscita a scampare a un matrimonio combinato facendo una ‘fuga d’amore’ col fidanzato. Non si fidava di chiedere aiuto agli abitanti della zona, molti dei quali connazionali della sua famiglia.
Tuttavia, sebbene non avesse una scheda telefonica, aveva uno smartphone. E grazie a una connessione wi-fi sarebbe riuscita a contattare un coetaneo nella chat di un videogame per telefonini.
Venuto a conoscenza della storia, il ragazzo, residente in Sicilia, ha avvisato i suoi familiari, che a loro volta hanno contatto un centro antiviolenza di Firenze, facendo scattare le indagini, fino alla perquisizione, nell’agosto 2016: quando gli agenti della squadra mobile si presentarono a casa della ragazzina, lei chiese e ottenne di essere portata via e condotta in una struttura protetta. Solo pochi giorni dopo sarebbe dovuta andare in Francia per sposarsi.
Nei mesi successivi, fino all’arresto, il padre ha cercato di rintracciarla, minacciando anche di occupare gli uffici del Comune di Firenze che ha già attivato un provvedimento esecutivo di rilascio della casa popolare dove la famiglia vive. Nei giorni scorsi poi l‘arresto: la figlia ha detto di non volere più avere a che fare con lui.

Firenze, ecco i nomi dei carabinieri accusati di stupro

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Di Ivan Francese

Si chiamano Marco Camuffo e Pietro Costa, scrive La Nazione, i due carabinieri indagati a Firenze per la presunta violenza sessuale ai danni di due studentesse americane che si sarebbe consumata nel capoluogo toscano all'alba di giovedì scorso.
Camuffo, l'appuntato scelto capopattuglia della gazzella su cui sono salite le due giovani studentesse statunitensi, ha cinquant'anni ed è originario di Prato. Sposato e poi separato, ha tre figli. Dopo anni di servizio alla stazione di Vaiano, centro di 10mila anime in provincia di Prato, l'appuntato scelto è stato trasferito al Nucleo Radiomobile di Firenze a luglio dopo un rapido passaggio al comando di Prato a marzo scorso.
Sull'auto di servizio insieme a lui c'era il 32enne carabiniere scelto Pietro Costa, originario di Palermo. Costa è attualmente attesto in Tribunale dal procuratore capo Creazzo, che ha spiegato di aspettare che il militare si presenti, altrimenti sarà convocato. Dopo alcuni giorni di incertezza, però, pare che anche lui abbia fatto sapere di voler rispondere alle domande degli inquirenti come ha già fatto il collega più anziano.

Stupro Firenze, in procura anche secondo carabiniere

Stupro Firenze, in procura anche secondo carabiniere
Di Adnkronos
Firenze, 12 set. - (AdnKronos) - Sarebbe già negli uffici della Procura di Firenze, da quanto si è appreso da fonti investigative, il secondo carabiniere indagato con un collega più anziano per la presunta violenza sessuale ai danni di due ragazze americane. Il militare, 32 anni, si sarebbe presentato spontaneamente al palazzo di giustizia, accompagnato dal suo avvocato, per fornire la sua versione dei fatti al magistrato che conduce l'inchiesta, il sostituto procuratore Ornella Galeotti, affiancata dal procuratore aggiunto Rodrigo Merlo. Ieri il procuratore capo Giuseppe Creazzo aveva detto che se il secondo indagato non si fosse presentato spontaneamente in Procura sarebbe stato convocato dai magistrati. L'altro indagato, che durante la notte del presunto stupro era il capopattuglia, un appuntato di 51 anni, si era già presentato in Procura sabato scorso, accompagnato dall'avvocato Cristina Menichetti di Prato. Agli inquirenti ha confessato che il rapporto sessuale con una delle giovani c'è stato ma che è stato consenziente, escludendo che si fosse trattato di violenza.

Stupro Firenze, una delle americane ha fatto un video: si vede la divisa, poi l'urlo "bastard! bastard!". Ma la procura smentisce le grida

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"Bastard! Bastard!". Durante il presunto stupro di Firenze una delle due ragazze che affermano di essere state violentate dai carabinieri avrebbe trovato la forza per riprendere, anche se per pochissimi istanti, ciò che stava accadendo: nel video, fatto di immagini confuse,c'è un frame in cui si vede parte del corpo del militare (compresa uniforme e fondina della pistola) e poi si sentirebbe il grido "bastardo, bastardo" urlato dall'americana. Questo è quanto sostiene La Nazione. Ma la procura smentisce.
Esiste infatti solo un frame di pochi secondi, fatto con il telefonino di una delle studentesse americane, che riprende parte della camicia e dei pantaloni dell'uniforme di un carabiniere ma precedente alla presunta aggressione: lo ha precisato il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, smentendo l'esistenza di un video girato durante la presunta violenza sessuale con un audio in cui si sentirebbe proferire la parola 'bastard'. Il brevissimo filmato, puntualizza ancora Creazzo, sarebbe stato girato, forse per errore da una delle due studentesse americane mentre si trovavano ancora nella zona della discoteca: lo si desume dal frastuono, probabilmente musica, dell'audio. Smentita anche l'acquisizione di foto scattate nell'androne del palazzo in cui sarebbe avvenuta la violenza.
Il giornale toscano precisava che "nonostante l'alcol, una delle due ragazze, avrebbe trovato il coraggio di premere «rec» e filmare, anche se solo per qualche secondo, il rapporto sessuale con il carabiniere che lei ha poi accusato di stupro. Le immagini in questo momento potrebbero diventare un elemento importante del mosaico indiziario che servirà all'accusa per inchiodare i carabinieri alle loro eventuali responsabilità".
Sempre la ragazza 21 enne avrebbe affermato davanti ai carabinieri di essere in grado di riconoscere il suo stupratore. "Appena dentro, nel palazzo, ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi" ha detto. Al momento è ancora da chiarire quanto avvenuto fra il 6 e il 7 settembre a Firenze: uno dei carabinieri ha ribadito che il rapporto sessuale era consenziente, le giovani americane continuano invece a sostenere che si sia trattato di stupro.

Chi sono i due carabinieri accusati di stupro a Firenze



Di Lucio Di Marzo

Ci sono un appuntato di poco meno di quarant'anni -v ent'anni di servizio, sposato e con un figlio - e un carabiniere scelto di 33, celibe, al centro delle indagini che ora devono appure cosa sia successo a Firenze, dove due studentesse americane accusano di stupro i due uomini dell'Arma, che ora sono stati sospesi dal servizio.
Diciannove e ventiuno anni, le due ragazze hanno confermato la loro versione dei fatti, che ha portato i carabinieri nel registro degli indagati della procura fiorentina. Il prossimo passo sarà l'interrogatorio dei militari, che dovrebbe avvenire a breve.
È violenza sessuale il reato per cui al momento si muovono gli inquirenti, ma anche l'abuso di autorità e l'aggravante della minorata difesa, perché entrambe le ragazze erano state trovate positive all'alcoltest e uno a un narcotest, potrebbero venir contestate ai due.
Anche la Procura militare si muove intanto, per "atti relativi" al filone principale dell'inchiesta nei confronti del 33enne, che sognava di entrare nell'unità cinofila e il collega di Prato.
"Appena siamo entrate nel palazzo, ci sono saltati addosso. Io non ho urlato perché ho avuto paura delle armi", ha raccontato una delle due vittime, spiegando di come i due uomini le avessero riportate a casa dalla discoteca, dopo essersi proposti di dar loro un passaggio, e di come qui le abbiano violentate. Uno dei carabinieri si è presentato oggi in procura, dove ha confermato di avere avuto un rapporto sessuale con una delle due, ma accusa: "Lei era consenziente".

Firenze, le due americane confermano le accuse: "Stuprate da due carabinieri in divisa"



Di Sergio Rame

Per il momento l'indagine è ancora in pieno svolgimento. La procura di Firenze sta cercando di far luce sulla denuncia di violenza sessuale presentata da due universitarie americane, entrambe di 21 anni.
Le ragazze puntano il dito contro due carabinieri accusandoli di averle violentate nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi a Firenze, dopo aver trascorso una serata in discoteca.
Gli inquirenti, si apprende da fonti qualificate, stanno lavorando "in maniera serrata e fittissima" per chiarire velocemente la vicenda. Le due ragazze sono state sentite, ieri, dai magistrati titolari dell'inchiesta in procura. Il faccia a faccia è andato avanti fino a tarda notte. E ora gli agenti della squadra mobile della Questura stanno vagliando il racconto delle due giovani studentesse arrivate a Firenze per frequentare i corsi nelle università americane della città. Gli investigatori hanno deciso di risentire di nuovo le due giovani per chiarire alcuni punti della loro denuncia e per precisare meglio il primo racconto fatto ieri mattina in Questura, a poche ore di distanza dal presunto stupro.
Le ragazze sono state sottoposte all'alcoltest e al narcotest e sarebbero risultate positive. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, i due carabinieri sarebbero intervenuti, insieme ad altre pattuglie, per gli schiamazzi fuori da una discoteca che si trova nella zona di piazzale Michelangelo. I militari avrebbero incontrato le due americane fuori dal locale e si sarebbero resi disponibili a riaccompagnarle nella casa presa in affitto nel centro storico, vicino alla centralissima via Tornabuoni. Secondo la denuncia delle due ragazze, la violenza sessuale sarebbe avvenuta all'interno del palazzo. Per questo gli inquirenti stanno vagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza dislocate in vari luoghi della città per trovare riscontri alla denuncia.

Carabinieri accusati di stupro, Procura Firenze apre inchiesta

Carabinieri accusati di stupro, Procura Firenze apre inchiesta
di Askanews
Firenze, 8 set. (askanews) - La Procura di Firenze ha aperto un'inchiesta per verificare la denuncia di due studentesse americane che accusano due carabinieri di averle violentate. Da quanto si apprende, il racconto può avere elementi di fondatezza, si esclude comunque che si tratti di un'invenzione tout court, anche perché dall'analisi delle telecamere di sicurezza è stata individuata l'auto dei carabinieri con due donne a bordo. Le studentesse hanno entrambe 21 anni. Mercoledì sera si trovavano al Flò, locale vicino al piazzale Michelangelo. Una pattuglia era intervenuta per placare una rissa, e i due carabinieri che ne facevano parte si sarebbero quindi offerti di accompagnare a casa, in centro storico, le due ragazze. La violenza si sarebbe consumata all'interno del loro appartamento.

Firenze, studentesse Usa denunciano: “Violentate da due carabinieri”

Firenze, studentesse Usa denunciano: “Violentate da due carabinieri”

Due studentesse violentate da due carabinieri a Firenze: è la sconcertante accusa di due giovani donne americane. Secondo quanto si apprende, le due studentesse statunitensi hanno accusato due carabinieri di stanza nel capoluogo toscano di averle violentate mentre erano in servizio. Le ragazze si sono presentate in mattinata in questura a Firenze, raccontando agli agenti di polizia la loro versione su quanto sarebbe accaduto la notte precedente nella zona di via Tornabuoni. Secondo quanto riferito le due americane, poco più che ventenni, sarebbero state avvicinate dai due carabinieri fuori da un locale dove avevano trascorso la serata e, poi, le avrebbero accompagnate a casa con l’auto di servizio. Le due giovani, sempre secondo la denuncia da loro depositata in questura, sarebbero state violentate nell’appartamento del centro storico che dividono, affittato per un soggiorno di studio presso una nota università Usa con sede a Firenze. La polizia di Stato sta adesso valutando la denuncia delle due giovani americane e sta ovviamente cercando riscontri sul presunto episodio di violenza sotto il coordinamento della Procura di Firenze. Il racconto della violenza sessuale subita dalle studentesse è vagliato dagli investigatori della squadra mobile, che hanno anche subito provveduto a sequestrare i vestiti indossati la notte scorsa dalle ragazze per i rilievi del caso. 

Fonte:http://www.secoloditalia.it/2017/09/firenze-studentesse-usa-denunciano-violentate-da-due-carabinieri/

IL DALAI LAMA A FIRENZE IL 19 SETTEMBRE

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Di Salvatore Santoru

A settembre il Dalai Lama torna in Italia.
Il leader tibetano sarà a Firenze il 19 settembre 2017, come riportato da diversi media tra cui "Euro News"(1).

NOTE:

(1)http://it.euronews.com/2017/05/10/dalai-lama-a-firenze-il-19-settembre

Il 28 novembre il "Restitution day" del M5S a Firenze

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http://www.askanews.it/top-10/il-28-novembre-il-restitution-day-del-m5s-a-firenze_711946064.htm

 Il 28 novembre "facciamo il 'Restitution day' in una piazza di Firenze". Ad annunciarlo, su Facebook, è il deputato M5s Alessandro Di Battista. "Spiegheremo per filo e per segno quanto il M5S ha restituito ai cittadini in tutti questi anni, dagli stipendi dei parlamentari ai rimborsi dei regionali, dalle auto blu non utilizzate ai rimborsi elettorali mai percepiti", aggiunge. Di Battista utilizza lo schema del "Dialogo tra me e mia madre" per annunciare l'iniziativa del 28 novembre: Mamma Di Battista: 'Alessandro ma è vero che guadagni 10.000 euro al mese?'. Io: 'Scusa mamma ma dove l'hai letta questa stupidaggine?'. Mamma: 'Non lo so, da qualche parte'. Io: 'Aspetta che mi informo'. Io: 'Ma mamma l'ha detto Renzi!'. Mamma: 'Ah, peccato, l'ha detto Renzi, e io che per un attimo ci avevo pure creduto'. Io: 'Senti mamma piuttosto ti aggiorno, a luglio 2016 ho restituito 179.552,60 euro!'. Mamma: 'Tutti questi?'. Io: 'Sì mamma, l'avevo detto in campagna elettorale. Ma non mi sono fatto mancare nulla. Come sai ho fatto attività politica in questi anni, ho girato l'Italia in lungo e in largo, sono andato in missione a Quito, a Londra da Assange, a Mosca e tutto senza rimborsi elettorali'. Mamma: 'Lo so, sei stato sempre fuori casa e mi manchi'. Io: 'Dai che torno presto, il tempo di finire questo tour per spiegare le ragioni del NO al referendum e torno'. Mamma: 'Ma il 28 sei a Roma? Ho visto che hai una giornata di riposo nel tour'. Io: 'No mamma, il 28 facciamo il "Restitution day" in una piazza di Firenze. Spiegheremo per filo e per segno quanto il M5S ha restituito ai cittadini in tutti questi anni, dagli stipendi dei parlamentari ai rimborsi dei regionali, dalle auto blu non utilizzate ai rimborsi elettorali mai percepiti'. Mamma: 'Invita anche Renzi, così impara!. Io: 'Lo invito solo se quando torno mi fai la parmigiana'. Mamma: 'Te l'avrei fatta comunque'. Vlm/Int9

FOTO:http://www.ilfattoquotidiano.it

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