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Economia circolare. Ford pensa al bambù per le proprie auto

Che il mondo dell’industria si stia muovendo verso soluzioni e materiali sostenibili è ormai una realtà consolidata. Materiali rinnovabili, bio-based o comunque riciclabili a fine vita, fanno parte di molti settori, come ad esempio quello dell’automotive.

 Tra questi Ford, che sta sviluppando numerose soluzioni per le proprie componenti, come appunto il bambù.
“Entro pochi anni – scrive l’azienda – gli interni delle automobili potrebbero essere costituiti da componenti ad alta resistenza ottenuti dalla combinazione tra bambù e plastica”. Mentre Janet Yin, materials engineering supervisor presso il Nanjing Research & Engineering Center di Ford dichiara: “Il bambù è incredibile. È vigoroso, flessibile, totalmente rinnovabile e abbonda in territori come la Cina e in molte altre parti dell’Asia”.

Il bambù, materiale del futuro per le nostre auto

Le caratteristiche del bambù sono infatti note. È una pianta a rapidissima crescita – cresce di quasi un metro al giorno e raggiunge il pieno della crescita tra i 2 e i 5 anni dalla piantumazione – è estremamente resistente e flessibile, ed è un materiale di origine naturale, capace quindi di assorbire la CO2 durante il processo di crescita. Utilizzando questo materiale quindi si riducono le emissioni del cosidetto Life Cycle Assestment. L’Ovale Blu sta quindi studiando le possibili potenzialità per impiegare il materiale nelle componenti interne dei veicoli, valutandone anche la combinazione con materiali plastici, che ne aumenterebbero ulteriormente la resistenza. Secondo i vari test effettuati “il vegetale risponde complessivamente meglio rispetto ad altre fibre, sia sintetiche che naturali. Inoltre, è stato riscaldato a oltre 100° per testarne la capacità di resistenza al calore”.
L'interno di un motore alimentato a idrogeno, in questo caso della casa americana Ford. Foto Ford.
L’interno di un motore alimentato a idrogeno, in questo caso della casa americana Ford. Foto Ford.

Materiali bio-based per Ford

La casa automobilistica con sede a Detroit non è nuova a queste iniziative. Fin dai primi anni del millennio lavora per impiegare materiali di origine naturale, al posto di quelli provenienti da fonti fossili. Oggi sia all’interno che all’esterno delle auto dell’ovale blu vengono utilizzate almeno otto bioplastiche. Dalla soia, all’olio di ricino, dalla paglia di grano, alla fibra di kenaf, la cellulosa, il legno, la fibra di cocco e le bucce di riso. Mentre recentemente ha reso noto un progetto per impiegare plastica derivata dall’agave, pianta utilizzata per distillare la tequila, il celebre liquore messicano. L’economia circolare è anche questa: un’economia che impiega materiali naturali, rinnovabili, in grado di ridurre gli impatti di tutti i processi produttivi.

USA, FORD BLOCCA COSTRUZIONE DI NUOVA FABBRICA IN MESSICO

Risultati immagini per FORD MEXICO

Di Salvatore Santoru

La Ford ha annullato la costruzione di una nuova fabbrica da 1,6 miliardi di dollari in Messico.
 La decisione è stata comunicata dal colosso Usa ed è arrivata dopo le recenti affermazioni di Trump contro la General Motors(1).

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/01/trump-contro-la-general-motorsproduca.html

Le aziende americane si preparano all’uscita della Grecia dall’euro

Di Francesco Tamburini
Anche se la Grecia continua a lottare per evitare il default, le aziende americane si preparano ad affrontare una sempre più probabile uscita del Paese dall’euro. Bank of America Merrill Lynch, secondo il New York Times, ha pronti camion pieni di contante da inviare al confine greco per esigenze di cassa.
Nessuno, come spiega il quotidiano di New York, sa bene quali saranno le conseguenze dell’uscita greca. Ma le grandi banche e società di consulenza americane, nel frattempo, stanno avvisando i propri clienti sulle modalità con cui affrontare il default greco. E Jp Morgan Chase ha già creato conti in dracma per grossi clienti americani.
L’allarmismo, tuttavia, non riguarda solo il settore bancario. Ford ha configurato i sistemi informatici in modo che potranno gestire il ritorno a una moneta greca. In un sondaggio condotto quest’estate, l’80 per cento dei clienti della società di consulenza Corporate Executive Board ha detto di aspettarsi l’uscita della Grecia dall’euro e un quinto di questi prevede che seguiranno altri Paesi. “Molte aziende si stanno preparando”, ha spiegato il program manager Paul Dennis.
I più allarmisti restano gli americani, ma l’allarme è percepita anche in Europa. “Quindici mesi fa abbiamo iniziato a considerare questa eventualità” - ha detto Heiner Leisten, partner di Boston Consulting Group a Cologne, in Germania – “mentre adesso è una ipotesi sempre più probabile”.
“E’ sempre meglio prevenire”, ha confermato John Gibbons, responsabile dei servizi finanziari in Europa per JpMorgan Chase. E ha aggiunto: “Ci stiamo preparando al peggio”.

Fonte:http://america24.com/news/le-aziende-americane-si-preparano-all-uscita-della-grecia-dall-euro

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