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Germania, AfD già si spacca. Frauke Petry lascia il partito. Ne farà uno concorrente?

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Germania, AfD già si spacca. Frauke Petry lascia il partito. Ne farà uno concorrente? Frauke Petry lascia il partito Afd. Lo ha detto a Dresda la ex leader, che ieri aveva annunciato di non voler entrare nel gruppo parlamentare. Che ci fosse aria di burrasca ai vertici di Alternative für Deutschland, era trapelato da tempo. Ma nessuno poteva immaginare che il ‘redde rationem’ si sarebbe consumato davanti alle telecamere, in conferenza stampa, il giorno dopo il più grande risultato elettorale mai ottenuto dal partito.
Ieri, pochi minuti dopo aver preso la parola, Frauke Petry, co-portavoce federale dell’Afd, ha annunciato a sorpresa: “Non entrerò a far parte del gruppo parlamentare”. Poi si è alzata, ha preso le sue cose e se n’è andata. Il moderatore della conferenza stampa l’ha richiamata al suo posto, invano. Il suo collega, l’altro co-portavoce del partito, Joerg Meuthen, si è scusato con i giornalisti. La conferenza stampa è proseguita.
Quando è arrivato il suo turno, Alice Weidel, candidata alla cancelleria per l’Afd insieme ad Alexander Gauland, ha tagliato corto: “E’ un peccato che un talento come Petry prenda questa decisione”, ma “lei non vuole parlare con noi da mesi”. Poco più tardi, ai microfoni di Ard, Frauke Petry ha regalato un altro colpo di scena: si è proposta come figura di riferimento “per un nuovo inizio di stampo conservatore”.
I giornalisti le hanno chiesto se parlava di un nuovo partito: “A questa domanda risponderò nei prossimi giorni o nelle prossime settimane”, si è schermita. I commentatori immaginano che Frauke Petry, in rotta con Weidel e Gauland da quando il congresso di aprile la mise in minoranza, voglia dar vita ad un gruppo parlamentare autonomo, oppure ad una corrente. Per un gruppo parlamentare autonomo, sarebbero necessari 34 deputati.
Poche ore più tardi, Alice Weidel ha assestato il colpo definitivo: “Dopo l’uscita eclatante di Frauke Petry, propongo che la portavoce si dimetta per non provocare altri danni”. Prima ancora di cominciare il lavoro parlamentare, dunque, l’Afd si spacca. Il trionfo elettorale – come il 27% in Sassonia e il 12,4% in Baviera – potrebbe uscire molto depotenziato dalla probabile divisione interna. Oggi i neo-deputati si riuniranno per la prima volta. Sarà questo il primo momento per contarsi, e capire se e come inizieranno a darsi battaglia.

GERMANIA, FRAUKE PETRY LANCIA LA SFIDA ALLA MERKEL: 'LA CANCELLIERA SI ROVESCIA DA SOLA'

Balzo in avanti della destra in Germania che nelle elezioni in Meclemburgo ha superato la Cdu. A guidare al successo il partito Afd è Frauke Petry che nelle sue prime dichiarazioni ha messo in evidenza il duro colpo subito dalla Cancelliera Angela Merkel. "Merkel si rovescia da sola - ha detto Petry -. La Cancelliera e l'Spd illudono i cittadini, che si tratti di finanza o di crisi dei migranti sono sul punto di liquidare questo Paese e per questo le persone votano Afd".
Capelli corti, lineamenti graziosi, 41 anni, è ai vertici di 'Alternativa per la Germania' dal 2013 ma è dal luglio dell'anno scorso che si è imposta alla guida del partito anti-euro e anti-immigrati tedesco vincendo una lotta di potere con il cofondatore e leader della prima ora Bernd Lucke, il quale se ne è andato lamentando un'Afd diventata troppo xenofoba.
Petry viene ascritta all'ala nazional-conservatrice del partito 'Alternative für Deutschland' che resta attraversato da forti tensioni le quali però non sembrano disaffezionare gli elettori: quest'anno, in tre elezioni regionali, l'Afd di Petry è andata sempre sopra il 10% con una clamorosa punta del 24,3% in Sassonia-Anhalt nel marzo scorso. A livello nazionale un sondaggio 'Emnid' pubblicato nelle ultime ore attribuisce al partito populista un 12% che la rende terza forza politica del paese.
Nata a Dresda, nell'allora Ddr, Petry ha studiato chimica ma questa è l'unica analogia con Angela Merkel, dato che la questione migratoria le contrappone. Mentre la cancelliera un anno fa aprì le frontiere per risolvere la crisi dei migranti bloccati in Ungheria e vede nei flussi di giovani migranti ancora "chance" e benefici per l'invecchiata società tedesca, Petry ha auspicato che i profughi cui viene negato il diritto di asilo vengano portati su due non meglio precisate "isole fuori dall'Europa protette dall'Onu" sulla falsariga di quanto fa l'Australia in Micronesia. Per fermare i clandestini, a suo dire, la polizia di frontiera dovrebbe usare le armi quale "ultima ratio". E fra le sue dichiarazioni che hanno avuto più risalto negli ultimi mesi c'è la comprensione espressa per quei tedeschi che vogliono armarsi per autodifesa: in modo indiretto per sottolineare che la politica in favore dei migranti porta criminalità e terrorismo. Non a caso oggi ha definito "catastrofica" la politica della Merkel sull'immigrazione.

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