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NIGERIA, il genocidio silenzioso dei cristiani: da gennaio più di 6000 uccisi dal terrorismo islamista

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Di Salvatore Santoru

“Quello che sta accadendo in Nigeria nello stato di Plateau e in altri stati è un genocidio puro e deve essere fermato immediatamente”.
Lo ha sostenuto l’Associazione Cristiana della Nigeria e i capi di una chiesa confessionale in un recente comunicato(1).

Come scritto su The Christian Post(2) e riportato su Imola Oggi(3), i dirigenti della chiesa hanno affermato che più di 6.000 persone (per lo più bambini, donne e anziani) sono stati mutilati e/o uccisi in incursioni notturne dai miliziani islamisti radicali di etnia Fulani.

NOTE:

(1) https://www.csw.org.uk

(2) https://www.christianpost.com

(3) https://www.imolaoggi.it

Nigeria, la denuncia del vescovo: “Così vogliono islamizzarci”

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Di Marco Gombacci
“C’è un piano per islamizzare la Nigeria”, è il grido di allarme del vescovo Wilfred Chikpa Anagbe della diocesi di Makurdi alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.
“Vogliono islamizzare la parte centrale del Paese, conosciuta anche come Middle Belt nigeriana, che è abitata per la quasi totalità da cristiani. Nel recente attacco del 24 aprile sono morti due preti della mia diocesi assieme ad altri 17 fedeli ma il numero esatto delle vittime non è ancora accertato”, denuncia il vescovo.
Purtroppo non è un caso isolato. Sin dall’inizio del 2018, ben 11 parrocchie della diocesi nigeriana sono state attaccate. Nello Stato del Benue ci sono stati innumerevoli atti di violenza contro la popolazione che è per il 99% cristiana.
Il 18 gennaio è stata persino ritrovata una fossa comunecon 72 cadaveri. Non si tratta di Boko Haram, segnala il vescovo che si trovava in Vaticano per un incontro con p apa Francesco.
“Le violenze sono perpetrate da mandriani islamisti di etnia Fulani che in passato hanno avuto rapporti, anche stretti, con gruppi terroristi e che sono uniti dal loro obiettivo finale: islamizzare la parte cristiana della Nigeria!”, continua il vescovo.
“Le tribù Fulani vivono sulle montagne e non si possono permettere il lusso di armi sofisticate, per cui bisognerebbe chiedersi chi li finanzia veramente?”, domanda monsignor Anagbe, segnalando inoltre come durante gli attacchi non vi sia mai una presenza della polizia o dell’esercito del governo nigeriano, in particolar modo del governo federale.
Le violenze contro i cristiani hanno provocato forti tensioni nell’area e oltre 100mila persone vivono ora in campi rifugiati per scampare alle incursioni degli islamisti nei villaggi cristiani.

I cristiani nel mirino in Nigeria: “Così ci vogliono islamizzare”

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Di Mauro Indelicato
Un paese spaccato quasi a metà nella sua composizione religiosa: il 50% è musulmano, il 48% invece è cristiano. Un sottile equilibrio, foriero sia di importanti esempi di civile convivenza, ma anche di violenze e tensioni: il riferimento è alla Nigeria, il più popoloso paese africano dove l’esperienza di Boko Haram, gruppo jihadista legato all’ideologia estremista, segna soltanto una delle tante sofferenze in cui vivono le popolazioni residenti soprattutto nelle regioni settentrionali. Non solo grandi attentati e maxi sequestri, come quello che dal 2014 vede imprigionate centinaia di ragazze rapite da un college nel nord del paese, ma anche singoli episodi forse meno noti e meno risonanti sotto il profilo mediatico, pur tuttavia ugualmente drammatici ed indicativi della situazione in cui versa la Nigeria.

La denuncia del vescovo di Makurdi: “Vogliono islamizzare le aree cristiane”

L’ultima diocesi a subire un attacco è stata, in ordine di tempo, quella di Makurdi: l’area in questione si trova in una regione molto delicata della Nigeria, denominata “Middle belt”. Un’area di mezzo non soltanto sotto un profilo prettamente geografico, bensì anche culturale: si tratta di una barriera in cui convivono diverse minoranze linguistiche e religiose che, di fatto, divide il nord a maggioranza musulmana ed il sud a minoranza cristiana. La composizione di questa fascia geografica e culturale è dunque mista ed è qui che, inevitabilmente, rischiano di esplodere le maggiori tensioni tra le popolazioni che abitano al suo interno. Alla Middle Belt nigeriana appartiene lo Stato di Benue, a maggioranza cristiana ma abitato anche da minoranze etniche caratterizzate dall’appartenenza alla religione musulmana. La diocesi di Makurdi si trova all’interno dello Stato di Benue: è qui, come detto, che si è avuto l’ultimo attacco contro i cristiani e, in particolare, nel villaggio di Mbalom dove sono morti almeno 17 tra fedeli e sacerdoti.
A Roma per incontrare il Papa nel corso di una conferenza con gli altri vescovi nigeriani, il vescovo di Makurdi, monsignor Wilfred Chikpa Anagbe, ha rilasciato nei giorni scorsi una dura intervista al sito di Aiuto alla Chiesa che Soffre (Acs): “Solo nella mia diocesi – racconta monsignor Anagbe – Da gennaio ad oggi ci sono stati undici attacchi. Le vittime sono numerose, abbiamo anche scoperto una fossa comune”. Ma non c’entra nulla, in questo caso, Boko Haram: il vescovo punta il dito contro i fulani, etnia di pastori che abita nella regione. “Sono stati loro ad attaccarci di recente – dichiara ancora monsignor Anagbe – Si tratta di una situazione molto delicata, arrivano nei villaggi cristiani molto ben armati”. Ed è qui che il vescovo attua una considerazione delicata ma al tempo stesso significativa ed importante: “Quando avvengono questi attacchi non ci sono mai né agenti di polizia, né militari – dichiara ancora il prelato – Senza contare che i fulani vivono perlopiù nella boscaglia e non possono permettersi armi così sofisticate. Chi li finanzia dunque?”
Una domanda che mese dopo mese viene posta da sempre più analisti: i fulani, popolo semi nomade e con poca esperienza in fatto di armi, oltre che con pochi fondi per racimolarle, riescono oramai da troppo tempo a mettere sotto scacco interi villaggi poco presidiati. Da qui la considerazione di monsignor Anagbe, secondo cui il tutto non è frutto di episodi isolati bensì di un piano prestabilito per islamizzare le regioni a maggioranza cristiana del Middle Belt. Esisterebbe dunque la possibilità che qualche attore interno od esterno alla Nigeria, stia armando i fulani per gli assalti alle chiese ed ai villaggi cristiani. Nella sua intervista ad Acs, il vescovo ha chiuso invitando i cristiani a pregare ed auspicando che le organizzazioni internazionali, in primis l’Onu, non lascino soli i fedeli nigeriani.

Chi sono i fulani

Popolo semi nomade, propenso soprattutto alla pastorizia, i fulani rappresentano una minoranza etnica nigeriana presente soprattutto nel centro del paese: essi sono tradizionalmente musulmani ed abitano in diversi Stati del Middle Belt. Di recente il loro nome è tristemente accostato ad una sigla poco nota in occidente, ma che (come sopra mostrato) costituisce motivo di apprensione e terrore tra i cristiani del Middle Belt nigeriano: Fulani Herdsmen Terrorists (FHT) è il nome del gruppo terroristico che dal 2006 in poi ha ucciso più di dodicimila persone, molte delle quali cristiane. Il motivo delle rappresaglie del gruppo non è soltanto di natura jihadista: molti dei loro rappresentanti infatti, in passato hanno dichiarato di doversi scontrare con gli agricoltori della zona perché il governo federale non garantisce ai fulani la possibilità di pascolare liberamente nei vari territori.
Pur tuttavia, la matrice religiosa sembra comunque essere ben presente tra le motivazioni dei drammatici attacchi perpetuati dal gruppo Fht: “Sono sia sociali, cioè questioni fondiarie, sia religiose le motivazioni degli attacchi – ha affermato alcuni anni fa ad Acs il vescovo di Kafanchan, mons. Bagobiri – Entrambe le cause sono presenti, ma il fattore religioso è preponderante: è una persecuzione religiosa”. Nonostante tanti appelli al governo nigeriano ed alle istituzioni internazionali, al momento non sono stati lanciati numerosi attacchi contro i terroristi fulani i quali, il più delle volte, rimangono impuniti.

IL PRESIDENTE DELLA NIGERIA MUHAMMADU BUHARI: 'Migranti non partite, dobbiamo migliorare la nostra nazione'


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Di Salvatore Santoru

Stanno facendo notizia le affermazioni fatte dal presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, membro del partito di sinistra 'All Progressives Congress'.
Più precisamente, alcune testate italiane, tra cui 'Il Giornale'(1) e 'Libero'(2), hanno ripreso una relativamente vecchia intervista al 'Daily Telegraph'(3) che lo stesso Buhari fece e che era incentrata sull'attuale crisi migratoria.

Andando nello specifico, il presidente nigeriano sostenne che vi era un'immigrazione esagerata dalla Nigeria verso l'Europa e che a volte, tra gli stessi migranti, vi erano anche alcuni criminali.
Inoltre, nell'intervista lo stesso Buhari affermò che bisognerebbe che ci sarebbero meno partenze dalla NIgeria, in quanto la stessa nazione africana ha bisogno della sua gente per svilupparsi e migliorare.

NOTE:

(1) http://www.ilgiornale.it/news/politica/presidente-nigeriano-troppi-noi-cella-difficile-farsi-1491822.html

(2) http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/13307387/nigeriani-parla-presidente-paese-africano.html

(3) http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/africaandindianocean/nigeria/12146155/Telegraph-interview-with-President-Muhammadu-Buhari-of-Nigeria-full-QandA.html

ARTICOLO PER APPROFONDIRE:
http://it.blastingnews.com/politica/2018/02/il-presidente-nigeriano-ai-migranti-non-partire-dovete-rifare-lafrica-002352899.html.

NIGERIA, strage di Boko Haram fa 12 morti al mercato

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Di Salvatore Santoru

Nuova strage terroristica fatta dai miliziani di Boko Haram.
Secondo quanto riporta il Giornale(1) un commando del gruppo islamista radicale ha commesso una strage in un mercato del villaggio di Biu, uccidendo almeno dodici persone.

NOTA:

(1) http://www.ilgiornale.it/news/mondo/nigeria-nuova-strage-boko-haram-12-morti-mercato-1469914.html

Nigeria, kamikaze si fa esplodere in moschea: almeno 50 morti. Sospetti su Boko Haram

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https://www.ilfattoquotidiano.it/2017/11/21/nigeria-kamikaze-si-fa-esplodere-in-moschea-almeno-20-morti-sospetti-su-boko-haram/3991311/

Un giovane kamikaze si è fatto esplodere in una moschea nella città di Mubi, nello stato di Adamawa nel nord della Nigeria uccidendo almeno 50 persone. Lo riferisce la polizia locale. Il giovane, 17 anni, ha azionato la cintura esplosiva che aveva addosso mentre arrivavano i fedeli per le preghiere del mattino mescolandosi alla folla. Sebbene per il momento non ci sia alcuna rivendicazione dell’attacco, i sospetti cadono sul gruppo estremista islamico Boko Haram. “Stiamo ancora accertando il numero delle persone rimaste ferite nell’esplosione perché si trovano ricoverate in vari ospedali del paese”, ha detto Othman Abubakar, portavoce della polizia. Si tratta dell’attentato con più vittime dallo scorso dicembre, quando due bambine kamikaze si erano fatte esplodere in un mercato causando 56 morti.

Lo stato di Adamawa confina a nord con quello del Borno, la patria del gruppo terroristico sunnita. La città di Mubi è stata sotto il controllo del gruppo terroristico fino al 2014 e non subiva attentati dalla sua liberazione. Durante la sua occupazione, i terroristi avevano rinominato la città Madinatul Islam, città dell’Islam. Negli ultimi sei anni, Boko Haram ha ucciso più di 20.000 persone e causato oltre 2 milioni di sfollati, secondo le stime fornite da Amnesty International e l’Onu.

Boldrini in visita in Nigeria: "Investire qui è nostro interesse"

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Di Francesco Curridori
“Se noi europei veniamo a investire qui, non è per un gesto di magnanimità. Stabilizzare queste popolazioni, significa trarne anche un vantaggio.
Dire sto alle migrazioni. Altrimenti saremo noi ad essere destabilizzati”. Il presidente della Camera, Laura Boldrini, in visita in Nigeria, spinge per una maggiore cooperazione con quello che risulta essere uno dei più ricchi Paesi africani ma anche uno dei più martoriati dalla presenza dei fondamentalisti di Boko Haram.
Il suo arrivo coincide con la liberazione di 82 ragazze che erano state rapite dai jihadisti del Califfato nel Borno nordorientale. “Dobbiamo unire le forze contro il terrorismo perché le vostre figlie tornino tutte a casa, ma quando saranno tutte libere dovremo fare in modo che ripartano da un’istruzione valida. E che il sottosviluppo non costringa altre ragazze ad essere vittime della tratta”, ha detto la Boldrini parlando davanti alle donne del comitato #BringBackOurGirls che da tre anni lottano per il rilascio di tutte le loro figlie. Visitando i vari campi profughi ha potuto ascoltare le storie dei rifugiati ma, come si legge sul Corriere della Sera, ha anche messo in evidenza i progressi fatti: "La situazione politica è migliorata, c’è un presidente che ha vinto promettendo lotta alla corruzione. Nel rispetto reciproco, pur riconoscendo i problemi, cerchiamo insieme strategie condivise”.

L'ACCUSA DEL VESCOVO NIGERIANO: 'IL GOVERNO NIGERIANO E' COMPLICE DEI TERRORISTI'

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Di Salvatore Santoru

Dalla Nigeria arriva una forte accusa all'attuale governo della Nigeria.
Come riportato da un articolo di "Occhi Della Guerra"(1),  Monsignor Joseph Danlami Bagobiri ha sostenuto che “Il numero di cristiani uccisi aumenta ogni giorno e le fosse comuni sono disseminate attorno a noi”,denunciando ciò alla fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre.
Monsignor Bagobiri ha dichiarato che “Il governo nigeriano non soltanto fa poco o niente per fermare questa ondata di terrore, ma ritengo fornisca anche le armi agli estremisti”.
Gli estremisti religiosi citati sono i "Fulani Herdsmen"(2), un gruppo terroristico di matrice islamista radicale.

NOTE:

(1)http://www.occhidellaguerra.it/25121-2/

(2)https://www.trackingterrorism.org/group/fulani-herdsmen-nigeria

Nigeria, le 82 liceali liberate da Boko Haram arrivate ad Abuja

(askanews) - Sono arrivate ad Abuja, dove sarenno ricevute dal presidente nigeriano Muhammadu Buhari le 82 liceali rapite più di tre anni fa e liberate ieri sera da Boko Haram.
"Queste 82 figlie di Chibok sono adesso ad Abuja", ha dichiarato Femi Adesina, portavoce della presidente su Twitter, precisando che le ragazze sono state condotte alla residenza presidenziale.
Le ragazze fanno parte di un gruppo di 276 giovani liceali che vennero rapite dal gruppo jihadista nel 2014, un sequestro di massa che aveva suscitato un'ondata di indignazione internazionale alla quale hanno aderito anche numerose celebrità mondiali grazie all'hashtag #bringbackourgirls. Dopo il rapimento 57 giovani riuscirono a fuggire da sole dai loro sequestratori. A ottobre 2016, un primo gruppo di 21 ragazze venne rilasciato, alcune delle quali con bambini nati durante il periodo trascorso in ostaggio.
Le 82 ragazze liberate ieri sera sono state scambiate con dei membri di Boko Haram detenuti, ha spiegato la presidenza. (fonte afp)

Nigeria, Boko Haram rilascia 82 studentesse rapite nel 2014

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Sono state rilasciate dal gruppo terroristico islamico Boko Haram, 82 ragazze nigeriane rapite oltre tre anni fa a Chibok, mentre erano a scuola. A confermarlo è lo stesso ufficio del presidente. «Dopo lunghe trattative – si sottolinea in una nota diffusa via Facebook – le ragazze sono state rilasciate in cambio di alcuni detenuti sospettati di essere legati al gruppo Boko Haram. Le ragazze, attese ad Abuja, saranno ricevute dal presidente Muhammadu Buhari». Le ragazze si trovavano nella cittadina di Banki, alla frontiera fra la Nigeria e il Camerun, uno dei luoghi dove opera il gruppo islamista legato all’Isis. 

Le ragazze costrette da Boko Haram a convertirsi all’Islam

L’operazione è stata definita un grosso successo per le autorità della Nigeria, che hanno collaborato con la Svizzera, la Croce Rossa e altre organizzazioni non governative per portarla a termine.  Non si sa quante persone siano state rilasciate dalle autorità nigeriane in cambio della liberazione delle ragazze. Così come non si sa quante giovani sono ancora in mano ai miliziani, all’inizio ne erano state rapite 276 e nel corso di questi tre anni alcune sono scappate e altre sono state già liberate, le ultime 21 lo scorso ottobre. Le ragazze erano quasi tutte cristiane e dopo il sequestro molte sono state costrette a convertirsi all’Islam date in spose ai combattenti del gruppo jihadista.

NIGERIA: L'ESERCITO GOVERNATIVO ESPUGNA L'ULTIMA ROCCAFORTE DI BOKO HARAM

Cade l'ultima roccaforte di Boko Haram in Nigeria

Di Salvatore Santoru

L'esercito governativo nigeriano ha respinto(1) i miliziani islamisti radicali di Boko Haram dall'ultima roccaforte del gruppo, situata nella foresta di Zambia.
Cme riferito da "The Post Internazionale"(2) la notizia è stata resa nota dal presidente nigeriano Muhammadu Bihari in una dichiarazione ufficiale el 24 dicembre 2016.

NOTE:

(1)http://www.bbc.com/news/world-africa-38427462

(2)http://www.tpi.it/mondo/nigeria/esercito-respinge-ribelli-book-haram-nigeria

FOTO:Un ragazzo saluta un gruppo di militari a Maiduguri, nel Borno nord orientale. Credit: Reuters
via "The Post Internazionale".

CONTROVERSE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTE NIGERIANO BUHARI IN GERMANIA SULLA CRITICA DELLA MOGLIE AL SUO GOVERNO: 'NON SO A CHE PARTITO APPARTENGA, MA DI SICURO APPARTIENE ALLA MIA CUCINA'

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Di Salvatore Santoru  
Durante una visita in Germania(1) il presidente nigeriano Muhammadu Buhari ha dichiarato ridendo che “Non so a quale partito appartenga mia moglie, ma di sicuro appartiene alla mia cucina, al mio soggiorno e all’altra stanza”.
Come riportato da "The Post Internazionale", le parole di Butari sono derivate dalla critica che la moglie,la donna d'affari e attivista Aisha Buhari, ha fatto al suo governo.
Difatti, Aisha ha "dichiarato pubblicamente che potrebbe non sostenere la rielezione del marito a meno che non dia una scossa al suo governo."
NOTE:

Matteo Salvini, salta il viaggio in Nigeria: niente visto sul passaporto

SALVINI
Matteo Salvini non potrà andare in Nigeria come annunciato alcune settimane fa. La partenza era in programma per domani ma a quanto ha spiegato il leader della Lega intervenendo su radio Padania, ha ritirato il passaporto senza il visto necessario. "Me ne faro' una ragione, ci tornerò quando avranno compreso che noi siamo qua per aiutarli" ha detto Salvini, spiegando con una certa delusione che "era tutto pronto, avevo anche fatto la vaccinazione per la febbre gialla e sono stato due giorni a letto. E invece non si parte. La cosa assurda e' che vengono in migliaia qui come clandestini e poi noi.." non possiamo andare in certi paesi. Secondo il segretario federale non avevano capito che "volevamo portare li' sviluppo e investimenti". Peccato, saremo più fortunati la prossima volta.





Il leader del Carroccio ha parlato a tutto campo, dicendo la sua anche sul tema dei rifugiati. "Renzi che è un senza palle Incredibile, dice che le armi non servono. Ma con chi taglia le gole io non dialogo. In Siria e in Libia c'è da intervenire con le armi, ogni giorno perso è un giorno guadagnato dai terroristi. Non so cosa debba succedere ancora per intervenire in Siria e anche in Libia".
Salvini ha anche risposto al Papa, che aveva criticato la costruzione di muri per arginare il flusso dei migranti. "Il Papa parla alle anime e
probabilmente ha ragione a dire che i muri cadranno ma cadranno solo quando ci saranno limiti e regole", ha detto. "Non si risolve il problema immigrazione - ha aggiunto il leader della Lega - invitando le parrocchie e le famiglie a prendersi immigrati in casa".

Nigeria:bombe in moschea e in ristorante, almeno 44 morti.Si sospetta azione di Boko Haram

Bombe in Nigeria, almeno 44 morti

http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/bombe-in-nigeria-almeno-44-morti_2120749-201502a.shtml

Due bombe, esplose in una moschea e in un ristoranted'élite frequentato da musulmani hanno ucciso 44 persone nella città nigeriana di Jos: almeno 67 i feriti. Secondo i testimoni, l'esplosione alla moschea Yantaya si è verificata mentre il predicatore invitava a una coesistenza pacifica. Gli attacchi non sono stati rivendicati, sospetti sui ribelli islamici di Boko Haram. Domenica una donna kamikaze si era fatta esplodere in una chiesa

Nigeria:miliziani di Boko Haram attaccano citta' di Maiduguri, 11 morti

Nigeria Boko Haram attaccano citta  di Maiduguri  11 morti

http://www.agi.it/estero/notizie/nigeria_boko_haram_attaccano_citta_di_maiduguri_11_morti-201505301453-ipp-rt10096

I miliziani di Boko Haram hanno lanciato una nuova offensiva nei dintorni della citta' di Maiduguri, capitale dello Stato del Borno, in Nigeria, e negli scontri sono morte almeno 11 persone. Lo hanno riferito i residenti e fonti della sicurezza.
  L'attacco arriva all'indomani del giuramento del nuovo presidente nigeriano, Muhammadu Buhari, che ha promesso un giro di vite contro i guerriglieri islamisti e spostato il centro di comando per le operazioni militari dalla capitale Abuja proprio a Maiduguri.
  Nella notte si sono uditi colpi di armi di grosso calibro nella parte sudoccidentale della citta'; secondo una fonte militare gli scontri sono avvenuti nei pressi dell'insediamento di Mule, a circa 10 chilometri dalla capitale del Borno.
  "Un razzo lanciato da Boko Haram ha colpito un'abitazione nei pressi dell'area di Bulumkutu...e ha ucciso cinque persone.
  I nostri ragazzi hanno inoltre raccolto sei corpi in differenti zone", ha spiegato un membro della milizia locale, Mohammed Bunu. Venerdi' due bombe esplose a Tashan Alade, sempre nello Stato del Borno, avevano provocato sette morti.
  Non e' la prima volta che Boko Haram cerca di conquistare Maiduguri; citta' - peraltro - dove il gruppo jihadista e' stato fondato nel 2002 da Ustaz Mohammed Yusuf.

Nigeria: la mutilazione genitale femminile diventa ufficialmente un crimine





Di Giulia Aubry

Quasi venti milioni di nigeriane hanno dovuto subirla senza potersi opporre. Ma ora le loro figlie e nipoti non dovranno più subire la stessa sorte. Il Presidente della Nigeria, paese attualmente alle prese con la minaccia del terrorismo islamico guidato dalle milizie di Boko Haram, Goodluck Jonathan ha firmato proprio in questi giorni la legge che condanna la pratica della mutilazione genitale femminile.

La notizia, riportata da moltissimi siti di informazione statunitensi, rappresenta un grande passo avanti e un grande esempio per tutti quei paesi africani dove tale pratica è ancora diffusa e dove, oltre a mutilare e segnare psicologicamente la vita di molte donne, causa infezioni e malattie che possono condurre rapidamente alla morte.

Secondo un rapporto del 2013 dell'Unicef oltre 125 milioni di ragazze e donne nel mondo sono state sottoposte alla mutilazione genitale femminile. La maggior parte di queste vive in 29 paesi di cui solo 2 non si trovano in Africa.

In Nigeria il 27% delle donne è stata privata di parte o di tutto il clitoride. In paesi come Somalia e Guinea la percentuale sale addirittura al 95%. Una violazione dei diritti e della dignità umana che, nonostante i sforzi in termini di educazione e sostegno sanitario da parte dei paesi occidentali, continua a essere difesa da molte società africane e, in alcuni casi, persino dalle stesse donne che la subiscono.
Molte organizzazioni internazionali sperano in una sorta di effetto domino a seguito della straordinaria decisione presa dal più popoloso degli Stati africani. Alcuni osservatori però sottolineano l'unicità - almeno per il momento - del caso nigeriano, legato soprattutto alla fine del mandato presidenziale di Goodluck Jonathan e al bisogno di un chiaro appoggio internazionale di fronte alla minaccia di Boko Haram che da anni conduce una guerra interna al paese causando decine di migliaia di vittime e portando molte giovani donne, rapite dal movimento islamico recentemente affiliatosi allo Stato Islamico, a una condizione di pseudo-schiavitù.

La condanna nei confronti della mutilazione genitale femminile in Nigeria può dunque essere letta come uno strumento di politica internazionale in un momento di grande complessità per il paese. Ma per le figlie e le nipoti di quei venti milioni di nigeriane cui è stata negata una femminilità completa rappresenta una possibilità in più e, forse, anche una conquista da opporre con forza ed orgoglio, a quel movimento che le minaccia, le rapisce, le converte con la forza in nome di quel motto contenuto nel suo stesso nome, Boko Haram, tradotto in italiano "l'educazione occidentale è proibita".

FONTE:http://m.ilmattino.it/primopiano/esteri/infibulazione_nigeria_diritti_delle_donne/notizie/1378192.shtml