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Diodato ha vinto il Festival di Sanremo 2020 con “Fai rumore”


Di Stefania Rocco

Diodato vince la 70esima edizione del Festival di Sanremo. Nel corso della serata finale, trasmessa sabato 8 febbraio, Amadeus ha proclamato il vincitore. Ad aggiudicarsi la vittoria tra i Big è stato proprio Diodato con la canzone "Fai rumore". Segue al secondo posto Francesco Gabbani con "Viceversa" e i Pinguini Tattici Nucleari con "Ringo Starr". Si conclude così Sanremo 2020, la prima edizione condotta da Amadeus con la partecipazione di Fiorello e con Tiziano Ferro ospite fisso. Questa edizione sarà ricordata anche per la squalifica di Bugo e Morgan, primo caso nella storia recente del Festival.

Chi è Diodato, il vincitore di Sanremo 2020

Antonio Diodato è un cantante 39enne di origini pugliesi i cui primi lavori sono stati realizzati a Stoccolma, città nella quale ha formato la band Swedish House Mafia insieme ai dj svedesi Sebastian Ingrosso e Steve Angello. Ha partecipato per la prima volta a Sanremo nel 2014 tra le Nuove Proposte dopo avere vinto l’MTV Italia Award nella categoria “Best New Generation”. A influenzare il suo stile sono artisti quali Pink Floyd, Fabrizio De André, Luigi Tenco, Domenico Modugno e Radiohead. Tra le canzoni con le quali ha avuto maggiore successo ci sono la cover di "Amore che vieni, amore che vai" di Fabrizio De Andrè e "Adesso", brano con il quale ha partecipato a Sanremo nel 2018.

Diodato vince Sanremo con la canzone "Fai rumore"

"Fai rumore", la canzone che ha fatto trionfare Diodato a Sanremo 2020, è un brano che parla di un amore il cui ricordo continua anche quando una storia finisce. Nonostante il protagonista del brano provi ad andare avanti dimenticando l'amore perduto, l'assenza diventa presenza, il silenzio diventa rumore e non è possibile ricacciarlo indietro. Una canzone che unisce tradizione e contemporaneità, regalando un brano sanremese ma impreziosito dalla particolarità del timbro di Diodato e dall'originalità del testo.

La storia d'amore finita con Levante

A Sanremo 2020 Diodato ha ritrovato Levante, artista con la quale ha vissuto una storia d’amore. A lei avrebbe dedicato la canzone “Cretino che sei”. Le voci di un flirt tra Diodato e Levante hanno cominciato a circolare nel 2017, ma i due non hanno mai confermato il legame. La cantante ne ha recentemente parlato in un'intervista che ha anticipato la partecipazione a Sanremo, ricordando l'intensità del loro legame finito: "Un amore bello che non si trova su Internet".

La classifica finale di Sanremo 2020

Diodato vince Sanremo 2020: la classifica completa

1. Diodato – Fai rumore

2. Francesco Gabbani – Viceversa

3. Pinguini Tattici Nucleari – Ringo Starr

4. Le Vibrazioni – Dov'è

5. Piero Pelù – Gigante

6. Tosca – Ho amato tutto

7. Elodie – Andromeda

8. Achille Lauro – Me ne frego

9. Irene Grandi – Finalmente io

10. Rancore – Eden

11. Raphael Gualazzi – Carioca

12. Levante – TikiBomBom

13. Anastasio – Rosso di rabbia

14. Alberto Urso – Come il sole ad est

15. Marco Masini – Il confronto

16. Paolo Jannacci – Voglio parlarti adesso

17. Rita Pavone – Niente (Resilienza 74)

18. Michele Zarrillo – Nell'estasi o nel fango

19. Enrico Nigiotti – Baciamo adesso

20. Giordana Angi – Come mia madre

21. Elettra Lamborghini – Musica (E il resto scompare)

22. Junior Cally – No grazie

23. Riki – Lo sappiamo entrambi

Sanremo 2020 e la squalifica di Bugo e Morgan

Bugo e Morgan si sono visti costretti ad abbandonare l'esperienza sanremese a metà strada. Nel corso della quarta serata, infatti, sono stati squalificati. A causare il provvedimento è stato Marco Castoldi. Una volta salito sul palco per eseguire il brano ‘Sincero', ha sostituito le parole della canzone con accuse rivolte a Bugo: "Le brutte intenzioni, la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera, la tua ingratitudine e la tua arroganza. Fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Certo il disordine è una forma d’arte, ma tu sai solo coltivare invidia. Ringrazia il cielo che sei su questo palco. Rispetta chi ti ci ha portato dentro". Bugo, indignato, ha lasciato il palco e per il regolamento questo è un ritiro a tutti gli effetti. I due sono stati squalificati.

I 24 Big del Festival di Sanremo 2020

Si conclude così il Festival di Sanremo 2020 che è stato caratterizzato da 24 canzoni. Ecco i Big che si sono contesi la vittoria: Michele Zarrillo (Nell'estasi e nel fango io); Elodie (Andromeda); Enrico Nigiotti (Baciami adesso); Irene Grandi (Finalmente io); Alberto Urso (Il sole ad est); Diodato (Fai rumore); Marco Masini (Il confronto); Piero Pelù (Gigante); Levante (Tikibombom); Achille Lauro (Me ne frego); Pinguini Tattici Nucleari (Ringo Starr); Junior Cally (No Grazie); Tosca (Ho amato tutto); Le vibrazioni (Dov'è); Raphael Gualazzi (Carioca); Francesco Gabbani (Viceversa); Rita Pavone (Niente – Resilienza 74); Anastasio (Rosso di rabbia); Riki (Lo sappiamo entrambi); Giordana Angi (Come mia madre); Paolo Jannacci (Voglio parlarti adesso); Elettra Lamborghini (Musica e il resto scompare); Rancore (Eden).

FONTE: https://music.fanpage.it/diodato-ha-vinto-il-festival-di-sanremo-2020-con-fai-rumore/

Mogol, dai testi per Sanremo a Spotify: “È bello che i giovani ascoltino le canzoni mie e di Lucio”


Di Ilaria Costabile

Parlare di Giulio Mogol significa soffermarsi su uno dei grandi artisti e conoscitori della musica italiana, definirlo un semplice paroliere sarebbe davvero riduttivo, Mogol è un poeta e il suo sodalizio con Lucio Battisti è stato fondamentale per la musica leggera. Dall'intrecciarsi della voce di Battisti e dei versi di Mogol sono nati dei brani indimenticabili. Fanpage.it ha incontrato il maestro Mogol a Milano al teatro Dal Verme, in occasione di "Emozioni. Viaggio tra le canzoni di Mogol e Battisti".

I brani di Mogol-Battisti su Spotify

L'introduzione dei brani di Lucio Battisti e Mogol su una piattaforma di musica streaming come Spotify è stato determinante per la fruizione libera di testi che hanno fatto la storia della musica italiana, un vero e proprio evento che contribuito a far conoscere un talento e un estro come forse non ce ne sono più. Nel corso di questa lunga chiacchierata Giulio Mogol ha parlato di sé, del suo amore per la musica e del suo incessante lavoro con Battisti, ma ovviamente non si è tirato indietro dal commentare l'enorme successo riscontrato dalle canzoni disponibili su Spotify, affluenza soprattutto giovanile: La prima giornata c'è stato un numero incredibile di giovani che hanno ascoltato le canzoni che non conoscevano, si sono ritrovati per la prima volta, ma sono un numero incredibile di persone, ovviamente la cosa mi ha fatto piacere. Se le canzoni mie e di Lucio hanno un valore nella cultura popolare è importante che vengono assorbite dai giovani perché è formativo, è una cosa importante soprattutto per i numeri incredibili di ascolto che ci sono stati.

L'esordio a Sanremo e l'arrivo del successo

Ancor più interessante, però, è ascoltare il processo creativo alle base di un qualsiasi testo, frutto di ascolto, percezioni e poesia, perché in fondo è solo così che la si può chiamare. Giulio Mogol spiega, quindi, come sono nati i grandi successi conosciuti da tutti, come si sono affermati nel tempo e soprattutto ricorda il debutto a Sanremo, con il brano "Al di là" da dove è effettivamente iniziata la sua carriera destinata a volare sempre più in alto: "Non solo con Battisti, io ho sempre avuto lo stesso sistema, ascolto la musica e penso a cosa sta dicendo questa musica e comincio a trovare le parole che corrispondono alla parte più importante della musica, la frase più importante, poi ricostruisco, molto stesso sono autobiografico parlo della mia vita. Noi non abbiamo mai fatto politica, noi abbiamo sempre parlato della vita." 

Le canzoni preferite e il messaggio ai giovani

Il maestro non esita a dichiarare che, anche adesso, in un'epoca del tutto diversa da quella in cui è stato abituato a scrivere non esiterebbe ad usare lo stesso metodo, cercando le musiche più belle su cui cucire le parole giuste. Mogol non ha mai scritto per un cantante, ma è sempre stato affiancato da un musicista con cui ha deciso a chi affidare i suoi testi. Se dovesse poi decidere quali delle sue canzoni insieme a Battisti siano quelle più significative sarebbero cinque: "Beh non è semplice, forse le più famose Una giornata uggiosa, Pensieri e Parole, I giardini di marzo, La canzone del sole, Per te". La chiosa dell'intervista è un vero e proprio apprezzamento per i giovani che non si sono mai arresi e che continuano a lottare per il loro futuro.

FONTE: https://music.fanpage.it/mogol-dai-testi-per-sanremo-a-spotify-e-bello-che-i-giovani-ascoltino-le-canzoni-mie-e-di-lucio/

Sanremo, le ricercatrici che hanno isolato il coronavirus non ci saranno al Festival


Le ricercatrici che hanno isolato il coronavirus non saranno al Festival: “Siamo in emergenza”

Di Gennaro Marco Duello
https://tv.fanpage.it

Le tre ricercatrici che sono riuscite a isolare il coronavirus allo Spallanzani, codificando il materiale genetico del virus, non saranno al Festival di Sanremo per la prima serata prevista questa sera, 4 febbraio 2020. Lo conferma in una nota il Direttore Generale della struttura, Marta Branca, in risposta all'invito: "Vista la situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo, non ci è possibile".

Questa è la replica del Direttore Generale dell'INMI Spallanzani, Marta Branca, in risposta all'invito giunto dalla direzione artistica: "Mi rammarico di non avere potuto accettare il lusinghiero invito alla partecipazione del personale di ricerca dell’Istituto da me diretto a partecipare al Festival di Sanremo, ma come certo comprenderà, visti i tempi stretti e la situazione di emergenza sanitaria in cui ci troviamo non è stato purtroppo possibile organizzare la partecipazione delle nostre ricercatrici. Porgo comunque anche a nome della d.ssa Capobianchi e del suo team i più sentiti ringraziamenti per la vostra attenzione".

Chi sono le tre ricercatrici che hanno isolato il virus

Le tre ricercatrici che hanno isolato il nuovo coronavirus sono Maria Rosaria Capobianchi, Francesca Colavita e Concetta Castilletti. La coordinatrice del team, Maria Rosaria Capobianchi, ha 67 anni, di Procida e dirige da 20 anni il laboratorio di virologia dell’istituto nazionale per le malattie infettive. Concetta Castilletti ha 56 anni, ragusana, ed è una ricercatrice con l'hobby per il basket. Aveva già vissuto l'esperienza della lotta alla Sars, al virus Ebola e al ceppo brasiliano Zika. La più giovane è Francesca Colavita, 30 anni, originaria di Campobasso, precaria con contratto in scadenza a novembre 2021. Durante l'epidemia di Ebola è partita diverse volte per la Liberia e la Sierra Leone.

FONTE: https://tv.fanpage.it/le-ricercatrici-che-hanno-isolato-il-coronavirus-non-saranno-al-festival-siamo-in-emergenza/

Sanremo 2020, Junior Cally rompe il silenzio: «Mi scuso se ho ferito qualcuno». Il plauso di Amadeus



«Moltissime persone, forse che si avvicinano al rap per la prima volta, si sono sentite ferite. Me ne dispiaccio profondamente, non era e non sarà mai mia intenzione ferire qualcuno». A dirlo in un post su Instagram è il rapper mascherato di Focene Junior Cally, uno dei 24 artisti Big in gara a Sanremo 2020 con il brano No grazie.
Il rapper è da giorni al centro delle polemiche e delle accuse di sessismo e di istigazione alla violenza sulle donne a causa di alcuni suoi testi scritti in passato, tra cui quello di Strega. Poche ore dopo il post su Instagram, è arrivato il plauso del presentatore del festival Amadeus: «Apprezzo le tue parole, non avevo dubbi sul tuo pensiero».

Le parole di Junior Cally

«È da qualche giorno che rifletto su quanto sta accadendo intorno a me. Quello che accade è che moltissime persone si sono sentite offese da alcuni testi da me composti in passato e dalle immagini che li hanno accompagnati», scrive Junior Cally in un post sul suo profilo Instagram
«Ho provato a spiegare che era un altro periodo della mia vita – prosegue il rapper – e che il rap ha un linguaggio descrittivo nel bene e nel male e rappresenta la cruda realtà come fosse un film».
JUNIOR CALLY – INSTAGRAM | Il post di scuse del rapper
«La cosa più importante che voglio ribadire è che la musica mi ha dato una speranza e mi ha salvato la vita in un momento in cui avevo una marea di problemi ed è solo la musica che voglio portare sul palco di Sanremo. Per questo ad Amadeus ho proposto un brano che non ha quei testi e quelle immagini, che non avrà accanto la parola “Explicit”», aggiunge Junior Cally.
«Trovo insopportabile la sola idea della violenza contro le donne, in ogni sua forma. Sono un ragazzo, un uomo che fa del rispetto, non solo delle donne, ma degli esseri umani uno dei suoi valori cardine. Mamma Flora è la persona più importante della mia vita e da qualche mese c’è Valentina al mio fianco: siamo complici, amici, ci amiamo e rispettiamo. Questa è la mia vita e questo spero sarà il mio Sanremo», chiosa infine il rapper. 
Dichiarazioni che arrivano a due settimane dall’inizio del Festival di Sanremo. In questi giorni si sono moltiplicati gli appelli di esponenti politici e cittadini comuni per chiedere che il rapper venga escluso da Sanremo. Sul caso è intervenuto anche il presidente di Vigilanza Rai e il consiglio regionale della Liguria.
RAIPLAY | Fotogramma di Junior Cally

Caso Novello-Sanremo, Amadeus spegne le polemiche: “Sono stato frainteso”


Di Gennaro Marco Duello

Amadeus prova a spegnere le polemiche dopo le frasi, considerate sessiste, all'indirizzo di Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi: "Mi dispiace che sia stata interpretata malevolmente la mia frase, sono stato frainteso". Il conduttore e direttore artistico del Festival di Sanremo 2020 affida le sue parole all'ANSA. "Quel passo indietro", precisa Amadeus, "si riferiva alla scelta di Francesca di stare fuori da riflettori che inevitabilmente sono puntati su un campione come Valentino". 

Le parole di Amadeus

Il direttore artistico e conduttore del prossimo Festival di Sanremo 2020 ha ulteriormente precisato il suo punto di vista. Quel "passo indietro" era in riferimento alla sua discrezione. Ecco il pensiero completo di Amadeus:

Un'altra ragazza avrebbe forse potuto ‘cavalcare' tanta popolarità e invece Francesca ha scelto di essere più discreta, di rimanere più defilata. Tra l'altro Francesca stessa mi ha ringraziato, dicendomi che è proprio così: ‘Ama, sembra che tu mi conosca da anni'. Anche lei è rimasta stupita della polemica. Io avrei detto lo stesso anche del compagno di una donna famosa". Ma Sanremo è anche questo: ho imparato che bisogna stare attenti a ogni parola.

Il conduttore ha inoltre rivendicato di avere sensibilità e rispetto per le donne: "Lo possono testimoniare mia moglie, mia madre e mia figlia". E aggiunge: "Ho sempre avuto grande attenzione per i temi femminili: non a caso ho voluto sul palco tante donne diverse, con storie, ruoli, mestieri, esperienze diversi".

L'invito a Gessica Notaro

In riferimento alla violenza sulle donne, Amadeus ricorda l'intervento di Rula Jebreal e, inoltre, anche lo spazio per la testimonianza fondamentale di Gessica Notaro: "L'ho invitata e ci sono buone probabilità che venga". Nell'attesa del Festival, ormai a meno di un mese, per ora le polemiche sono chiuse. Forse.

FONTE: https://tv.fanpage.it/caso-novello-sanremo-amadeus-spegne-le-polemiche-sono-stato-frainteso/

Gilet gialli e Battisti in carcere, Saverio Raimondo escluso da Sanremo 2019. La Rai: “La scelta non è motivata dai contenuti del suo show”

Di Gianmaria Tammaro
 Dopo le anticipazioni delle scorse ore pubblicate dal sito Blogo, in cui era data per certa la presenza di Saverio Raimondo alla 69° edizione del Festival di Sanremo, il comico ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui ammette d’essere stato contattato dalla Rai ma che negli ultimi giorni, a partire dalla conferenza stampa, l’accordo sarebbe sfumato.
«Riguardo ai retroscena – scrive Raimondo, che conduce “Comedy Central News” e che tiene una rubrica nel programma “Le parole” di Massimo Gramellini – posso dirvi che in effetti esiste da settimane una camera a Sanremo prenotata da Rai a mio nome per i giorni del Festival. Ma quella camera nelle prossime ore verrà evidentemente assegnata a qualcun altro, perché la mia presenza a Sanremo […] negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore».
Tutto, dice Raimondo, sarebbe iniziato lo scorso autunno, quando la Rai l’avrebbe contattato per chiedergli di realizzare dei contenuti digital per il Festival. C’era anche la possibilità, precisa, che partecipasse al Dopofestival (che aveva condotto nel 2015). «Dopo la conferenza stampa, e il caso politico che ne è stato montato sopra, Rai1 ci ha ripensato e mi ha tolto tutto».
Perché? Probabilmente per quello che Raimondo avrebbe fatto a Sanremo. «Avrei indossato un gilet giallo – scrive Raimondo –. Avrei fatto un collegamento dal porto di Sanremo -chiuso per la celebre politica dei porti chiusi- e speculando sulle parole del direttore artistico Claudio Baglioni, che in conferenza stampa ha detto di non volere ospiti stranieri (un festival sovranista!), avrei raccontato l’emergenza umanitaria di un barcone bloccato da giorni in mezzo al mare con a bordo un centinaio di ospiti […] che non vengono fatti sbarcare. Approfittando della mia somiglianza con Di Maio, sarei salito sul balcone dell’Ariston a festeggiare l’abolizione della povertà e ad annunciare un nuovo boom discografico. Avrei rivelato l’arrivo di Cesare Battisti come super ospite sul palco di Sanremo, esibito in catene di fronte alla folla impellicciata. Insomma, avrei fatto il mio lavoro. Quello per cui mi avevano chiamato».
Aggiornamento delle 19:53. La Rai precisa che «in merito alle dichiarazioni di Saverio Raimondo [...] non esiste al momento nessun tipo di accordo contrattuale o trattativa economica che lega il comico al festival di Sanremo. Il fatto che Raimondo non faccia parte della squadra del festival non ha niente a che vedere con il contenuto delle sue eventuali esibizioni».
Aggiornamento delle 20:08. Dopo la nota della Rai, Saverio Raimondo ha commentato: «Confermo: non era stato firmato alcun contratto ancora, infatti il loro ripensamento è stato lecito e sacrosanto. Riguardo ai contenuti: in effetti non è che mi avessero chiesto più di tanto cosa avrei fatto, è stato un ripensamento a prescindere, secondo me. Credo il problema fosse la mia faccia. E vi dirò, sono d’accordo con loro!».
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Sanremo, esclusa la canzone "sovranista" dei New Trolls


Di Luca Romano

Claudio Baglioni è sempre più nella bufera per le sue parole sull'immigrazione e sulle scelte del governo per contrastarla.
Il direttore artistico del Festival di fatto ha posizionato questo suo secondo Sanremo sul binario buonista. A fargli da sponda anche le parole di Claudio Bisio che di fatto ha sottlineato la sua intenzione di recitare un monologo proprio sull'accoglienza. Ma c'è da fare un passo indietro rispetto a questa vicenda.
Come sottolinea la Verità, qualche mese fa lo stesso Baglioni ha di fatto escluso dalla competizione della kermesse una canzone di Nico Di Palo e Gianni Belleno, i New Trolls. Una canzone dal titolo "Porte aperte" che nel testo però segnala la paura degli italiani: "Noi siamo qui a ricordare / queste verità di un’unione fatta di parole e di ipocrisie le nostre porte aperte al mondo / e il terremoto che le spazza via. E la paura poi ci assale / nelle vie delle città, non ci permette più di camminare / con l’amata libertà / sono troppi gli occhi sconosciuti". 

Sanremo 2019, Baglioni sui migranti scatena la polemica. La direttrice di Ra1: “È stato un comizio”. Rossi del Cda Rai: “Fuori luogo”


Di 
Le parole di Claudio Baglioni sui migranti, il tweet di replica di Matteo Salvini: il caso Sanremo esplode nel giro di poche ore e arriva addirittura a coinvolgere il Cda Rai. Il direttore artistico e conduttore della kermesse in conferenza stampa aveva commentato: “Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa. Credo che le misure prese dall’attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all’altezza della situazione.”
Baglioni? Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo?”, aveva replicato il vicepremier. Una polemica che ha creato non pochi imbarazzi a Viale Mazzini e, come riporta il quotidiano La Stampa, le parole del cantautore romano non sarebbero piaciute alla direttrice De Santis: “Mai più all’Ariston se ci sono io”, titola il giornale escludendo l’ipotesi di un tris in Riviera che l’artista, stando a quanto scritto, avrebbe caldeggiato. La stessa De Santis ha inviato poi una lettera a Dagospia: “Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo – scrive -, una settimana di grande cerimonia di svago e spettacolo nazionale. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio”. “Dal momento della mia nomina a direttore di Rai1 – spiega la direttrice – ho scelto di lavorare in silenzio perché già è un lavoro difficile, già ci sono arrivata a campionato inoltrato e scelte fatte da altri secondo le ferree regole dei palinsesti; perdere tempo a chiacchierare, secondo il mio modo di vivere e pensare, non dimostra serietà. A quanto pare è impossibile, nel clima avvelenato del nostro Paese, e la vicenda della conferenza stampa di Sanremo lo dimostra”. “Quello che penso lo dirò al momento opportuno. Per il momento mi preme ricordare che Rai1 si chiama rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell’azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l’intera Rai“, conclude.

Governo, Salvini: "Se prendo impegno lo porto fino in fondo. Baglioni? Cantanti cantano, ministri fanno"
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Per smorzare i toni è intervenuto in serata l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, che ha fatto sapere in una nota: “Il Festival di Sanremo è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello di tutta la Rai, è garantirne la qualità e il successo. Grazie al prezioso contributo di tutte le nostre professionalità, stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico, in un clima di piena collaborazione, possa realizzare, insieme a Rai1, un festival in linea con le aspettative del grande appuntamento che unisce il Paese”.


"Il Festival di Sanremo è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello di tutta la Rai, è garantirne la qualità e il successo".
Fabrizio Salini, AD

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A infastidire i dirigenti della prima rete non sarebbe stato il messaggio lanciato ma “i modi e il fuori-contesto”. C’è chi sostiene che Baglioni sia caduto in trappola e che nel briefing del giorno prima si erano esclusi riferimenti politici. Il caso ha scatenato i deputati del Pd Michele Anzaldi e Alessia Morani che attaccano la De Santis: “Il direttore di Rai1 minaccia a mezzo stampa il conduttore della principale trasmissione di Rai1 e della Rai, Sanremo, ma dalla commissione di Vigilanza arriva solo un silenzio tombale. Il presidente Barachini è ancora in ferie? Come fa a non dire nulla di fronte ad una vergogna così enorme?”.
Anzaldi già in serata aveva affrontato l’argomento con un tweet: “Povero Baglioni, conduttore del principale evento tv Rai Sanremo censurato dalla Rai: il Tg2 ha dato spazio alla replica di Salvini sui migranti senza riportare le parole del cantautore. La furia del TgLega abbatte anche ogni logica giornalistica e professionale”. Giampaolo Rossi, membro del Cda Rai eletto in quota Fratelli d’Italia, non risparmia critiche al direttore artistico: “Credo che sia stato completamente fuori luogo rispetto al contesto in cui si trovava. Ovviamente ogni cittadino ha il diritto di esprimere il proprio parere politico sulle questioni di attualità, sulle questioni che riguardano le nostre vite, ma ci sono contesti in cui personaggi che svolgono un ruolo pubblico, probabilmente dovrebbero evitare di esprimere e condizionare quello che è il proprio lavoro sulla base di valutazioni che sono completamente fuori contesto”, ha dichiarato a Radio Cusano Campus.

“In questo caso il contesto era la conferenza di presentazione del festival di Sanremo quindi ritengo totalmente fuori luogo dare indicazioni di analisi politiche su temi di attualità, tra l’altro molto complessi e articolati, sui quali un artista come Baglioni non è in grado di esprimere delle possibili soluzioni alternative e infatti non l’ha espresse. L’immigrazione è un tema epocale, la grande sfida che affrontano le democrazie occidentali, che stanno affrontando l’Europa e l’Italia in primis. E’ un dramma di dimensioni storiche e probabilmente ci vorrebbe un po’ più di accortezza nell’utilizzo del linguaggio e nell’idea di raccontare un problema che è difficile da risolvere, non si risolve certo con le battute e con le critiche gratuite”, ha concluso Rossi.

SANREMO 2018: vincono Moro e Meta, secondi Lo Stato Sociale e terza Annalisa

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Di Salvatore Santoru

La 68esima edizione del Festival di Sanremo si è ufficialmente conclusa.
Il duo formato dai cantautori Fabrizio Moro e Ermal Meta ha vinto l'edizione 2018 del festival la loro canzone 'Non Mi Avete Fatto Niente'. 
Il secondo posto è stato conquistato dalla band 'Lo Stato Sociale' con 'Una Vita in Vacanza' e il terzo da Annalisa con 'Il Mondo prima di te'.

ARTICOLO PER APPROFONDIRE:
http://it.blastingnews.com/cultura-spettacoli/2018/02/sanremo-vittoria-per-meta-e-moro-secondo-lo-stato-sociale-002355799.html.

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