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GHEMON – È USCITO IL NUOVO SINGOLO “BUONA STELLA”



Con una diretta Instagram, ieri sera Ghemon ha voluto regalare ai fan un assaggio del nuovo inedito “Buona Stella”: un regalo inaspettato per tutti quelli che erano connessi sul suo canale. In questo periodo Ghemon è solito intrattenere il suo pubblico con dirette Instagram per suonare, restare in contatto con fan e colleghi e parlare di normalità, programmi, speranze, musica.
Da oggi “Buona Stella” è disponibile su tutte le piattaforme streaming e download: il brano è estratto dall’atteso nuovo disco “Scritto nelle stelle” che uscirà il 24 aprile per Carosello Records e Artist First.
“Buona Stella è una canzone piena di luce ed energia positiva che spero vi possa fare compagnia in questo momento” – cosi spiega lo stesso artista nell’annuncio del nuovo brano.
Link per l’ascolto del singolo:
In “Buona Stella” con le sue strofe dirette e incisive, Ghemon ci parla di sfide.
È la vita quotidiana ad essere una sfida complicata, in senso assoluto. E come davanti a ogni sfida complicata ci possono essere incertezze e la consapevolezza che un po’ di fortuna al momento giusto male non fa. Eppure bisogna azzeccarlo quel momento giusto.
Dopo “Questioni di Principio” e “In un certo qual modo”, “Buona Stella” è il terzo inedito del nuovo lavoro discografico di Ghemon, che come per i lavori precedenti, vede la produzione esecutiva di Tommaso Colliva.
GHEMON è uno dei più talentuosi e apprezzati artisti hip hop italiani. Negli anni ha saputo rinnovare il suo personalissimo stile a metà tra il cantautorato e il rap: un caso quasi unico all’interno dello scenario in Italia. Dopo un lungo percorso artistico e la pubblicazione degli album “La rivincita dei buoni” (2007), “E poi, all’improvviso, impazzire” (2009) e “Qualcosa e cambiato” (2012) inizia a definire il suo territorio musicale: rap mescolato al soul, al funk, al jazz e alla musica italiana.“ORCHIdee” (MacroBeats/Artist First) è il disco uscito nel maggio 2014, che segna la sua maturazione artistica.
Da quel momento inizia un lunghissimo tour di più di settanta date, accompagnato da una vera e propria band rinominata “Le Forze del Bene”. Nel settembre 2017 pubblica “Mezzanotte” (MacroBeats/Artist First). Il nuovo album, sempre prodotto da Tommaso Colliva e interamente suonato dalla sua band “Le forze del bene” è la consacrazione di qualcosa di unico, dove le influenze black si legano alla musica italiana riuscendo anche a trovare uno spazio vitale per la tradizione Hip Hop. L’album ha esordito alla 3^ posizione della classifica FIMI dei dischi più venduti in Italia e a novembre 2018 il singolo “Un Temporale” è stato certificato disco d’oro. 
Nel febbraio 2018 è ospite di Diodato sul palco del Teatro Ariston. Nel 2019 firma con Carosello e Artist First – per la prima co-produzione tra aziende italiane – e partecipa, questa volta da protagonista, alla 69^ edizione del Festival di Sanremo con il brano “Rose Viola” (disco d’oro), ottenendo un incredibile consenso di pubblico e critica.
A settembre 2019 si conclude il “Mezzanotte tour” che ha portato Ghemon in giro per tutta Italia per oltre 2 anni.
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FOTO: twitter.com

Gilet gialli e Battisti in carcere, Saverio Raimondo escluso da Sanremo 2019. La Rai: “La scelta non è motivata dai contenuti del suo show”

Di Gianmaria Tammaro
 Dopo le anticipazioni delle scorse ore pubblicate dal sito Blogo, in cui era data per certa la presenza di Saverio Raimondo alla 69° edizione del Festival di Sanremo, il comico ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui ammette d’essere stato contattato dalla Rai ma che negli ultimi giorni, a partire dalla conferenza stampa, l’accordo sarebbe sfumato.
«Riguardo ai retroscena – scrive Raimondo, che conduce “Comedy Central News” e che tiene una rubrica nel programma “Le parole” di Massimo Gramellini – posso dirvi che in effetti esiste da settimane una camera a Sanremo prenotata da Rai a mio nome per i giorni del Festival. Ma quella camera nelle prossime ore verrà evidentemente assegnata a qualcun altro, perché la mia presenza a Sanremo […] negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore».
Tutto, dice Raimondo, sarebbe iniziato lo scorso autunno, quando la Rai l’avrebbe contattato per chiedergli di realizzare dei contenuti digital per il Festival. C’era anche la possibilità, precisa, che partecipasse al Dopofestival (che aveva condotto nel 2015). «Dopo la conferenza stampa, e il caso politico che ne è stato montato sopra, Rai1 ci ha ripensato e mi ha tolto tutto».
Perché? Probabilmente per quello che Raimondo avrebbe fatto a Sanremo. «Avrei indossato un gilet giallo – scrive Raimondo –. Avrei fatto un collegamento dal porto di Sanremo -chiuso per la celebre politica dei porti chiusi- e speculando sulle parole del direttore artistico Claudio Baglioni, che in conferenza stampa ha detto di non volere ospiti stranieri (un festival sovranista!), avrei raccontato l’emergenza umanitaria di un barcone bloccato da giorni in mezzo al mare con a bordo un centinaio di ospiti […] che non vengono fatti sbarcare. Approfittando della mia somiglianza con Di Maio, sarei salito sul balcone dell’Ariston a festeggiare l’abolizione della povertà e ad annunciare un nuovo boom discografico. Avrei rivelato l’arrivo di Cesare Battisti come super ospite sul palco di Sanremo, esibito in catene di fronte alla folla impellicciata. Insomma, avrei fatto il mio lavoro. Quello per cui mi avevano chiamato».
Aggiornamento delle 19:53. La Rai precisa che «in merito alle dichiarazioni di Saverio Raimondo [...] non esiste al momento nessun tipo di accordo contrattuale o trattativa economica che lega il comico al festival di Sanremo. Il fatto che Raimondo non faccia parte della squadra del festival non ha niente a che vedere con il contenuto delle sue eventuali esibizioni».
Aggiornamento delle 20:08. Dopo la nota della Rai, Saverio Raimondo ha commentato: «Confermo: non era stato firmato alcun contratto ancora, infatti il loro ripensamento è stato lecito e sacrosanto. Riguardo ai contenuti: in effetti non è che mi avessero chiesto più di tanto cosa avrei fatto, è stato un ripensamento a prescindere, secondo me. Credo il problema fosse la mia faccia. E vi dirò, sono d’accordo con loro!».
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Sanremo, esclusa la canzone "sovranista" dei New Trolls


Di Luca Romano

Claudio Baglioni è sempre più nella bufera per le sue parole sull'immigrazione e sulle scelte del governo per contrastarla.
Il direttore artistico del Festival di fatto ha posizionato questo suo secondo Sanremo sul binario buonista. A fargli da sponda anche le parole di Claudio Bisio che di fatto ha sottlineato la sua intenzione di recitare un monologo proprio sull'accoglienza. Ma c'è da fare un passo indietro rispetto a questa vicenda.
Come sottolinea la Verità, qualche mese fa lo stesso Baglioni ha di fatto escluso dalla competizione della kermesse una canzone di Nico Di Palo e Gianni Belleno, i New Trolls. Una canzone dal titolo "Porte aperte" che nel testo però segnala la paura degli italiani: "Noi siamo qui a ricordare / queste verità di un’unione fatta di parole e di ipocrisie le nostre porte aperte al mondo / e il terremoto che le spazza via. E la paura poi ci assale / nelle vie delle città, non ci permette più di camminare / con l’amata libertà / sono troppi gli occhi sconosciuti". 

Sanremo 2019, Baglioni sui migranti scatena la polemica. La direttrice di Ra1: “È stato un comizio”. Rossi del Cda Rai: “Fuori luogo”


Di 
Le parole di Claudio Baglioni sui migranti, il tweet di replica di Matteo Salvini: il caso Sanremo esplode nel giro di poche ore e arriva addirittura a coinvolgere il Cda Rai. Il direttore artistico e conduttore della kermesse in conferenza stampa aveva commentato: “Se non fosse drammatica la situazione di oggi, ci sarebbe da ridere. Ci sono milioni di persone in movimento, non si può pensare di risolvere il problema evitando lo sbarco di 40-50 persone, siamo un po’ alla farsa. Credo che le misure prese dall’attuale governo, come da quelli precedenti, non siano assolutamente all’altezza della situazione.”
Baglioni? Canta che ti passa, lascia che di sicurezza, immigrazione e terrorismo si occupi chi ha il diritto e il dovere di farlo?”, aveva replicato il vicepremier. Una polemica che ha creato non pochi imbarazzi a Viale Mazzini e, come riporta il quotidiano La Stampa, le parole del cantautore romano non sarebbero piaciute alla direttrice De Santis: “Mai più all’Ariston se ci sono io”, titola il giornale escludendo l’ipotesi di un tris in Riviera che l’artista, stando a quanto scritto, avrebbe caldeggiato. La stessa De Santis ha inviato poi una lettera a Dagospia: “Sono solo canzonette, o almeno dovrebbero esserlo – scrive -, una settimana di grande cerimonia di svago e spettacolo nazionale. Invece, e non solo per responsabilità di Claudio Baglioni, sono state trasformate nel solito comizio”. “Dal momento della mia nomina a direttore di Rai1 – spiega la direttrice – ho scelto di lavorare in silenzio perché già è un lavoro difficile, già ci sono arrivata a campionato inoltrato e scelte fatte da altri secondo le ferree regole dei palinsesti; perdere tempo a chiacchierare, secondo il mio modo di vivere e pensare, non dimostra serietà. A quanto pare è impossibile, nel clima avvelenato del nostro Paese, e la vicenda della conferenza stampa di Sanremo lo dimostra”. “Quello che penso lo dirò al momento opportuno. Per il momento mi preme ricordare che Rai1 si chiama rete ammiraglia perché è la rete più importante e produttiva dell’azienda, guai ad attaccarla senza sapere che ci rimette l’intera Rai“, conclude.

Governo, Salvini: "Se prendo impegno lo porto fino in fondo. Baglioni? Cantanti cantano, ministri fanno"
Volume 90%
Per smorzare i toni è intervenuto in serata l’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini, che ha fatto sapere in una nota: “Il Festival di Sanremo è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello di tutta la Rai, è garantirne la qualità e il successo. Grazie al prezioso contributo di tutte le nostre professionalità, stiamo lavorando per far sì che il direttore artistico, in un clima di piena collaborazione, possa realizzare, insieme a Rai1, un festival in linea con le aspettative del grande appuntamento che unisce il Paese”.


"Il Festival di Sanremo è patrimonio degli italiani. Il mio compito, e quello di tutta la Rai, è garantirne la qualità e il successo".
Fabrizio Salini, AD

74 utenti ne stanno parlando
A infastidire i dirigenti della prima rete non sarebbe stato il messaggio lanciato ma “i modi e il fuori-contesto”. C’è chi sostiene che Baglioni sia caduto in trappola e che nel briefing del giorno prima si erano esclusi riferimenti politici. Il caso ha scatenato i deputati del Pd Michele Anzaldi e Alessia Morani che attaccano la De Santis: “Il direttore di Rai1 minaccia a mezzo stampa il conduttore della principale trasmissione di Rai1 e della Rai, Sanremo, ma dalla commissione di Vigilanza arriva solo un silenzio tombale. Il presidente Barachini è ancora in ferie? Come fa a non dire nulla di fronte ad una vergogna così enorme?”.
Anzaldi già in serata aveva affrontato l’argomento con un tweet: “Povero Baglioni, conduttore del principale evento tv Rai Sanremo censurato dalla Rai: il Tg2 ha dato spazio alla replica di Salvini sui migranti senza riportare le parole del cantautore. La furia del TgLega abbatte anche ogni logica giornalistica e professionale”. Giampaolo Rossi, membro del Cda Rai eletto in quota Fratelli d’Italia, non risparmia critiche al direttore artistico: “Credo che sia stato completamente fuori luogo rispetto al contesto in cui si trovava. Ovviamente ogni cittadino ha il diritto di esprimere il proprio parere politico sulle questioni di attualità, sulle questioni che riguardano le nostre vite, ma ci sono contesti in cui personaggi che svolgono un ruolo pubblico, probabilmente dovrebbero evitare di esprimere e condizionare quello che è il proprio lavoro sulla base di valutazioni che sono completamente fuori contesto”, ha dichiarato a Radio Cusano Campus.

“In questo caso il contesto era la conferenza di presentazione del festival di Sanremo quindi ritengo totalmente fuori luogo dare indicazioni di analisi politiche su temi di attualità, tra l’altro molto complessi e articolati, sui quali un artista come Baglioni non è in grado di esprimere delle possibili soluzioni alternative e infatti non l’ha espresse. L’immigrazione è un tema epocale, la grande sfida che affrontano le democrazie occidentali, che stanno affrontando l’Europa e l’Italia in primis. E’ un dramma di dimensioni storiche e probabilmente ci vorrebbe un po’ più di accortezza nell’utilizzo del linguaggio e nell’idea di raccontare un problema che è difficile da risolvere, non si risolve certo con le battute e con le critiche gratuite”, ha concluso Rossi.

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