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Gilet gialli e Battisti in carcere, Saverio Raimondo escluso da Sanremo 2019. La Rai: “La scelta non è motivata dai contenuti del suo show”

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Di Gianmaria Tammaro
 Dopo le anticipazioni delle scorse ore pubblicate dal sito Blogo, in cui era data per certa la presenza di Saverio Raimondo alla 69° edizione del Festival di Sanremo, il comico ha pubblicato sul suo profilo Facebook un post in cui ammette d’essere stato contattato dalla Rai ma che negli ultimi giorni, a partire dalla conferenza stampa, l’accordo sarebbe sfumato.
«Riguardo ai retroscena – scrive Raimondo, che conduce “Comedy Central News” e che tiene una rubrica nel programma “Le parole” di Massimo Gramellini – posso dirvi che in effetti esiste da settimane una camera a Sanremo prenotata da Rai a mio nome per i giorni del Festival. Ma quella camera nelle prossime ore verrà evidentemente assegnata a qualcun altro, perché la mia presenza a Sanremo […] negli ultimi giorni è stata messa in discussione fino alla cancellazione delle ultime ore».
Tutto, dice Raimondo, sarebbe iniziato lo scorso autunno, quando la Rai l’avrebbe contattato per chiedergli di realizzare dei contenuti digital per il Festival. C’era anche la possibilità, precisa, che partecipasse al Dopofestival (che aveva condotto nel 2015). «Dopo la conferenza stampa, e il caso politico che ne è stato montato sopra, Rai1 ci ha ripensato e mi ha tolto tutto».
Perché? Probabilmente per quello che Raimondo avrebbe fatto a Sanremo. «Avrei indossato un gilet giallo – scrive Raimondo –. Avrei fatto un collegamento dal porto di Sanremo -chiuso per la celebre politica dei porti chiusi- e speculando sulle parole del direttore artistico Claudio Baglioni, che in conferenza stampa ha detto di non volere ospiti stranieri (un festival sovranista!), avrei raccontato l’emergenza umanitaria di un barcone bloccato da giorni in mezzo al mare con a bordo un centinaio di ospiti […] che non vengono fatti sbarcare. Approfittando della mia somiglianza con Di Maio, sarei salito sul balcone dell’Ariston a festeggiare l’abolizione della povertà e ad annunciare un nuovo boom discografico. Avrei rivelato l’arrivo di Cesare Battisti come super ospite sul palco di Sanremo, esibito in catene di fronte alla folla impellicciata. Insomma, avrei fatto il mio lavoro. Quello per cui mi avevano chiamato».
Aggiornamento delle 19:53. La Rai precisa che «in merito alle dichiarazioni di Saverio Raimondo [...] non esiste al momento nessun tipo di accordo contrattuale o trattativa economica che lega il comico al festival di Sanremo. Il fatto che Raimondo non faccia parte della squadra del festival non ha niente a che vedere con il contenuto delle sue eventuali esibizioni».
Aggiornamento delle 20:08. Dopo la nota della Rai, Saverio Raimondo ha commentato: «Confermo: non era stato firmato alcun contratto ancora, infatti il loro ripensamento è stato lecito e sacrosanto. Riguardo ai contenuti: in effetti non è che mi avessero chiesto più di tanto cosa avrei fatto, è stato un ripensamento a prescindere, secondo me. Credo il problema fosse la mia faccia. E vi dirò, sono d’accordo con loro!».
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