Breaking News

6/breakingnews/random
Visualizzazione post con etichetta WhatsApp. Mostra tutti i post

Con l’anno nuovo WhatsApp dice addio a BlackBerry 10 e Windows Phone 8


Di Lorenzo Longhitano

Cattive notizie per gli utenti WhatsApp rimasti affezionati ai loro vecchi smartphone BlackBerry e Windows: come ricorda la pagina web dedicata al supporto tecnico per la piattaforma di messaggistica, a partire dall’anno prossimo i dispositivi dotati delle versioni meno recenti di Windows Phone e dei sistemi operativi BlackBerry OS e BlackBerry 10 non saranno più in grado di sfruttare alcune funzionalità chiave dell’applicazione. Dal primo gennaio gli sviluppatori smetteranno infatti di lavorare sulle versioni delle app dedicate a queste piattaforme obsolete. 

La notizia non giunge inaspettata: il limite temporale del 31 dicembre 2017 era stato comunicato urbi et orbi da molto tempo da parte di WhatsApp, e anzi è il risultato di una proroga concessa dalla società rispetto a tempistiche che inizialmente erano anche più stringenti. Fortunatamente le piattaforme colpite sono ormai in uso presso una minoranza di persone. BlackBerry OS e BlackBerry 10 erano sviluppati dell’omonimo e leggendario ex produttore di smarpthone, prima che il software scelto per i propri gadget divenisse Android e prima che la produzione dei telefoni passasse nelle mani dei cinesi di TCL: gli ultimi smartphone prodotti con questi sistemi operativi risalgono al 2014. Windows Phone è ancora supportato (ma non lo sarà per molto) nelle versioni 8.1 e successive, il che vuol dire che gli unici telefoni condannati a rimanere a breve orfani di WhatsApp sono quelli di fascia bassa rimasti a Windows Phone 8

A usare l’app di messaggistica però restano comunque più di un miliardo di utenti : sarà inevitabile che qualcuno si trovi privato del servizio senza sapere cosa sia successo o aver avuto modo di acquistare un telefono più recente in tempo. Per questo motivo WhatsApp rimarrà comunque utilizzabile sui gadget colpiti dalla mannaia dell’obsolescenza per un breve periodo: semplicemente, avvisa la società, non sarà più possibile effettuare nuove iscrizioni né effettuare l’accesso ad account precedentemente aperti. Chiunque tenga alle proprie conversazioni dovrebbe dunque fare in tempo a esportarle (dato che i backup da una piattaforma a un’altra sono impossibili) prima che il servizio diventi irraggiungibile. 

l

#WhatsAppdown, l'app va in tilt per un'ora: le reazioni su Twitter

Risultati immagini per WhatsApp

Di Salvatore Santoru

La più conosciuta app di messaggistica istantanea,Whats Upp, è andata in tilt per un'ora in Europea e in alcuni paesi asiatici la mattina del 3 novembre 2017(1).

Le reazioni su Twitter al #WhatsAppdown sono state inizialmente di 'panico' e in seguito di ironia(2).

NOTE:

(1) http://www.repubblica.it/tecnologia/social-network/2017/11/03/news/_whatsappdown_l_app_di_messaggistica_in_tilt_dalle_9-180112136/

(2) https://www.leggo.it/tecnologia/news/whatsappdown_twitter_utenti_panico_3_novembre_2017-3343297.html

La Cina ha bloccato WhatsApp

Risultati immagini per CHINA WHATSAPP

http://www.ilpost.it/2017/09/26/cina-blocco-whatsapp/

WhatsApp, la popolare applicazione per scambiarsi messaggi sugli smartphone, è stata bloccata in Cina secondo le analisi condotte da un gruppo di esperti di sicurezza diffuse dal New York Times. Per mesi l’app aveva subìto rallentamenti e disservizi, soprattutto per quanto riguardava la condivisione di fotografie e video, mentre ora anche l’invio dei semplici messaggi di testo è stato bloccato dal governo. WhatsApp utilizza particolari protocolli per lo scambio dei dati ed è quindi probabile che in Cina sia stato aggiornato il sistema (firewall) che in generale identifica e blocca parte del traffico online, per impedire l’accesso a social network, motori di ricerca e ai siti di opposizione e degli attivisti che diffondono notizie contro il governo. Il nuovo blocco è stato attuato a pochi giorni dall’inizio della 19esima riunione del Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese, il più importante organo del partito. WhatsApp scambia i dati con forme molto sofisticate di crittografia, cui i governi non possono accedere. In Cina sono di fatto consentite solo le app per i messaggi che possono essere intercettate dal governo cinese, come WeChat. WhatsApp è controllata da Facebook, il cui social network dal 2009 è bloccato in Cina e che negli ultimi anni ha cercato in ogni modo di tornare a fornire i suoi servizi nel paese, ma senza ottenere risultati.

Multa da 3 milioni a WhatsApp: ha indotto gli utenti a condividere i dati con Facebook

Risultati immagini per whats app

Dall’Antitrust sanzione da 3 milioni per WhatsApp


Sanzione da 3 milioni per WhatsApp: lo ha stabilito l’Antitrust, in quanto il sistema di messaggistica più famoso del mondo «ha indotto gli utenti a condividere i loro dati con Facebook».L’Antitrust ha chiuso ieri le due istruttorie, avviate a ottobre 2016, nei confronti di WhatsApp Inc. per presunte violazioni del Codice del Consumo. Nel primo procedimento, l’Autorità ha accertato, comminando a WhatsApp Inc. la sanzione, che la società ha, di fatto, indotto gli utenti di WhatsApp Messenger ad accettare integralmente i nuovi Termini di Utilizzo, in particolare la condivisione dei propri dati con Facebook, facendo loro credere che sarebbe stato, altrimenti, impossibile proseguire nell’uso dell’applicazione.  

Coloro che erano già utenti alla data della modifica dei Termini (25 agosto 2016) avevano, invece, la possibilità di accettarne “parzialmente” i contenuti, potendo decidere di non fornire l’assenso a condividere le informazioni del proprio account WhatsApp con Facebook e continuare, comunque, a utilizzare l’app. La condotta in esame è stata attuata attraverso una procedura in-app di accettazione dei nuovi Termini caratterizzata dall’informazione sulla necessità di tale accettazione, entro 30 giorni, a pena di dover interrompere la fruizione del servizio; l’inadeguata evidenziazione della possibilità di poter negare il consenso alla condivisione dei dati con Facebook, la pre-selezione dell’opzione (opt-in) e la difficoltà, infine, di poter esercitare concretamente tale opzione una volta accettati integralmente i termini.  

L’altro procedimento istruttorio, avviato, nei confronti di WhatsApp Inc., per presunta vessatorietà di alcune clausole del modello contrattuale sottoposto all’accettazione dei consumatori che vogliano usufruire dell’applicazione WhatsApp Messenger, si è concluso con l’accertamento della vessatorietà delle disposizioni che prevedono: - esclusioni e limitazioni di responsabilità in capo a WhatsApp molto ampie e assolutamente generiche, inclusa quella che discende dal proprio inadempimento; - la possibilità di interruzioni del servizio decise unilateralmente da WhatsApp senza motivo e senza preavviso; - il diritto generico esercitabile da WhatsApp di risolvere il contratto/recedere in qualsiasi momento e per qualsiasi motivo e non consentire più all’utente l’accesso/utilizzo dei servizi, senza prevedere un analogo diritto per il consumatore. 

La truffa corre su WhatsApp ed e-mail, attenzione al buono sconto Ikea



 Oggi è la volta di Ikea. Ogni giorno su WhatsApp e sulle e-mail riceviamo decine di messaggi che invitano ad acquistare prodotti “magici” o a premere su link per avere WhatsApp gratis per sempre. Logicamente si tratta di truffe e di messaggi phishing che cercano di rubare dati preziosi agli utenti.
L’ultima truffa ha preso di mira Ikea, l’azienda svedese leader nel settore dei mobili. I pirati informatici hanno architettato una trappola che sta facendo molte vittime, soprattutto tra gli utenti che non hanno le capacità per riconoscere un messaggio vero da un tentativo di phishing. La truffa è molto semplice: gli hacker promettono alle vittime un buono sconto Ikea da 150/500/900 euro da utilizzare nei negozi dell’azienda svedese. Per farlo, però, devono premere su un link, che in realtà nasconde un malware che infetta lo smartphone dell’utente. Il messaggio viene inviato sia tramite WhatsApp, sia tramite e-mail.

Fonte e articolo completo: http://tecnologia.libero.it/la-truffa-corre-su-whatsapp-ed-e-mail-attenzione-al-buono-sconto-ikea-11887

VISTO  ANCHE SU http://www.4notizie.com/tecnologia/la-truffa-corre-su-whatsapp-ed-e-mail-attenzione-al-buono-sconto-ikea/113601.html

Facebook blocca lo scambio di dati degli utenti con WhatsApp in Europa


Di Andrea Nepori

Facebook ha perso la battaglia, per ora, ma la guerra è ancora tutta da combattere. Come riportato dal Financial Times, il social network di Mark Zuckerberg ha deciso di sospendere lo scambio dei dati con WhatsApp, cedendo alle pressioni dei garanti della privacy europei. Ad agosto 2016, a poco meno di due anni dall’acquisizione da parte di Facebook, WhatsApp ha annunciato l’avvio della condivisione con il social network dei dati dei propri utenti. La decisione, finalizzata al miglioramento della profilazione pubblicitaria, è finita rapidamente nel mirino delle autorità europee per la tutela della privacy. 

A fine settembre il commissario per la protezione dei dati di Amburgo aveva ordinato il blocco della condivisione delle informazioni in Germania, per «proteggere i 35 milioni di utenti WhatsApp tedeschi» che non avevano mai autorizzato esplicitamente la raccolta incrociata dei propri dati da parte di Facebook. Gli avevano subito fatto eco il Garante della Privacy italiano, con l’apertura di un’istruttoria, e gli omologhi di Spagna, Francia e Regno Unito. 
L’opposizione alla raccolta dei dati si è inasprita ad ottobre con una lettera aperta pubblicata dall’Article 29 Working Party (WP29), l’organismo della Commissione Europea che riunisce i rappresentanti delle autorità di tutela della privacy degli Stati Membri. Nel documento il WP29 critica l’operazione di Facebook e WhatsApp e chiede a Jan Koum, AD del servizio di messaggistica, di sospendere la condivisione dei dati «finché non sia possibile assicurare agli utenti un’adeguata protezione legale».  

Le richieste e le pressioni sono andate a segno: sia Facebook sia il Commissario per la protezione dei dati irlandese (competente per giurisdizione, dato che le policy europee vengono decise da Facebook Ireland Ltd.) hanno confermato che la condivisione dei dati degli utenti WhatsApp è temporaneamente sospesa.  

WhatsApp è molto popolare fra i diplomatici

Jose Manuel Barroso
In un recente articolo il Guardian ha raccontato la diffusione di WhatsApp, la popolare app di messaggistica istantanea, negli ambienti diplomatici europei e mondiali. Molti degli utenti di WhatsApp lo usano soprattutto in contesti informali come il proprio gruppo di amici o i membri della famiglia allargata, ma sempre più persone lo utilizzano anche per lavoro (anche il Post usa una chat di WhatsApp, di rincalzo a quella “ufficiale” su Slack). Ad oggi, come spiega ilGuardian, anche le persone che per lavoro si occupano di decidere i destini del mondo usano la stessa app di vostro figlio 13enne o di vostra zia.
I motivi della popolarità di WhatsApp fra i diplomatici e i funzionari governativi sono vari e comprensibili: su tutti la segretezza e riservatezza delle comunicazioni che avvengono sull’app, che da qualche mese ha aumentato il criptaggio delle conversazioni (al momento, se si usa l’ultima versione, nemmeno WhatsApp stesso può avere accesso alle conversazioni che avvengono fra due o più utenti). Jon Alterman, un ex funzionario del dipartimento di Stato americano, ha spiegato che al momento «è più sicuro mandare un messaggio tramite WhatsApp che con la maggior parte dei sistemi di comunicazione governativi». Poi ci sono motivi più pratici: come ad esempio il fatto che molte persone usano già WhatsApp per conversazioni private e slegate dal lavoro, o più semplicemente perché molte riunioni fra diplomatici si tengono in stanze isolate o addirittura sotto il livello del suolo, dove le reti di telefonia mobile non arrivano (ma dove spesso è disponibile una rete Wi-Fi).
I casi di diplomatici che usano WhatsApp sono ormai numerosi: WhatsApp è ormai diffuso sia nella sede principale dell’ONU sia dell’Unione Europea, e un recente report interno del ministero degli Esteri britannico ha scoperto che diversi diplomatici del paese usano WhatsApp per discutere di temi di lavoro (ad esempio, esiste un gruppo di WhatsApp per i diplomatici britannici che si occupano di Siria). Di recente, WhatsApp è stato largamente utilizzato per organizzare riunioni, discutere strategie e fare proposte durante i negoziati mondiali tenuti in Ruanda per ridurre progressivamente l’emissione dei Fluorocarburi – dei potenti gas serra – nell’ottobre 2016. Tom Fletcher, ambasciatore del Regno Unito in Libano fra il 2011 e il 2015, ha raccontato al Guardian:
«Gran parte delle mie comunicazioni giornaliere con i leader libanesi si svolgeva lì [su WhatsApp]. È ovvio che il rapporto di fiducia personale che si costruisce faccia a faccia non può essere sostituito: ma un’enorme porzione del lavoro diplomatico può essere gestita in questo modo, e ogni ambasciatore che non è in grado di contattare su WhatsApp dei ministri chiave presto rimarrà tagliato fuori»

Nel lavoro diplomatico, WhatsApp può anche essere utilizzato per alleggerire i toni, come in un vero negoziato faccia a faccia – pubblicando ad esempio la foto di un collega che si è addormentato durante una riunione – o ancora essere sfruttato in maniera creativa. Come spiega il Guardian le varie emoji delle bandiere nazionali, per esempio, sono perfette per le conversazioni di politica, così come quelle che raffigurano una stretta di mano o una colomba (che nel gergo politico indica una persona dalle convinzioni moderate). Il Guardian scrive anche che in queste conversazioni il presidente russo Vladimir Putin viene spesso raffigurato con l’emoji di un alieno, probabilmente per la somiglianza dei tratti del volto ➡️  👽.

LA BUFALA DEI BUONI SPESA IKEA DA 500 EURO



 Di Elena Masuelli

La bufala corre, non solo via WhatsApp. Da tempo dilagano messaggi sul cellulare, inviati attraverso contatti «sprovveduti», che promettono la vincita di buoni acquisto Ikea da 500 euro, una truffa che ha cominciato a diffondersi anche per mail. In questo caso non è una “catena di Sant’Antonio”, non viene richiesto di inserire numeri o dati di altre persone da coinvolgere nel presunto affare, ma solo i propri, con il rischio di risultare iscritti a costosissimi servizi telefonici.  
Abbiamo fatto una prova. 
Il mittente è “IKEA”, realtà alias di un tipico indirizzo spam account, messaggi che invadono tutte le nostre caselle di posta. La mail invita a partecipare a un sondaggio di soddisfazione del cliente con cinque domande su allestimenti e qualità dei prodotti. Non si tratta di una promozione di Ikea, che è completamente estranea. La multinazionale svedese infatti ha fatto sapere che «al fine di tutelare i propri clienti Ikea sta intraprendendo tutte le necessarie azioni tese a far luce sull’accaduto». 

Dopo avere terminato il questionario è ora di inserire i dati, indirizzo, numero di telefono cellulare, ma soprattutto l’accettazione alla loro acquisizione e condivisione per iniziative commerciali. La cosiddetta «privacy», quella che spesso con troppa leggerezza autorizziamo, ritrovandoci poi invasi da newsletter e tempestati di telefonate da call center. La promessa è quella di venire contattai via mail in caso di vincita. Ma immediata è l’opportunità di vincere altri buoni spesa solo autorizzando l’invio di un codice sul nostro cellulare.  In piccolo, piccolissimo, l’avvertenza che ci si sta iscrivendo a un servizio telefonico a pagamento, il cui abbinamento costa 5,08 euro a settimana. Non “cliccate”! E anche se si è evitato il servizio a pagamento sul cellulare, per il resto è troppo tardi: la mail comincia a essere tempestata di proposte commerciali, spesso con marchi molto noti, usati come richiamo. Adesso non ci resta che scoprire come liberarcene.  

Non aprite i messaggi, via mail o WhatsApp; se lo avete fatto non inserite i vostri dati; avvertite il mittente; controllate tramite il vostro di non essere stati iscritti a servizi a pagamento.  

WHATSAPP, ANCORA NOVITÀ: UNA NUOVA CHAT CI AGGIORNERÀ SU TUTTI I CAMBIAMENTI

WhatsApp, ancora novità: una nuova chat ci aggiornerà su tutti i cambiamenti


Alzi la mano chi di voi non ha WhatsApp. Nessuno vero? Già perché l'app di messaggistica istantanea è divenuta ormai indispensabile in ogni nostro smartphone e non solo ha completamente rimpiazzato gli sms per le comunicazioni veloci, ma ha raccolto centinaia di migliaia di adepti proprio per la sua semplicità e le sue caratteristiche.





Qualche giorno fa vi avevamo parlato degli aggiornamenti dei termini di servizio, poi è arrivato il video che può diventare una immagine gif animata (basta che sia non più lungo di 6 secondi), ora la novità della chat degli aggiornamenti, il changelog.
Stiamo parlando della versione beta 2.16.10.363 per iOS e dell'ultima disponibile per Android, con la quale gli utenti saranno costantemente informati di tutti i cambiamenti che avverranno a WhatsApp. Per chi conosce Telegram non avrà di che stupirsi visto che qui questa caratteristica è attiva già da molto tempo. Quando l'app di messaggistica apporterà modifiche la chat lampeggerà e vi dirà tutte le novità del caso che dovrete sapere (o che potrete beatamente ignorare).
La chat sarà subito riconoscibile perché avrà un badge di colore verde e sarà sempre messa in primo piano quando vi saranno contenuti i messaggi ufficiali scritti direttamente dal team di sviluppatori.
Purtroppo WhatsApp non ha ancora divulgato le tempistiche dell'entrata in vigore di questa nuova funzionalità, ma siamo sicuri che si tratterà di settimane o di pochi mesi. Non ci resta che tenere costantemente aggiornato il nostro WhatsApp così da poterne utilizzare tutte le sue caratteristiche. E intanto fare un po' di allenamento con i video-gif. Divertenti vero?

LA BUFALA DELL'INTRODUZIONE DELLA SPUNTA ROSSA SU WHATSAPP



Di Salvatore Santoru

Da diversi giorni sta girando una notizia che sosterebbe che presto Whats App introdurrà una spunta rossa.



Secondo quanto riportato da "Meteo Web"(1), la spunta rossa servirebbe a informare il mittente del messaggio "informare il mittente del fatto che il destinatario ha letto il messaggio in anteprima, abbassando la Notification Bar", e continua l'articolo "ma in ogni caso senza aprire la chat. L’app dovrebbe saperlo utilizzando la fotocamera frontale, ma sembra un po’ troppo fantascientifica come novità."
Pare proprio che quella dell'introduzione della spia rossa di Whats App sia l'ennesima bufala del web, e come fa notare "Butac"(2) tale bufala deriva direttamente dal pesce d'aprile di Radio Deejay(23).

NOTE:
(1)http://www.meteoweb.eu/2016/05/whatsapp-spunta-rossa-attenzione-alle-bufale/680224/
(2)http://www.butac.it/spunte-rosse-whatsapp/
(3)http://www.deejay.it/news/liste/rivoluzione-whatsapp-dopo-grassetto-e-corsivo-in-arrivo-altre-6-novita/475883/

FOTO:http://oltreuomo.com

La bufala del buono sconto di 150 euro da Zara che gira su WhatsApp

Buono sconto di 150 euro da Zara? È una bufala ormai virale su Whatsapp

Di Salvatore Santoru

Una nuova bufala si aggira per WhatsApp.
Questa volta, la nuova bufala virale riguarda un buono sconto da 150 euro che sarebbe stato attribuito a Zara.
 Come riportato su "Fan Page", Elena Masuelli in un articolo su "La Stampa"(1) ha ricostruito con precisione la bufala, che si tratta essenzialmente in un short link "che “sembrerebbe” portare al sito ufficiale della nota catena di negozi di abbigliamento (che è completamente estranea ai fatti), e che vi arriva direttamente da uno dei vostri contatti sull’app di messaggistica."

Inoltre, secondo quanto riportato da Fanpage.it(2),"il messaggio porta la dicitura “buono 150 euro Zara” ed è accompagnato da un commento entusiasta della promozione e, appunto, dal link. Tecnicamente il messaggio arriva dai vostri amici, dunque non è così strano "fidarsi" dei loro consigli. Ma le cose non sono mai come appaiono, soprattutto in questi casi. Cliccando sul link, infatti, si accede a un sito che ci sottopone a un “classico” sondaggio con 4 semplici domande cui rispondere per avere la possibilità di vincere il buono sconto."

NOTE:

(1)http://www.lastampa.it/2016/04/23/societa/la-bufala-dei-buoni-acquisto-di-zara-via-whatsapp-XWg5e5qgPu4vRxMMzpRPpO/pagina.html

(2)http://www.fanpage.it/buono-sconto-di-150-euro-da-zara-e-una-bufala-ormai-virale-su-whatsapp/

La bufala del referendum sulla legittima difesa che gira su WhatsApp


Di Salvatore Santoru

In questi giorni, stando a quanto riportato da "la Stampa"(1), sta girando su alcuni gruppi di WhatsApp  "un invito a firmare un «referendum di iniziativa popolare sulla legittima difesa della casa e dei beni». L’obiettivo sarebbe quello di "aumentare le pene per chi viola il domicilio e «negare il risarcimento delle eventuali lesioni causate al ladro o agli eredi in caso di morte ladro».

Sempre secondo quanto riportato dal quotidiano, "si tratta di una mezza bufala: nonostante quello che purtroppo riporta anche qualche testata nazionale, non esiste in Italia la possibilità di votare un referendum di questo genere. L’istituto giuridico del referendum, in Italia, prevede due principali tipologie: quello abrogativo, per cancellare una norma o una sua parte (come quello votato il 17 aprile sulle trivellazioni) e quello costituzionale per approvare o respingere una riforma della Costituzione (come quello che dovremmo votare in autunno). A questi si aggiungono quelli, regionali, comunali e provinciali, su questioni legate alle amministrazioni locali o alle fusioni tra enti."

NOTE E PER APPROFONDIRE:

WhatsApp diventa gratuito, tolti i 99 cent all’anno



Questa volta non è una catena di sant’Antonio, non ci sono amici da invitare e messaggi da inoltrare per sbloccare la funzione nascosta. Questa volta WhatsApp diventa gratis, per tutti e senza condizioni. Punto. Ad annunciarlo è stato Jan Koum, fondatore della chat per smartphone più popolare del mondo, che vanta oltre 900 milioni di utenti attivi al mese. A confermarlo è anche un post comparso sul blog dell’azienda

Parlando alla DLD Conference di Monaco, Koum ha spiegato che da quest’anno non sarà più richiesto il contributo di 99 cent annui per accedere al servizio di messaggistica. La cifra è sempre stata esigua, ma secondo il fondatore di WhatsApp rischia di diventare un ostacolo all’espansione ulteriore del servizio. 

C’è da chiedersi, poi, che cosa abbia in mente Mark Zuckerberg, che di WhatsApp è il proprietario. Facebook ha acquistato l’app a febbraio del 2014 ma da allora ha sempre preferito tenerla separata dall’universo di servizi collegati al social network. Anzi, ha preferito creare Messenger, scorporando la chat di Facebookper farla diventare un’app a sé stante. Ma a questo punto che ruolo avrà WhatsApp? Come farà a reggersi sulle sue gambe? 

Un’opzione è quella di replicare il modello di business di Facebook, cioè fare profitti sulla vendita dei dati. Per ora è tutto avvolto nel mistero, a parte che per una promessa: non arriverà la pubblicità. per il resto, Koum non chiude strade per il futuro: «È una pagina ancora da scrivere». 

La bufala della funzione spia di Whatsapp

bufala-whatsapp-spia
Di Claudio Michelizza
Whatsapp, il sistema di messaggistica più utilizzato al mondo, diventa sempre più bersaglio di attacchi informatici, ma anche di bufale che hanno preso il posto delle vecchie catene che giravano tempo fa. L’ultima parla di una fantomatica funzione spia:
Pare che WhatsApp introdurrà la funzione “Spia chat”, pagando un ulteriore abbonamento annuale.
Al momento è solo un’idea, ma a quanto pare gli sviluppatori sono sempre più propensi a introdurre questa novità. Siete contenti di questa cosa? Secondo noi molti utenti cancelleranno WhatsApp e si sposteranno su altre applicazioni.
Staremo a vedere, è questione di tempo.
Ovviamente si tratta di una bufala senza alcun fondamento che però sembra non intimorire le migliaia di persone che stanno condividendo questo messaggio.  Quando ricevete questo messaggio basta osservarlo e notare la completa mancanza di fonti per capire che è una bufala.

Bufala attentato a Roma, psicosi su WhatsApp. Poi madre si presenta dalla polizia e ammette: “Era solo una scusa per non fare uscire mia figlia”


L’AUDIO BUFALA  
«Quelli dell’Isis vogliono colpire i giovani, le zone della movida», si può ascoltare nella registrazione della madre che avverte la figlia a Roma di restare a casa, perché una sua amica che lavora al ministero dell’Interno l’avrebbe avvertita di un attentato imminente nella capitale. La polizia postale ha immediatamente smascherato la bufala, ma non prima che in migliaia girassero il messaggio audio ai loro contatti, alimentando il panico.  

LA “CONFESSIONE”  
In serata, la svolta: una donna e la figlia, protagoniste della telefona virale, si sono presentate spontaneamente negli uffici della polizia ed hanno dato la loro versione. Il rischio attentato di cui si parlava nella telefonata - hanno detto - altro non era che una scusa della madre per convincere la figlia a non uscire di casa. 

L’IRA DEL PREMIER  
Per mettere la parola fine alla vicenda era intervenuto anche Matteo Renzi, che aveva chiesto agli inquirenti di trovare i responsabili con l’accusa di procurato allarme. Responsabili che intorno alle dieci di questa sera si sono presentate agli uffici di viale Trastevere della polizia postale. Una siparietto che smorza un minimo la tensione di questi giorni, rendendo comunque attuale il monito di Matteo Renzi su questa vicenda. «Il terrorismo internazionale è una minaccia seria e dobbiamo essere molto attenti e determinati. Quello che è fondamentale è che non cadiamo nella trappola di chi vorrebbe chiuderci a chiave in casa per vivere nella paura, senza fare una vita normale» ha detto il presidente del Consiglio in un audio di 16 secondi dove ha concluso «nessuno ci porterà via la nostra esistenza quotidiana e noi, l’Italia e gli italiani, siamo molto più forti della paura».  

WhatsApp, una mail-virus ruba le foto

Whatsapp cambia ancora:  ecco le nuove funzioni



Fate molta attenzione a una mail. Rischia di infettarvi lo smartphone e vi ruba le foto. Molti programmi di posta lo inseriscono direttamente nella cartella spam. Ma questo potrebbe non essere sufficiente. Molti italiani nelle ultime ore stanno ricevendo via posta un messaggio audio nella segreteria di WhatsApp.





 Non ascoltatelo. Il nome visualizzato sul mittente inganna perché apparentemente sembra che sia spedito da  WhatsApp invece l'indirizzo di origine è fucate@justfax.net, uno dei tanti account creati apposta dai criminali informatici per ingannare gli utenti. Il punto è che WhatsApp non ha alcun servizio di segreteria.
Come difendersi - E se si ascolta la segreteria si rischia moltissimo. Se cliccate aprite le porte di accesso del vostro smartphone agli hacker che entreranno nelle vostre foto per poi ricattarvi con richieste di denaro. Per difendervi basta eliminare immediatamente la mail, ricordandovi sempre che WhatsApp non ha il vostro indirizzo di posta elettronica. 

NEWS, SITI CONSIGLIATI & BLOGROLL

VISUALIZZAZIONI TOTALI

Follow by Email

Contact Me

Nome

Email *

Messaggio *