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Dopo 146 anni il Circo Barnum chiude i battenti per sempre

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Di Fulvio Cerutti


Dopo quasi un secolo e mezzo di vita il Ringling Bros. e Barnum & Bailey Circus, lo storico Circo Barnum, dal nome del più celebre dei suoi antenati, ha annunciato che “The Greatest Show On Earth” (“Il più grande spettacolo del mondo”) chiuderà i battenti per sempre.  

Il circo, con i suoi animali esotici, i costumi sgargianti e gli acrobati che sfidavano la morte, è stato un intrattenimento amatissimo negli Stati Uniti a partire dalla metà del 1800. Allora Phineas Taylor Barnum mise su uno spettacolo itinerante con tanti animali e tante stranezze (esibiva ad esempio una schiava dicendo che aveva 161 anni e che era la ex nutrice del presidente George Washington). Poi si unì al suo rivale James Anthony Bailey, creando una enorme struttura. Dopo la sua morte la gestione passò ai cinque fratelli Ringling, abili nella giocoleria. Durante tutta la prima parte del ventesimo secolo il circo Barnum è spostato in treno in lungo e in largo per l’America. 



Dopo 146 anni il Circo Barnum chiude i battenti per sempre

Ecco la lista dei Paesi che hanno vietato l’uso degli animali nei circhi

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Di Lorenzo Guaia

I nuovi regolamenti comunali che integrano le norme CITES sono ora difficilmente impugnabili, e stanno funzionando egregiamente (3). Se ne sono accorti i circensi che lamentano di riuscire ad avere i permessi solo da due comuni su dieci (4).
Tuttavia, anche se molti, e non solo gli animalisti, ritengono ignobili questo tipo di spettacoli, una soluzione definitiva e favorevole agli animali è ancora un obbiettivo difficile da raggiungere, anche per il supporto che alcuni personaggi pubblici stanno dando al mondo circense. E’ ben noto che gli onorevoli Giovanardi e La Russa hanno più volte sostenuto la presenza degli animali nei circhi, e anche personaggi importanti del mondo della cultura come Philippe Daverio e Camillo Langone lo hanno fatto, facendosi scudo con la legge 337 del 1968 con cui lo Stato riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e incoraggia il consolidamento e lo sviluppo del settore.
Naturalmente i circensi sono molto spaventati per come si stanno mettendo le cose, e anche per la concreta possibilità di non avere più accesso ai contributi e sovvenzioni statali, denaro pubblico elargito grazie al Fondo Unico dello Spettacolo.
Solo un piccolo esempio: il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, con atti repertorio n° 976 e n° 1909, ha stanziato nell’anno 2013 oltre6.550.000 euro da destinare alle attività circensi (5), denari che tuttavia sono ben poca cosa rispetto agli anni d’oro del circo. D’altra parte anche il Parlamento sta diminuendo sempre più i contributi, e il 24 settembre 2013 l’Aula del Senato ha approvato l’ordine del giorno G9.205 al disegno di legge n. 1014 a firma De Petris, Repetti, Cirinnà, Taverna, Cotti con il quale si impegnava il Governo “a prevedere, nei prossimi provvedimenti, una riduzione progressiva dei contributi”.
Difronte a tutto questo, i circensi reagiscono, e anche duramente.
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A volte la reazione è molto plateale, come è accaduto a Matera. Dopo che il comune per anni si è opposto ai circhi, i circensi hanno ingaggiato una serie di iniziative ai limiti della legalità. Eclatante l’episodio dell’ippopotamo fatto passeggiare tra i bambini nella centrale via Dante, alcuni anni orsono; o degli elefanti pungolati con scariche elettriche in pieno centro cittadino come riportato da Gea Press il maggio del 2011 (6).
A Latina invece, in aprile di quest’anno, è stata perfino celebrata la “Giornata mondiale del circo”, portando nella pubblica piazza uno spettacolo all’aperto, con leoni in gabbia e addestratore. Scopo della manifestazione è stato il sensibilizzare la popolazione, e in particolare le molte scolaresche presenti, che il circo con gli animali sarebbe bello. Ai bambini è stato regalato un quadernone da colorare, e poi è stato fatto vedere come si addestrano i leoni.
Sarà poi vero che i leoni in gabbia amano i loro padroni? E sarà vero che i loro padroni, quando lo spettacolo è finito, e le luci sono spente, continueranno a trttare bene i propri animali?
Una cosa è certa: al circo gli animali non si divertono affatto…
Fonti e note:
2)Un elenco molto dettagliato dei paesi che hanno vietato completamente, o hanno adottato norme molto severe di restrizione, è pubblicato sul sito dell’organizzazione animalista OIPA
Questi sono i paesi Europei:
Austria, Belgio, Croazia, Rep. Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Grecia, Malta, Polonia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Regno Unito, Portogallo e Olanda.
Questi nel resto del mondo:
Divieti parziali: USA, Canada, Argentina, Brasile, Colombia, Nuova Zelanda
Divieti totali o quasi: Costa Rica, Australia, India, Israele, Messico
3) Regioni Emilia-Romagna (2012)
Comuni con Regolamento CITES: Da Imola a Vercelli, da Modena a Vigevano, da Bologna a Parma, e poi Ferrara, Cagliari, Milano, Torino, Comacchio, Genova, Verbania, Roma, Arezzo, Viterbo, Padova e molte altre
4) dichiarazione del titolare del circo Grioni, del 10 novembre 2014

Circhi con animali: una zavorra economica e diseducativa

Di Andrea Bonazza
Ingabbiati a bordo di strade statali, costretti a subire interminabili viaggi in spazi angusti, incatenati sotto il sole o sotto neve e grandine, ammaestrati per esercizi innaturali con violenza fisica e psicologica tra urla, fruste e pungoli elettrici… Questo è da anni il destino di centinaia di elefanti, tigri, orsi, ippopotami, pinguini, scimmie, foche e cammelli destinati alle attività circensi.
I circhi con animali in Italia godono di finanziamenti che negli ultimi cinque anni hanno superato abbondantemente i 20 milioni di euro di fondi pubblici. Soldi erogati dal ministero dei Beni culturali attraverso il fondo unico per lo spettacolo, inizialmente nato per sostenere imprese e associazioni che si occupano di cinema, musica e teatro e finito invece per finanziare le grandi famiglie circensi, già fortemente discusse sia eticamente che legalmente.
Viene sicuramente da chiedersi il motivo per cui nonostante il ministero in questione sia già stato disossato di centinaia di migliaia di euro, lo Stato continui a finanziare da mezzo secolo unospettacolo anacronistico che, fortunatamente, desta sempre minor interesse negli italiani. Solo nel 2014 sono stati quasi quattro e mezzo i milioni di euro distribuiti a pioggia. Nel 2011 siamo arrivati al record di 6 milioni e 635mila euro. Mettendo in fila gli ultimi cinque anni si arriva a 27 milioni e 571mila euro.
Già dal 1968 dovrebbe essere in vigore una legge che prevede che i circhi non possano beneficiare di finanziamenti, se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti comunque colpevoli di violazioni per la protezione degli stessi. Purtroppo però per lo Stato italiano sembra non esserci nessuna distinzione tra chi è stato condannato o è sotto indagine e tutti gli altri circhi, diciamo così, “immacolati”: ricevono tutti soldi pubblici indistintamente.
lions_at_the_circus_best_animals_training-otherIl campione italiano dei tristi incassi è il Circo Medrano che in cinque anni ha complessivamente beneficiato di 1.884.483 euro nonostante un pesante processo per maltrattamento. Stesso caso per l’American Circus, accusato di violenza su animali, che ha comunque goduto della somma di 1.447.228 euro. Tocca poi al circo Darix Togni che ha incassato 518.000 euro, al Caroli (53.000 euro) e il circo Martin con 68.000.
Mentre il Tribunale di Bologna depositava la sentenza per sevizie ad una giraffa, il circo Martini ha ricevuto 92.000 euro e il Circo Città di Roma ne ha ottenuti 297.000 in barba a una condanna per «aver detenuto elefanti in condizioni di quasi immobilità». Anche il Circo Folloni ha ottenuto dallo Stato 45.564 euro anche se, come scrive il Tribunale di Milano, ha «immobilizzato un elefante sotto il tendone a una tavola di legno di 6 metri quadri, legandolo con due catene».
In un’Italia che cade a pezzi come le sue strutture e le sue aziende, viene da chiedersi quale logica possa far si che lo Stato sovvenzioni così generosamente questi tendoni della tortura animale. Se il ministero dei Beni culturali arriva a finanziare i circhi con 27 milioni di euro nonostante continue indagini e condanne a loro carico, lo stesso discorso non vale però per il bilancio del ministero dell’Ambiente, che stanzia meno di 400.000 euro all’anno ai rari centri di riabilitazione per animali vittime dei maltrattamenti circensi, ottenendo l’assurdo risultato che i mammiferi posti legalmente sotto sequestro preventivo, in molti casi si ritrovano affidati dalle Procure tra le grinfie dello stesso circo indagato per maltrattamento.
Nel suo dossier 2015, la Lega Anti Vivisezione stima che in Italia scorrazzano un centinaio di carovane circensi che trasportano duemila animali. I numeri reali però sembrerebbero impossibili da verificare, forse più per italica pigrizia o accondiscendenza, piuttosto che per effettiva capacità di controllo; fatto sta che molti animali vengono affittati o scambiati tra le famiglie circensi di casa nostra o con quelle estere, e lo stesso discorso vale per il personale dei circhi come facchini, acrobati e pagliacci di ogni specie. Tutto ciò, in molti casi avviene ovviamente senza il minimo controllo fiscale, sanitario o di sicurezza sul lavoro. Ma purtroppo si sa che in Italia è più semplice controllare un artigiano che non arriva a fine mese e fondi non ne riceverà mai.
fca corteoContro i circhi con animali, da nord a sud del paese si levano continuamente le proteste e le campagne di boicottaggio di associazioni e movimenti animalisti, sia in piazza che nei palazzi delle istituzioni, senza però che nessuno riesca realmente a risolvere il problema, nonostante vigorose prese di posizione di alcuni parlamentari, comuni e regioni. Proprio oggi, ad esempio, apre le tende a Bolzano il circo Orfei con i suoi animali.
Già nel 2012, il movimento ecologista La Foresta che Avanza, grazie al consigliere Gianfranco Piccolin portò in consiglio comunale una mozione in cui si impegnava il Comune del capoluogo altoatesino a proibire la sosta di circhi con animali sul proprio territorio. Il risultato fu una vittoria per gli animalisti, con l’approvazione ad unanimità (ad eccezione di poche astensioni, che al solito, antepongono la politica dell’’anti’ alle cause sociali) della mozione. Un anno dopo, rivisitata, la stessa mozione approdò in consiglio provinciale chiedendo che la Provincia sollecitasse i comuni a non rilasciare autorizzazioni sul loro territorio per spettacoli circensi in cui si usano e si sfruttano, contro natura, gli animali: “La Provincia non può vietare i circhi con animali, ma può regolamentarne la presenza sul territorio opponendosi a quelli che li sfruttano”.
L’amara sorpresa però non tarda ad arrivare e dal 2012 a oggi, ci sono decine di casi in cui i circensi hanno vinto i ricorsi al Tar, che sopprime gli sforzi fatti con sentenze che giudicano incostituzionale vietare il transito o l’occupazione del suolo pubblico a questi tendoni dello sfruttamento animale.

La Lav accusa il governo: "Finanzia i circhi condannati per le violenze sugli animali"

Lav: "I circhi condannati per violenze sugli animali ma lo Stato li finanzia"
Di Sergio Rame
Sevizie, lesioni e crudeltà contro gli animali. Nel dossier della Lav c'è dentro un po' di tutto.Brutalità contro elefanti, giraffe e tigri. Violenze che fanno inorridire. Eppure, nonostante siano sotto gli occhi di tutti (e in particolar modo dei giudici), il governo continua a erogare i soldi pubblici del Fondo unico dello spettacolo. Negli ultimi cinque anni i circhi sono stati "aiutati" con una pioggia di denaro pubblico. Quasi 30 milioni di euro che, stando a quanto riportato da Repubblica, sarebbero finiti anche nelle tasche di dieci circhi condannati o ancora sotto processo per maltrattamenti.
Secondo il dossier redatto dalla lega antivivisezione, il circo Aldo Martini avrebbe ricevuto dal governo 92mila euro nonostante sia condannato dal tribunale di Bologna per sevizie nei confronti di una giraffa. Il circo Città di Roma, invece, avrebbe portato a casa quasi 300mila euro pur essendo stato condannato in via definitiva "per aver detenuto elefanti in condizione di quasi immobilità". Il circo Folloni, condannato dal tribunale di Milano per "aver immobilizzato un elefante sotto il tendone a una tavola di legno di mq 6 circa, legandolo con due catene (una alla zampa anteriore sinistra, l'altra alla zampa posteriore sinistra) fissate alla tavola", avrebbe ottenuto 70mila euro. E ancora: 518mila euro al circo Darix Togni, 53mila euro al circo Caroli, 1.884.483 euro al circo Medrano, 1.447.228 euro all'American Circus e 68mila euro al circo Martin. Tutti quanti sotto processo per "maltrattamenti e detenzione incompatibile".
"La legge - denuncia il presidente della Lav Gianluca Felicetti - prevede che i circhi non possano essere beneficiari di finanziamenti pubblici, esclusivamente se condannati in via definitiva per maltrattamento di animali o se riconosciuti colpevoli di violazioni di disposizioni normative statali e dell'Unione Europea in materia di protezione degli animali". Peccato che questa norma sia puntualmente disattesa. In Italia ci sono un centinaio di strutture che tengono gli animali in cattività. Da qui l'appello al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini affinché riduca i contributi fino al completo azzeramento entro il 2018.