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Una risoluzione del Parlamento Europeo chiede il divieto di partiti neofascisti e neonazisti


Di Salvatore Santoru

Una risoluzione non legislativa approvata dal Parlamento europeo chiede il divieto dei partiti e dei movimenti neofascisti e neonazisti(1)

Più precisamente, la risoluzione è passata con 355 voti a favore e con essa gli eurodeputati invitano le autorità degli Stati membri alla messa al bando dei partiti e gruppi che si ispirano al nazifascismo.

PER APPROFONDIRE: ARTICOLO SU BLASTING NEWS 

Nota:

(1) http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2018/10/25/pe-chiede-messa-al-bando-gruppi-neofascisti-neonazisti-in-ue_b897c034-3d4d-4ea1-aa25-3edff9de0978.html

IKEA, il passato filonazista del fondatore Ingvar Kamprad

Risultati immagini per Ingvar Kamprad

Di Salvatore Santoru

Recentemente se n'è andato il fondatore dell'Ikea Ingvar Kamprad(1).
Kamprad è stato e sarà ricordato per la sua grande carriera imprenditoriale, per la sua filantropia e la forte etica del risparmio ma anche per il passato da simpatizzante del nazismo, che lo stesso Kamprad definì essere stato il suo 'più grande errore della vita'(per approfondire, consiglio questo articolo su Blasting News.

Andando nello specifico, Mr Ikea si iscrisse al partito di ispirazione fascista e nazionalsocialista Nysvenska Rorelsen('Nuovo Movimento Svedese') e fu un grande amico, almeno sino agli anni cinquanta, del suo leader Per Engdahl(2).

In seguito lo stesso Engdhal divenne uno dei più importanti teorici e militanti svedesi di quella parte dell'estrema destra tendente al neofascismo che sosteneva idee paneuropee(3), e che fu ben rappresentata dal movimento 'European Social Movement'(di cui Engdhal fece parte).

Quando Engdahl se ne andò, nel 1994, lo stesso Kamprad lo elogiò e qualche anno fa si sono diffuse mediaticamente delle voci che sostenevano che lo stesso fondatore dell'Ikea non avesse abbandonato la sua credenza nel nazionalsocialismo anche dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale(4).

Comunque sia, Mr Ikea considerò erronea la sua scelta filonazista e disse che era stata una 'follia della giovinezza'(5).

Inoltre, c'è da dire che lo stesso fondatore del colosso svedese non è mai stato sanzionato per il suo passato nazista e ha potuto godere di un'importante influenza anche durante i governi socialdemocratici di Tage Erlander e Olaf Palme.

NOTE E PER APPROFONDIRE:

(1)https://www.informazioneconsapevole.com/2018/01/se-ne-andato-91-anni-ingvar-kamprad-il.html

(2)https://en.wikipedia.org/wiki/Per_Engdahl

(3)https://en.wikipedia.org/wiki/European_Social_Movement

(4)https://www.informazioneconsapevole.com/2017/02/la-sconosciuta-storia-di-ikea-fu.html

(5)http://it.blastingnews.com/cronaca/2018/01/ikea-il-passato-nazista-di-ingvar-kamprad-002321857.html

Denunciato il leader di Rivolta Nazionale, il nuovo gruppo neonazista della capitale

Risultati immagini per rivolta nazionale

Di Maurizia Marcoaldi

“Boia chi molla! Rivolta Nazionale…Questo è il nostro simbolo”. Così Simone Crescenzi aveva annunciato con un video la nascita del suo partito antisemita e antisistema. ‘Rivolta Nazionale' è il nome e il simbolo è la svastica, un simbolo “che non rinneghiamo”, afferma Crescenzi nel video. Ora però, dopo la presentazione nel video a viso scoperto, il leader del nuovo gruppo neonazista capitolino è stato denunciato per apologia di fascismo.

La scelta di Rivolta Nazionale nasce dalla volontà dei militanti di differenziarsi da un partito, quello di Forza Nuova, che ormai per Crescenzi è “inaffidabile”  perché “colpevole di fare il gioco della democrazia”. L’attacco al partito di Roberto Fiore è soprattutto per la possibile decisione di non prendere più parte alla manifestazione del 28 novembre dopo la direttiva del ministro dell’interno Marco Minniti. Crescenzi ha sottolineato nel video la presenza di Rivolta Nazionale alla manifestazione del 28 ottobre per ricordare la marcia fascista su Roma del 1922.


FONTE E ARTICOLO COMPLETO SU: https://www.fanpage.it/denunciato-il-leader-di-rivolta-nazionale-il-nuovo-gruppo-neonazista-della-capitale/

Tenta di esporre una bandiera fascista a Montecitorio nel giorno della Marcia su Roma: denunciato

Tenta di esporre una bandiera fascista a Montecitorio nel giorno della Marcia su Roma: denunciato

Di Enrico Tata

Maurizio Boccacci, storico leader dell'estrema destra dei Castelli Romani, ha provato a esporre una bandiera fascista in piazza Montecitorio. Proprio nel giorno dell'anniversario della Marcia su Roma di Benito Mussolini del 1922. L'attivista è stato fermato e la bandiera, con il simbolo dell'aquila sul fascio littorio, è stata sequestrata. Boccacci è stato denunciato per apologia del fascismo. Stessa situazione al Cimitero del Verano dove circa cinque estremisti sono stati identificati e accompagnati in questura. Per oggi Forza Nuova aveva indetto una nuova ‘marcia su Roma', evento poi cancellato in seguito al divieto della questura e del Ministero dell'Interno.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: https://roma.fanpage.it/tenta-di-esporre-una-bandiera-fascista-a-montecitorio-nel-giorno-della-marcia-su-roma-denunciato/

CASA POUND PREPARA UNA 'MARCIA SU ROMA' PER IL 21 MAGGIO, ANPI E PARTITI DI SINISTRA CHIEDONO IL DIVIETO

Di Salvatore Santoru
Casa Pound ha indetto un corteo per il 21 maggio nella capitale d'Italia, corteo ribattezzato dai media "marcia su Roma" per ricordare le assonanze con il fascismo a cui il movimento di estrema destra idealmente si rifà.
Il corteo di Casa Pound avrà un'eco internazionale visto che si terrà in contemporanea anche a Madrid,Atene e Parigi.Difatti, il corteo di Casa Pound rientra nelle più ampie manifestazioni dedicate all'anniversario della morte di Dominique Venner, intellettuale di estrema destra francese che si suicidò nel 2013. 
La notizia del corteo di Casa Pound ha lasciato sgomenti diversi partiti e associazioni di sinistra che hanno deciso di opporsi e di chiedere il divieto della manifestazione del movimento di estrema destra.
Inoltre, l'Anpi ha scritto al Prefetto per chiedere di vietare la manifestazione e annunciato un esposto alla Procura della Repubblica per ogni espressione di stampo fascista che dovesse essere intrapresa senza il pronto intervento delle forze dell'ordine".

La figura di Dominique Venner, icona dell'estrema destra europea 

L'intellettuale di estrema destra che Casa Pound intende omaggiare,Dominique Venner è stato, negli ultimi anni, uno dei punti di riferimento della destra radicale francese ed è diventato un'icona dei movimenti e partiti di estrema destra europei.
Il saggista e storico Venner era un'esponente di punta della corrente della "Nuova Destra" francese("Nouvelle Droite") e si è suicidato presso la Cattedrale di Notre-Dame il 21 maggio del 2013 per protestare contro quella che riteneva "la morte dei valori tradizionali europei".
A seguito del tragico fatto sono stati diversi gli omaggi che l'estrema destra europea ha riservato per Venner, e il gruppo metal tedesco degli "Ubermensch" gli ha dedicato la canzone "Ein Blutzeuge aus Frankreich"("Un Martire della Francia").

BOLZANO: BOOM DI VOTI PER L'ESTREMA DESTRA AL PRIMO TURNO DELLE ELEZIONI COMUNALI

Di Salvatore Santoru
Bolzano, a contendersi nel ballottaggio previsto per il 22 maggio ci saranno il candidato del PD Renzo Caramaschi e quello del centrodestra Mario Tagnin, sostenuto anche dalla Lega Nord. Secondo quanto riporta il quotidiano "il Tempo", nel primo turno delle elezioni comunali il candidato della sinistra Caramaschi è riuscito ad ottenere il 22,32 % dei voti, mentre il candidato di destra Tagnin è arrivato al 18,39.
Sempre secondo quanto scritto dal "Tempo", complessivamente il primo turno è andato molto bene al Movimento 5 Stelle e sopratutto al movimento di estrema destra"Casa Pound", che è riuscito a superare il 6% delle preferenze e che quindi ora passa dall'avere un'unico rappresentante nel consiglio comunale a ben tre.
 Stando a un articolo del sito web "il Blitz Quotidiano", il candidato di Casa Pound Bolzano Andrea Bonazza ha riscosso relativamente un grande successo.
Sempre stando all'articolo di "Blitz Quotidiano", Bonazza è un ultras della locale squadra di hockey e secondo quanto si può vedere facendo qualche ricerca sul web risulterebbe vicino a "Solidarieté onlus"(Solid onlus), un'ONG legata a Casa Pound che si occupa sopratutto della minoranza etnica "Karen" della Birmania e dei serbi nel Kossovo.
Inoltre, in passato Bonazza era diventato relativamente conosciuto musicalmente per essere stato il cantante dei "No Prisoner", una band che rientrava nel filone dell'hardcore punk di estrema destra e/o "NSHC"(National Socialist Hardcore Punk).
C'è anche da segnalare che Bonazza era già salito alle cronache per essere stato condannato per aver fatto il saluto romano dopo una manifestazione sulle foibe e per essere stato condannato e in seguito assolto per diffamazione nei confronti dell'ex sindaco Luigi Spagnolli.

PER APPROFONDIRE:

FOTO:manifestazione di Casa Pound Bolzano, https://www.youtube.com

Romics: raid di Casa Pound contro il fumetto antifascista "Quando C'era LVI", alcune riflessioni a riguardo



Di Salvatore Santoru

Domenica 10 aprile, la rassegna annuale sul fumetto è stata protagonista di un "raid" da parte di alcuni militanti di Casa Pound contro la presentazione di "Quando c’era Lvi", fumetto di Stefano Antonucci, Mario Perrotta e Davide Fabbriedito da Shockdom edizioni.
Come riportato dal "Corriere della Sera"(1), Davide Di Stefano e altri militanti di Casa Pound hanno filmato un video in cui si vede lo stesso Di Stefano che "si avvicina allo stand della casa editrice e facendo finta di inciampare getta a terra dei libri, tra l’altro dopo avergli versato sopra della Coca Cola."
Indubbiamente si è trattato di un gesto che va condannato e che,nonostante non si possa considerare "aggressione squadrista", ha comunque una sua valenza che è stata ritenuta quasi "intimidatoria".
C'è anche da dire che il fumetto in questione presenta diversi aspetti alquanto controversi(a partire dalla copertina con la testa in giù di Mussolini, che richiama la strage di Piazza Loreto) e che una sua critica poteva essere effettuata in modo civile da chi non aveva apprezzato il fumetto, invece di certe "azioni dimostrative".

Intanto su Facebook(2) il vicepresidente di Casa Pound Simone Di Stefano(fratello del Davide citato prima) sposta la vicenda sull'aggressione a due anziani leghisti(3) a un banchetto informativo, un'atto che va fermamente condannato in quanto la violenza e ogni tipo di violenza sono da respingere.

Detto questo, urge fare una piccola riflessione su questo fatto.

Precisando che non aderisco a nessun dogma politico, che sono ideologicamente piuttosto agnostico  e che delle diatribe per la "purezza ideologica" Me Ne Frego, trovo che sia alquanto assurdo nel 2016 assistere ancora al clima di tensione e scontro tra neofascisti e antifascisti militanti, scontri che hanno infiammato gli anni 70 per mere questioni di conformismo ideologico e che ancora oggi continuano, nonostante il fatto che siamo nel 2016 e il fascismo non esista dal 45. 
Detto questo, sarebbe auspicabile che ognuno segui le proprie idee e che non si abbino pretese di imporre con la forza(o con le semi-intimidazioni o altro) agli altri, come vorrebbero certi seguaci del neofascismo così come certi seguaci del cosiddetto antifascismo militante.

In fondo, siamo nel 2016 e sarebbe ora per l'Italia(e il mondo) di guardare al presente, senza bisogno di rievocare spettri e beghe del passato, o no ?

NOTE:
(1)http://www.corriere.it/video-articoli/2016/04/11/raid-casapound-stand-romicscoca-cola-libro-grottesco-mussolini/b8a4d8c6-fffd-11e5-8c9c-128b0570e861.shtml
(2)https://www.facebook.com/distefanocasapound/posts/827381990699026
(3)http://milano.repubblica.it/cronaca/2016/04/12/news/lega_milano_aggressione-137463788/

FOTO:copertina del fumetto,http://www.shockdom-store.com

Il caso: l'ex ministro della Difesa Mario Mauro relatore al convegno del movimento di estrema destra "Alliance for Peace and Freedom"

Convegno Forza Nuova su Siria, c'è anche ex ministro difesa Mario Mauro - polemiche

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://www.milanotoday.it/politica/convegno-forza-nuova-siria-mario-mauro.html

Pioggia di polemiche sul convegno dell'Alliance for Peace and Freedom, il partito pan-europeo di estrema destra di cui fa parte anche Forza Nuova, che si terrà a Milano il 24 gennaio sulla situazione in Siria. Vari i fronti della discordia. Il primo parlava di una sala in regione Lombardia, prenotata da Maria Teresa Baldini, consigliera di maggioranza, eletta con la lista "Maroni Presidente" e poi trasmigrata al gruppo misto ("Fuxia People"). 
«Non ho prenotato nessuna sala in regione», ha smentito Baldini, che però sostiene il convegno e ne parla come di un modo per «far luce sulla situazione critica del popolo siriano». Baldini ne ha anche approfittato per attaccare il governo Renzi: «La dittatura - ha aggiunto - è oggi quella economica, mentre ci troviamo governati da persone non elette dal popolo. Una situazione paradossale: siamo messi peggio dei tempi di Mussolini, che fu legittimamente investito dal Re».
Sta di fatto che la sede del convegno non è ancora stata resa nota. Invece si sa già chi partecipa. Oltre a Roberto Fiore, leader nazionale di Forza Nuova, e alla Baldini, ci saranno Nick Griffin (ex eurodeputato del British National Party), Nabil Al Malazi (presidente del Syrian Club Polonia), Gian Micalessin (giornalista de Il Giornale) e Mario Mauro (già eurodeputato di Forza Italia, ora presidente del partito di maggioranza Popolari per l'Italia e senatore). 

Bologna: martedì 19 gennaio incontro dell'estrema destra europea e in Piazza Nettuno ci sarà un presidio antifascista

Estrema Destra a Bologna: sede 'ignota', in Piazza Nettuno presidio anti-fascista


Non è ancora nota la sede dell'incontro di "Alliance for Peace and Freedom", il partito politico dell'estrema destra europea che fa capo a Roberto Fiore, leader di Forza Nuova, ma, da quanto si apprende non si organizzeranno cortei o momenti aperti al pubblico, e il luogo dell'incontro, a quanto pare, non verrà reso noto. 
Come annuncia Fiore sul profilo Facebook, i rappresentati politici si incontreranno in città per "stabilire una rete europea a livello istituzionale" che metta insieme coloro che "lavorano quotidianamente per affrontare le sfide sui territori, come la crisi economica e sociale e i problemi di ordine pubblico".
Sicuramente il meeting non passerà inosservato e il timore di dispordini c'è. Netto il commento del Sindaco Virginio Merola: "Non hanno niente di meglio da fare nella vita che venire a rompere a questa città?". 
Intanto i sindacati confederali Cgil, Cisl, Uil, l'Anpi, l'Arci e Libera hanno organizzato un "presidio antifascista" davanti al Sacrario dei Caudti di Piazza Mettuno in risposta alla presenza "intollerabile e offensiva nei confronti della Resistenza - si legge nella nota - Bologna non è terra per tutte quelle forze di estrema destra che non si vergognano di richiamarsi ai valori del fascismo, della xenofobia e del razzismo". 
FOTO:Fiore e altri membri dell'Alliance for Peace and Freedomhttp://alliance-for-peace-and-freedom.com

"Fascisti del terzo millennio": l'antropologia di Casa Pound secondo la ricercatrice Maddalena Gretel Cammelli

Di Armando Lancellotti
Maddalena Gretel Cammelli, Fascisti del terzo millennio. Per un’antropologia di CasaPound, Ombre Corte, Verona, 2015, 126 pagine, € 12,00
«Primo: me sfilo la cinta; due: inizia la danza/ Tre: prendo bene la mira; quattro: cinghiamattanza/ Primo: me sfilo la cinta; due: inizia la danza/ Tre: prendo bene la mira; quattro: cinghiamattanza/ Cinghiamattanza!/ Cinghiamattanza!/ Cinghiamattanza!/ Questo cuoio nell’aria sta ufficializzando la danza/ Solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza/ Questo cuoio nell’aria sta ufficializzando la danza/ Solo la casta guerriera pratica cinghiamattanza/ Cinghiamattanza!/ Cinghiamattanza!/ Ecco le fruste sonore stanno incendiando la stanza/ Brucia la vita d’ardito, urlerai: “Cinghiamattanza!”» (p. 70).
Sono le parole di una canzone degli ZetaZeroAlfa, gruppo musicale di Gianluca Iannone, frontman della band, leader e guida carismatica di CasaPound Italia, movimento politico nato a Roma nel 2003 e che dà di sé la definizione di “fascismo del terzo millennio”.
cover Cammelli
Maddalena Gretel Cammelli, antropologa e ricercatrice presso l’École des Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi e l’Università di Bergamo, ascolta la canzone e osserva la reazione del pubblico in una sera d’estate del 2010, quando si reca ad “Area 19 – postazione nemica”, dietro lo stadio Olimpico a Roma, uno spazio che «vuole essere l’equivalente fascista dei centri sociali […] in occasione dell’appuntamento annuale di musica ‘non conforme’: la ‘Tana delle Tigri’». (p. 65) Quando risuonano le note della canzone, si scatena una danza collettiva, un pogo fatto di cinture sfilate e di cinghiate reciprocamente scambiate dai militanti di CasaPound che ascoltano il concerto.
Si tratta di una liturgia collettiva, di un rito comunitario che sancisce e ribadisce l’appartenenza al gruppo, che consolida un’identità condivisa, che materializza il legame della comunità, consistente in un condensato di cameratismo, machismo, arditismo e settarismo elitario, nella convinzione di appartenere ad una “casta guerriera”, ad un’entità orgogliosamente ‘non-conforme’, che, seppur con le modalità di un pogo punk-rock sotto il palco di un concerto, intende rievocare e ripraticare il “mito” squadristico del gruppo d’assalto del fascismo della prima ora. Il “mito”, appunto, perché, secondo l’autrice, è di questo che soprattutto si alimenta – e ci sembra una delle tesi più interessanti del libro – l’identità del singolo militante come dell’intero gruppo di CasaPound Italia; il mito della ‘non conformità’ irriducibile, del comunitarismo organico, del fascismo vissuto più come esperienza esistenziale, come categoria mistica dello spirito, come estetico stile di vita che come prassi politica costruita su rigorose e coerenti categorie socio-economiche, politiche e culturali.
Di questo parla il libro di Maddalena Gretel Cammelli, Fascisti del terzo millennio. Per un’antropologia di CasaPound, recentemente uscito per Ombre Corte, nel novembre 2015. Un lavoro importante, dice nella Prefazione Jonathan Friedman, perché studia un movimento politico di estrema destra fascista quale CasaPound che, come tutti gli analoghi gruppi europei ultranazionalisti e populisti, fa del principio identitario, ridefinito su base etnico-nazionale, un punto fermo della propria piattaforma ideologica e pratica, in un momento storico in cui l’intera società occidentale – a seguito degli intensi e crescenti fenomeni migratori, della globalizzazione economica e della sua crisi – pare subire una sorta di “ubriacatura identitaria”, fertile terreno di coltura in cui le cellule di un risorgente fascismo possono moltiplicarsi e prosperare. La «crisi delle tradizionali forme d’identificazione quali la classe sociale» lascia spazi vuoti da occupare per «forme di radicalizzazione ed etnicizzazione legate a specifiche identità culturali, in cui il focus è passato dalla classe all’etnicità, dalla classe alla cultura, dalla razionalità al bisogno di religione» (p. 52). Fenomeni – come è noto – che si sono manifestati in anticipo nell’Europa orientale post-comunista, in cui l’affannosa ricerca di paradigmi identitari da sostituire a quelli esauritisi ha prodotto un pullulare di movimenti neofascisti, neonazisti, comunque variamente nazionalistici (o localistici) che hanno (ri)dato voce a sciovinismi xenofobi vecchi e nuovi e a revisionismi mai del tutto cancellati.
In ogni caso si tratta di forme di “integralismo” politico, che l’autrice definisce, sulla scorta di Douglas Holmes, come correnti o movimenti di pensiero conseguenti a periodi o fenomeni destabilizzanti di radicale crisi di senso e che elaborano modalità di appartenenza essenzializzanti, cioè olistiche, totalizzanti.
L’approccio all’oggetto d’analisi che l’antropologa Maddalena Gretel Cammelli appronta è quello etnografico: una approfondita e rigorosa ricerca sul campo che si sviluppa dalla dialettica tra la prospettiva “emica” dell’oggetto sociale analizzato, del suo punto di vista, del suo sistema di pensiero e di valori, con cui la studiosa deve stabilire un efficace contatto/scambio e la prospettiva “etica” della presa di distanza dall’”indigeno” analizzato e del rigoroso giudizio scientifico che deve concludere il lavoro di ricerca. Lavoro reso ancora più difficile dalla appartenenza dell’autrice all’area politica contraddittoria rispetto a quella studiata e al mondo culturale e valoriale dell’antifascismo. Divergenza dall’oggetto di indagine che se, come Cammelli stessa afferma, ha prodotto da un lato scontate e sospettose diffidenze reciproche – si tratta di uno di quei casi «in cui “non si amano i propri indigeni”» (p. 19) – dall’altro rende ancora più interessante il lavoro svolto e il libro che lo rendiconta.
Tra le parti più interessanti del saggio, quella in cui l’autrice, dopo aver tracciato una sintetica storia del neofascismo dal Msi fino alla nascita di CasaPound – prima come costola di Fiamma Tricolore, poi come movimento indipendente – considera il programma politico del ‘fascismo del terzo millennio’, con cui il movimento partecipa alle elezioni amministrative e regionali del 2013.
Si tratta di una miscellanea di idee e punti programmatici attinti a piene mani dal fascismo del Ventennio e dall’intero suo arco di sviluppo storico, dalla prima ora fino a Salò, con l’aggiunta di qualche variazione, mai essenziale, o adattamento al contesto e alla realtà odierni.
Centrale e fulcro dell’intero impianto programmatico è l’idea della Nazione, intesa secondo le modalità organicistiche dello Stato etico gentiliano, che intende la Stato stesso come un fatto spirituale e morale prima ancora che come un’entità giuridico-politica, dove l’individuale è concepito solo in quanto sussunto dall’universale organico del corpo statale e dove i rapporti sociali di classe si articolano secondo la logica corporativistica dello sforzo interclassista per il conseguimento del bene comune superiore. Una siffatta Italia Nazione dovrebbe, di seguito, essere in grado di imporre una Sovranità forte, variamente intesa come difesa del territorio e conseguente potenziamento del sistema di difesa nazionale, anche attraverso la reintroduzione della leva obbligatoria estesa pure alle donne; oppure intesa come sovranità energetica, tramite il ritorno all’energia termonucleare e la nazionalizzazione dell’energia elettrica e di altri settori economici e infrastrutturali strategici. E’ facile cogliere il nesso con la sovranità autarchica del fascismo mussoliniano, che viene però estesa e traslata sul piano europeo, per il quale CasaPound auspica la creazione di uno spazio commerciale chiuso, una sorta di autarchia continentale, che si coniuga al contempo con l’avversione fortissima per la moneta unica europea, intesa come strumento del “vampirismo” del sistema finanziario e bancario internazionale.
La critica al sistema finanziario, accusato di strozzinaggio e usura ai danni dei popoli, è uno dei temi più ricorrenti nella propaganda politica di CasaPound, soprattutto e comprensibilmente dall’inizio dell’attuale crisi economica in poi. La soluzione proposta consiste nella statalizzazione delle banche e dell’intero sistema finanziario che però, a giudizio della Cammelli, si traduce in uno sciovinismo economico che non mette in discussione i meccanismi strutturali del sistema capitalistico, ma assume la forma di un apparente anticapitalismo che identifica un nemico esterno al corpo della nazione, la finanza internazionale (l’equivalente aggiornato e corretto – neppure troppo! – delle demoplutocrazie degli anni Trenta additate come nemico da Mussolini o del complotto antitedesco della finanza ebraica internazionale denunciato da Hitler) e agisce sulla leva del consolidamento comunitario attraverso il ricorso al fin troppo facile meccanismo del capro espiatorio.
Come già nei fascismi “classici”, l’organicismo comunitario della nazione sovrana trae linfa vitale dalla definizione identitaria etnico-nazionale – se non più razziale – e trova la propria antitesi nel fenomeno dell’immigrazione. CasaPound specifica di non essere contro il migrante in sé, ma contraria all’immigrazione usata dalla finanza internazionale per destrutturate e precarizzare a proprio vantaggio il mercato del lavoro, nella fattispecie quello italiano.
L’associazione Sovranità, fondata nel dicembre del 2014 come piattaforma di convergenza politica tra CasaPound Italia e la Lega Nord di Salvini, sintetizza il proprio programma nei tre punti: no euro; basta immigrazione; prima gli italiani. «Il sintetico progetto si presenta con un logo che sembra richiamare l’estetica del fascio, non littorio, ma esplicitamente legato alla terra: tre germi di grano, su sfondo celeste». (p. 43-44).

Tra saluti romani e molte teste rasate, il festival musicale di estrema destra "Hammerfest 2015" a Milano



La foto postata su Facebook dai Malnatt, https://www.facebook.com

Di Carmine Ranieri Guarino
Il nome scelto era abbastanza evocativo. C’era da festeggiare il “Ventennio”, non quello che ai presenti ha fatto tornare in mente bei ricordi, ma “soltanto” l’anniversario della nascita della formazione italiana degli “Hammerskin”. E a rendere onore ai “rasati” italiani sono arrivati davvero in tanti. E da ogni angolo d’Europa. 
https://www.facebook.com

Sabato sera, per qualche ora, - dalle 17 a poco dopo l’1 di notte per la precisione - Rogoredo è diventata il centro del Mondo degli skinhead. Al Mosquito, un ex discoteca poco lontana dal capannone che ospitò la reunion del 2013, si sono incontrati mille, poco più o poco meno, ragazzi con la stessa passione e con la stessa idea per l’Hammerfest 2015. 
Primo obiettivo della serata è stato omaggiare i “fratelli” milanesi per i loro venti anni di battaglie. Secondo, ballare sulle note dei tanti gruppi - alcuni dei quali internazionali - che si sono avvicendati sul palco con l’immancabile carico di saluti romani e simili. 
I timori per l’evento si sono fortunatamente rivelati infondati. Gli skinhead in arrivo dall’Europa - come il gruppo Frontalkraft, che ha aggiornato costantemente i fan sulla propria pagina Facebook - hanno fatto un giro per la città, hanno visitato il Duomo e poi in pullman, e a piedi, si sono recati al Mosquito. 
Frontalkraft, https://www.facebook.com
All’esterno del locale, con qualche uomo della Digos qui e lì a presidiare la zona, non c’è stato nessun tipo di problema. Dentro, tra birra, teste rigorosamente rasate, tatuaggi e bandiere inneggianti al nazismo, si sono esibiti i Frontalkraft, i Division Germania, i Whitelaw e gli italiani Nativi, Adl 122, Bullets, Malnatt e Linea Ostile. 

Milano: polemiche per il festival musicale neonazista "Hammerfest 2015"

Foto da Facebook
Di Salvatore Santoru

Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani e siti online "Fan Page"(1) e "Affari Italiani"(2), sabato 28 novembre si terrà il festival musicale neonazista "Hammerfest".
Sul raduno, con opinioni diverse, si sono occupati anche i giornalisti Michele Sasso dell'Espresso(3), Paolo Berizzi di "Repubblica"(4), lo studioso dei movimenti di estrema destra Ugo Maria Tassinari su "L'Alter Ugo"(5) e l'Osservatorio sulle nuove Destre di Saverio Ferrari(6).

Approfondendo e per essere più specifici c'è da segnalare che il raduno, organizzato dalla"Skinhouse Eventi"(7), sarà dedicato al ventennale della filiale italiana degli Hammerskins("Italia Hammerskin"), uno dei gruppi considerati più radicali del movimento skinhead neonazista e suprematista bianco statunitense("skins 88"), nato negli anni ottanta a Dallas(8).


Concerto della "Hammerskin Nation", http://www.lettera43.it

Sempre come riportato negli articoli citati, il festival prevederà il concerto di storiche band "rechtsrock" (rock di estrema destra tedesco) come i "Division Germania" e i "Frontalkraft", entrambi vicini agli ambienti dell'NPD(il maggior partito di estrema destra tedesco), e aventi avuto collaborazioni con l'etichetta discografica "PC Records"(9), nota per produrre e/o ristampare anche altri gruppi musicali dell'ambiente neonazista tedesco come gli "Sturmweher", gli "Stahlgewitter" o i più noti "Sleipnir".


Copertina di un'album dei Division Germania, http://lyrics.wikia.com
Frontalkraft, https://vimeo.com

Oltre, sono previsti gli inglesi "White Law", band legata a "Blood and Honour"(10), il network politico e musicale di stampo neonazista e suprematista bianco fondato nel 1987 dagli skinheads di estrema destra Nicky Crane e Ian Stuart Donaldson, quest'ultimo il cantante degli Skrewdriver, la band inglese più importante nonché fondatrice del genere "R.A.C."("Rock Against Comunism"), acronimo con cui si identificavano e/o identificano la maggioranza delle bands hard rock,punk e Oi! legate al neonazismo internazionale e/o ai concetti del "White Power" o simili(11).


Militanti di "Blood and Honour", http://www.globalproject.info
White Law, http://www.discogs.com

Infine, il raduno sarà completato dai milanesi "Adl 122"(acronimo di "Anti Decreto Legge 122", legge Mancino nd), band street punk/Oi! di estrema destra attiva dagli anni novanta, dai Nativi, dai Malnatt(altro gruppo storico dell'ambiente neofascista del capoluogo lombardo e da non confondersi con l'omonima band metal di Bologna), dai "Bullets" e dai "Linea Ostile".


ADL 122,https://www.youtube.com

NOTE:
(1)http://milano.fanpage.it/milano-polemiche-per-l-hammerfest-il-raduno-neonazista-in-programma-il-28-novembre/
(2)http://www.affaritaliani.it/milano/european-hammerfest-raduno-nazirock-a-milano-393793.html?refresh_ce
(3)http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/11/26/news/com-e-strano-trovarsi-i-nazisti-a-milano-1.240918
(4)http://milano.repubblica.it/cronaca/2015/11/19/news/hammerskin-127728432/
(5)http://ugomariatassinari.it/la-festa-degli-hammerskin-o-il-fantasma-antisemita-ai-tempi-dellisis.html
(6)http://www.osservatorionuovedestre.org/http://milano.fanpage.it/milano-polemiche-per-l-hammerfest-il-raduno-neonazista-in-programma-il-28-novembre/
(7)https://www.facebook.com/Skinhouse-Milano-482213018548089/
(8)https://en.wikipedia.org/wiki/Hammerskins,https://it.wikipedia.org/wiki/Skin88
(9)https://de.wikipedia.org/wiki/Division_Germania,http://www.discogs.com/label/351626-PC-Records-2,https://de.wikipedia.org/wiki/Frontalkraft,https://de.wikipedia.org/wiki/Rechtsrock
(10)https://en.wikipedia.org/wiki/Blood_%26_Honour,http://www.discogs.com/artist/2001789-Whitelaw
(11)https://it.wikipedia.org/wiki/Rock_Against_Communism,https://it.wikipedia.org/wiki/Skrewdriver
(12)https://it.wikipedia.org/wiki/A.D.L._122http://www.discogs.com/artist/1947888-Nativi,http://musica.wikia.com/wiki/Malnatt,http://www.discogs.com/artist/1908303-Bulletshttp://www.discogs.com/artist/3181104-Linea-Ostile

Latina,il caso:come candidato sindaco in lista con il Pd Paolo Galante, imprenditore vicino alla destra radicale locale



Di Salvatore Santoru

Come riportato dal Fatto Quotidiano e da altri quotidiani online, nelle elezioni politiche di Latina è successa una cosa alquanto curiosa e singolare.
Come candidato sindaco del Partito Democratico è candidato Paolo Galante, già membro in passato di Alleanza Nazionale e vicino all'ambiente della destra radicale italiana.






La sua candidatura è stata proposta dal senatore  e componente della Commissione antimafia Claudio Moscardelli, e ora Galante se la dovrà vedere alle primarie con il candidato proposto dalla corrente avversaria Enrico Forte.
 Secondo quanto raccontato dal Fatto, Galante, che di mestiere fa l'imprenditore, è vicino a Gabriele Adinolfi, fondatore del movimento politico neofascista Terza Posizione negli anni 70, e ha presenziato come relatore ad un evento della rivista Polaris, diretta dallo stesso Adinolfi, e organizzato insieme all’associazione “Passepartout”, anch'essa legata alla destra radicale locale.
Sempre come riportato dal Fatto, a riguardo Moscardelli ha commentato sostenendo che non ci dovrebbero essere problemi, tenendo presente che lui stesso ha partecipato agli incontri di Passepartout.

PER APPROFONDIRE:
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/09/30/latina-ex-nero-candidato-sindaco-col-pd-per-vincere-servono-voti-della-destra/2066390/

FOTO:http://www.latina24ore.it

Prefetto vieta manifestazione Casa Pound, ma i militanti occupano la tensostruttura di Castano Primo: “Non ce ne andiamo”. Qualche decina di agenti sul posto


Di Alessandro Madron
Il prefetto Francesco Paolo Tronca ha revocato a CasaPound il permesso di svolgere il suo raduno nazionale dall’11 al 13 settembre a Castano Primo (Milano). A comunicarlo è Giuseppe Pignatello, il sindaco di Castano Primo che aveva chiesto sostegno alla prefettura milanese. “Siamo contenti, è stata revocata definitivamente la possibilità di fare il raduno di Casa Pound. Metteremo in atto tutti gli interventi concordati dalla prefettura per eliminare l’abuso dei militanti che hanno occupato la tensostruttura”.





Il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato dal Prefetto ha dunque preso atto del provvedimento di revoca dell’autorizzazione e ha diramato una nota: “Le violazioni del provvedimento costituiranno oggetto di un’immediata informativa da parte del Comune di Castano Primo all’Autorità Giudiziaria”. E per questa sera è previsto l’arrivo in Paese diverse decine di uomini delle forze dell’ordine“Abbiamo avvisato la Procura – aggiunge il sindaco – del fatto che dentro la struttura, che è comunale, ci sono persone non autorizzate”, appunto i militanti di CasaPound che per tutta la giornata hanno allestito stand, bagni chimici e impianti audio.
Aumenta però la tensione: “Siamo preoccupati”, conferma il primo cittadino. I militanti di CasaPoundnon sembra abbiano alcuna intenzione di lasciare lo spazio occupato: “Ora noi abbiamo passato la palla alle forze dell’ordine competenti. Noi in Comune abbiamo 6 vigili, non possiamo certo intervenire con uno sgombero”. Ieri il sindaco della cittadina aveva revocato l’autorizzazione rilasciata all’associazione sportiva “La Focosa” che aveva presentato un programma che non contemplava interventi politici di alcun genere.

Eowyn:la semiconosciuta rivista femminile di destra radicale pubblicata negli anni 70 da alcune attiviste dell'MSI vicine culturalmente alla Nuova Destra

Locandina di un concerto organizzato dalla rivista nel 1976 a Roma,http://www.compagniadellanello.net

http://www.secoloditalia.it/2012/02/40-anni-dopo-eowyn-esce-dalle-fogne-e-diventa-bestseller/

Da quando Severino Colombo le ha ribattezzate “principesse e regine del fantasy italiano”, sull’inserto La Lettura del Corriere, queste donne sono divenute un caso letterario. Un piccolo fenomeno socio-editoriale, che in notorietà batte molti colleghi maschi e aiuta non poco la crescita del genere, anche in termini di vendite. Sono otto scrittrici di età compresa tra i diciannove e i quarantasette anni, che a suon di numeri e d’interviste hanno conquistano il pubblico, riaprendo una nuova (vecchia) parentesi del fantasy italiano, tutta al femminile. I loro nomi: Licia Troisi, la “diva”, con due milioni di libri venduti in 18 Paesi, classe ’80; Miriam Mastrovito, pugliese trentottenne; Miki Montingelli, toscana, trentaseienne ingegnere elettronico; Claudia Colombo, diciannovenne napoletana, appena cimentata con l’urban fantasy, sulle tracce di Stephanie Mayer; Elisa Rosso, liceale milanese, classe ’93; Elisabetta Gnone, altra regina delle vendite, genovese classe ’65; Laura Manni, romana trentenne; Chiara Strazzula, ventunenne siciliana. 
Otto donne di successo, in un abito ritenuto prettamente maschile, che in qualche recondito angolo del cuore sognano di ripetere le gesta di J.K. Rowling o della grande Ana María Matute. Scrittrice spagnola classe ’25, per ben tre volte nella cinquina del Nobel grazie a pietre miliari della narrativa fantastica. Libri come Dimenticato Re Gudù, Cavaliere senza ritorno e Prima memoria, pubblicati in Italia da Rizzoli e Sellerio, che hanno riscritto le regole del genere e spalancato all’autrice le porte della grande letteratura, dopo anni di immeritato confino tra i “libri per ragazzi”. D’altronde, quello di concepire storie che cumulano milioni di lettori, fruibili da un pubblico indistinto e persino fanciullesco, è stato ritenuto per anni, da parte della critica, un vizio originale, quasi una colpa. Dimenticando che proprio nel fantasy, dietro vicende apparentemente semplici, si nascondono segni e personaggi complessi, che aprono a diversi livelli di lettura e di rappresentazione della realtà.  
In Italia – chi ha praticato la vicenda umano-politica della destra dal ’70 ad oggi lo sa – il percorso di affermazione del fantasy è ancora più interessante. Perché riguarda, in modo indissolubile, le vicende socio-esistenziali di un’intera comunità di persone, che dall’immaginario fantastico, tolkeniano in primis, ha tratto ispirazione e simboli, alimentando un innamoramento intellettuale che dura ancora oggi. Gianfranco De Turris, forse il più autorevole tra gli studiosi italiani del genere, in un’intervista di qualche anno fa, ricostruisce le ragioni fondamentali di questa relazione, che lega la cultura di destra al fantasy: «La narrativa di Tolkien e la “heroic fantasy” – racconta De Turris – era per così dire più connaturale all’animus del ragazzo di destra, al suo modo di vivere e di sentire, alla sua mitologia personale e collettiva. (…) Non lo si può negare. Ed ecco perché i Campi Hobbit si chiamarono così, ed ecco perché la Nuova Destra pose molta attenzione prima a Tolkien e poi alla “fantasy” più in generale. Il “significato” di questo interesse nella Destra, che si è estrinsecato da un lato in una produzione narrativa e in un approfondimento critico di questa narrativa, ma anche in alcuni tentativi comunitari da un altro, è per me importantissimo, anche se a qualcuno potrà sembrare eccessivo ed esagerato». In effetti, nei momenti più tragici e complicati della loro storia, a cavallo tra i ’70 e gli ’80, questo ritrovarsi nella letteratura fantastica ha salvato molti giovani di destra dalla dispersione generazionale, donandogli un nuovo mito. Un mito che ha avuto decine di declinazioni e persino una proficua parentesi femminile, che oggi dobbiamo riconoscere, almeno in parte, come ideale progenitrice dell’odierno fantasy “rosa”.

Era il 1976, quando vide la luce, a Roma, sotto la responsabilità di Monica Centanni e Marilena Novelli, la rivista Eowyn. Un periodico nato nella destra missina, per allargare gli orizzonti della condizione femminile oltre lo steccato (rigido) del femminismo, prefigurando una nuova immagine di donna, che sfocia nei numerosi proclami lanciati tra le pagine della rivista. Come quello, datato giugno ’77, stampato sulla prima pagina del numero 4: «Eowyn è una donna cui non pesa il ferro della spada, Eowyn è tutte noi, donne che combattiamo questa società». 





Ovviamente, per i conoscitori dell’opera di Tolkien, il nome della rivista non è casuale. Eowyn (Éowyn in originale) è un personaggio centrale del Signore degli anelli. È la nipote di Théoden, sovrano dei Rohirrim, orfana sin da piccola, che vive nella casa dello zio. Un bellezza notevole, dolce e amorevole, innamorata non ricambiata di un eroe, Aragorn, ma anche combattiva, capace di affrontare la battaglia e brandire la spada. L’ideale personificazione di una donna forte, capace e moderna, decisa a fronteggiare le ingiustizie sociali e l’immagine desueta di angelo del focolare. L’estetica della rivista, tipicamente fantasy, è la vera novità. Perché costituisce, almeno in Italia, il primo tentativo di portare la simbologia del genere al di fuori di un ambito strettamente maschile. Grazie a un mix inedito, che fonde le eroine dei poemi epici quattro-cinquecenteschi, con le figure celtiche e le algide bellezze preraffaellite del tardo Ottocento, anticipando le attuali protagoniste di storie fantastiche. La donna di Éowyn era così: forte, dolce ed emancipata. Madre o zia ideale, delle tante ragazze che abitano i romanzi fantasy di oggi. E un po’, ma lo ammetteranno in poche, anche di quelle che li scrivono.