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Tiziano Ferro, non solo Fedez: “‘Accetto miracoli’ disco di cambiamento, mi sono rimesso in gioco”


Di Francesco Raiola

La polemica tra Tiziano Ferro e Fedez è arrivata come un fulmine a ciel sereno, spostando, almeno per un attimo, l'attenzione da "Accetto miracoli". Un paio di battute del cantante di Latina, infatti, sono diventati la notizia musicale del giorno, con tanto di risposta del rapper che ha chiesto scusa per una canzone scritta dieci anni fa, quando non era ancora popolare come è adesso: errori di gioventù, male interpretati, tra l'altro come ha ribadito sottolineando, comunque, la voglia di scusarsi e, anzi, di fare qualcosa assieme per combattere omofobia e bullismo.

Il cambiamento e l'incontro con Timbaland

Fino a quel momento la conferenza stampa per il lancio di "Accetto miracoli", album che uscirà il 22 novembre, era stata una sorta di confessione del cantante, con una parola chiave: cambiamento. L'ha ripetuta tantissime volte il cantante che ha ammesso che alla vigilia di questo ritorno discografico si sente comunque come quando uscirono i suoi primi album: "È un disco che testimonia il mio cambiamento completo, è tutto diverso e per un cantautore è normale che finisca in un disco". Quello del cambiamento è uno dei topos della musica mondiale, la si sente spesso tirata in ballo e forse è reale. Ferro ha spiegato che dopo 18 anni di lavoro in una sorta di comfort zone: "Cambiare e farlo con uno come Timbaland mi ha costretto a rimettermi in gioco, da alunno" ha detto il cantante parlando dell'incontro col produttore americano. Un incontro che ha accompagnato una sorta di rinascita della creatività, data dall'incontro con qualcosa di nuovo: "E proprio la paura del cambiamento ha creato una tensione che mi è servita. Proprio Timbaland mi ha detto ‘ Non capisco quello che hai scritto – poi me lo tradurrai – ma sento che avevi il bisogno di raccontarlo. Non voglio sapere, voglio solo vestirle'".

Il bullismo online e la polemica con Fedez

Il riferimento al bullismo è arrivato quando gli è stato chiesto conto della frase "Sono solo, ed è sempre stato così" contenuta nella canzone "Casa a Natale": "Mi sono sempre sentito un outsider, da bimbo perché grasso e bullizzato, non mi piaceva il calcio, io mettevo la musica. Provavo un senso continuo di inadeguatezza  però la musica mi ha fatto trovare un canale. Anche col passare degli anni quel senso di inadeguatezza non è passato, perché mi pareva che la vita non evolvesse. A 40 anni però cambia il fatto che non diventi felice, ma accogli quello che accade, come parte di un copione che troverà senso". Ferro ha spiegato che ha imparato a non rispondere agli hater, all'importanza del minuto che passa tra la voglia di rispondere di getto a chi commenta online e la decisione di non farlo: "Sono orgoglioso dei miei fan che ho sempre invitato a non rispondere. Eppure è faticosissimo anche perché potrei rispondere in 3 lingue e avrei sempre la risposta giusta" ha detto il cantante, sottolineando che il bullismo non è finito quando aveva 18 anni ma è continuato, anche a causa di alcuni colleghi. A quel punto gli è stato chiesto se facesse riferimento a Fedez e lui ha confermato, spiegando che era uno dei tanti: "Mi si tira in ballo e io sono ironico, finché si scherza va bene, mi spiace solo quando queste cose sono legate al sentimento e alla sessualità, perché anche una battuta può mettere un adolescente a disagio, e che un idolo dei ragazzini mi prenda in giro su questo è un atto di bullismo molto forte, non solo verso di me" ha detto facendo riferimento a un vecchio pezzo del cantante "Tutto il contrario". Pur spiegando che il testo è stato frainteso e che comunque è una canzone scritta dieci anni fa, quando Fedez non era famoso, il cantante ha voluto scusarsi, allungando una mano per tentare di fare qualcosa assieme contro omofobia e bullismo.

Il duetto con Jovanotti

Nell'album c'è anche un duetto con Jovanotti, "Balla con me", pezzo che, come racconta il cantante, non è una semplice collaborazione, ma un vero e proprio duetto: "Jovanotti è stato i mio primo idolo, il primo ad occupare un posto sulla parete della mia camera. A Carnevale mi vestivo da lui, giravo con mia madre per i mercatini a cercare il chiodo e fo dai anche un fanclub a scuola. Ma visto che trovavo consensi un compagno si incazzò e fondò un fanclub di Gianni Morandi che vinse perché si iscrisse anche la maestra. Lorenzo ha accompagnato tutte le fasi della mia vita".

FONTE: https://music.fanpage.it/tiziano-ferro-non-solo-fedez-accetto-miracoli-disco-di-cambiamento-mi-sono-rimesso-in-gioco/

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FOTO: https://music.fanpage.it

Fedez risponde a Tiziano Ferro: "Io e l'omofobia su binari paralleli”


Di Luana Rosato
Le ultime dichiarazioni di Tiziano Ferro riguardo gli atti di bullismo compiuti da alcuni colleghi che, anche attraverso le loro canzoni, scherzano sulla sessualità, sembravano essere riferite a Fedez, che ha deciso di replicare attraverso una serie di Instagram story.
Già protagonisti di una querelle ai tempi di “Comunisti col Rolex”, oggi Tiziano Ferro e Fedez tornano ad essere al cento della cronaca rosa per un testo scritto dal rapper dieci anni fa, “Tutto il contrario”, e nel quale cantava in modo edulcorato l’outing dell’artista di Latina. Per mettere immediatamente a tacere ogni illazione in merito a sue presunte posizioni omofobe, Fedez ha preso la parola e chiarito il possibile fraintendimento con il collega.
Prendo per vero quello che ho letto e non do per scontato che quello che ho letto potrebbe non essere vero, visto quello che si trova online. Sembrerebbe che in una conferenza stampa Tiziano Ferro mi abbia accusato di omofobia e bullismo facendo riferimento ad un testo che io ho scritto esattamente una decina di anni fa – ha esordito il marito di Chiara Ferragni sui social - . Mi stupisce un pochino il tempismo di questa dichiarazione, nel senso che questa canzone e questo testo hanno dieci anni, l’ho scritta che avevo 19 o 20 anni, e quando l’ho scritta non avevo una casa discografica, non avevo un pubblico, mettevo le mie canzoni online”. “Poi, questa è diventata una delle canzoni che mi ha lanciato ed è diventata la mia prima canzone famosa in termini underground, non mainstream – ha proseguito Fedez - . Mi fa strano rendere conto di una cosa che ho scritto dieci anni fa perché a 19 o 20 anni si è delle persone completamente diverse e ci si esprime anche in termini e toni completamente diversi”.
Io, però, nella canzone, ‘Tutto il contrario’, inizio dicendo: ‘Vi interessa che Tiziano Ferro abbia fatto outing?’. Proprio per dire che la sessualità di un artista è accessoria al giudizio che do all’artista – ha continuato a giustificarsi Fedez - . Ovviamente poi lo condisco con la scrittura dissacrante che un diciannovenne ha, ma penso negli anni di aver dimostrato che io e l’omofobia viaggiamo in parallelo, siamo su due binari che non si incontreranno mai”. Infine, Fedez ha fatto riferimento alle iniziative avviate con Mika a X Factor proprio contro il bullismo e l’omofobia, e ha invitato Tiziano Ferro a non litigare a mezzo stampa, ma ad unirsi con lui per fare qualcosa di bello e importante contro questi tristi fenomeni.

BRUNEI, introdotta la Sharia. Pena di morte per gay e adulteri


 Di Salvatore Santoru

Recentemente in Brunei, un piccolo sultanato sull’isola del Borneo, è stata introdotta la Sharia. Come riporta il Post, con la nuova legge verrà introdotta la pena di morte con lapidazione. 

Andando maggiormente nei particolari, tra i destinatari della pena di morte ci saranno anche i gay e gli adulteri. 
La legge era stata annunciata a fine marzo 2019 dallo stesso sultano, Hassanal Bolkiah, e aveva provocato diverse proteste dell’ONU, di celebrità e artisti ( tra cui Elton John e George Clooney) e di governi.

Libero, Ordine giornalisti apre pratica sul titolo sui gay. M5s: “Via i fondi”. Feltri si difende: “Si basa sui fatti”


L’Ordine dei giornalisti ha fatto una segnalazione al consiglio di disciplina, i 5 stelle al governo hanno annunciato che “avvieranno la procedura per tagliare i fondi”. Poco più di 10 giorni dopo l’attacco contro “i terroni”il quotidiano Libero ha aperto la prima pagina con il titolo: “Calano fatturato e Pil, ma aumentano i gay”. E in occhiello: “C’è poco da stare allegri”. Una scelta che ha ricevuto le critiche non solo di opposizioni e associazioni lgbti, ma anche da parte degli esponenti M5s dell’esecutivo. “L’omofobia ce l’ha in testa chi ci critica”, si è difeso il fondatore Vittorio Feltri. “Chi ci spara addosso ha letto solo il titolo ma non il testo, in caso contrario avrebbe scoperto che quei dati ci sono stati forniti dalle stesse associazioni gay. Di cosa ci si offende? Se calano fatturato e Pil c’è qualcuno che se ne rallegra? E’ un titolo fattuale, come direbbe Crozza“.

Il primo a reagire è stato il grillino Vito Crimi, sottosegretario con delega all’editoria: “Avvierò immediatamente”, ha detto, “una procedura per bloccare l’erogazione dei fondi residui spettanti a un giornale che offende la dignità di tutti gli italiani e ferisce la democrazia. Sono disgustato da un giornale che pubblica titoli razzisti e omofobi”. Una posizione rafforzata anche dal vicepremier M5s Luigi Di Maio: “Scriveranno idiozie senza più un euro di fondi pubblici”, ha detto. A loro ha replicato lo stesso Feltri: “Si parla da mesi del blocco dei fondi, chiamano i giornalisti ‘puttane’ e nessuno si scandalizza. Danno soldi a cani e porci e poi dicono che siamo noi a uccidere la democrazia”.
Critiche naturalmente da sinistra. “Libero non è un quotidiano ma un foglio di propaganda che vuole alimentare i peggiori istinti e i più beceri pregiudizi”, ha detto l’ex presidente della Camera e deputata Laura Boldrini. Dopo di lei, il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, criticando il “vergognoso titolo del quotidiano portavoce di Salvini”, ha messo in guardia da quello che definisce un “attacco ai diritti di tutti”.
Ma anche dal centrodestra qualcuno ha deciso di prendere posizione. Renata Polverini ha attaccato: “Libero ci riporta indietro nel tempo, quando essere gay significava messa al bando o peggio”. A lei ha replicato direttamente Feltri su Twitter: “Non capisci un c…o, hai una cultura più bassa di quella di Boldrini”. “L’omofobia ce l’ha in testa chi ci critica, se non si può dire che aumentano i gay, come mi hanno confermato le stesse associazioni lgbt, allora siamo in Iran“.

Grande Fratello, bufera sui post shock del concorrente Danilo. Ecco di che cosa si tratta

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Di Salvatore Santoru

Bufera sul trentunenne concorrente del GF Danilo Aquino.
 Andando maggiormente nello specifico, e stando a quanto riportato da diversi siti web tra cui il Sussidiario(1), il noto sito web di gossip BitchyF(2) ha reso noto che il giovane concorrente del Grande Fratello si sarebbe reso protagonista di alcuni commenti di stampo omofobo e razzista sui social.

Ora lo stesso Danilo potrebbe rischiare l'espulsione.

PER APPROFONDIRE:
https://it.blastingnews.com/tv-gossip/2018/04/grande-fratello-laccusa-choc-a-danilo-e-razzista-e-contro-i-gay-002515111.html .

NOTE:

(1) http://www.ilsussidiario.net/News/Cinema-Televisione-e-Media/2018/4/18/Grande-Fratello-2018-Eliminato-Simone-Filippo-e-Valerio-in-nomination-Barbara-D-Urso/816900/

(2) https://www.bitchyf.it/omofobia-grande-fratello-danilo/

Giornata contro l'omofobia,Mattarella: 'Viola la dignità umana'

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Di Salvatore Santoru

Oggi 17 maggio 2017 è la Giornata Mondiale Contro l'omofobia e la transfobia.
In occasione della giornata,il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella ha dichiarato che  "L'omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone", e che "A nessuno può sfuggire che qualunque forma di persecuzione in base all'orientamento sessuale costituisca, sempre e ovunque abbia luogo, una violazione inaccettabile dei diritti umani universali"(1).

NOTE:

(1)https://it.notizie.yahoo.com/mattarella-omofobia-lede-uguaglianza-e-ferisce-intera-societ%C3%A0-074511019.html

CECENIA, CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER GAY: ECCO PERCHE' I MEDIA MAINSTREAM SBAGLIANO A TACERNE LA MATRICE ISLAMISTA E A DARE TUTTE LE COLPE A PUTIN(INVECE DEL GOVERNO CECENO)

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Di Salvatore Santoru

Recentemente in Cecenia sono stati scoperti dei centri di rieducazione per gay(1).
La maggioranza dei media mainstream ha legato la triste scoperta al fatto che la Cecenia attuale è fortemente alleata della Russia di Putin e non pochi hanno puntato il dito verso i 'cristiani' in generale.
Gran parte dei media mainstream e perlopiù 'liberal' internazionali ha (volutamente?)evitato di fare riferimento al fatto che la Cecenia odierna è un paese islamista, con un governo islamista "moderato"(2) e una gran parte dell'opposizione che abbraccia l'ideologia wahabhita e salafita comune all'ISIS e ad Al Qaeda.
Inoltre, c'è da segnalare che da diversi giorni vi erano delle repressioni anti-gay da parte del governo islamista ceceno e il citato atteggiamento dei media mainstream e 'liberal' era stato anche criticato dal noto sito di sinistra e liberal statunitense Mediaite(3).

In tutta la questione, Putin c'entra realmente poco e se è certamente vero che la situazione dei gay in Russia è alquanto critica e vi sono leggi assai controverse sul tema è altrettanto vero che,a differenza di molti paesi islamisti,è vietato legalmente torturare,discriminare e utilizzare violenza verso i gay e altre minoranze e a riguardo basti pensare al relativamente noto caso di "Occupy Pedophilia", che vide l'arresto e la condanna a 5 anni di carcere per razzismo di un gruppo estremista che faceva video in cui adescava e umiliava persone gay(4).

Inoltre,Putin ha le sue grandi responsabilità per le guerre in Cecenia ma in questo caso non può essere  totalmente accusato per il comportamento di un suo alleato.

Per finire,c'è da dire che è ben noto che in Cecenia vige un forte clima di omofobia legittimato dal fanatismo religioso e il fatto che una grande percentuale dei miliziani dell'ISIS sia di origine cecena dovrebbe far riflettere e si dovrebbe parlare più spesso della stessa questione cecena e delle sue contraddizioni, e non solo per dare contro alla Russia di Putin...
Russia di Putin che è da criticare e deve essere criticata per mille cose e di cui è giusto e doveroso rimarcarne le responsabilità per le guerre e l'attuale situazione in Cecenia, così come d'altro canto sarebbe anche utile evitare eccessive strumentalizzazioni, in stile propaganda da Guerra Fredda.

NOTE:

(1)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2017/04/cecenia-scoperti-campi-di-rieducazione.html

(2)https://informazioneconsapevole.blogspot.it/2015/12/la-cecenia-di-ramzan-kadyrov-fra.html

(3)http://www.mediaite.com/online/sorry-chechnya-lgbt-murders-doesnt-prove-christians-countries-do-it-too/

(4)http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/culo-omofobi-russia-condanna-carcere-membri-gang-110903.htm

CECENIA: SCOPERTI CAMPI DI RIEDUCAZIONE PER GAY

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Di Salvatore Santoru

Nelle ultime ore si sta parlando della scoperta di diversi 'campi di rieducazione' per gay in Cecenia, (1).
Le autorità cecene hanno sostenuto che la notizia sarebbe falsa, in quanto in Cecenia, ma anche se ancora non vi sono ancora prove  sui fatti la notizia non potrebbe sorprendere più di tanto se si tiene conto dell'attuale situazione della Cecenia.
Sembrerebbe proprio che la decisione di istituire campi di rieducazione anti-gay sia da collegare alla politica islamista del governo guidato dal presidente e devoto islamista Ramzan Kadyrov(2),tra l'altro figlio del Gran Muftì(3) Akhmad Abdulkhamidovič Kadyrov(già leader religioso ceceno, morto in un'attentato nel 2004).
La maggior parte dei media mainstream ha evitato accuratamente di parlare della matrice islamista e ha preferito spostare l'attenzione sul fatto che Kadyrov è notoriamente alleato di Putin e in questo modo incolpare direttamente la Russia di Putin, ma qua Putin c'entra realmente molto poco.

O meglio, certamente la Russia di Putin ha grosse responsabilità nell'aver portato la Cecenia in questa situazione con le sue guerre passate e la repressione del separatismo nazionalista ceceno ma è anche vero che da molto tempo la Cecenia è un paese islamista radicale e non è più il paese dove era egemone la corrente islamica dello sufismo tollerante.
Per quanto riguarda tale islamismo, c'è da dire che esso è rappresentato dall'ala "moderata" del governo e dello stesso Kadyrov e che vede all'opposizione gruppi islamisti che sono addirittura ben più radicali,in quanto si rifanno all'interpretazione salafita e wahabita dell'islamismo, che considera giusto sterminare i gay tramite qualunque mezzo violento possibile,come buttargli dai palazzi(come avviene in Arabia Saudita o nel Califfato).

NOTE:

(1)http://www.lastampa.it/2017/04/11/esteri/in-cecenia-campi-di-rieducazione-per-i-gay-proteste-in-italia-alfano-e-mogherini-intervengano-Asrz7kYNU6d3WtULJd2PjK/pagina.html

(2)http://www.elmundo.es/internacional/2016/02/24/56ccc1b9ca4741c9388b4687.html

(3)https://it.wikipedia.org/wiki/Akhmad_Kadyrov

RABBINO DI GERUSALEMME SHOCK: 'GAY SETTA DISGUSTOSA, OMOSESSUALITA' VA PUNITA CON LA MORTE'

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Di Salvatore Santoru

Stanno facendo discutere le controverse parole che l'ex rabbino capo di Israele e attuale rabbino capo di Gerusalemme Shlomo Amar ha rilasciato un'intervista al quotidiano Israel ha-Yom(1).
Amar ha sostenuto che i gay sono una "setta disgustosa" e che "l'omosessualità è in prima fila fra i peccati più gravi e secondo la Bibbia va punita con la morte»(2).

NOTE:

(1)http://www.israelhayom.com/site/newsletter_article.php?id=38063

(2)http://www.globalist.it/world/articolo/208285/il-rabbino-di-gerusalemme-l-039-omosessualita-va-punita-con-la-morte.html

MILANO: IL FOTOGRAFO DI BEPPE SALA E I SUOI INSULTI OMOFOBI E RAZZISTI SUL WEB



Di Paola Bacchiddu

Ricordate la famosa foto in cui il neo sindaco di Milano, Beppe Sala, in piena campagna elettorale, sorride a bordo di uno scooter, guidato da un giovane ragazzo con cui sembra ormai diventato inseparabile? Il giovane in questione, diventato ormai l'ombra dell'ex ad Expo si chiama Daniele Mascolo e ha 33 anni. A Milano Mascolo faceva il fotografo freelance per alcune agenzie di stampa, seguendo in prevalenza la cronaca. Ma nel 2012 entra a far parte della grande squadra di Expo, dove gli viene affidata la realizzazione di alcuni servizi fotografici che riguardano la manifestazione. Come si legge sul sito Open Expo, il portale sulla trasparenza dei dati, sotto la voce “amministrazione trasparente”, a Mascolo vengono commissionati 6 diversi lavori, tra il luglio del 2012 e l'ottobre del 2015, registrati come “servizi fotografici a chiamata al fine di documentare le attività di comunicazione esterna della società quali eventi o conferenze stampa”. L'importo complessivo del lavoro effettuato in questi anni è di circa 131mila 600 euro.

Ma chi ha portato Mascolo in Expo? E come è stato selezionato, tra la mole di validi fotografi che lavorano sul territorio nazionale? Di certo deve essere piaciuto molto perché Mascolo, una volta esaurite le commesse in Expo (l'ultima è di ottobre 2015, a chiusura della manifestazione), Beppe Sala lo arruola prima come fotografo ufficiale della sua campagna elettorale, poi – una volta aggiudicatosi la vittoria a sindaco di Milano – se lo porta in Comune, come testimonia la foto che lo ritrae intento a documentare con una superottica la prima seduta del nuovo consiglio comunale, lo scorso 7 luglio. Per lui dovrebbe esserci pronto un incarico come fotografo ufficiale del sindaco: nomina che potrebbe essere formalizzata con una delibera – così come per altre figure dello staff – nelle prossime riunioni di consiglio. Eppure qualcosa al sindaco Sala, o alla sua squadra, deve essere clamorosamente sfuggito. Perché a leggere quello che Mascolo scriveva sulle bacheche dei suoi account social non molto tempo fa, emerge una figura assai diversa da quella entusiasta, moderata, convintamente di sinistra che è apparsa in questi lunghi mesi di campagna elettorale.
Se in un post fb del primo novembre del 2015 Mascolo, abbracciato al sindaco Sala e al suo neoportavoce Stefano Gallizzi (ex ufficio stampa di Expo), scriveva “Siamo una grande famiglia #expomilano2015”, la musica cambia, sulla sua bacheca, non molto tempo prima. Dove i messaggi di pace, egualitarismo, rispetto delle diseguaglianze, lotta per i diritti civili, sostegno al centro sinistra, antifascismo, lasciano spazio a post di ben altro tenore. Ed è tutto un inneggiare a slogan razzisti e fascisti contro i neri, i rom, i meridionali, gli omosessuali e i comunisti: da “zingaro di merda”, “negro di merda”, “scimmie”, “terroni”, a “finocchi” e “froci”, per non parlare degli insulti verso Milano che viene definita “una città di merda” e soprattutto verso la precedente amministrazione di centrosinistra guidata da Pisapia, che nel migliore dei casi viene salutata con il post “il vento che cambia puzza sempre più di merda”.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO: http://milano.fanpage.it/daniele-mascolo-il-fotografo-di-sala-che-chiama-scimmie-i-neri-e-vuole-il-colera-a-napoli/

LA STRAGE DI ORLANDO E LE STRUMENTALIZZAZIONI DI DESTRA E SINISTRA



Di Salvatore Santoru

La recente strage di Orlando ha dato adito a diverse strumentalizzazioni politiche, sia di destra che di sinistra.
Certa destra ne ha approfittato per scagliarsi contro l'Islam e/o i migranti in sé, mentre certa sinistra ha negato l'impronta islamista radicale.
Inoltre, c'è anche da dire che la condanna dell'omofobia di certa destra spesso non è sincera così come quella di una certa sinistra, in quanto la prima tende a minimizzare quella di matrice "cristianista" mentre la seconda quella di matrice islamista.

Emblematiche in tal caso sono diversi articoli usciti sulla stampa della destra "cristianista" così come certe reazioni di attivisti e politici di certa sinistra che hanno preferito dare la colpa alla "destra cristiana" senza parlare dell'estremismo islamista.
Tali strumentalizzazioni risultano entrambe nocive a un serio dibattito sulla questione, in quanto gli uni ignorato la matrice omofoba e gli altri il fatto che tale matrice era legata all'interpretazione estremista dell'islamismo, aspetti che invece molto probabilmente sono alla base della tragedia.

IL QUOTIDIANO FILO-GOVERNATIVO TURCO CHE PROPAGANDA OMOFOBIA,CRISTIANOFOBIA E ANTISEMITISMO



Di Salvatore Santoru

Ha fatto scalpore il titolo shock omofobo che il quotidiano turco filo-governativo "Yeni Akit" ha dedicato alla strage di Ontario: "Sparatoria di pervertiti".


http://www.telesurtv.net
Il quotidiano, che secondo Wikipedia(1) è in stretti rapporti con il governo di Erdogan e il partito di governo "Akp", non è nuovo a sparate discriminatorie e incitamento all'odio verso le minoranze, siano esse LGBT,cristiani,ebrei,laici,atei,attiviste per i diritti delle donne e così via.
Inoltre, in passato il quotidiano ha espresso anche sostegno a formazioni islamiste radicali tra cui Al Qaeda, tanto che pubblicò un'intera pagina di condoglianze a Osama Bin Laden.

La propaganda di "Yeni Akit" fa capire molto bene la situazione politica che sta evolvendo in Turchia, dove il governo promuove sempre di più l'islamismo politico e il "negazionismo di stato" nei confronti del genocidio della minoranza cristiana degli armeni.

NOTE:
(1)https://en.wikipedia.org/wiki/Yeni_Akit

FOTO:http://www.memurlar.net

STRAGE DI ORLANDO, TITOLO OMOFOBO SHOCK DI GIORNALE TURCO: VIDEO


Di Salvatore Santoru

La recente strage di Orlando commessa da un'estremista islamista in un locale LGBT è stata descritta dal quotidiano turco considerato filo-governativo "Yeni Akit" come "una strage di pervertiti".

Musica utilizzata:Musica de Suspense / Terror - Requiem For Dream(https://www.youtube.com/watch?v=CKr295fM9Ug)

http://www.telesurtv.net

STRAGE DI ORLANDO, GIORNALE TURCO SHOCK: "SPARATORIA CONTRO PERVERTITI"





Di Salvatore Santoru

La recente strage di Orlando commessa da un'estremista islamista in un locale LGBT è stata descritta dal quotidiano turco considerato filo-governativo "Yeni Akit" come "una strage di pervertiti".
La notizia sta facendo discutere e a suo modo è rivelatrice della situazione politica che si sta avendo in Turchia.
Turchia che secondo diversi opinionisti sta virando da diverso tempo verso una svolta "semi-teocratica", basata sul sempre più forte ruolo che l'islamismo politico sta avendo nel paese, tanto
che sia i guerriglieri curdi anti-ISIS che la Russia accusano il governo turco di sostenere, indirettamente o meno, l'Isis nonché altre formazioni islamiste radicali(Fronte Al Nusra ecc) impegnate nella guerra civile in Siria.

Quale che sa la verità sul presunto sostegno all'ISIS e all'islamismo radicale internazionale, non si può non segnalare che in Turchia si sta avendo come non mai un forte avanzamento dell'islamismo politico, avanzamento che prevede come conseguenza minor tolleranza verso le minoranze(tra cui accettazione dell'omofobia e così via) così come vero i gruppi religiosi non islamisti, e interessante in tal discorso il sempre più forte "negazionismo di stato" fatto verso il genocidio dei cristiani armeni.

PER APPROFONDIRE:http://www.huffingtonpost.co.uk/entry/yeni-akit-orlando-mass-shooting_uk_575e5dc1e4b041514369e4b1

FOTO:http://www.telesurtv.net

STRAGE A ORLANDO, SI PARLA DI RIVENDICAZIONE DELL'ISIS

Di Salvatore Santoru
Il 29enne Omar Mateen si è reso responsabile di un attacco terroristico in un night club LGBT di Orlando.
Stando alle indagini, le motivazioni della strage sono da ricercarsi nella sua estrema omofobia unita e/o legata al suo violento estremismo islamista.
L'ISIS ha rivendicato l'attacco e tale rivendicazione è stata fatta all'emittente ufficiale dell'autoproclamato Stato Islamico, la radio Al-Bayan. Inoltre la notizia era stata data dall'agenzia di stampa Amaq, anchessa legata all'Isis e Mateen era stato definito "uno dei soldati del Califfato in America".

PER APPROFONDIRE:http://www.lastampa.it/2016/06/12/esteri/identificato-il-killer-della-sparatoria-al-pulse-un-giovane-americano-di-origini-afgane-FL7SMH7VvCWxUzTdX64bbP/pagina.html

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/orlando-lisis-rinvedica-strage-1270900.html


Puglia, un prof denigra un ragazzo "colpevole" di essere troppo gentile e "effemminato" secondo lui



http://gayburg.blogspot.it/2015/10/puglia-un-prof-denigra-un-ragazzo.html

La denuncia arriva da Il Grande Colibrì, il blog che ha raccolto la denuncia di un professore gay disgustato dall'atteggiamento omofobo di un collega..
I fatto sarebbero avvenuti lo scorso anno all'interno di una classe tutta al maschile di un istituto scolastico in Puglia. Quella caratteristica avrebbe spinto un insegnate a far continuo uso di riferimenti alla sessualità e alla prevalenza della forza mascolina, sino al punto da aggrapparsi ai modi «troppo gentili» di uno studente per continue denigrazioni (come l'uso di riferimenti al femminile).





 Il ragazzo avrebbe poi raccontato che «anche chi non si permette di dirmi niente in altri momenti, in quelle situazioni si scaglia contro di me, cambia espressione, sembra invogliato dall'autorizzazione del nostro insegnante. Tutto questo mi fa ancora più male!».

Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso ci mostra tutta la crudeltà di cui l'ignoranza è capace. È il professore che ha ascoltato il racconto ragazzo ad affermare:

La ricostruzione è confusa, mi dice che aveva necessità di uscire perché aveva mal di stomaco, ma all'improvviso il docente gli chiede se abbia il ciclo. Mentre tutti ridono, qualcuno gli butta addosso un pacco di fazzoletti, gridando: «Voi non uscite mai senza questi!». Inizia a piangere, lui lo invita a non fare la femminuccia e a stare allo scherzo: tra uomini si fa così. Matteo piange e mi racconta che è talmente forte lo spasmo che ha nel versare le lacrime che a poco a poco i suoi compagni smettono di ridere e piomba il silenzio. Il prof riprende a far lezione e lui resta solo a calmarsi. Mi scrive che il tempo si è fermato in quell'istante: doveva andare lontano da quel posto e da quella classe.

Il professore non ha mancato di sottolineare come la vittima abbia espressamente chiesto di non far sapere la cosa in giro. Dinnanzi alle perplessità del docente, gli avrebbe spiegato che a casa non avrebbe avuto alcun conforto dinnanzi a quanto avvenuto. Viene inoltre sottolineato come «in tutta la nostra conversazione mai sono state proferite le parole "gay" o "omosessuale", ma so per certo di continui epiteti dialettali a lui rivolti. Non è ancora pronto nemmeno per se stesso e questo lo rende fragile due volte, esposto ad una doppia sofferenza».

A quel punto il professore ha affrontato il collega, chiedendo conto del suo comportamento. Racconta:

Alla domanda solleva le spalle e afferma: «Oggi vi riempite la bocca con questa parola. È sufficiente ricordare quali sono i ruoli che competono a uomo e donna per farvi sparare queste boiate». Mi sono promesso di non fare commenti e di mantenermi terzo, ma incalzo: «Non mi hai risposto, però». «Gli ho semplicemente detto di non continuare ad essere così donnicciola e di rendersi conto che un domani avrebbe dovuto fare l'uomo» replica, serenamente. Mi guarda e aggiunge: «Tutto qui».
«Ma ti rendi conto che questa frase, detta davanti alla classe, lo ha inevitabilmente messo in difficoltà?» gli chiedo. Lui si innervosisce e mi ricorda che la normalità è altra ed avere parrocchiani comuni al di qua e al di là della cattedra non rende l'anormalità assimilabile alla vita quotidiana. Lo vedo, è contento. Sa di poter colpire me così.

Quando gli è stato chiesto se avesse tollerato un simile comportamento nei confronti di suo figlio, il professore avrebbe tranquillamente fatto trasparire come l'intero comportamento fosse edttato dal solo pregiudizio. «Mi rammenta che il figlio è fidanzato, però aggiunge che un figlio è sempre tale, ma non sa che reazione potrebbe avere. I pantaloni a casa sua non li portano in due: questo gli è stato trasmesso e questo ha insegnato».

Ghana,parole shock del candidato George Boateng:"Se sarò presidente, eliminerò gli omosessuali fucilandoli"




"Se sarò eletto presidente, fucilerò gli omosessuali con il plotone di esecuzione". Lo ha annunciato George Boateng, candidato alle primarie del suo partito per le presidenziali in Ghana, in un'intervista all'emittente Radio Kasapa.
"C'è molta indisciplina in Ghana - ha detto - sotto la mia presidenza, quando una persona corrotta gay o lesbica sarà arrestata la legge permetterà di condannarli a morte per fucilazione. Ciò sarà un evento pubblico".




Nell'intervista George Boateng ha sottolineato che i comportamenti omosessuali devono essere ridotti al minimo se non addirittura sradicati dalla società. La "fucilazione dei corrotti avverrà davanti alla gente, e sarà un evento pubblico, così tutti ne saranno testimoni e funzionerà come deterrente - ha proseguito - È necessaria un'azione di pulizia per eliminare tutti questi atti terribili dalla società". Il candidato alle primarie ha poi sottolineato la sua volontà a 'ripulire' il Ghana da "indisciplina e corruzione che imperano" nel suo Paese.
Le primarie per il suo partito, il National Democratic Congress (Ndc), si terranno a novembre e George Boateng è seriamente intenzionato a prendere il posto del presidente John Dramani Mahama.
Alcuni analisti politici hanno affermato - continua Radio Kasapa sul suo sito - di non volere prendere troppo sul serio le sue dichiarazioni. Recentemente in un dibattito sui media il segretario generale del Ndc, Johnson Asiedu Nketiah, ha invitato Boateng a curarsi con un trattamento psichiatrico.
In Ghana i rapporti omosessuali sono illegali e puniti fino a tre anni di reclusione.

Giamaica:l'isola dell'omofobia e della legge del machete




Di Flavio Bacchetta

In Gia­maica i gay che non pro­ven­gono da fami­glie ric­che tol­le­ranti, sono costretti a vivere nell’anonimato, e molti pra­ti­cano la pro­sti­tu­zione. Quelli dei ceti abbienti, si riu­ni­scono come Car­bo­nari carai­bici in cir­coli segreti, e molti pren­dono moglie per sal­vare le appa­renze. Ulti­ma­mente, in diversi stanno ritro­vando il corag­gio di uscire allo sco­perto, e la J-Flag (Jamai­can Forum for Lesbians All-Sexuals and Gays) ha con­dan­nato uffi­cial­mente l’omicidio, coin­vol­gendo gli organi di stampa, quale The Glea­ner, il primo gior­nale in Gia­maica, che ha ospi­tato vari edi­to­riali a pro­po­sito. Con­danna con­di­visa da Jamai­cans for Justice, l’Ong più impor­tante dei Caraibi, l’unica quag­giù che dia sup­porto ai diritti umani vio­lati e for­ni­sca assi­stenza legale gra­tuita alle fami­glie delle vit­time degli omi­cidi per­pe­trati dalla poli­zia gia­mai­cana, una delle più vio­lente al mondo (300 per­sone uccise la media annua).
Il loro legale, Camille D Lee, mi ha messo gen­til­mente a dispo­si­zione il testo di legge, che risale a 150 anni fa, rela­tivo all’omosessualità in Gia­maica. Un testo allu­ci­nante, con alcuni ter­mini mutuati da l’Antico Testa­mento, che per oscu­ran­ti­smo si col­loca dopo la Sha­riah del regime wah­ha­bita in Ara­bia Saudita.

L’ABOMINEVOLE ATTO

Ecco alcuni stralci dall’Offences against the per­son act. Art. 76: «Chiun­que sia sor­preso a com­met­tere abo­mi­ne­voli atti di bug­gery (rap­porti anali, ndr) con uomini o ani­mali, in pub­blico o in pri­vato, deve essere arre­stato e con­dan­nato a 10 anni di lavori for­zati». Art. 77: «Chiun­que tenti di com­met­tere l’abominevole atto di cui sopra, deve essere preso e con­dan­nato a sette anni di lavori for­zati». Art. 79: «Qual­siasi maschio, in pub­blico o in pri­vato, com­metta, o tenti di com­piere, atti osceni con un altro maschio, deve essere arre­stato e con­dan­nato a due anni, con o senza lavori forzati».
Nel codice penale gia­mai­cano, non è tenuto in alcuna con­si­de­ra­zione il diritto di pri­vacy di due indi­vi­dui adulti con­sen­zienti.
L’ex primo mini­stro Bruce Gol­ding, ex lea­der del Jlp (Jamai­can Labour Party) ha aval­lato nel 2008 que­sta «anti-sodomy law» rin­ca­rando la dose; nes­sun gay met­terà mai piede nel suo Par­la­mento. L’attuale Primo Mini­stro, Hon Por­tia Simp­son, ha invece ammor­bi­dito i toni, dichia­rando, come Pon­zio Pilato, che lei se ne lava le mani, sarà il Par­la­mento a deci­dere, con «un atto di coscienza».

CON­TRO I CRI­MINI D’ODIO

Pro­te­ste sono esplose a Lon­dra, cul­mi­nate con la dimo­stra­zione, davanti al palazzo della Jamaica’s High Com­mis­sion, del gruppo Out & Proud Afri­can Lgbti, che riven­dica la pro­te­zione di gay e lesbi­che in Gia­maica da parte dello Stato, con­tro i cri­mini d’odio. Intanto, dopo oltre due mesi dall’eccidio, nes­sun arre­sto è stato com­piuto nei con­fronti degli assas­sini, che pure sono noti a tutti. «In fondo il fro­cetto se l’era cer­cata…», mor­mora la gente. Ma il peg­gio non è mai morto… Se lo Stato si man­tiene sulle posi­zioni di 150 anni fa, la Chiesa Avven­ti­sta del VII giorno(una delle più seguite quag­giù) va ancora indie­tro, fino ad attin­gere diret­ta­mente dai versi dell’Antico Testa­mento che reci­tano: Dt22:5 — Tow ‘Ebah («abo­mi­nio» in ebraico, ndr). «La donna non si met­terà una veste da uomo, né un uomo indos­serà mai indu­menti fem­mi­nili, per­ché chi fa que­ste cose com­mette abo­mi­nio nei con­fronti del Signore». Ed ecco quello rela­tivo alqede­shah, «colui che entra da die­tro», cioè il sodo­mita: costui, «se ha rap­porti con un uomo come fosse una donna, tutti e due dovranno essere messi a morte, per­ché han com­messo abo­mi­nio; lapi­da­zione». (Levi­tico, 20:13). In fondo gli ucci­sori di Dwayne sono delle per­sone molto devote, che hanno appli­cato la Bib­bia alla let­tera, aggiun­gendo un tocco di moder­nità, con machete e pistola…
Nel 2004 furono assas­si­nati due atti­vi­sti delJ-Flag a King­ston, e il 26 gen­naio del 2011 fu ucciso in Uganda David Kato Kisule, mem­bro di spicco del movi­mento Lgbt, noto anche ai gay gia­mai­cani, che aveva coin­volto nelle sue riven­di­ca­zioni. Il delitto Jones è il terzo omi­ci­dio avve­nuto in Gia­maica dalla fine del 2012 ai danni di un omo­ses­suale maschio; sem­pre a luglio, decine di gio­vani omos­ses­suali sono stati sfrat­tati dalle loro case dalla poli­zia senza ragione.

Nel 1992 Buju Ban­ton, oggi in galera negli Stati Uniti, salì alla ribalta inter­na­zio­nale con un hit cele­ber­rimo, Boom bye bye Bat­ty­b­woy head, titolo da fumetto che si può tra­durre così: «Uno sparo, e dì ciao alla tua testa, checca». 




Il pezzo ebbe un suc­cesso tale nelle clas­si­fi­che locali, oltre che in quelle sta­tu­ni­tensi e nel Regno Unito, da supe­rare l’ancora imbat­tuto album di Bob Mar­ley,Legend.
Da allora l’omofobia quag­giù ha assunto pro­por­zioni tali che fanno dell’isola carai­bica la nazione più intol­le­rante verso i gay dell’emisfero occi­den­tale. Qua gli uomini non usano strin­gersi la mano tra loro, tan­to­meno baciarsi sulle guance. Un tocco del pugno e i con­ve­ne­voli sono finiti; anche le sman­ce­rie tra inna­mo­rati ete­ro­ses­suali sono ridotte al minimo; è con­si­de­rato di pes­simo gusto baciarsi per strada, e cono­sco cop­pie spo­sate da anni che non si sono mai baciate in bocca.
Le liri­che omo­fobe hanno cau­sato il bando di molti arti­sti della dan­ce­hall gia­mai­cana dal mer­cato disco­gra­fico degli Stati Uniti, e il divieto di tenere con­certi dal vivo in vari paesi. Essendo par­ti­co­lar­mente sen­si­bili dal lato del por­ta­fo­gli, alcuni di loro, Bee­nie Man, Caple­ton e Sizzla, si sono ras­se­gnati di recente a fir­mare il Com­pas­sio­nate Act, dove si impe­gnano a con­trol­lare tutti i testi delle loro can­zoni, attuali e pas­sate. Un impe­gno che viene siste­ma­ti­ca­mente igno­rato in Gia­maica; il 4 ago­sto del 2013, durante il lungo ponte festivo per l’Emancipazione dalla schia­vitù e l’anniversario dell’Indipendenza, Sizzla Kalo­nji, pro­prio lui, il Com­pas­sio­ne­vole, a Negril ha dato il peg­gio di sé arrin­gando la folla con l’invocazione: «Bon fire all dem bat­ty­b­woys dem!» (Fac­ciamo un grande falò di tutte le chec­che). Erano pas­sate meno di due set­ti­mane dal mas­sa­cro del povero Dwayne. Il pro­feta rasta, altri­menti con­si­de­rato un can­tante social­mente impe­gnato, ha appli­cato per­fet­ta­mente i dogmi dell’ipocrisia bianca; fare i bravi all’estero, per poi sfo­garsi senza rite­gno a casa.
In que­sto set­tore, una volta tanto, alle donne va meglio; nel Codice Rocco gia­mai­cano, non c’è trac­cia di atti «abo­mi­ne­voli» che riguar­dino loro. Nel caso delle lesbi­che, non esi­ste bug­gery… E l’omosessualità fem­mi­nile è con­sen­tita anche dal Tal­mud. (Shab­bat 65a). La per­cen­tuale di ragazze omo­ses­suali e bises­suali in Gia­maica è in asso­luto una delle più alte del Con­ti­nente Ame­ri­cano, in pro­por­zione al numero di abi­tanti.
Mal­grado i poli­ziotti cri­mi­nali, il codice penale obso­leto, e la visione fon­da­men­ta­li­sta di alcune delle sue chiese, la Gia­maica non è una teo­cra­zia sciita o una monar­chia feu­dale wah­ha­bita, bensì una demo­cra­zia par­la­men­tare con una libera stampa, seb­bene nel con­te­sto di una società che va curata dalle tare del colo­nia­li­smo inglese, tra le quali que­sta omo­fo­bia folle, retag­gio di stu­pri e soprusi risa­lenti alla schiavitù.

La poco sconosciuta omofobia storica del comunismo cubano, recentemente criticata e condannata da Fidel Castro

 

Di Mario Cirrito
“Se qualcuno è responsabile, sono io. È stata una grande ingiustizia, in quei momenti non mi potevo occupare di questo caso. Ero immerso nella crisi di ottobre [la "crisi dei missili" tra gli Usa, l'Urss e Cuba nel 1962], nella guerra e nelle questioni politiche”.
A pronunciare lo storico pentimento per le decennali persecuzioni verso gli omosessuali cubani, è l'ex presidente Fidel Castro, in una intervista alla direttrice del quotidiano messicano La Jornada. Un pentimento storico che potrebbe aprire le porte a nuovi diritti per gay e lesbiche cubane.
Per il lider maximo, causa di questa omofobia di Stato è stata la reazione spontanea nelle file rivoluzionarie, convinte di conservare le tradizioni del Paese, dove neri e gay erano discriminati. Non dimentica che quelle "tradizioni" portano nelle dure carceri cubane decine di omosessuali, probabilmente per essere "curati", più estesamente per sfiancarli con i lavori forzati e renderli reietti persino verso gli altri prigionieri. Quando nascono i primi campi di concentramento UMAP, nei quali vengono rinchiusi i credenti, gli intellettuali e gli oppositori, vi sono internati anche gli omosessuali.
Così, mentre i gay occidentali si fiondano a frotte a subire il fascino del sesso cubano, parecchio tollerato dalla polizia, gli omosessuali cubani incarcerati subiscono violenze che vanno dall'elettroshock, ai psicofarmaci, alla somministrazione di ormoni di animale maschio. Molti coloro che venivano prelevati dalle loro case e cacciati da Cuba; altri sottoposti al “actos de ripudio”, una gogna di pestaggi, lanci di sassi, offese di ogni genere.
Davvero Fidel Castro non sapesse di tutto questo? Troppo impegnato a combattere gli Stati Uniti e i nemici occidentali? Di certo, qualcosa a Cuba è cambiato dopo gli anni '90, almeno per i gay che vivevano nella capitale, poco e nulla per chi aveva la sfortuna di stare nelle zone rurali.
Ora si dice che a far cambiare idea a Fidel sia stata probabilmente la figlia di Raul, fratello dell'ex presidente, Mariela Castro Espin, direttrice del Cenesex (Centro Nazionale di Educazione Sessuale). È stata lei a confermare alla stampa che prestissimo presenterà un disegno di legge per la legalizzazione delle coppie di fatto omosessuali.
Mariela Castro è da tempo una attenta attivista verso le persone lgbtq cubane e da anni conduce una battaglia personale contro ogni forma di omofobia nel suo paese. Il Cenesex è già riuscito a convincere il governo ad autorizzare gli interventi chirurgici che permettono il cambio di sesso, 20 anni dopo la prima operazione che suscitò una grande protesta a Cuba.
Le dichiarazioni di Fidel Castro e il suo pentimento per i tanti gay perseguitati, apre una nuova pagina per Cuba e i suoi cittadini omosessuali; ha un significato di speranza per un paese che vuol dimenticare anni di embargo, di miseria per mancanza di materie prime, e intende aprire un dialogo con alcune democrazie occidentali.
Forse non basteranno le parole di Castro a proteggere i tanti omosessuali che vivono in segreto la loro condizione sessuale, ma è di certo un momento storico per Cuba. Da non sottovalutare.

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